2009-2010: un anno di cinema fantastico

Trascinati da Avatar, salgono sul podio dei maggiori incassi della stagione cinematografica appena conclusa alieni blu, paesi delle meraviglie e dinosauri.

ingrandisci

Il 2010 non è stato (almeno finora…) l’anno del contatto contemplato negli anni ’80 dal sequel di 2001 ma certamente è stato un anno di grande soddisfazione per la fantascienza cinematografica, con il fenomeno Avatar che ha riportato in auge l’avventura tecnologico-spaziale, proseguendo e consolidando il rilancio del genere operato l’anno scorso dal reboot di Star Trek. Eccoci dunque, come ogni estate, a fare il bilancio della stagione cinematografica appena conclusa, basandoci sui dati riportati dal sito MyMovies.it e riferiti ai maggiori incassi nei cinema italiani nel periodo che va dall’agosto 2009 alla fine luglio 2010.

 

Avatar svetta inarrivabile al primo posto con ben sessantacinque milioni e mezzo di euro, un incasso gigantesco dovuto certamente al grande riscontro di pubblico ma anche al fatto che l’accesso alle proiezioni in 3D comporta un sovraccosto per cui, a parità di spettatori, un film proiettato in 3D incassa di più. Visto che si tratta anche del maggior incasso mondiale della storia del cinema, il regista James Cameron ha già annunciato che un sequel ci sarà, anche se non ha ancora deciso se sarà direttamente il suo prossimo film oppure se si dedicherà prima a qualcos'altro. Rimaniamo in campo fantastico anche al secondo posto, dove troviamo la nuova versione di Alice in Wonderland firmata da Tim Burton. Non si tratta magari di uno dei massimi risultati della creatività del grande regista specializzato nel fantastico, ma il ritorno oltre lo specchio di Alice ha comunque attratto molto pubblico, portando a un incasso di oltre trenta milioni di euro. Terzo posto per L’era glaciale 3 — L’alba dei dinosauri, terza avventura preistorica d’animazione digitale che ha accumulato un incasso di oltre ventinove milioni di euro, confermando il successo della serie che continuerà nel 2012 con L’era glaciale 4 — La deriva dei continenti.

 

Non è prettamente fantastico ma viste le sue atmosfere quasi steampunk citiamo anche il reboot di Sherlock Holmes allestito da Guy Ritchie, una delle sorprese dell’anno al quinto posto con 19.8 milioni di euro. Visto il riscontro di pubblico una nuova avventura è già in preparazione e dovrebbe arrivare nelle sale giusto in tempo per le festività natalizie del 2011. Il navigato Robert Zemeckis ritrova Jim Carrey e piazza al sesto posto la sua rilettura del classico di Dickens A Christmas Carol, con incasso che sfiora i diciassette milioni di euro. Da notare che tutti i titoli elencati sinora (tranne Sherlock Holmes) hanno beneficiato della distribuzione nel formato tridimensionale, un’esperienza visiva che al momento non è disponibile con altri metodologie di visione dei film.

 

La modesta saga vampirescadolescienziale di Twilight è presente due volte nella top ten di quest’anno: al settimo posto con New Moon, regia di Chris Weitz (circa 16.5 milioni di euro), e al decimo con Eclipse, regia di David Slade (circa 14.5 milioni di euro). Anche in questo caso si sta lavorando al quarto capitolo, Breaking Down, che uscirà nel 2011 e che molto probabilmente sarà diviso in due parti, come nel caso della conclusione della cinesaga di Harry Potter. All’ottavo posto c’è Up, ennesimo eccellente prodotto di animazione digitale targata Pixar che ha incassato circa 15.5 milioni di euro.

 

Uscendo dalla top ten troviamo all’undicesimo posto l’ipercatastrofico 2012, spettacolare pellicola di Roland Emmerich basata sull’ennesima annunciata fine del mondo (qualcuno prima o poi finirà con l’azzeccarci, speriamo solo — per varie ragioni — non sia proprio Roberto Giacobbo!), con un incasso di 14.2 milioni di euro. Toy Story 3 — La grande fuga, altro film d’animazione digitale made in Pixar, è uscito la prima settimana di luglio e ha già incassato 9.6 milioni di euro, per cui riuscirà abbondantemente a superare il traguardo dei dieci milioni di euro. Il tradizionale cartone natalizio della Disney quest’anno era La principessa e il ranocchio, lo troviamo al diciassettesimo posto con 9.4 milioni di euro.

 

La stagione ha visto anche la conferma della popolarità di Robert Downey Jr, la cui carriera sta vivendo un ottimo momento. Oltre ad aver interpretato il già citato Sherlock Holmes è anche tornato a indossare i panni, o meglio l’armatura, di Tony Stark in Iron Man 2, che troviamo al ventiduesimo posto con 8.1 milioni di euro. Il remake del fantasy mitologico Scontro di Titani, ribattezzato in Italia Scontro tra Titani, è al 23° posto con 7.7 milioni di euro, seguito a ruota da Parnassus, l’ultima interpretazione di Heath Ledger sotto la regia di Terry Gilliam (7.3 milioni di euro). Mezzo scivolone anche in Italia per il fantasy avventuroso Prince of Persia — le sabbie del tempo, costosa produzione di ‘Mr Blockbuster’ Jerry Bruckheimer che non va oltre il 27° posto con 6.7 milioni di euro.

 

Per contro possono certamente festeggiare i produttori dell’horror a bassissimo costo Paranormal Activity, in 29° posizione, il cui solo incasso italiano (6.4 milioni di euro) è enormemente superiore al costo stimato di realizzazione (appena undicimila dollari). Prevedibilmente in autunno uscirà il secondo episodio. Seguono due film fantastici per bambini: Alvin Superstar 2 (32° posto con sei milioni di euro) e il superiore Piovono polpette (33° posto con 5.7 milioni di euro). Al 34° troviamo il classico di Oscar Wilde Dorian Gray; questa nuova versione diretta da Oliver Parker ha incassato 5.7 milioni di euro. Ancora animazione digitale al n. 36: il Dragon Trainer della Dreamworks ha incassato 5.6 milioni di euro. Al 42° posto, con 4.5 milioni di euro, Segnali dal futuro di Alex Proyas, film che va ad aggiungersi alla già lunga lista di pellicole interessanti sulla carta ma deludenti nel risultato aventi Nicolas Cage come protagonista. Al 44° posto, con 4.3 milioni di euro, Wolfman, il tentativo di Joe Johnston di rinverdire i fasti gotici dell’horror licantropico, per la verità senza troppa fortuna. Al 46° ancora roditori CGI in missione per divertire gli spettatori più piccoli in G-Force (3.9 milioni di euro).

 

A metà classifica, al n. 50 con 3.6 milioni di euro, si piazza The Final Destination 3D, ennesimo rimasticamento di una serie horror che praticamente rifà sempre lo stesso copione cambiando solo le salse (il quinto boccone è in preparazione). Difficilmente invece proseguiranno le avventure di Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo, tentativo di Chris Columbus di avviare una serie dalle potenzialità harrypotteriane e che invece anche in Italia non pare aver fatto breccia nel pubblico (58° posto, 3 milioni di euro). Passo falso anche per Denzel Washington, impegnato a girovagare tra le rovine di un polveroso mondo postapocalittico portandosi dietro una bibbia: Codice Genesi si ferma al 60° posto (2.8 milioni di euro). Sembra fallito pure il tentativo di trasportare con successo sul grande schermo l’ennesima linea di giocattoli: G.I. Joe — la nascita dei Cobra di Stephen Sommers langue al 61° posto (2.7 milioni di euro). Il cartoon digitale fantascientifico Planet 51, insolita coproduzione tra Spagna e Regno Unito, atterra solo al 65° posto (2.4 milioni di euro).

