La settimana scorsa ero a Venezia con uno spritz in mano quando, citando ad amici e conoscenti Black Mirror, ho visto storcere più di un naso. E non era la prima volta: troppo cinica, troppo disturbante, addirittura “troppo attuale” (giuro, mi hanno detto esattamente così), la serie di Charlie Brooker è passata da rivelazione per tutti a gingillo per pochi. Pur comprendendo le motivazioni rispetto a questo cambio di rotta, dopo l’ennesimo recente rewatch posso affermare che non esiste un solo episodio di Black Mirror al di sotto dell’ottimo.
Perciò benvenuti nella guida definitiva e personalissima al catalogo antologico di Black Mirror, aggiornata alle ultime frontiere della Stagione 7. Per i nuovi arrivati, sappiate che – a parte due puntate collegate – potete guardare i singoli episodi come opere a sé stanti, anche se ci sono spesso rimandi che a mio modo di vedere giustificano una visione in ordine cronologico degli episodi. Regolate i vostri impianti neurali: si parte dal fondo, ma che fondo ragazzi.
34. Metalhead (S4): In un futuro post-apocalittico non ben precisato, una donna si nasconde da cani robotici assassini mentre cerca di recuperare qualcosa. Curiosamente pensato come primo episodio di BM (un rimando a The Twilight Zone?), è girato completamente in bianco e nero e vi farà temere la Boston Dynamics.
33. Smithereens (S5): Un autista disperato rapisce un dipendente di un colosso social per costringere il CEO-guru a una confessione telefonica. Una puntata tra quelle con i piedi più per terra, che serve a ricordarci che il vero bug di sistema è la nostra necessità di un refresh continuo. Le tecnologie presenti sono attualissime, unico motivo per cui è abbastanza in fondo alla classifica: adoro i voli pindarici ultratech di BM.
32. Demone 79 (S6): Una timida commessa degli anni '70 deve compiere sacrifici umani per evitare l'apocalisse nucleare, guidata da un demone dalle sembianze di Boney M. Un divertente deragliamento nel comic-horror-fantasy (nonché gran storia romantica, sul finale) dovuto a un semplice motivo: Charlie Brooker si era riproposto che la sesta stagione uscisse dagli schemi di BM, ottenendo risultati non deludenti come questa puntata e come la prossima della lista, ovvero…
31. Mazey Day (S6): Una giovane giornalista a caccia di scoop insegue una starlette che nasconde un segreto. Il twist orrorifico di questa trama arriva quasi totalmente inatteso e le critiche al mondo dei mass media la accomunano ad altri episodi, nonostante anche qui l’onnipresente tema della tecnologia sia accantonato. Splendida Zazie Beetz, nota per il ruolo di Domino in Deadpool 2.
30. Hang the DJ (S4): Un algoritmo assegna ai partner una data di scadenza obbligatoria per testare la compatibilità verso il "match perfetto". Una commedia romantica sci-fi che ci dà l'unica cosa che un nerd desidera davvero: una spiegazione matematica all'amore. Il twist finale è di quelli che si ricordano. Da consigliare ai vostri amici che usano Tinder.
29. Gli uomini e il fuoco (S3): Soldati del futuro danno la caccia a mutanti chiamati "parassiti", scoprendo che i loro occhi sono ingannati da un'interfaccia neurale. La prova definitiva che se il tuo hardware ti dice di sparare a qualcuno, faresti meglio a controllare prima le impostazioni della privacy. Ad alcuni di voi ricorderà una storia di Dylan Dog, ad altri Carpenter, ai più raffinati quel racconto seminale che è Alle otto del mattino di Nelson.
28. Beyond the Sea (S6): In un passato alternativo, due astronauti in missione decennale usano replicanti robotici per vivere la vita familiare sulla Terra. Ma anche in quegli anni ‘60 ci sono invasati pronti a turbare la tranquillità delle famiglie in nome di ideali distorti. Un dramma psicologico sulla solitudine spaziale che finisce per ricordarci ancora una volta che nulla va come dovrebbe andare, quando ci sono esseri umani di mezzo. Cast addirittura più di lusso del solito, con Aaron Paul, Kate Mara e Josh Hartnett.
27. Come un giocattolo (S7): Un timido programmatore inizia a giocare a un videogioco avanzato che, a poco a poco, riuscirà a comunicare con lui. Con ovvi rimandi ai Lemmings e alle dinamiche del Tamagotchi, una puntata tutta nerd che vira in modo tutto suo verso una deriva apocalittica, chiudendo con un brano dei Future Sound of London che vi farà impazzire. Molte le connessioni narrative con Bandersnatch. E sì, ci hanno ovviamente fatto un videogame.
