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In alcune occasioni pubbliche recenti e in una pagina del suo sito (www.perseolibri.it/campagna.html, verso il fondo) Ugo Malaguti della Perseo Libri ha deciso che la causa dei mali suoi e della sua casa editrice doveva avere un nome. Il nome che ha scelto, pare, è stato quello del sottoscritto. Tra i molti attacchi che ha portato contro di me, contro il Corriere della Fantascienza e contro la Delos Books ce ne sono di tutti i colori, falsità, pregiudizi, sparate sommarie, a livelli davvero infimi e alle quali non ci abbassiamo neppure a rispondere. Ma la cosa che davvero non è andata giù a Ugo Malaguti, a quanto pare, è il modo in cui il Corriere della Fantascienza non ha parlato di lui, delle sue attività e della crisi della sua casa editrice.
Faccio notare, prima di tutto, che la Perseo Libri non ha mai inviato alcun comunicato stampa per pubblicizzare i suoi libri o le sue riunioni al Corriere della Fantascienza. E' vero, noi diamo spazio a qualunque casa editrice, anche amatoriale: loro i comunicati stampa li mandano, noi li pubblichiamo. Non si può non comunicare nulla e poi aspettarsi che la gente parli di quello che fai.
Ciononostante, gli articoli che riguardano la Perseo da noi pubblicati negli ultimi quattro o cinque anni sono parecchi. Solo quelli dedicati interamente alla Perseo e ai suoi libri sono venticinque — basta scrivere "Perseo Libri" nel box di ricerca qui sopra. In totale poi se si cerca su Google limitando al sito del Corriere della Fantascienza (www.google.it/search?q=%22perseo+libri%22 %2Bsite%3Awww.corriere.fantascienza.com) saltano fuori ben 212 articoli. Tra questi, tra l'altro, una corposa intervista con Ugo Malaguti stesso firmata da Vittorio Curtoni e pubblicata sa Delos.
La nostra politica è stata quella di parlare dei libri. Abbiamo segnalato praticamente ogni uscita, in generale abbastanza tempestivamente, dando tutte le indicazioni necessarie ai lettori per acquistare i volumi presso la casa editrice stessa. Perché è questo che fanno le case editrici, producono libri e li vendono.
Non abbiamo mai dato spazio, invece, alle richieste di soldi a fondo perduto e ad altre iniziative simili. Abbiamo evitato di parlarne perché se l'avessimo fatto non avremmo potuto far altro che parlarne in modo negativo. Se su questo abbiamo sbagliato, allora forse è il momento di spiegare le nostre ragioni.
Una casa editrice è un'azienda commerciale. Produce libri e li vende, in cambio di soldi. Potrà fare libri bellissimi, dare un eccezionale contributo alla cultura, ma viene pagata per farlo. Ogni numero di Nova SF* pubblicato, ogni volume delle collane Perseo che è stato distribuito è stato acquistato dai lettori pagando denaro sonante. Con questo denaro il lettore estingue il suo debito nei confronti dell'editore.
Non crediamo, francamente, che un editore che ha problemi economici abbia il diritto di chiedere dei soldi ai suoi lettori. E' una cosa che non è mai accaduta, e tanti editori hanno avuto i loro periodi di crisi. Alla fine degli anni ottanta fallì il distributore dell'Editrice Nord, causando un buco economico enorme alla casa editrice. Eppure nessuno ha mai letto editoriali di Gianfranco Viviani con lamenti disperati, richieste di soldi o bandi di collette. La Nord fece una campagna di sconti e offerte speciali e tornò in pari col duro lavoro. Parliamo di noi. Tre anni fa, la Solid in sostanza chiuse i battenti dopo aver pubblicato il primo numero di Robot. Esistevano circa seicento abbonamenti a quattro numeri della rivista, pagati alla Solid. Una parte degli ex soci della casa editrice fondò la Delos Books e onorò gli abbonamenti — i cui pagamenti erano ormai irrecuperabili nelle casse della vecchia società — pagando di tasca propria stampa e spedizione dei tre numeri successivi della rivista. Le uniche comunicazioni ricevute dagli abbonati sono state le scuse per il ritardo.
Ugo Malaguti ha affrontato i suoi problemi chiedendo sottoscrizioni, anche fino a mille euro, praticamente a fondo perduto. Ha chiesto collette, ha chiesto ai suoi lettori sforzi per acquistare i suoi libri, senza proporre sconti straordinari ma con il normale sconto dei 10%, e solo se si spende più di una certa cifra.