 

Sul mercato italiano non si è ripetuto l’exploit che il fantascientifico e indipendente District 9 ha ottenuto all’estero, soprattutto negli USA; lo troviamo solo al 77° posto (1.9 milioni di euro). Strascicante ormai come un cadavere deambulante la serie di horror-sadico Saw è arrivata al VI capitolo; gli incassi non sono certo astronomici (1.8 milioni di euro, 78° posto in classica) ma visti i bassissimi costi di realizzazione l’ennesima riesumazione avverrà in autunno (e dubitiamo che l’annunciato uso del 3D migliorerà di molto il risultato).

 

Siamo ormai in zona flop, anche per nomi illustri. La presenza di Bruce Willis in Il mondo dei replicanti non ha permesso al film di andare oltre l’80° posto (1.7 milioni di euro). L’adattamento firmato da Peter Jackson del romanzo Amabili resti è all’82° (1.7 milioni di euro). E cosa sono più improbabili, i rapimenti alieni al centro della vicenda o Milla Jovovic nei panni di una psicologa? Se lo saranno chiesto i non numerosissimi spettatori di Il quarto tipo, fanta-thriller che occupa l’83° posto (1.7 milioni di euro). Joe Dante continua a fare il suo piccolo cinema d’omaggio al cinema horror del passato con The Hole, nel quale utilizza pure il 3D (84° posto, 1.7 milioni di euro). La piacevole e un po' vecchio stile commedia fantastica per ragazzi Tata Matilda e il gran botto è al 91° posto (1.4 milioni di euro). La nostra lista per quest’anno si chiude con l’horror Il messaggero, al 96° posto con 1.3 milioni di euro. Vista la distribuzione praticamente inesistente non ce l’ha fatta e rientrare nei primi cento l’interessante dramma fantascientifico Moon, piccola intelligente produzione inglese diretta da Duncan Jones, meritevole di un ripescaggio in home video.

Autore: Roberto Taddeucci - Data: 16 agosto 2010 - Fonte: MyMovies.it

Vota questo articolo

Voti dei lettori

4 voti ricevuti

Il tuo voto

seleziona il voto e clicca


Commenti

1 Ognuno ha i suoi gusti, ma io ci metterei anche Pandorum (che con gli universi paralleli non c'entra un fico secco, ma si sa, in Italia storpiamo tutto). Sicuramente da noi, con l'infelice uscita di Agosto questa pellicola passerà quasi inosservata. Ad ogni modo seppur subissato dalla critica perchè con una trama sviluppata all'interno di un vascello interplanetario, difficilmente apparirà originale... personalmente l'ho trovato apprezzabile e volendo vedere, senza neppure troppe ingenuità. Meglio di altri blasonati movies in classifica.

» postato da Argonauta alle 09:46 del 16-08-2010

2 Caro Argonauta "Pandorum" è uscito il 6 Agosto, dunque all'inizio della nuova stagione cinematografica 2010-2011. Se entrerà nella top 100 verrà citato casomai l'anno prossimo. Ciao Roberto Taddeucci

» postato da Roberto Taddeucci alle 15:51 del 16-08-2010

3 Fa un effetto strano, io credo d'averlo visto almeno un annetto fa. S*

» postato da S* alle 18:03 del 16-08-2010

4 «Fa un effetto strano, io credo d'averlo visto almeno un annetto fa. S*» Nel senso che all'estero era uscito prima e tu lo hai visto in originale? Io ho dovuto arrampicarmi sugli specchi per vedere il buon Moon (non lo trovavo più in sala e nemmeno a noleggio), sicuramente penalizzato dalle atmosfere non per tutti ma anche dall'inesistente promozione. L'incredibile è vedere nelle classifiche premiati abominevoli prodotti (2012 oppure Scontro tra Titani, per esempio) ai danni di pellicole che ben altro incasso avrebbero meritato.

» postato da Naismith alle 10:36 del 17-08-2010

5 Ma kick-ass non e' ancora uscito in italia? e come e' andato negli USA? non rientra nella classifica neanche lui? Per me e' uno dei film migliori degli ultimi anni, semplicemente geniale!

» postato da shimond alle 13:32 del 17-08-2010

6 ««Fa un effetto strano, io credo d'averlo visto almeno un annetto fa. S*» Nel senso che all'estero era uscito prima e tu lo hai visto in originale?.» Si, più o meno... In effetti all'epoca non sembrava probabile che sarebbe stato distribuito in Italis. S*

» postato da S* alle 18:32 del 17-08-2010

7 "Pandorum" (un titolo in italiano un pò sfortunato, forse più adatto per una uscita sotto le feste di fine anno...) è stato distribuito nel mondo a partire dal 25 settembre 2009, per cui è arrivato nelle sale italiane con quasi un anno di ritardo. Non è certo un caso raro. Per quanto riguarda "Kick-Ass" non sembra aver ancora trovato un distributore italiano. L'accoglienza critica è stata piuttosto buona ma il film non si può certo dire che abbia avuto incassi eccezionali (circa 96 milioni di $ raccolti in tutto il mondo, di cui circa la metà negli USA). Comunque ha abbondantemente recuperato il costo di produzione (circa 30 milioni di $).

» postato da Roberto Taddeucci alle 19:34 del 17-08-2010

8 «"Pandorum" (un titolo in italiano un pò sfortunato, forse più adatto per una uscita sotto le feste di fine anno...) è stato distribuito nel mondo a partire dal 25 settembre 2009, per cui è arrivato nelle sale italiane con quasi un anno di ritardo. Non è certo un caso raro. Per quanto riguarda "Kick-Ass" non sembra aver ancora trovato un distributore italiano. L'accoglienza critica è stata piuttosto buona ma il film non si può certo dire che abbia avuto incassi eccezionali (circa 96 milioni di $ raccolti in tutto il mondo, di cui circa la metà negli USA). Comunque ha abbondantemente recuperato il costo di produzione (circa 30 milioni di $).» Da quello che ho visto mi sembra un film poco politically correct, per cui la vedo dura per la distribuzione italiana. E se ci arriva, ci arriva con pesanti tagli alle scene più crude e al linguaggio, per cui perderà parecchia della sua forza.

» postato da Maurizio Del Santo alle 00:00 del 18-08-2010

9 Kick Ass è uno dei film più belli degli ultimi anni. Un CA-PO-LA-VO-RO. E solo un paese da quarto mondo come l'Italia non poteva non distribuirlo. L'unico paese al mondo insieme alla Cina a non averlo distribuito.

» postato da Rodia alle 00:05 del 18-08-2010

10 «Kick Ass è uno dei film più belli degli ultimi anni. Un CA-PO-LA-VO-RO. E solo un paese da quarto mondo come l'Italia non poteva non distribuirlo. L'unico paese al mondo insieme alla Cina a non averlo distribuito.» In Italia le polemiche sarebbero state veramente irritanti. Quasi meglio così. In questo caso, comunque, è lecito procurarselo come possibile. D'accordo sul giudizio, non ho cambiato avatar per niente :D Non sarà l'evento del secolo, ma è un film che pizzica efficaciemente alcune corde, diciamo. Però consiglio vivamente a tutti di non farselo "spoilerare", guardare e basta.

» postato da Il_Console alle 02:05 del 18-08-2010

11 «Kick Ass è uno dei film più belli degli ultimi anni. Un CA-PO-LA-VO-RO. E solo un paese da quarto mondo come l'Italia non poteva non distribuirlo. L'unico paese al mondo insieme alla Cina a non averlo distribuito.» Ma hai presente che putiferio tirerebbero fuori quelli del Moige con il sommo poeta Bondi in testa? Per non parlare della pesante rilettura da parte del traduttore e del doppiaggio per smussare alcuni angoli e non beccarsi un VM18. Palomino.