26. USS Callister (S4): Un genio dell'informatica maltrattato crea un universo in stile Star Trek dove tortura le versioni digitali dei suoi colleghi di ufficio. Altra puntata consigliata ai gamer: un inno alla ribellione dei PNG e una critica spietata alla tossicità dei fanboy di tutto il multiverso. Il cast è superlativo, da Jesse Plemons a Cristin Milioti, tanto che è l’unica puntata a essersi guadagnata un seguito di qualità, ovvero…
25. USS Callister: Into Infinity (S7): I cloni digitali dei dipendenti della Callister tornano per un’avventura "open world" ancora più assurda e pericolosa. Un sequel che espande il lore e immette nuove dinamiche, riuscendo nell’improbabile e difficile impresa di riciclare le idee future-tech dei migliori episodi per un finale di quelli che vi faranno gridare al miracolo.
24. Vota Waldo! (S2): Un comico fallito presta la voce a un orsetto blu animato che finisce per scalare le vette della politica nazionale a colpi di insulti. Iniziato come satira grottesca, è finito per diventare un compendio accurato delle più tristi dinamiche politiche. Interessante anche l’evidente riferimento estetico ai Gorillaz.
23. 15 milioni di celebrità (S1): In un futuro dove si pedala per guadagnare "meriti", un uomo cerca di riscattare la ragazza che ama regalandole l'accesso a un talent show. Una critica feroce alla nostra cultura della performance che fa sembrare X-Factor un girone dantesco. Da qui in poi, lo stupendo brano Anyone who knows what love is comparirà come prezzemolo in svariate altre puntate, diventando per il mondo “la canzone di Black Mirror”.
22. Bandersnatch (film interattivo): Un giovane programmatore del 1984 impazzisce cercando di adattare un libro a bivi (quelli in cui il lettore sceglie come proseguire) in un videogame. L’esperimento più futuristico e metanarrativo di Black Mirror e il motivo per cui ho sottoscritto Netflix anni fa: l’idea di poter scegliere come far proseguire la storia senza soluzione di continuità (pazzesco) non è un mero espediente tecnologico, ma qualcosa che impatta la storia a più livelli. Purtroppo, dopo un recente aggiornamento tecnico della piattaforma, Bandersnatch è scomparso. Ma troverete senza difficoltà video di pazzoidi che hanno esplorato ogni scelta, presumibilmente impazzendo come il protagonista.
21. Orso Bianco (S2): Una donna si sveglia in un incubo dove tutti la filmano con il cellulare mentre assassini mascherati le danno la caccia. Con un twist finale sconvolgente che ribalta la nostra bussola morale, una puntata tesa e disperata in cui il tema dei media arriva a vette di cinismo alte perfino per BM.
20. Loch Henry (S6): Due registi cercano di girare un documentario naturalistico ma finiscono per dissotterrare il torbido passato di una serie di omicidi locali. Un attacco frontale ai fan del true crime che trattano le tragedie reali come materiale per le loro maratone. E visto quello che guardo ultimamente, posso solo dire: colpito e affondato. Anche questo un episodio della sesta stagione, la meno blackmirrorosa (ma non per questo peggiore) di tutte.
19. Giochi Pericolosi (S3): Un giramondo accetta di testare un impianto per la realtà aumentata che trasforma le sue paure d’infanzia in incubi tangibili. Un survival horror che ti insegna a non firmare mai liberatorie mediche se coinvolgono chip infilati nella nuca. Eccezionale Wyatt Russell nei panni del protagonista che, grazie a un’efficace costruzione drammatica del background del personaggio, ci trasporta in territori molto più alti di quello che sembra.
18. Zitto e balla (S3): Un ragazzino viene filmato dalla webcam in un momento privato e ricattato da un'entità anonima che lo trascina in un gioco mortale. Un thriller senza respiro che ti farà coprire ogni obiettivo ottico in casa con tre strati di nastro isolante. Qui l’arte del twist mette a segno un altro centro. E i Radiohead nella parte finale sembrano scritti apposta per la puntata.
17. Messaggio al Primo Ministro (S1): Un artista rapisce una principessa e costringe il Premier a un atto innominabile con un maiale in diretta mondiale. L'episodio che ha inventato il concetto di "schermo nero" facendoci capire che il mostro non è nella TV, ma siamo noi che guardiamo. La cosa più bizzarra è che è uno degli episodi meno blackmirrorosi in assoluto: nessuna tecnologia futura, niente distopie, né virate verso elementi fantastici. Sarcastica e geniale scrittura che fa a pezzi i media, la politica e tutto ciò che trova sul suo cammino.
