Libri di fantascienza
Libri fantasy
Libri Delos Books
Urania - Editrice Nord
Fanucci - Usato
Collezionismo
Pagamenti con carta di credito, bonifico bancario o bollettino postale - Entra »
Delos Science Fiction 111
pagine 64, b/n
copertina a colori plastificata
prezzo 6,50 euro
prezzo per i soci 5,85 euro
acquistalo subito
su Delos Store!
oppure
Bill Gaines si fece carico dell’azienda familiare — che tra le altre cose era anche sommersa di

Gaines e Feldstein, infatti, prendevano spunto da racconti e romanzi di fantascienza per scrivere i testi delle loro storie a fumetti. La prima, apparsa sulla nuova testata, ad esempio, fu ispirata al racconto He Who Shrank di Henry L. Hasse, apparso su Amazing Stories nel 1936, mentre in Italia è stata pubblicata con il titolo Colui che rimpicciolì nell’antologia Alba del domani — La fantascienza prima degli “Anni d'oro” (Before the Golden Age, 1974), a cura di Isaac Asimov ad opera dell’Editrice Nord nel 1976. Ma, a tal proposito, c’è una leggenda che riguarda Ray Bradbury, l’autore di capolavori come Cronache marziane (The Martian Chronicles, 1950) e Fahrenheit 451 (1953). Come erano solito fare, l’editore e redattore della EC Comics a corto di idee per le loro testate, presero spunto da alcune storie di Bradbury. La cosa non passò inosservata allo scrittore americano, il quale piuttosto che chiedere i suoi diritti di autore per le vie legali, decise di mandare un biglietto a Gaines in cui prima lodava gli albi a fumetti e poi gli ricordava che forse si era “distratto”, vista l’enorme mole di lavoro di cui quotidianamente si doveva occupare, perché a lui non era arrivato ancora nessun compenso. Gaines non se lo fece chiedere due volte e invio un assegno con tanto di biglietto di scuse per il ritardo. Da quel momento, altri racconti dell’autore di Cronache marziane vennero adattai a fumetti per le varie testate della EC Comics che — tra le altre cose — ben si adattavano alla versatilità di Bradbury, capace di scrivere storie di fantasmi, come storie di horror e di fantascienza.
La rivoluzione che la EC Comics portò nel mondo del fumetto, però, è tutta in una serie di caratteristiche che renderanno gli albi unici in ogni senso.
Abbiamo già detto dell’ottica di Gaines di ingaggiare i migliori disegnatori dell’epoca, su cui spicca senza dubbio Harvey Kurtzman, il cui personaggio più importante, creato nell'ottobre del 1962 insieme al disegnatore Will Elder, è stato Little Annie Fanny, che uscirà sulle pagine di Playboy per una quindicina d'anni. Ma la cosa interessante è che le storie a fumetti erano firmate dai vari sceneggiatori e disegnatori, cosa non troppo comune se si pensa che,negli stessi anni, Carl Barks, uno dei maestri del fumetto mondiale ed autore di personaggi come Paperon de Paperoni Disney e, in generale, del mondo dei paperi della Disney non firmava le sue tavole. Solo nel 1968, sul centosettantesimo Oscar Mondatori, intitolato Vita e dollari di Paperon de Paperoni ed è introdotto dallo scrittore Dino Buzzati e Mario Gentilizi (storico direttore del mensile Topolino), venne per la prima volta al mondo accreditato ufficialmente il nome di Barks come autore delle storie.
1 A proposito del CCA. Sì, certo! Che il CCA fosse ritagliato su misura per mettere KO alcuni editori di comics più piccoli ma molto grintosi è ovvio... essendo un codice di "autoregolamentazione" stilato dagli editori stessi (quindi gli editori più grossi ebbero più voce in capitolo nel deciderne l'esatta stesura). Però a livello di discussione pubblica, l'interrogazione di Frederic Wertham presso la commissione senatoriale del Congresso USA, verteva sopratutto sui Crime Comics, specie quelli in cui mancava una inequivocabile condanna morale del crimine (un po' come potrebbe essere nel caso del nostrano "Diabolik"
. Molto meno su Vampiri, Zombies e simili.
E in ogni caso, neanche la "National" avrebbe potuto decidere di essere "morbida" su alcune delle regole da stilare, a suo favore magari... perché anche lei doveva rispondere alla preoccupazione dei distributori, pena il ritrovarsi senza un canale distributivo. Una regola per esempio davvero castrante per TUTTI gli editori di comics era il non poter mostrare MAI una donna che combattesse contro un uomo. Un grosso limite per Wonder Woman, archetipo del femminismo... e in quanto tale vero e proprio fenomeno editoriale che, però, viene di fatto fortemente depotenziato dall'introduzione del CCA.
Credo che alla fin fine, nel decidere queste regole abbiano pesato in egual misura sia la volontà di creare articoli ad hoc per tagliare le gambe ai concorrenti, esercitata dagli editori più grossi, sia la necessità di doversi "piegare" agli ultimatum dei distributori. Anche la National ha faticato a trovare una sua strada, con l'introduzione del CCA. E ha subito una moria di testate.
» postato da metalupo alle 01:56 del 13-03-2009