» postato da KVT Palomino alle 03:00 del 18-08-2010

12 Bello Kick Ass :D

» postato da Botolo alle 06:46 del 18-08-2010

13 « Per non parlare della pesante rilettura da parte del traduttore e del doppiaggio per smussare alcuni angoli e non beccarsi un VM18. Palomino.» Il VM18 e' obbligatorio, anche negli USA e' uscito VM18 e sono d'accordo :wink:

» postato da shimond alle 07:46 del 18-08-2010

14 concordo KickAss prende e anche Pandorum mi era piaciuto (in inglese), niente di eccezionale ma ha qualcosa che lo distingue, almeno secondo me spero non abbiano fatto troppi tagli (ma KickAss lo tagliano tutto o lo metteranno fuori VM18? :--) peccato per District9 secondo me meritava molto di piu' :-(

» postato da Giobatta65 alle 09:47 del 18-08-2010

15 «peccato per District9 secondo me meritava molto di piu' :-(» Si, District9 aveva diversi spunti interessanti, anche se ammetto di non aver capito per quale ragione questi alieni stessero in Sudafrica a morire di stenti nelle baraccopoli, pur potendo partire con l'astronave. Però non mi stupisco che non abbia avuto tanto successo: siamo nel pieno di una pericolosa voglia di pulizia etnica (in Italia ma non solo) con respingimenti di immigranti, sfruttamento sistematico dei clandestini, odio fomentato ad arte con la complicità di certi partiti e di media non certo imparziali, o al meglio di disinformazione sistematica. Chiaro che i possibili spettatori abbiano optato tra: 1) "un film in Sudafrica? ma non ci sono i mondiali? Boh, che mi frega, non è nemmeno 3D". 2) alieni estracommunitari che vengono qui a frignare e ci fanno pure i film che prendono i soldi dallo stato, e cianno le case che abbiamo tanta povera gente anche da noi, tipo i xxxxx (*) che non cianno da mangiare anche se poi a me questi zingari che non pagano mica il biglietto del bus a calci in culo a casa loro, che fanno un sacco di soldi con l'elemosina e rubano e cianno le mercedes e le roulotte grandi come un astronave di independense dey. (*) inserire categoria a scelta nel mirino al momento Ecchecavolo. :shock:

» postato da Naismith alle 11:15 del 18-08-2010

16 «Si, District9 aveva diversi spunti interessanti, anche se ammetto di non aver capito per quale ragione questi alieni stessero in Sudafrica a morire di stenti nelle baraccopoli, pur potendo partire con l'astronave. » Nel film è spiegato: si tratta sostanzialmente di una nave piena di profughi, scacciati da chissà dove. Il 99 per cento di loro non aveva la minima idea di come far funzionare l'astronave. I pochissimi in grado di farlo dovevano recuperare un po' di carburante per riuscirci, che era quella sostanza che infetta Vikus.

» postato da Maurizio Del Santo alle 16:13 del 18-08-2010

17 « spero non abbiano fatto troppi tagli (ma KickAss lo tagliano tutto o lo metteranno fuori VM18? :--)(» La cosa che mi farà più ridere è quando uscirà il sequel nel 2011 e dovranno per forza farlo uscire nelle sale italiane, tanto se ne parlerà sulla rete. "Kick Ass 2? Ma perché, è uscito pure l'uno?" Ragazzi ora seriamente vorrei farvi una domanda: Ma non vi sembra che negli ultimi cinque anni siamo regrediti in fatto di distribuzione cinematografica? Io mi ricordo un tempo quando in Italia uscivano tutti i film di Hollywood; certo tradotti male, tagliati, con titoli assurdi ma uscivano. Guardate che nel resto d'Europa negli anni 80 e 90 non era così: in Spagna, Francia e perfino in UK (a volte) molti film americani che noi abbiamo visto in Italia non uscivano. ERavamo all'avanguardia da questo punto di vista. Cioè mi sembra di essere in Iran adesso.

» postato da Rodia alle 01:05 del 19-08-2010

18 «« Ragazzi ora seriamente vorrei farvi una domanda: Ma non vi sembra che negli ultimi cinque anni siamo regrediti in fatto di distribuzione cinematografica? Io mi ricordo un tempo quando in Italia uscivano tutti i film di Hollywood; certo tradotti male, tagliati, con titoli assurdi ma uscivano. Guardate che nel resto d'Europa negli anni 80 e 90 non era così: in Spagna, Francia e perfino in UK (a volte) molti film americani che noi abbiamo visto in Italia non uscivano. ERavamo all'avanguardia da questo punto di vista. Cioè mi sembra di essere in Iran adesso.» Francamente non ho fatto i conti: credo che la produzione sia molto aumentata (anche contando telefilm e film destinati solo alle TV o al videonoleggio). Di sicuro oggi con internet ci becchiamo ogni info su ogni piuma di piccione filmata nell'ultima regione della Cina, quindi se poi non arriva fino a noi ce ne accorgiamo! Di sicuro non aiuta il fatto che la distribuzione si è concentrata in mano a pochissimi (un paio?) di nomi e altrettanto sta succedendo alle sale cinematografiche. Tutti i titoli buoni per i pienoni si comprano, il resto può attendere. Se poi torni abbastanza indietro nel tempo ti rendi conto che la sera al cinema era più appetibile quando non avevi 24 ore su 24 di decine di canali TV pieni di imbottitura per menti ipnotizzate. Per le TV si è generato il mostro dei palinsesti pensati per le payTV in accordo con quelli delle TV pubblicitarie (che non devono disturbare, ovviamente, con film appetibili). E allora via al diluvio di repliche a basso costo e molta cassetta. Che bisogno c'è di proporre film nuovi?

» postato da Naismith alle 12:06 del 19-08-2010

19 Forse hai ragione tu. In effetti non avevo pensato all'aumento della produzione di film. Ciò non toglie che mi rimane ancora questa sensazione di arretramento...

» postato da Rodia alle 18:28 del 19-08-2010

20 « Chiaro che i possibili spettatori abbiano optato tra: 1) "un film in Sudafrica? ma non ci sono i mondiali? Boh, che mi frega, non è nemmeno 3D". 2) alieni estracommunitari che vengono qui a frignare e ci fanno pure i film che prendono i soldi dallo stato, e cianno le case che abbiamo tanta povera gente anche da noi, tipo i xxxxx (*) che non cianno da mangiare anche se poi a me questi zingari che non pagano mica il biglietto del bus a calci in culo a casa loro, che fanno un sacco di soldi con l'elemosina e rubano e cianno le mercedes e le roulotte grandi come un astronave di independense dey. (*) inserire categoria a scelta nel mirino al momento Ecchecavolo. :shock:» Motivi perché D9 non ha avuto successo: 1 - Poco tam tam mediatico 2 - E' un film di fantascienza 3 - Non ha un cast di strafighi Se si esclude Avatar tutti i film di fantascienza arrivati in Italia hanno fatto poco o nulla. Palomino.

» postato da KVT Palomino alle 21:26 del 19-08-2010

21 ««Kick Ass è uno dei film più belli degli ultimi anni. Un CA-PO-LA-VO-RO. E solo un paese da quarto mondo come l'Italia non poteva non distribuirlo. L'unico paese al mondo insieme alla Cina a non averlo distribuito.» In Italia le polemiche sarebbero state veramente irritanti. Quasi meglio così. In questo caso, comunque, è lecito procurarselo come possibile. D'accordo sul giudizio, non ho cambiato avatar per niente :D Non sarà l'evento del secolo, ma è un film che pizzica efficaciemente alcune corde, diciamo. Però consiglio vivamente a tutti di non farselo "spoilerare", guardare e basta.» Ho capito che frusterò il mulo fin oltre il confine dove non parlano più la nostra lingua.