In cambio di tutto questo, Malaguti non offre neppure una deroga alla sua normale grandeur, che lo ha caratterizzato da sempre. Tutto grande quello che riguarda la Perseo, compresi anche gli ammanchi e i budget da colmare. Nel suo editoriale parlava di un bilancio da tre milioni di euro, di un ammanco di trecentomila euro per colmare il bilancio dell'anno.
Noi siamo editori, abbiamo un'idea delle cifre che sono in ballo, e lasciatemi dire che non con tre milioni di euro, ma con solo quei trecentomila possiamo stampare tutti i libri e riviste che ha pubblicato la Perseo Libri negli ultimi cinque anni. E ci avanza anche qualcosa per pagare i collaboratori, per cambiare.
Allora da dove nascono queste cifre? Potrebbe darsi che questi grossi numeri siano dovuti alle altre attività svolte da Malaguti a latere della semplice editoria di fantascienza, ma più probabilmente sono semplicemente numeri ingigantiti secondo il suo modo di fare consueto, così come quando dichiara le irrealistiche tirature di Nova SF*, che a stare a Malaguti dovrebbe avere un posto fisso nelle classifiche dei best seller. Non abbiamo mai avuto nulla da ridire, in fondo esagerare un po' non è poi così grave. Ma lo diventa quando chiedi soldi senza dar nulla in cambio a chi ti ha dato il suo affetto e per anni è stato un lettore fedele.
Questo modo di fare, ci spiace, non possiamo sottoscriverlo, non possiamo approvarlo, non possiamo promuoverlo.
Personalmente e come testata giornalistica ci siamo astenuti dal commentarlo per non dare l'impressione di voler fare una campagna contro la Perseo. Purtroppo questo gesto di educazione mi è valso un'accusa di ipocrisia. D'accordo allora, adesso la mia opinione è pubblicata qui, chiara in ogni dettaglio.
E' un'opinione che incide anche sulla nostra policy editoriale. Così come non abbiamo mai dato spazio a bandi di concorsi che chiedessero tasse di iscrizione senza garantire corrispondenti premi in denaro, così come non abbiamo mai dato spazio a iniziative discutibili, non abbiamo dato spazio neppure a questa, per il semplice motivo che non l'abbiamo considerata onesta.
Alcuni non saranno d'accordo, ma questa è la mia, la nostra opinione. E so che molti la condividono.
Per il futuro continueremo a "danneggiare" la Perseo Libri parlando dei suoi libri, non tanto per fare un favore a Malaguti quanto per farlo ai nostri lettori che cerchiamo di informare su tutto. Continueremo anche a non dare spazio a questo tipo di manovre di marketing della Perseo, a meno che non siano realmente utili per i lettori. In parole povere: se Malaguti vorrà fare delle offerte scontate dei suoi libri le segnaleremo volentieri. Ma non daremo spazio a richieste di denaro a perdere come quelle che ha fatto nei mesi scorsi.
2 perchè risulto "ameboide amorfo"!? 
» postato da Andrea Pagani alle 09:27 del 02-11-2005
3 Ciao Andrea, intanto grazie per la tua opinione.
La storia dei 300.000 di buco la trovi qui:
http://www.perseolibri.it/malaguti.html
«perchè risulto "ameboide amorfo"!?
»
In questo forum c'è una sorta di sistema di "gradi" scherzosi basati sul numero di messaggi che l'utente ha postato. Il grado piu' basso è quello di Ameboide amorfo, ma basta insistere un po' e raggiungere i dieci messaggi per passare già a un più dignitoso Agguantatore a Strisce!
» postato da S* alle 09:40 del 02-11-2005
4 «
In questo forum c'è una sorta di sistema di "gradi" scherzosi basati sul numero di messaggi che l'utente ha postato. Il grado piu' basso è quello di Ameboide amorfo, ma basta insistere un po' e raggiungere i dieci messaggi per passare già a un più dignitoso Agguantatore a Strisce!»
perfetto, corro a spammare!
ora mi leggo meglio il pezzo che hai linkato ![]()
» postato da Andrea Pagani alle 09:59 del 02-11-2005
5 > Non crediamo, francamente, che un > editore che ha problemi economici > abbia il diritto di chiedere dei soldi > ai suoi lettori. Concordo al 100%. Pensavo lo stesso, d'altra parte, dei continui e analoghi appelli dei radicali per gli stessi motivi (mi sembra fosse per impedire la chiusura della loro radio).
