Il grano di Dio

Un racconto di fantascienza visionario, con venature horror, in cui albergano implicazioni scientifiche, sociologiche e futuristiche.

Prologo 

 

Gli Esseri spenti

 

Quando il sorvegliante di turno della Metèoron Agrobiotech l’aveva vista avanzare lentamente nella sua direzione ci era quasi rimasto secco. Una bambina esangue, come una piccola dama bianca sospesa nell’aria, con un pallore straniante nel volto, diafana per la magrezza. Era avvenuto alla luce di un tramonto rosso cadmio, in un pomeriggio ventoso di novembre. C’era una foschia calda e vischiosa che schizzava fitta e sottile. E le correnti d’aria che attraversavano la corrugata Piana Murgica soffiavano furiosamente formando infiniti mulinelli. Le colline spoglie e riarse che si stagliavano contro le nubi stracciate all’imbrunire, avevano fatto da sfondo alla raccapricciante figura. Nella quiete di quell’isolamento tutto era divenuto ancora più inquietante. Poi era scomparsa nel nulla, come dal nulla era venuta. E, Bernardo Pasculli, il vigilante, già malato di cuore, a stento era riuscito a dare l’allarme prima di stramazzare colto da un infarto miocardico che lo aveva devastato.

Ma quella dell’apparizione della piccola dama bianca era stata solo la prima delle tante, da parte degli “Esseri spenti”, che si era verificata in quell’autunno del 2051.

Il Centro Ricerche Metèoron Agrobiotech struttura d’avanguardia, invidiata allo Stato Italico da tutto il mondo, era un complesso architettonico modulare, come una base spaziale. Era stato costruito nel quadrante H, sulla cinta esterna di quella che una volta era stata la Città di Metèoron, oramai ridotta a desolata “terra di nessuno”. Nel Centro Ricerche si sperimentavano specie vegetali per i nuovi climi caldissimi e afosi e i rimedi ai tenaci ceppi di virus e fitofagi che non davano più tregua. L’Unità di ricerca era stata realizzata nella Basileus, Dipartimento meridionale di Fascia C dello Stato Italico.

Era qui che il Governo realizzava la ricerca “propulsiva”, testandola poi sulla stessa popolazione. I confini del Dipartimento erano stati delimitati con decreto militare come fosse un’immensa riserva. Un lager di 10mila chilometri quadrati e quasi duemila abitanti.

L’impazzimento climatico aveva generato un caldo infernale con una siccità persistente e temperature medie sui 55 gradi centigradi estivi e i 40-45 invernali.

La desertificazione gravava sul Pianeta, avanzando in maniera veloce e ogni soluzione delineata dai vari Paesi risultava transitoria.

Il Governo aveva allora dato il via al Programma BAS-Ogmk III –Frumentum, iniziando la sperimentazione delle varietà di III generazione Ogmk di Frumento duro.

L’intento era di fare della Basileus un immenso granaio per sfamare l’intero Stato.

 

Il Triticum uranio

— Ti dico che quelli della piccola dama bianca e delle altre apparizioni di “Esseri spenti” che si moltiplicano sono conclamati casi di patologica disgiunzione realtà-astrazione.

Teo Davolio, capelli lunghi e folti a coda di cavallo (stile Pink Floyd, un gruppo cult di quel genere musicale superato che era il rock) basso e pingue sudava più del solito. Ciò, malgrado indossava come tutti, una tuta termica in condensato di fibre di carbonio a ossigeno freddo.

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Autore: Filippo Radogna - Delos Science Fiction 149 - Data: 18 novembre 2012

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