» postato da Sean Maxhell alle 21:40 del 19-08-2010

22 non ho capito: perché non hanno fatto uscire "kick ass" in italia? http://i2.photobucket.com/albums/y26/slowpulse/hmmm.gif

» postato da jonny lexington alle 19:28 del 20-08-2010

23 «non ho capito: perché non hanno fatto uscire "kick ass" in italia? http://i2.photobucket.com/albums/y26/slowpulse/hmmm.gif» PErché siamo nel quarto mondo!? :?

» postato da Rodia alle 02:06 del 21-08-2010

24 «non ho capito: perché non hanno fatto uscire "kick ass" in italia? http://i2.photobucket.com/albums/y26/slowpulse/hmmm.gif» Probabilmente è uscito ma col titolo italiano SuperGrullo e non ce ne siamo accorti. Mi sa che vale la pena di controllare le ultime uscite... Io so solo che voglio il sequel. Purtroppo Vaughn sta facendo il remake degli X-men (c'è poco da fare, sicuramente ci sono più soldi lì....)

» postato da Il_Console alle 11:20 del 21-08-2010

25 «Probabilmente è uscito ma col titolo italiano SuperGrullo e non ce ne siamo accorti.» italian.imdb.com dice che non è proprio uscito. :nonso: http://www.imdb.it/title/tt1250777/ continuo a non capire perché, ma vabbè.

» postato da jonny lexington alle 20:19 del 23-08-2010

26 Beh, la mia era una battuta :D Quanto al perchè non l'hanno fatto uscire... secondo me 1. Si aspettavano che non lo guardasse nessuno. Il fumetto non so se esistesse in Italia, e comunque non credo fosse famoso di per sé. E in effetti pare che il film stia andando bene... ma in dvd: al cinema non è andato malissimo ma niente di che. 2. Obiettivamente è un film difficile. Qual è il target, dato che è VM 18 (o giù di lì)?. Confesso che quando ho sentito la piccola ironizzare che il loro segnale "it's in the shape of a giant c*ck!!!" ci sono rimasto di sale anch'io. E in italiano suonerebbe anche peggio... Comunque la ragazzina è da tenere d'occhio. Sta per uscire il remake americano di Let the right one in (con titolo Let me in) e ora sta facendo anche un film con Scorsese mi pare :)

» postato da Il_Console alle 21:00 del 23-08-2010

27 «Beh, la mia era una battuta :D» lo so, ma ho ritenuto esser meglio controllare, perché avresti anche potuto aver fatto centro senza volerlo, visti i precedenti in italia. :lol:

» postato da jonny lexington alle 23:10 del 23-08-2010

28 scusate la domanda banale, ma non è uscito al cinema o non è proprio stato fatto uscire??! perchè nel primo caso potrebbe trovarsi qualche visione casuale su sky per esempio, ma nell'altro allora non ci sarebbe nemmeno la versione doppiata in italiano.... (si, anche se non sembra è una domanda) (non vorrei cercare troppo da solo perché vorrei evitare spoiler)

» postato da _Kaos_ alle 01:51 del 24-08-2010

29 Guardate che questi film un po' di secondo piano possono benissimo uscire dopo parecchio tempo, anche un anno o un anno e mezzo. S*

» postato da S* alle 08:49 del 24-08-2010

30 « ma nell'altro allora non ci sarebbe nemmeno la versione doppiata in italiano.... » Mi pareva che guardassi in lingua anche tu... sbagliavo? Da molto ormai posto qua e là "contro" il doppiaggio e gli adattamenti, ma sono diventato davvero fondamentalista da quando seguo il dottor House (ebbene, come avrete capito, sono un grande fan del dottor House). Ora, i dvd della prima stagione non hanno per niente sottotitoli, l'inglese è molto difficile e tecnico, gli scambi e le freddure spesso rapidissimi e a volte ho difficoltà, quindi mi capita di fare rewind e risentire la battuta in italiano (dopodichè sono solitamente in grado di ricapirla anche in inglese, lo spunto aiuta molto anche se la frase è diversa). Così facendo ho cominciato a notare cose veramente raccapriccianti, e in realtà spesso mi son messo a risentire in italiano anche se avevo già capito, solo per curiosità sulla trasposizione. Credimi è una tragedia, e stiamo parlando di una serie mainstream, per cui il livello tecnico di doppiaggio e adattamento è fra i migliori. Ora, a volte ci sono delle difficoltà oggettive, però cambiano davvero troppo. Tanto chi mai se ne accorge? Mica tutti sono maniaci compulsivi come me. I difetti presi singolarmente sono anche perdonabili, ma se li metti insieme... Il tono di voce del doppiatore e il pathos con cui pronuncia le battute è completamente fuori. Empatico e triste invece che sprezzante e sarcastico! Ma come! Le freddure, assolutamente geniali in inglese, perdono il 50% del mordente quando sono tradotte al meglio... e una volta su tre rinunciano proprio e le sostituiscono con dialoghi normali riempitivi (giuro!). Il risultato finale è un dottor House più "buono" e più spento, meno sorprendente, meno graffiante e meno sagacie. In definitiva, non è il Dott. House! (ora che ci penso, potrebbe essere una politica intenzionale di localizzazione). Insomma, mi sono accorto che in una conversazione, se dico che trovo geniale la serie, "rischio" che l'ascoltatore mi chieda legittimamente che cosa ci trovi di così geniale. Scusate l'off topic. Doppiaggio, rimuovere. :whip:

» postato da Il_Console alle 00:07 del 25-08-2010

31 « Il tono di voce del doppiatore e il pathos con cui pronuncia le battute è completamente fuori. Empatico e triste invece che sprezzante e sarcastico! Ma come! Le freddure, assolutamente geniali in inglese, perdono il 50% del mordente quando sono tradotte al meglio... e una volta su tre rinunciano proprio e le sostituiscono con dialoghi normali riempitivi (giuro!). Il risultato finale è un dottor House più "buono" e più spento, meno sorprendente, meno graffiante e meno sagacie. In definitiva, non è il Dott. House! » Quoto. Ma non vale solo per House. I casi di personaggi principali stravolti dal cambio della voce sono innumerevoli. Prendi Adama in Galactica per esempio: una voce "normale" e piatta al posto della voce bassa e roca di Adama. Sisko di DS9? Del tutto sparito. A Gibbs di NCIS va bene che parla poco. Persino Castle, l'ho visto ieri sera in italiano per la prima volta, è del tutto banalizzato. La sostanza è che manca del tutto il tentativo di scegliere voci che si avvicino a quelle originali, e immagino manchi del tutto anche lo studio delle intonazioni. Che poi uno può dire ok, c'è una squadra di doppiatori, si fa quello che si può schegliendo magari il più bravo per il personaggio principale. Il fatto è che i doppiatori BRAVI la voce la cambiano. Si può provare a prendere vari personaggi doppiati da Tonino Accolla e non viene neppure il sospetto che il doppiatore sia lo stesso. Ma la massa dei doppiatori di telefilm non è neanche lontanamente a quel livello. Sono impiegatini che fanno il loro sfigato lavoro leggendo le battute mentre aspettano la chiamata del loro agente sperando di realizzare il sogno della loro vita, andare a recitare in una puntata di "Un medico in famiglia". S*