» postato da Andrea Carta alle 11:07 del 02-11-2005
6 «> Non crediamo, francamente, che un
> editore che ha problemi economici
> abbia il diritto di chiedere dei soldi
> ai suoi lettori.
Concordo al 100%. Pensavo lo stesso, d'altra parte, dei continui e analoghi appelli dei radicali per gli stessi motivi (mi sembra fosse per impedire la chiusura della loro radio).»
be', quella è politica! ![]()
» postato da Andrea Pagani alle 11:29 del 02-11-2005
7 «>Concordo al 100%. Pensavo lo stesso, d'altra parte, dei continui e analoghi appelli dei radicali per gli stessi motivi (mi sembra fosse per impedire la chiusura della loro radio).» E' un po' diverso, credo. In Italia è normale che la politica venga finanziata dallo stato; è un principio di democrazia (nei paesi dove non è cosi' ovviamente la politica è dominata dai poteri economici che la finanziano). I radicali sono un gruppo politico d'opposizione per sua natura, in molti casi sono anche rimasti fuori dal parlamento, quindi non hanno quei finanziamenti di cui dispongono gli altri partiti. Che tra l'altro di recente sono stati fortemente aumentati, per bilanciare la riduzione (da campagna elettorale) degli stipendi dei parlamentari.
» postato da S* alle 11:47 del 02-11-2005
8 ««>Concordo al 100%. Pensavo lo stesso, d'altra parte, dei continui e analoghi appelli dei radicali per gli stessi motivi (mi sembra fosse per impedire la chiusura della loro radio).»
E' un po' diverso, credo.
In Italia è normale che la politica venga finanziata dallo stato; è un principio di democrazia »
...forse volevi dire di "partitocrazia"
A parte gli scherzi, la cosa triste è che in Italia quanto dici sia vero anche per molta parte dell'economia (quando le cose vanno bene, tutti a invocare il mercato, quando vanno male si chiede l'aiuto dello stato... vedi calcio, automobili, ecc. e credo che nemmeno le case editrici siano al riparo). Perlomeno la Perseo ha chiesto aiuto alla gente, quindi al mercato stesso: non vedo il problema, nessuno è costretto, se la gente vorrà aiutarla allora bene sennò tanti saluti, in ogni caso sarà sempre un giudizio del mercato...
» postato da valinor alle 13:48 del 02-11-2005
9 « e credo che nemmeno le case editrici siano al riparo). Perlomeno la Perseo ha chiesto aiuto alla gente, quindi al mercato stesso: non vedo il problema, nessuno è costretto, se la gente vorrà aiutarla allora bene sennò tanti saluti, in ogni caso sarà sempre un giudizio del mercato...»
hai ragione, ma qui si criticava il fatto che Malaguti accusasse il CdF di non aver parlato delle proprie disavventure finanziarie e che "nascondesse" l'iniziativa di recupero di fondi...
come specificato nella notizia/editoriale, l'editore non trova corretto "spingere" in questo modo una casa editrice se questa in cambio non dà qualche certezza....
chiedi 100 euro e in cambio, in caso di vittoria, ne vinci 1000? ok, ci può stare! mi fai comprare il biglietto della lotteria da 10 euro e magari vinco 10 milioni di euro? perfetto! ma se chiedi 100 euro "a fondo perso" allora potrei non essere d'accordo nel pubblicare la notizia, perchè sembra quasi una catena di S. Antonio...
pensa se quelle persone che hanno già versato i soldi vedessero vanificati i propri sforzi: Perseo potrebbe chiudere e loro avrebbero perso 100 euro!
preferisco spendere 100 euro in libri per aiutare la Perseo piuttosto che regalarglieli....a me i soldi non li regala nessuno, perchè adesso dovrei regalarli io agli altri? tenendo presente che ci sono realtà editoriali che sopravvivono più che decorosamente (quindi il mercato premia i vincenti, coloro i quali hanno idee e progetti che soddisfano i lettori)... evidentemente alla Perseo hanno compiuto scelte errate in passato e non sono in grado di rimediare...
se il "buco" fosse di minore entità potrebbero organizzare qualcosa per i fan/lettori, ma i famigerati 300.000 euro sono davvero troppi!
se io, nel mio lavoro, sbagliassi qualcosa non verrei certo a chiedere ad altri di pagare al posto mio...
