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SPECIALE:
Terra Nova

Come si salva il futuro?

La produzione di Terra Nova, il nuovo serial che sta riscuotendo un discreto successo nel nostro Paese, racconta la storia ma anche le avversità affrontate per realizzare i 13 episodi della prima stagione.


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Se i coloni di Terra Nova, il nuovo telefilm che sta riscuotendo un buon successo in Italia, hanno dovuto affrontare titaniche avversità, anche la produzione ne ha passate parecchie prima di poter portare il progetto in porto.

Ne sa qualcosa Steven Spielberg, produttore esecutivo della serie, che aveva posto il veto all’utilizzo delle Hawaii come location, per evitare confusioni e paralleli con Jurassic Park. Ecco perché è stata scelta come set naturale l’Australia.

Il pilot è stato girato in 26, giorni tra il novembre e dicembre del 2010, ma le riprese sono state ostacolate dalla pioggia torrenziale, motivo che richiese ulteriori giorni di shooting nel 2011, con un costo finale stimato intorno ai 20 milioni di dollari, mentre il costo per episodio è di circa 4 milioni di dollari, contro i 2 milioni del costo ordinario per un telefilm.

Il presidente della Fox Kevin Reilly ci tenne a sottolineare che “Terra Nova sarà enorme, richiederà  un grande investimento produttivo”.

Forse proprio per contenere i costi, la Fox decise di non ordinare solo il pilot, ma ordinò direttamente 13 episodi, fondamentalmente per ragioni pratiche: i set australiani sarebbero stati estremamente costosi da smontare e rimontare, se si considera che erano state creati oltre 250 set diversi.

Malgrado Reilly abbia sottolineato che il telefilm aveva una prima stagione composta di soli 13 episodi e non i 22-24 usualmente prodotti, proprio a causa del budget richiesto dalle riprese, l’attuale showrunner/produttore esecutivo Brannon Braga ha dichiarato: “se ci dovessero chiedere altri 9 episodi (per arrivare a 22), sarebbe incredibile, siamo pronti alla sfida. Anche se probabilmente avrei un esaurimento nervoso…”

Malgrado tutto, la produzione ci tenne a sottolineare che non avevano sforato il budget, come era stato riportato su più fronti, sempre secondo Reilly “non siamo in un territorio sconosciuto. La partenza della serie è stata costosa, ma non siamo in condizioni disastrose.”

E Braga ha aggiunto che “il numero degli episodi è deciso da chi sta in alto, gli imperatori. Io sono giù in trincea e qui abbiamo pianificato una stagione di 13 episodi. Ma non si sa mai”.

Riguardo all’impegno necessario alla realizzazione del telefilm, racconta che: “È una produzione enorme che si trova fisicamente lontana da tutto. Abbiamo necessità che nessun telefilm della storia ha mai avuto, in termini di effetti speciali e della meta ambiziosa a cui miriamo. Ma ci stiamo riuscendo, abbiamo finito di scrivere la prima stagione e siamo a metà inoltrata delle riprese.”

Parlando del pilot, racconta: “preparatevi a essere spaventati, molto spaventati. Ma non abbiamo neanche voluto perdere un certo senso del divertimento.  È quello che stiamo realizzando ed è quello che Spielberg ha portato al telefilm: è molto Spielberghiano.”

I problemi atmosferici non furono però le sole difficoltà che Terra Nova avrebbe affrontato: David Fury (Lost), uno dei produttori esecutivi, abbandonò la serie adducendo non meglio specificate differenze creative.

Gli effetti speciali furono un altro effetto determinante: la premiere del telefilm doveva avvenire a maggio 2011, con il lancio del pilot in anteprima. Ma qualcosa non convinceva i vertici della Fox, che decise di spostarlo durante il Comic-con di San Diego. Tuttavia, si scoprì che per ottenere il livello qualitativo desiderato si doveva proseguire il lavoro di post-produzione. Risultato, Terra Nova debutta il 26 settembre negli Usa e il 4 ottobre da noi.

Visto che il periodo temporale scelto era il cretaceo, di cui si conosce solo il 10% dei dinosauri esistenti, i produttori decisero di aggiungere quelli che avrebbero potuto esistere.

Il paleontologo Jack Horner venne così chiamato a realizzare altri dinosauri che fossero diversi da quelli di Jurassic park. I dinosauri finora annunciati sono i seguenti: L’anchilosauro, erbivoro, vissuto nel cretaceo nella zona tra il nord america e la bolivia; Carnotauro, carnivoro, vissuto verso la fine del cretaceo e i cui resti sono stati ritrovati in Sudamerica; Ptenarodonte, che aveva un’apertura alare di 7 metri, vissuto nell’America settentrionale; un non meglio definito Brachiosauro (come visto nei trailer); L’adrosauro; l’Howler, dinosauro immaginario che vive nel folto della foresta ed emette strani suoni; lo Slasher, altro dinosauro immaginario basato sui Dromeosauri. È un dinosauro simile agli uccelli, ma provvisto di una coda tagliente come un rasoio e in grado di tagliare il metallo.

Ma questi sono solo i primi incontri che i coloni dovranno affrontare nel mondo di Terra Nova.

La storia viene raccontata attraverso il punto di vista della famiglia Shannon, che dopo una lunga serie di traversie, arriva nella colonia di Terra Nova. Jim Shannon (Jason O’Mara, Life on Mars) guida la sua famiglia attraverso un mondo di incredibile bellezza, ma anche piena di misteri e terrore. Qui vengono presentati al comandante Nathaniel Taylor (Stephen Lang, Avatar), il carismatico leader nonché primo colono dell’avamposto. L’uomo li avvisa che, malgrado Terra Nova sia un luogo di nuovi inizi e ricco di opportunità, non è tutto così idilliaco come appare a prima vista. Insieme a un cielo di un blu incredibile, alle maestose cascate e la lussureggiante vegetazione, il mondo intorno a loro è costellato di pericoli e non solo nella varietà dei dinosauri mangia uomini. Esiste anche una colonia avversaria di rinnegati guidati dalla veterana Mira (Christine Adams), che si oppone con forza a Taylor e alla sua leadership.

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Autore: Leo Lorusso - Delos Science Fiction 138 - Data: 18 ottobre 2011

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