» postato da S* alle 17:05 del 25-08-2010

32 Se non ricordo male, la leggenda metropolitana sull'argomento racconta che il doppiaggio obbligato di film (e poi di telefilm) americani in italiano fu il frutto di un accordo culturale tra USA e Italia nell'immediato dopoguerra; una delle tante contropartite al piano Marshall, e che aveva come obiettivo la diffusione capillare dei prodotti culturali a stelle e strisce sul suolo italiano, allo scopo anche di saldare il legame atlantico dell'Italia in un momento in cui il nostro paese era in bilico tra est e ovest. Come ho detto, trattasi di leggenda metropolitana, però... :D Detto ciò, il doppiaggio è positivo se è fatto bene, negativo se è fatto male. E' una banalità ma è così. Teniamo presente che lo stile di recitazione americano è notevolmente diverso da quello italiano, e secondo me gran parte delle inflessioni e di quello stile a noi sono estranei. Avete mai sentito recitare De Niro in originale? Usa un tono di voce piatto e quasi monocorde, la maggior parte di noi non lo sopporterebbe. Il grande Ferruccio Amendola gli aveva dato una flessibilità espressiva eccezionale, arricchendo la sua interpretazione, tanto che lo stesso De Niro si fidava solo di lui come suo doppiatore. Si racconta poi che Dustin Hoffman, per il doppiaggio di "Tootsie", parlasse con i suoi doppiatori in ogni singolo paese per concordare l'interpretazione da dare al personaggio. Quindi se il doppiaggio è ben fatto, arricchisce e adatta il film alla sensibilità del paese in cui viene proiettato. Nulla in contrario alle edizioni originali con sottotitoli, che in effetti sarebbe il modo più corretto di vedere un film; per me risulta difficile seguire un film così, anche se immagino sia solo questione di abitudine. Il doppiaggio, come la trauduzione, è una questione complessa; a volte il linguaggio è fatto di slang ed espressioni verbali che in altri paesi non hanno significato, e che molti non capirebbero, per cui traduzione e doppiaggio servono a rendere il tutto più comprensibile. Per i telefilm il discorso è completamente diverso. Lì è la serialità ad ammazzare tutto, a prescindere dal fatto che se gli attori dei serial sono dei cani, sentirli in originale o doppiati non cambia nulla. Restando in BSG, penso che non sentire in originale il buon Jamie Bamber, col suo mascellone squadrato e l'espressione granitica, sia stata una perdita moooolto contenuta. Anzi, probabilmente il suo doppiatore gli ha dato un po' di vivacità almeno nella voce. Non ho mai sentito House in originale, ma mi sembra che Sergio Di Stefano, che è uno dei migliori doppiatori italiani (perché prima di tutto è a sua volta un attore, come tutti i grandi doppiatori), stia facendo un lavoro più che egregio sul personaggio.

» postato da Maurizio Del Santo alle 19:01 del 25-08-2010

33 «Il grande Ferruccio Amendola gli aveva dato una flessibilità espressiva eccezionale, arricchendo la sua interpretazione, tanto che lo stesso De Niro si fidava solo di lui come suo doppiatore.» maurizio, vabbè difendere il doppiaggio (cosa che io personalmente non farei comunque mai), ma arrivare a dire che qualcuno può arricchire l'interpretazione di de niro, non un pirla qualsiasi eh, mi pare una gran sparata, dai. io de niro l'ho sentito in originale e doppiato - per carità, amendola era bravo, ma il de niro dei tempi migliore era un altro pianeta. oltretutto il problema di amendola è che praticamente ha reso gente come pacino, stallone, hoffman e appunto de niro tutti uguali uguali. se invece uno poi se li sente in originale, nota che la differenza fra loro è abissale.

» postato da jonny lexington alle 19:40 del 25-08-2010

34 «po' di vivacità almeno nella voce. Non ho mai sentito House in originale, ma mi sembra che Sergio Di Stefano, che è uno dei migliori doppiatori italiani (perché prima di tutto è a sua volta un attore, come tutti i grandi doppiatori), stia facendo un lavoro più che egregio sul personaggio.» No, ti assicuro che non è così. Su cosa basi il tuo giudizio? Sulla bella voce? Magari è anche bravo tecnicamente con i tempi, ecc. Ma sbaglia completamente proprio la recitazione del personaggio. Fidati, o prova a fare il confronto. L'House originale è molto più "cattivo", ardito, sfacciato e distaccato. Certo, lo spettatore capisce che House in realtà è "buono", ma lui non lo dà mai a vedere, neanche per sbaglio. L'House italiano invece lo dà a vedere, e questo è conseguenza del tono e del pathos del doppiatore, che pathos dovrebbe pure mettere, ma nell'altro senso (!). Forse non l'ha mai ascoltata la versione inglese, e recita sopra il muto facendo tornare le battute secondo come si è immaginato il personaggio lui. Quale che sia il motivo, sbaglia. Non ho qui insistito sull'adattamento dei dialoghi perchè quello non è colpa del doppiatore, suppongo.

» postato da Il_Console alle 20:33 del 25-08-2010

35 ««Il grande Ferruccio Amendola gli aveva dato una flessibilità espressiva eccezionale, arricchendo la sua interpretazione, tanto che lo stesso De Niro si fidava solo di lui come suo doppiatore.» maurizio, vabbè difendere il doppiaggio (cosa che io personalmente non farei comunque mai), ma arrivare a dire che qualcuno può arricchire l'interpretazione di de niro, non un pirla qualsiasi eh, mi pare una gran sparata, dai. io de niro l'ho sentito in originale e doppiato - per carità, amendola era bravo, ma il de niro dei tempi migliore era un altro pianeta. oltretutto il problema di amendola è che praticamente ha reso gente come pacino, stallone, hoffman e appunto de niro tutti uguali uguali. se invece uno poi se li sente in originale, nota che la differenza fra loro è abissale.» Non difendo il doppiaggio in generale, difendo quello che, se fatto bene non toglie nulla al film o agli attori. Ritorno all'esempio di Bamber in BSG: non posso pensare che il doppiatore italiano sia riuscito a peggiorare la sua recitazione già assente. Riguardo ad Amendola, secondo me non è vero, come dici tu, che ha reso uguali De Niro, Pacino, Hoffman e Stallone. Hoffman parla in modo più veloce e con un registro più alto, Stallone con un registro più basso. La voce di Amendola poi somigliava a quella vera di Pacino, molto di più quanto gli somigli quella del suo doppiatore attuale, Giancarlo Giannini (che pure lo caratterizza bene). Come ha detto S* qualche post sopra, il bravo doppiatore adatta la propria voce all'attore; Giuseppe Rinaldi doppiava Paul Newman, Marlond Brando e Jack Lemmon, ognuno in modo diverso. Pino Locchi doppiava Sean Connery e Tony Curtis, caratterizzandoli in modo unicovo. Oreste Lionello ha contribuito alla fortuna di Woody Allen in Italia.