16. Bestia Nera (S7): Dopo che una vecchia conoscenza viene assunta nella sua azienda, la vita di una giovane donna finisce sottosopra e i dettagli della realtà le sembrano cambiare di continuo in suo sfavore. Come in certi film della Marvel, l’idea fantascientifica del multiverso viene spinta così in là da diventare fantasy, ma la tensione e la perizia con cui è girato l’episodio catturano dal primo all’ultimo improbabile frame. Curiosità: per rendere anche gli spettatori incerti sui dettagli dell’episodio, sono state caricate due versioni diverse di una scena. Vi amo, sadici bastardi hi-tech.
15. Odio universale (S3): Un'indagine su una serie di omicidi collegati a un hashtag virale rivela un complotto che coinvolge api robotiche e controllo di massa. Il miglior esempio di come X (all’epoca ancora Twitter) possa ucciderti letteralmente, e non solo metaforicamente, e inoltre una superba detective story che riesce a mischiare gli elementi sci-fi con una delicatezza esemplare. Tenete presente che questa puntata è la più lunga di tutta la serie: 89 minuti, praticamente un film.
14. Eulogy (S7): Un Paul Giamatti in stato di grazia interpreta un uomo che, guidato da un’AI, cerca di ricordare una vecchia relazione per un memoriale digitale. Finirà per riportare alla luce cose sepolte. Un dramma esistenziale che esplora il concetto di rimozione con una malinconia degna di Blade Runner, costruito attorno a fotografie del passato. Se vi colpirà, lo farà a livelli molto, molto profondi, riuscerà a far vacillare l’idea che i vostri ricordi siano davvero un’immagine della realtà. Preparate i fazzoletti.
13. Hotel Reverie (S7): Una celebre attrice viene inserita tramite intelligenza artificiale all’interno di un vecchio film romantico ricreato come realtà immersiva. Quando le emozioni e i personaggi iniziano a sembrare reali, la linea tra finzione e autenticità si dissolve, mettendo in discussione cosa significhi davvero amare e recitare. All’interno un balzo temporale che vi distruggerà. L’episodio oltretutto funziona quasi come una riflessione su Netflix e sull’industria dello streaming: rifare, remixare, riportare in vita il passato con la tecnologia.
12. Rachel, Jack and Ashley Too (S5): Una popstar intrappolata nel suo brand viene salvata da due fan grazie a una bambola robotica che contiene la sua coscienza. Non capisco le critiche a questo episodio, considerato una deriva disneyana della serie. A parte l’umorismo sboccatissimo e riuscito della bambola digitale, adoro la scelta di Miley Cyrus, perfetta per la parte anche sotto il profilo metacinematografico. La scena in cui modificano con l’AI una canzone dark per renderla mainstream è un piccolo pezzetto di futuro.
11. Striking Vipers (S5): Due amici di lunga data iniziano una relazione sessuale all’interno di un videogioco in realtà virtuale, pur non essendo attratti l’uno dall’altro nella vita reale. L’esperienza mette in crisi il matrimonio di uno dei due e solleva domande su identità, desiderio e tradimento nell’era digitale. Ancora videogiochi (soprattutto Street Fighter), ma alla fine vi rimarrà una domanda molto profonda e contemporanea: un tradimento virtuale è un vero tradimento?
10. Black Museum (speciale): Una ragazza visita un museo sperduto nel deserto che espone i peggiori fallimenti della tecnologia criminale. Una compilation di storie macabre che mette in scena gustose citazioni delle puntate precedenti, esposte proprio in questo orrendo museo. La mercificazione della sofferenza è un passo quasi scontato se pensiamo alle tematiche ricorrenti della serie (duplicazione digitale della coscienza, problema dei diritti delle copie ecc.) ma l’ingegno con cui viene esposto il concetto vi farà ululare.
9. Ricordi pericolosi (S1): Un impianto permette di registrare tutto ciò che vedi e senti, trasformando una cena tra amici in un processo di spionaggio coniugale. La prova che avere sempre ragione perché "hai il video" è il modo più veloce per restare soli al mondo. Puntata così a fuoco e profetica che Robert Downey Jr. ne ha comprato lo script per farci un film. Se a volte vieni sopraffatto dalla gelosia, questo episodio potrà dirti qualcosa di nuovo sul tema.
8. Arkangel (S4): Una madre iperprotettiva decide che il parental control non basta e installa un chip nel cervello della figlia per censurare i pixel del mondo reale. Ammetto che questa è la puntata di cui parlavo con lo spritz in mano a Venezia: la citavo parlando con un’insegnante dell’iperprotezione che alcuni genitori manifestano verso i propri figli, causando purtroppo danni a lungo termine. Diretto da Jodie Foster, credo che questo sia un episodio ingiustamente bistrattato della serie, forse da chi pretende da BM sviluppi meno prevedibili. Ma chiunque abbia captato la profondità filosofica di buona parte della serie, non potrà non amare questa puntata.
