I fumetti sono seriali e solitamente continuano immutati per decenni con aggiornamenti, reboots, variazioni di continuity, qualunque mezzo necessario insomma per tenersi al passo con i tempi senza alterare però troppo il personaggio principale. I morti, soprattutto in casa Marvel, tendono a riapparire dopo pochi mesi e, più la morte sembra definitiva e irreversibile, prima il personaggio tornerà dall'oblio, solitamente più arzillo, più potente e più deciso che mai.

L'Apocalisse quindi sembrerebbe decisamente fuori luogo per un universo supereroistico classico perché potrebbe diventare un evento scomodo in grado di alterare quegli stupendi equilibri per i quali lo stesso personaggio rimane sulla cresta dell'onda perlomeno da mezzo secolo. Tutti gli sforzi per tenere vivo l'interesse su Superman, Spider-Man, Batman o i Vendicatori sarebbero decisamente vanificati da un bel colpo di spugna che li togliesse permanentemente di mezzo. La parola d'ordine quindi per il fumetto apocalittico mainstream è "reversibile": si può distruggere il pianeta, la galassia o anche l'universo stesso, a patto che ci sia una possibilità di risolvere tutto come se nulla fosse successo. Non sempre è vero in altre tipologie di fumetto, ma generalmente la fine del mondo non è altro che l'inizio di una storia molto interessante. Ecco alcuni esempi di deflagrazioni interessanti.

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