» postato da Maurizio Del Santo alle 02:03 del 26-08-2010

36 ««po' di vivacità almeno nella voce. Non ho mai sentito House in originale, ma mi sembra che Sergio Di Stefano, che è uno dei migliori doppiatori italiani (perché prima di tutto è a sua volta un attore, come tutti i grandi doppiatori), stia facendo un lavoro più che egregio sul personaggio.» No, ti assicuro che non è così. Su cosa basi il tuo giudizio? Sulla bella voce? Magari è anche bravo tecnicamente con i tempi, ecc. Ma sbaglia completamente proprio la recitazione del personaggio. Fidati, o prova a fare il confronto. L'House originale è molto più "cattivo", ardito, sfacciato e distaccato. Certo, lo spettatore capisce che House in realtà è "buono", ma lui non lo dà mai a vedere, neanche per sbaglio. L'House italiano invece lo dà a vedere, e questo è conseguenza del tono e del pathos del doppiatore, che pathos dovrebbe pure mettere, ma nell'altro senso (!). Forse non l'ha mai ascoltata la versione inglese, e recita sopra il muto facendo tornare le battute secondo come si è immaginato il personaggio lui. Quale che sia il motivo, sbaglia. Non ho qui insistito sull'adattamento dei dialoghi perchè quello non è colpa del doppiatore, suppongo.» Ho premesso che non ho mai sentito House in originale. Detto ciò, Hugh Laurie è un'attore molto espressivo, e per essere sinceri io tutta 'sta dissonanza tra la mimica facciale e il tono della voce di Di Stefano non la vedo. Il discorso è: House è un personaggio sopra le righe e al tempo stesso molto americano, con modi di fare, atteggiamenti eccetera. Ammettendo che tutti riescano a sentirlo in originale (difficile) e a capire il personaggio (ancora più difficile), siamo sicuri che piacerebbe? Negli USA House è riconosciuto come appartenente a un contesto, che non è il nostro. In termini generali: il doppiaggio deve consistere solo nel ripetere le battute in un'altra lingua, o deve contribuire ad adattare il film alla sensibilità degli spettatori di paesi diversi? Perché per i prodotti inglesi magari può anche essere superfluo, ma non esiste mica solo la cinematografia americana. Ti è mai capitato di sentire un film orientale in originale? A me sì, ed è allucinante. Hanno un modo di esprimersi e una gestualità che per noi è completamente fuori contesto. Senza un'opera di doppiaggio i film orientali per noi sarebbero incomprensibili (tu dirai: e chissenefrega; vabbé, magari c'è a chi piacciono). Come ho già scritto non difendo il doppiaggio in sé ma quello fatto bene che riesce a valorizzare il film o il telefilm. E' stato lo stesso Woody Allen a ringraziare Oreste Lionello per aver contribuito al suo successo qui da noi, tanto per fare un esempio.

» postato da Maurizio Del Santo alle 02:16 del 26-08-2010

37 Maurizio, chi se ne frega se la voce di Bamber è meglio doppiata, non dà nulla alla serie comunque. In Galactica ci sono due attori di primo livello, Olmos e la McDowell, erano quelli da doppiare con cura, ed è lì che si perde il valore della serie. Detto questo, anche quando c'è un bravo attore a doppiare il protagonista, comunque resta il fatto che perdi la ricchezza delle diverse inflessioni (neri, gente del sud, gente dell'est o dell'ovest, inglesi, scozzesi, ispanici parlano tutti uguali doppiati). E poi c'è il disastro dell'adattamento, che al di là dei non infrequenti errori di traduzione (nei false friend ci cascano regolarmente come pere cotte, per esempio) sistematicamente banalizza tutto togliendo per default ogni riferimento e ogni citazione generalizzandola. Non ho idea del perché ci sia questa regola, ma è un fatto, per cui "Rocky Horror" diventa "un musical", "star wars" diventa "un film di fantascienza" e così via. S*

» postato da S* alle 08:33 del 26-08-2010

38 «Maurizio, chi se ne frega se la voce di Bamber è meglio doppiata, non dà nulla alla serie comunque. In Galactica ci sono due attori di primo livello, Olmos e la McDowell, erano quelli da doppiare con cura, ed è lì che si perde il valore della serie.» Ma perché, Olmos e la McDowell sono stati doppiati male? Dario Penne è uno dei migliori in circolazione (la voce di Anthony Hopkins), e mi sembra che abbia reso bene il personaggio, anche se la voce originale di Olmos è molto diversa. «Detto questo, anche quando c'è un bravo attore a doppiare il protagonista, comunque resta il fatto che perdi la ricchezza delle diverse inflessioni (neri, gente del sud, gente dell'est o dell'ovest, inglesi, scozzesi, ispanici parlano tutti uguali doppiati). E poi c'è il disastro dell'adattamento, che al di là dei non infrequenti errori di traduzione (nei false friend ci cascano regolarmente come pere cotte, per esempio) sistematicamente banalizza tutto togliendo per default ogni riferimento e ogni citazione generalizzandola. Non ho idea del perché ci sia questa regola, ma è un fatto, per cui "Rocky Horror" diventa "un musical", "star wars" diventa "un film di fantascienza" e così via.» Eh, ho capito e sono anche d'accordo, ma non è che tutti sono in grado di apprezzare le sfumature distinguendo tra l'accento texano e quello bostoniano. Dovremmo diventare tutti esperti linguisti, perché ricordiamoci che non esistono mica solo i telefilm americani, ma anche quelli tedeschi, francesi, spagnoli, svedesi eccetera. Allora, giù tutti a esercitarsi a imparare la differenza tra il bavarese e il viennese, tra il dialetto parigino e quello di Lione, tra il catalano e il castillano (ci sarà differenza di dialetti in Svezia?). Per non parlare delle varie versioni del cinese... Insomma, la verità è che il doppiaggio diventa necessario se si vuole rendere accessibile un film o un telefilm a svariate decine di milioni di persone. Sarebbe importante fare un'opera di educazione, insegnando già ai bambini a guardare i film in lingua originale con i sottotitoli, ma ci vuole un sacco di tempo. Se non sbaglio negli USA inizialmente mandavano i film stranieri nelle sale con i sottotitoli, ma mi risulta che negli ultimi anni anche loro siano passati al doppiaggio. Quello del mediocre adattamento è un altro problema, che si potrebbe risolvere sforzandosi per dare più qualità al lavoro dei traduttori e non eliminando il doppiaggio. Sarebbe come dire che visto che c'è un sacco di gente che non è capace a guidare, aboliamo le macchine (mica male però... :) ). La cosa più semplice sarebbe offrire la doppia visione (in lingua originale e doppiata) dei serial anche sui canali generalisti, e forse col passaggio totale al dt potrebbe essere fattibile. Certo se tutti i serial passassero in lingua originale, come primo effetto parecchia gente spegnerebbe la tv e si metterebbe a leggere un bel libro (anche questa mica male... Ma in lingua originale o tradotto? :lol: )

» postato da Maurizio Del Santo alle 17:10 del 26-08-2010

39 «Ma perché, Olmos e la McDowell sono stati doppiati male? Dario Penne è uno dei migliori in circolazione (la voce di Anthony Hopkins), e mi sembra che abbia reso bene il personaggio» Ah be', ti accontenti davvero di molto, molto, molto poco. E se non sono abbastanza esplicito, dal mio punto di vista no, non ha reso per niente bene il personaggio. «Eh, ho capito e sono anche d'accordo, ma non è che tutti sono in grado di apprezzare le sfumature distinguendo tra l'accento texano e quello bostoniano.» E allora, scusa? Stai dicendo che è giusto togliere tutto quello che non è accessibile a tutti? Esattamente lo stesso discorso degli adattatori, infatti. Togliamo Rocky Horror perché non tutti lo conoscono. Togliamo Star Wars perché non tutti lo conoscono. Che cosa ottieni, alla fine? Ottieni la parificazione alla massima imbecillità. A me non sta bene. E mi sembra francamente anche un ragionamento demente: chi non sa cosè il Rocky Horror magari non capisce la battuta, e magari chiede al suo vicino e impara qualcosa. O lo capisce dal contesto. Io l'accento della Louisiana lo riconosco mica perché ci ho vissuto, ma solo perché ho visto abbastanza episodi di True Blood. «Dovremmo diventare tutti esperti linguisti, perché ricordiamoci che non esistono mica solo i telefilm americani, ma anche quelli tedeschi, francesi, spagnoli, svedesi eccetera.» È innegabile che sarebbe meglio vederli in lingua originale. Però francamente visto che il 90% della produzione e il 100% di quella che guardo io è parlata in inglese, non mi sento così penalizzato dal fatto di non sapere il tedesco. «Insomma, la verità è che il doppiaggio diventa necessario se si vuole rendere accessibile un film o un telefilm a svariate decine di milioni di persone.» Però guarda che qui non stiamo discutendo sull'opportunità o meno del doppiaggio, ma sul fatto che il doppiaggio normalmente fa schifo. In discussione è la qualità, che potrebbe essere molto migliore, e non solo con una cura migliore, ma anche semplicemente cambiando alcune regole e certa mentalità. «Certo se tutti i serial passassero in lingua originale, come primo effetto parecchia gente spegnerebbe la tv e si metterebbe a leggere un bel libro (anche questa mica male... Ma in lingua originale o tradotto? :lol: Può essere, ma magari un 30% o 40% li guarderebbe lo stesso, si sforzerebbe un po' e imparerebbe la lingua, come del resto avviene in numerosi paesi del mondo dove il doppiaggio non esiste. E quando vai in quei paesi e chiedi qualcosa in inglese generalmente ti rispondono, non ti guardano come se fossi un marziano come spesso capita in Italia... S*