è brutto a dirsi, ma a me come politica non piace per niente, fermo restando che spero che la Perseo si riprenda presto!
quindi, anzichè perdere tempo a scrivere "piagnistei" sul proprio sito web, dovrebbero sforzarsi per inventarsi qualche altro sistema di marketing o di "recupero crediti"!
io sarei curioso di conoscere l'opinione di Malaguti... magari potrebbe rispondere direttamente qui...
Ciao
Andrea
» postato da Andrea Pagani alle 14:35 del 02-11-2005
10 «Quanto non parliamo della Perseo Libri» Più volte mi sono trovato in disaccordo con quello che scrivi ma in questo caso non posso che condividere quanto dici sulla sceneggiata della Perseo: chiedere soldi a fondo perduto non è il modo corretto di fare l'imprenditore. E chiunque sappia farlo bene (l'imprenditore, intendo) comprende al volo la forza di uno strumento come lo sconto o la riduzione del prezzo di copertina: vendere due volte a 15 è meglio che una sola a 20. «Se i lettori non scelgonio Perseo ma altre collane un motivo deve esserci: prezzi, qualuità, titoli » Ben detto. «Perlomeno la Perseo ha chiesto aiuto alla gente, quindi al mercato stesso: non vedo il problema, nessuno è costretto, se la gente vorrà aiutarla allora bene sennò tanti saluti, in ogni caso sarà sempre un giudizio del mercato...» A mio modo di vedere stona il fatto in sé: mendicare dispensando colpe qua e là è sempre un brutto gesto e pur senza essere editore non mi è difficile comprendere l'enormità di un buco da trecentomila euri per una piccola casa editrice. Quando ha visto che iniziavano i problemi economici la Perseo avrebbe dovuto pensare a ridurre i prezzi invece che continuare a tenerli a livelli furiosi: la richiesta di aiuto mentre la nave sta già affondando mi ricorda tanto la cicala della favoletta. Chi è causa del proprio male pianga se stesso.
» postato da Abigor alle 14:38 del 02-11-2005
11 sto leggendo i vari passaggi sul sito della Perseo... non mi esprimo perchè sto leggendo appelli disperati, al limite della decenza...
sembrano quegli appelli dei "santoni" che in America predicano di devolvere a loro tutti i propri averi per avere la salvezza dal "redentore"... ![]()
» postato da Andrea Pagani alle 15:05 del 02-11-2005
12 Scusate ma ancora non vedo il problema... la Perseo chiede sostegno ai lettori: benissimo, se come dite è sbagliato, allora la gente non darà il proprio sostegno; ma se invece i sostenitori ci saranno, allora sarà una prova superata. Perché giudicare la faccenda con moralismo quando saranno i fatti a stabilire il torto e la ragione?
» postato da valinor alle 18:03 del 02-11-2005
13 «Scusate ma ancora non vedo il problema... la Perseo chiede sostegno ai lettori: benissimo, se come dite è sbagliato, allora la gente non darà il proprio sostegno; ma se invece i sostenitori ci saranno, allora sarà una prova superata. Perché giudicare la faccenda con moralismo quando saranno i fatti a stabilire il torto e la ragione?» Perché a noi sta la decisione se pubblicizzare la cosa o no. Non abbiamo certo dato giudizi (se non ora, visto che ci sono stati richiesti apertamente). Ma dovevamo decidere se parlarne o non parlarne, e abbiamo deciso di non farlo.
» postato da S* alle 18:38 del 02-11-2005
14 L'idea del Palio delle stelle non e' farina del sacco di Malaguti ma di un affezionato lettore senese che ha proposto questa singolare forma di affiliazione per chi ha a cuore le sorti della Perseo.
In realta' non capisco quale sia il problema ,come dice Valinor ,se la perseo ce la fara' o no solo i lettori potranno deciderlo e comunque parliamo di un editore che si sostiene solo ed esclusivamente con la vendita on line non essendo distributo in libreria direttamente.
In merito se parlarne o meno resta alla sensibilita' di ognuno credo.
Comunque in tempi non tanto lontani ricordo redattori di riviste fumettistiche incitare i lettori ad acquistare piu' copie dello stesso albo per evitare la chiusura della testata...... ![]()
» postato da mothra alle 19:00 del 02-11-2005
15 ««>Concordo al 100%. Pensavo lo stesso, d'altra parte, dei continui e analoghi appelli dei radicali per gli stessi motivi (mi sembra fosse per impedire la chiusura della loro radio).»