7. Torna da me (S2): Una vedova non riesce a staccarsi dal marito e ordina un androide programmato con tutti i dati social del defunto. Un'esplorazione straziante sulla differenza tra una persona e il suo archivio digitale, che ti lascerà in lacrime sul divano. Quando Charlie Brooker scrive così, non ce n’è per nessuno. Pensate a Her di Spike Jonze e sforzatevi di immaginarne il seguito. Bene, ora comprimete tutto in 45 minuti: a voi Torna da me.
6. Caduta libera (S3): In una società dominata dai like, una donna cerca di scalare la piramide sociale per ottenere lo sconto su una casa da sogno. Un'estetica pastello per descrivere l'inferno dei feedback che viviamo ogni giorno su Uber o Instagram, con la solita perfetta esagerazione del presente che ha reso BM immortale. Non c’è nulla di fuoriposto ed è assurdo come il finale, forse quello meno twist di tutta la serie, sia perfetto e liberante come non mai.
5. Crocodile (S4): In un mondo dove la polizia può estrarre i tuoi ricordi visivi, una donna inizia a uccidere chiunque per coprire un incidente del passato. Un'escalation di nichilismo puro che ti fa desiderare di tornare all'epoca dei segnali di fumo. Non credo esista qualcosa di più snervante di questo episodio: la tensione che l’attrice di prima fascia Andrea Riseborough riesce progressivamente a trasmettere è a tratti insostenibile, rendendo i temi cari a BM un semplice contorno di un’indimenticabile performance con una chiusura che vi lascerà i nervi tirati per un po’.
4. Joan è terribile (S6): Una donna scopre che la sua vita mediocre è stata trasformata in una serie TV prodotta in tempo reale da un computer quantistico. Una satira spietata sui termini e condizioni che non leggiamo mai e che probabilmente hanno già venduto la nostra anima a uno studio di Hollywood. Forse l’episodio più divertente di BM ed è fantastico come Netflix abbia accettato di essere perculata a morte permettendo di rappresentare Streamberry (a tutti gli effetti Netflix, a vedere il motion logo) come una masnada di orribili persone senza nessuna umanità. E non cito nemmeno Salma Hayek nella parte di Salma Hayek, attrice volgare, dislessica e con un pessimo accento. L’effetto matrioska della componente meta vi darà le vertigini, raggiungendo senza tecnologie specifiche l’effetto di Bandersnatch.
3. San Junipero (S3): In una realtà virtuale per anziani, due donne si incontrano negli anni '80 e scoprono che la morte potrebbe essere solo il primo livello di un gioco bellissimo. Un capolavoro di nostalgia synth-wave che ha dato speranza a un'intera generazione di cinici. Ammetto senza problemi che, quando Kelly chiede a Yorkie di sposarla, qualche lacrima mi scende sulle guance ispide. Plauso per la scelta musicale più azzeccata della storia delle serie: nessuno può capire davvero il testo di Heaven is a place on earth prima di aver visto gli ultimi secondi da brivido di questa pazzesca puntata.
2. Gente comune (S7): Per risolvere un problema neurale, un’azienda innesta un chip nella testa di una donna, cambiando però i termini del contratto a piacimento. Per sostenere l’abbonamento al sistema, il marito trova fonti di reddito alternative e grottesche. Non so come esattamente abbiano fatto, ma il dosaggio tra umorismo e pugni nello stomaco qui raggiunge tempistiche Shaolin: quando capisci che anche tu sei succube di modifiche aziendali con molti dei servizi a pagamento che hai sottoscritto, vieni catapultato per l’ennesima volta in quello stato mentale che può farti dire che BM è davvero troppo contemporaneo per essere vero.
1. Bianco Natale (speciale): Tre storie di solitudine, blocchi social e cloni digitali schiavizzati si intrecciano in una baita isolata dove due uomini parlano davanti al fuoco. Il Santo Graal di Black Mirror: una sceneggiatura così densa e crudele da far sembrare il futuro un posto dove l'unica via d'uscita è spegnere tutto. Se hai mai bloccato o sei stato bloccato da qualcuno, questo è l’episodio che fa per te. In un contesto volutamente non tecnologico, va in scena un dramma di racconti tecnologici con elementi natalizi in cui ogni parte ha un ruolo nella successiva, spesso inatteso. L'idea della copia digitale come replica completa della persona originale fa il suo trionfale ingresso nella serie che, negli ultimi anni di vertiginosi sviluppi tecnologici, ha saputo sempre stare al passo coi tempi, anzi, qualche passo avanti.




















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