Amnésia è un film abbastanza nuovo nella cinematografia di Gabriele Salvatores e non certo perché - alla fine - potrebbe risultare quello meno riuscito tra tutti, quanto piuttosto per il fatto che è una pellicola semplice e tutt'altro che originale dove - tra rimandi, citazioni e scelte autarchiche - tutti gli interpreti sono irrimediabilmente uguali alla proiezione di loro stessi così come sono stati resi icona da Salvatores stesso. La recitazione è il punto davvero dolente dell'intero film: Abatantuono fa sempre e soltanto Abatantuono (anche se lo fa bene e fa davvero ridere), Rubini fa Rubini e la neo arrivata Martina Stella fa Martina Stella. Tutti senza scostarsi di un millimetro dalla loro recitazione per così dire naturalista in un melting pot italo spagnolo dove tutti parlano sorprendentemente la stessa lingua per esigenze di doppiaggio, che penalizzano la riuscita finale del film.
Amnésia è un prodotto commerciale e noioso, dove tra un deja vu e l'altro si snoda la storia di un gruppo di quarantenni (Abantuono - Rubini - Bebo Storti) alle prese con una vita difficile dove si lavora per sbarcare il lunario di un'Ibiza calda e ammaliatrice. C'è chi smercia erba, chi fa film porno, chi entra nei giri violenti del mondo della droga, ma tutti irrimediabilmente, sembrano centrare un fallimento e un errore dopo l'altro. Su questo nucleo si innesta la trama di una figlia che arriva per dire al padre che è incinta e che ha bisogno d'aiuto e di un figlio ribelle che lotta contro il padre poliziotto che odia. Tra commedia e melodramma, Amnèsia si snoda in un piattume sorprendente, offrendo la medesima storia da due punti di vista diversi. Quello della famiglia italiana e quello della famiglia spagnola. Risultato: mentre il primo tempo è puntellato dall'umorismo di Abantuono e Rubini che con qualche battuta e che con la loro simpatia carismatica tengono su la tensione emotiva e l'attenzione per il film, la seconda parte della pellicola precipita in un conflitto generazionale talmente poco credibile da essere imbarazzante. Con tanto di amici "accannati" e annoiati. Una generazione di fenomeni che si confronta con una schiatta di adulti disperati. Un film facile, condito da qualche bella ragazza e da un virtuosismo registico fine a se stesso che precipita in un finale inutilmente consolatorio.










Aggiungi un commento
Fai login per commentare
Login DelosID