E' un po' diverso, credo.
In Italia è normale che la politica venga finanziata dallo stato; è un principio di democrazia (nei paesi dove non è cosi' ovviamente la politica è dominata dai poteri economici che la finanziano).
I radicali sono un gruppo politico d'opposizione per sua natura, in molti casi sono anche rimasti fuori dal parlamento, quindi non hanno quei finanziamenti di cui dispongono gli altri partiti.
Che tra l'altro di recente sono stati fortemente aumentati, per bilanciare la riduzione (da campagna elettorale) degli stipendi dei parlamentari.»
Giusto. e poi Radio Radicale a quanto ne so non ha pubblicità e non vende niente. I soldi li prende dalle iscrizioni annuali all'associaizone e dalle donazioni.
Quella campagna fu fatta perchè nessuno si iscriveva più e nessuno donava più...
![]()
» postato da Rodia alle 19:39 del 02-11-2005
16 io i libri li compro e li pago, è giustamente l'unico tipo di transazione che un editore secondo me può chiedere a un lettore...altrimenti che editore è? Come del resto, ci sarebbe anche un lungo discorso da fare sugli editori che chiedono agli scrittori 'il contributo', ma appunto questo non centra in questa sede e non vorrei dire cose che non centrano nulla con l'articolo sulla Perseo!
» postato da federico de nardi alle 21:55 del 02-11-2005
17 Gli editoriali di Malaguti sulla crisi Perseo sono fin troppo pieni di complessi di persecuzione e l'_intervista_ è satura di un livore impressionante. Questa di Sosio è una risposta assolutamente pacata e ragionevole ad una serie di accuse ed insolenze immotivate e senza senso.
» postato da Paolo Arosio alle 22:53 del 02-11-2005
18 qui non si critica l'iniziativa di Malaguti, ma la sua uscita poco felice sparando a destra e a manca... vi faccio notare che, oltre ad avere sparato a zero sul CdF, ha pure avuto da ridire con i suoi ex-clienti perchè hanno osato non aderire alla sua iniziativa... io ho comprato ormai 2 o 3 anni fa il manuale dello scrittore da Delos, poi il numero 0 del WMI e ora mi sono abbonato, ma mi incaXXerei a morte se qualcuno dello staff mi additasse perchè nel frattempo non ho comprato altro! se qualcuno di voi andasse in chiesa e donasse (faccio un esempio) 5 euro e il tizio che raccoglie le offerte vi desse del "pezzente" perchè dovreste dare almeno 10 euro voi cosa direste? a me sembra la medesima situazione...
» postato da Andrea Pagani alle 09:28 del 03-11-2005
19 «Gli editoriali di Malaguti sulla crisi Perseo sono fin troppo pieni di complessi di persecuzione e l'_intervista_ è satura di un livore impressionante.
Questa di Sosio è una risposta assolutamente pacata e ragionevole ad una serie di accuse ed insolenze immotivate e senza senso.
»
Scusate ma Malaguti nella sua intervista richiede anche un confronto pubblico con Sosio......
E per quanto riguarda poi il discorso se sia valido oppure no del Palio delle Stelle e quindi della sottoscrizione dovremmo chiedere a chi di conoscenza comune ha sottoscritto tale impegno quindi Donato Altomare,Lanfranco Fabiani etc... ![]()
» postato da mothra alle 09:32 del 03-11-2005
20 «Scusate ma Malaguti nella sua intervista richiede anche un confronto pubblico con Sosio......
E per quanto riguarda poi il discorso se sia valido oppure no del Palio delle Stelle e quindi della sottoscrizione dovremmo chiedere a chi di conoscenza comune ha sottoscritto tale impegno quindi Donato Altomare,Lanfranco Fabiani etc...
»
Io l'ho sottoscritto perché Malaguti tutto sommato mi sta simpatico (quando
non da fuori di matto). Posso permettermi di farlo. Posso permettermi
anche di buttare qualche soldo dalla finestra. Non bevo, non fumo, non
vado al cinema e con i soldi risparmiati in tutte queste non attività posso
decidere di farci quello che voglio. Ognuno fa le sue scelte, non è che la
Perseo sia il massimo. Confesso che a parte Futuro Europa, per lunghi
anni non ho comperato un libro da loro e sono vissuto felice e contento.