» postato da S* alle 17:35 del 26-08-2010

40 «Ho premesso che non ho mai sentito House in originale. Detto ciò, Hugh Laurie è un'attore molto espressivo, e per essere sinceri io tutta 'sta dissonanza tra la mimica facciale e il tono della voce di Di Stefano non la vedo. » Non ho detto che dissona. Sicuramente il doppiatore è bravo tecnicamente e riesce a pronunciare le battute in modo che si "fondano" con il contesto. Ho detto che sbaglia (e di brutto) il tono e il concept del personaggio. Quello che dici dà credito alla mia teoria: il doppiatore si vede il filmato muto e legge le battute, enfatizzando la propria recitazione quando vede una mimica più accentuata. All'"occhio" magari torna. Questo però non è detto che corrisponda all'originale, anzi. In ogni caso, il problema più grave (lo ripeto) è che il doppiatore inserisce nel tono di voce un pathos, una sensibilità ed una compartecipazione che il personaggio di House assolutamente non ha. E' ovvio che dal testo che gli passano non lo vede, e non ha idea di come fosse l'originale. Oltretutto la traduzione è "stemperata" per le battute più graffianti, e quindi l'idea se la fa ancora meno. Ha immaginato di dover interpretare il solito protagonista buono da serial, solo un po' più matto. «In termini generali: il doppiaggio deve consistere solo nel ripetere le battute in un'altra lingua, o deve contribuire ad adattare il film alla sensibilità degli spettatori di paesi diversi? » Se io vado a un ristorante Sushi e mi mettono un po' meno Wasabi rispetto alla ricetta tradizionale, perché per un italiano è troppo forte, va bene, ringrazio anche per l'attenzione. Se invece del Sushi mi portano PESCE COTTO perché un italiano quello crudo non lo mangia, ti dico che mi stanno prendendo in giro. Non mi sembra un concetto astruso. Ti sto parlando del tratto probabilmente più importante del personaggio, sul quale a sua volta si fonda tutta la serie. «Senza un'opera di doppiaggio i film orientali per noi sarebbero incomprensibili (tu dirai: e chissenefrega; vabbé, magari c'è a chi piacciono). » Ho visto Hero ed altri film orientali con i sottotitoli in italiano. Il meglio possibile senza il doppiaggio. Ho visto vari film francesi e il Labirinto del Fauno con sottotitoli in italiano. Quindi il punto è: se è in Inglese meglio, perché lo capisco, altrimenti, sottotitoli e basta. Doppiaggio, no (va beh, al cinema con altri tollero). «E' stato lo stesso Woody Allen a ringraziare Oreste Lionello per aver contribuito al suo successo qui da noi, tanto per fare un esempio. » Perché Lionello reinterpretava il personaggio cogliendone la natura, al di là magari dei dettagli di traduzione. Con House accade il contrario, e il personaggio risulta snaturato. Comunque scusa, ti dico che ho potuto fare dei confronti immediati e continuati, e che l'House originale è diverso. S* conferma questa lettura, avendo evidentemente sentito anche lui le due versioni. Tu che hai sentito solo la versione italiana (a cui magari ora sarai affezionato, ti sembrerà la migliore possibile) vuoi avere ragione per forza. A questo punto scusa, o ti fidi, o provi a sentirlo da te, oltretutto da quello che hai scritto mi pare che altre cose in inglese le hai viste. « Se non sbaglio negli USA inizialmente mandavano i film stranieri nelle sale con i sottotitoli, ma mi risulta che negli ultimi anni anche loro siano passati al doppiaggio.» No, usano ancora i sottotitoli per i film di nicchia, per quelli mainstream rigirano interamente la versione americana. E fanno bene, perchè è meglio avere un attore che reinterpreta tutto piuttosto che sentire uno che appiccica la voce a un altro.

» postato da Il_Console alle 17:48 del 26-08-2010

41 «ma non è che tutti sono in grado di apprezzare le sfumature distinguendo tra l'accento texano e quello bostoniano.» inizialmente no, ma dopo un po' le senti; ohi se le senti! e finisce che senti l'abissale differenza che corre fra un "trainspotting" e un "natural born killers", nonostante la lingua sia la stessa. soprattutto perché la voce ed il dialetto fanno parte dell'interpretazione stessa. inoltre, tornando al discorso di prima, io non trovo affatto che amendola sia riuscito a differenziare abbastanza i suoi attoroni. ad esempio lo stile di stallone si perde tutto: il buon sly ha un modo di "trascinare" le parole fuori di bocca che è unico, quasi fosse narcolessico; amendola lo rende invece un uomo qualsiasi. ps: sí, in svezia esistono molti dialetti diversi. :D «Insomma, la verità è che il doppiaggio diventa necessario se si vuole rendere accessibile un film o un telefilm a svariate decine di milioni di persone. » "necessario" mi sembra una parola grossa. ci sono una caterva di nazioni che non doppiano, eppure i film ed i telefilm sono accessibili anche a loro in tutto il loro splendore.

» postato da jonny lexington alle 22:48 del 26-08-2010

42 « » Scusa se non riporto tutto il post ma diventa lunghissimo. Abbi pazienza, ma non mi puoi accusare di voler avere ragione per forza solo perché sostengo un'opinione diversa dalla tua. Io non ti impogo la mia opinione, la espongo soltanto. In realtà hai detto la stessa cosa che ho detto io: il doppiatore bravo reinterpreta l'attore che doppia, e il senso corretto del doppiaggio è questo. Quindi hai risposto alla mia domanda: "In termini generali: il doppiaggio deve consistere solo nel ripetere le battute in un'altra lingua, o deve contribuire ad adattare il film alla sensibilità degli spettatori di paesi diversi?" Trovo l'esempio del sushi fuori luogo: se ordini del sushi e ti portano pesce cotto non è l'interpretazione, è proprio un piatto diverso. Semmai l'esempio sarebbe: al posto del wasabi mi ci mettono il pesto. Quello è snaturare il piatto (che poi magari col pesto il sushi è buono lo stesso.) Tu ti sei trovato benissimo con il cinese in originale? E beh, io ho visto "La tigre e il dragone" e "I sette Samurai" in originale e mi ha dato fastidio. E si vede che sono scemo io, che vuoi che ti dica. Poi ci sono opinioni diverse sui doppiaggi. Secondo me Amendola ha fatto un ottimo lavoro sui personaggi che ha doppiato, secondo altri no, e qui stiamo sempre sulle opinioni. Tu dici che il doppiaggio ha rovinato il personaggio di House, dandogli una natura diversa da quella originale? Va bene, mi fido, noto però che è comunque passato come personaggio bastardo e al di sopra delle righe. Scrivi a Mediaset e chiedi di cambiare il doppiatore. Detto ciò, e per rispondere anche a Silvio, io non voglio togliere nulla ma semmai aggiungere. Il problema del cattivo doppiaggio non si risolve eliminando il doppiaggio, ma aumentando la qualità di traduttori e doppiatori. Tu riesci a seguire un film in uzbeco originale? Contento per te, ma ci sono molte altre persone, soprattutto anziane, che non hanno la tua stessa sensibilità e magari vorrebbero solo vedersi un film o un telefilm senza interrogarsi troppo sul tono e sul concept. La soluzione resta quella della doppia trasmissione, in lingua originale e doppiata. Tecnicamente col digitale terrestre dovrebbe essere fattibile. Per inciso sul doppiaggio in USA: mi sembra che "La vita è bella" di Benigni sia andato nelle sale americane doppiato. Come anche altri film di Benigni. E forse anche "Il postino" di Troisi, ma questo non ricordo se l'avessero girato direttamente in inglese o no. Avranno fatto male? Saranno eccezioni? Intanto l'hanno fatto.

