E' decisamente uno dei thriller più originali degli ultimi anni, questo piccolo film in cui il montaggio e la regia trasformano una storia abbastanza convenzionale in un capolavoro sperimentale ed emozionante nonostante la sua mancanza quasi fisiologica di fluidità. Raccontata al contrario tramite un artificio registico, questa pellicola del ventinovenne Christopher Nolan è incentrata sulla storia di un agente delle assicurazioni che ha perso la memoria a breve in seguito allo shock avuto durante un'aggressione subita in casa, in cui sua moglie è rimasta stuprata e uccisa. Così tramite artifici quali polaroid di ogni persona che incontra e appunti tatuati sul corpo, l'uomo che ha il volto di Guy Pearce (Regole d'onore, L.A. Confidential) rivive ogni volta le stesse situazioni, seguendo le sue indagini quasi disperate alla ricerca dell'assassino di sua moglie. Ma come si può cercare qualcuno di cui si dimentica ogni volta l'esistenza? Come si può condurre un interrogatorio di cui dopo un po' ci si dimentica le domande principali? Memento ci offre una risposta convincente sul piano cinematografico, esaltata da una regia attenta a capovolgere un thriller mostrando un inizio che è già il finale e un finale che spiega tutto sin dall'inizio. Un gioco metatemporale reso in maniera convincente dagli attori su cui svettano i nomi di Carrie Ann Moss (sempre richiestissima la bella e brava Trinity di Matrix...) e in cui è una raffinata ambiguità a dominare l'azione. In una pellicola così incompatibile con la memoria, poi, diverte ancora di più il senso di disorientamento in cui cade lo spettatore. Un film originale, forse un po' difficile da seguire, che rinnova un genere cinematografico partendo proprio dallo stile narrativo e da una regia che lascia poco spazio alle incertezze e all'essere prevedibili.