Gli serviva una mano e non avevo nulla in contrario ad aiutarli. Ma nel
momento in cui un appello (e ho sempre avuto serie riserve sulle sue
modalità anche iniziali) inizia a presentarsi come un "tu devi" e un "o con
noi o traditore", quando alle proprie difficoltà come risposte si cercano dei
nemici da incolpare, allora no. Allora non mi sta più bene.
E soprattutto divento una belva quando si tratta di difendere l'operato di
qualcuno che non ci ha dormito la notte per fare le cose. Provate soltanto
a chiedervi come sarebbe la fantascienza in Italia se non ci fosse stato il
Corriere, o Delos, o Fantasy Magazine. Poi provate a chiedervi cosa
sarebbe la fantascienza in Italia senza la Perseo Provate a chiedervi se
sarebbe realmente tanto diversa da quella che è oggi
Ciao!
Lanfranco
COmunque il nome è FabRiani
» postato da Lanfranco Fabriani 2 alle 09:49 del 03-11-2005
21 Grazie Lanfranco per il chiarimento esauriente ed incontestabile.
p.s. scusa per la storpiatura del cognome... ![]()
» postato da mothra alle 09:58 del 03-11-2005
22 «Grazie Lanfranco per il chiarimento esauriente ed incontestabile.
p.s. scusa per la storpiatura del cognome...
»
Non preoccuparti. Stavo scherzando. Tra Fabiani, Fabbriani, Gianfranco, Lamberto et similia ci ho fatto l'abitudine
Ciao!
Lanfranco
» postato da Lanfranco Fabriani 2 alle 11:54 del 03-11-2005
23 ««Scusate ma Malaguti nella sua intervista richiede anche un confronto pubblico con Sosio......
E per quanto riguarda poi il discorso se sia valido oppure no del Palio delle Stelle e quindi della sottoscrizione dovremmo chiedere a chi di conoscenza comune ha sottoscritto tale impegno quindi Donato Altomare,Lanfranco Fabiani etc...
»
Io l'ho sottoscritto perché Malaguti tutto sommato mi sta simpatico (quando
non da fuori di matto). Posso permettermi di farlo. Posso permettermi
anche di buttare qualche soldo dalla finestra. Non bevo, non fumo, non
vado al cinema e con i soldi risparmiati in tutte queste non attività posso
decidere di farci quello che voglio. Ognuno fa le sue scelte, non è che la
Perseo sia il massimo. Confesso che a parte Futuro Europa, per lunghi
anni non ho comperato un libro da loro e sono vissuto felice e contento.
Gli serviva una mano e non avevo nulla in contrario ad aiutarli. Ma nel
momento in cui un appello (e ho sempre avuto serie riserve sulle sue
modalità anche iniziali) inizia a presentarsi come un "tu devi" e un "o con
noi o traditore", quando alle proprie difficoltà come risposte si cercano dei
nemici da incolpare, allora no. Allora non mi sta più bene.
E soprattutto divento una belva quando si tratta di difendere l'operato di
qualcuno che non ci ha dormito la notte per fare le cose. Provate soltanto
a chiedervi come sarebbe la fantascienza in Italia se non ci fosse stato il
Corriere, o Delos, o Fantasy Magazine. Poi provate a chiedervi cosa
sarebbe la fantascienza in Italia senza la Perseo Provate a chiedervi se
sarebbe realmente tanto diversa da quella che è oggi
»
Che razza di domanda...
è come chiedere come sarebbe la cucina italiana senza gli spaghetti o senza la pizza margherita (scusa l'esempio...): evidentemente più povera in entrambi i casi, poi a seconda dei gusti decidi se migliore o peggiore...
Comunque, se per "fantascienza in italia" intendiamo "fantascienza italiana", sbaglio o Futuro Europa della Perseo è l'unica rivista professionale unicamente dedicata alla fantascienza non anglosassone? Quanti scrittori italiani hanno avuto spazio su Futura Europa in tutti questi anni? (soprattutto prima che Robot ritornasse - e per fortuna - in vita) Come fai a dire che le cose sarebbero state uguali senza la Perseo???
» postato da valinor alle 14:23 del 03-11-2005
24 «««
E soprattutto divento una belva quando si tratta di difendere l'operato di
qualcuno che non ci ha dormito la notte per fare le cose. Provate soltanto
a chiedervi come sarebbe la fantascienza in Italia se non ci fosse stato il
Corriere, o Delos, o Fantasy Magazine. Poi provate a chiedervi cosa
sarebbe la fantascienza in Italia senza la Perseo Provate a chiedervi se
sarebbe realmente tanto diversa da quella che è oggi
»
Che razza di domanda...
è come chiedere come sarebbe la cucina italiana senza gli spaghetti o senza la pizza margherita (scusa l'esempio...): evidentemente più povera in entrambi i casi, poi a seconda dei gusti decidi se migliore o peggiore...
Comunque, se per "fantascienza in italia" intendiamo "fantascienza italiana", sbaglio o Futuro Europa della Perseo è l'unica rivista professionale unicamente dedicata alla fantascienza non anglosassone? Quanti scrittori italiani hanno avuto spazio su Futura Europa in tutti questi anni? (soprattutto prima che Robot ritornasse - e per fortuna - in vita) Come fai a dire che le cose sarebbero state uguali senza la Perseo???»
Ho parlato di fantascienza in Italia (come si evince dalle parole usate,
cavolaccio, potrò essere un autore mediocre ma so bene che differenza
passa tra "fantascienza in Italia" e "fantascienza italiana" ![]()
)
Come faccio a dire che le cose sarebbero state uguali? Non lo dico, dico
"le cose sarebbero state tanto diverse?" Come faccio? Bazzico un po' di
liste italiane grosso modo di fantascienza, un newsgroup, un forum, fino a
qualche mese fa, all'inizio degli allarmi per le sorti della Perseo, la
domanda classica, dopo un istante di imbarazzo era: "Cos'è la Perseo?"
Se così tante persone che si dichiarano appassionate di
fantascienza non conoscono nemmeno il nome di una casa editrice del
settore vuol dire che questa ha fatto di tutto per celare la propria esistenza, no? E allora?
Intendiamoci, io non voglio disconoscerne l'importanza per la
fantascienza italiana, ma se il grosso pubblico non la conosceva allora
la sua importanza per la fantascienza in Italia non poteva essere così
grande. O no?
Ciao!
Lanfranco
Ps: comunque, la prima volta ero stato chiamato in causa direttamente e
ho risposto. Visto però che non mi sento a mio agio a criticare una casa
editrice su un forum che fa capo a una casa editrice concorrente, chiarito
il mio pensiero chiudo qui.
» postato da Lanfranco Fabriani 2 alle 14:45 del 03-11-2005
Puoi continuare la discussione sul forum
1 da parte della Perseo... sono tante le aziende che faticano a "tirare avanti", ma se le cose stanno davvero come scritto qui su Fantascienza.com, allora l'operato di Malaguti è davvero riprovevole. Anche io lavoro in una società editoriale, pubblichiamo circa 35 riviste mensili e in effetti il buco di 300.000 euro suona "enorme" per una realtà piccola come la perseo... Sconti, promozioni o altro avrebbe aiutato Malaguti a svuotare i magazzini e recuperare almeno parte di quei soldi, ma si fa prima a chiedere l'elemosina (perchè di elemosina si tratta) e sperare che siano i lettori a coprire un buco nato dall'incapacità dell'editore di stare sul mercato. Se i lettori non scelgonio Perseo ma altre collane un motivo deve esserci: prezzi, qualuità, titoli, distribuzione... possono essere molti i motivi, ma andavano analizzati tempo fa, prima che il "buco" diventasse incolmabile e che la Perseo fosse costretta a mendicare! Spero tanto che questa casa editrice ce la faccia, che sistemi i propri conti e torni a produrre libri di qualità, ma per fare questo non serve incolpare altri di "non parlare di noi", ma fare qualcosa affinchè gli altri lo facciano! Ribadisco: lavoro come redattore in una casa editrice e ricevere un comunicato stampa ben fatto mi semplifica non poco la vita! Alla Perseo dovrebbero cominciare con queste piccole, semplici e GRATUITE mosse, così da tentare di risollevare le proprie sorti. Se poi i prodotti e i servizi che offrono incontreranno le richieste dei lettori allora sì che la Perseo potrà finalmente riprendersi! ho buttato giù "a getto" quello che mi è passato per la testa, magari più tardi aggiungo qualcosa. Resto ovviamente a disposizione per qualsiasi commento a questo mio pensiero. A presto, Andrea Pagani
» postato da Andrea Pagani alle 09:26 del 02-11-2005