» postato da Maurizio Del Santo alle 03:29 del 27-08-2010

43 «Abbi pazienza, ma non mi puoi accusare di voler avere ragione per forza solo perché sostengo un'opinione diversa dalla tua. Io non ti impogo la mia opinione, la espongo soltanto.» Dato che hai sentito solo su una versione, almeno sulla questione dell'interpretazione dovresti avere una posizione meno intransigente. Quando le hai sentite tutte e due, magari, la discussione ha più merito. «Il problema del cattivo doppiaggio non si risolve eliminando il doppiaggio, ma aumentando la qualità di traduttori e doppiatori. Tu riesci a seguire un film in uzbeco originale?» Per me si risolve alla radice. Scusa, ma se restiamo su House, una delle serie principali del momento, mandata in prima serata sulle televisioni nazionali, possiamo assumere che la squadra di traduzione e adattamento sia fra le migliori in assoluto. Ecco due chicche che traggo dall'episodio che mi sono rivisto ieri (battute di House, del personaggio principale, insomma. Il doppiatore sembrava passabile, però, stavolta): "I thought we were having a "state the obvious" contest." Traduzione corretta: "Pensavo fosse una gara di ovvietà" oppure, "Pensavo facessimo a chi la spara più ovvia" Traduzione ufficiale: "Pensavo fossimo in un contesto di ovvietà" :shock: :shock: Altra "chicca": I'm supposed to be teaching you. If I can do that without listening, more power to me. Traduzione corretta: "Devo (solo) insegnarvi. Se riesco a farlo senza ascoltarvi, tanto meglio (per me)" Traduzione ufficiale: "Devo (solo) insegnarvi. Se riesco a farlo senza ascoltarvi, allora ho più potere" :shock: :shock: :shock: Sentite nel giro di 2 minuti. Per me, è roba da metterci una croce sopra e passare oltre, poi, fai te. «"La vita è bella" di Benigni sia andato nelle sale americane doppiato. Come anche altri film di Benigni» Mai sentito. Non posso smentire con certezza, ma a quanto mi risulta in America parlano solo di sottotitoli o di remake. Il "dubbing" esiste solo per i cartoni animati. Stanno rifacendo proprio ora due film nord-europei con attori americani (Let the right one in e Uomini che odiano le donne)

» postato da Il_Console alle 08:57 del 27-08-2010

44 « Traduzione ufficiale: "Pensavo fossimo in un contesto di ovvietà" » Iiihhhhhh.... questa è peggio dell'"acqua fresca" (fresh water -> acqua dolce) di Lost e Galactica... Il fatto, sai, è che non sempre te ne rendi conto se lo vedi in italiano (se sei allenato le becchi, ma la gente di solito non lo è). Bisognerebbe mettersi lì con i file dei sottotitoli, presi dai dvd in modo che il testo sia lo stesso del parlato, e confrontare frase per frase per tirare fuori tutti gli abomini. Sarebbe un bello studio. Se qualcuno si vuol mettere a farlo (su Galactica o qualche altra serie sf, però, non su House) gli pubblico l'articolo su Delos o su Robot. S*

» postato da S* alle 09:08 del 27-08-2010

45 beh console io non sarei minimamente in grado di ascoltare la battuta e capirla, faccio fatica a leggere e seguire quello che accade in video quindi non mi resta che accontentarmi del doppiaggio, credo che molti si trovino nella mia identica situazione. Per cui ben venga un miglior doppiaggio ma se dovessi vedere film e serie solo sottotitolate, butterei via la tv e potrebbero pure chiudere i cinema per quel che mi riguarda.

» postato da Paolocosmico alle 09:19 del 27-08-2010

46 «« ma nell'altro allora non ci sarebbe nemmeno la versione doppiata in italiano.... »Mi pareva che guardassi in lingua anche tu... sbagliavo? .... Ora, a volte ci sono delle difficoltà oggettive, però cambiano davvero troppo. Tanto chi mai se ne accorge? Mica tutti sono maniaci compulsivi come me. ..... Il risultato finale è un dottor House più "buono" e più spento, meno sorprendente, meno graffiante e meno sagacie. In definitiva, non è il Dott. House!» si guardo in lingua anche io quando possibile, solo che se l'opera è bella una prima visione in italiano non la disdegno. io sono abbastanza fissato come te, per questo "non accetto" che venga giudicata BSG con il doppiaggio in italiano, che la fa risultare ESATTAMENTE come hai detto te per HOUSE ovvero più buona e pacata. deve esserci la scuola di doppiaggio in una sede CEI mi sa....

» postato da _Kaos_ alle 09:27 del 27-08-2010

47 «Prendi Adama in Galactica per esempio. Persino Castle, l'ho visto ieri sera in italiano per la prima volta, è del tutto banalizzato.» :( :( :( :( :( :( :( una serie gialla non riesco a vederla direttamente in italiano e capire gli intrighi è davvero triste. andrei a vivere in inghilterra solo per vedere castle e vincent. «Sono impiegatini che fanno il loro sfigato lavoro leggendo le battute mentre aspettano la chiamata del loro agente sperando di realizzare il sogno della loro vita, andare a recitare in una puntata di "Un medico in famiglia".» :lol: sprezzante come mai e purtroppo altrettanto innegabile. ma c'è anche un po' di mafia dietro... ««Il grande Ferruccio Amendola gli aveva dato una flessibilità espressiva eccezionale, arricchendo la sua interpretazione, tanto che lo stesso De Niro si fidava solo di lui come suo doppiatore.» maurizio, vabbè difendere il doppiaggio (cosa che io personalmente non farei comunque mai), ma arrivare a dire che qualcuno può arricchire l'interpretazione di de niro, non un pirla qualsiasi eh, mi pare una gran sparata, dai.» «oltretutto il problema di amendola è che praticamente ha reso gente come pacino, stallone, hoffman e appunto de niro tutti uguali uguali. se invece uno poi se li sente in originale, nota che la differenza fra loro è abissale.» * «Non difendo il doppiaggio in generale, difendo quello che, se fatto bene non toglie nulla al film o agli attori. Ritorno all'esempio di Bamber in BSG: non posso pensare che il doppiatore italiano sia riuscito a peggiorare la sua recitazione già assente..» vabbè...scusa maurizio ti stimo moltissimo, ma giudicare la recitazione di bamber senza nemmeno averlo mai visto in originale che assurdità è? cosa stai giudicando le sue espressioni facciali? se c'è una cosa curata in BSG sono le interpretazioni e ripeto se la si vede in italiano ve ne tagliate fuori. «E allora, scusa? Stai dicendo che è giusto togliere tutto quello che non è accessibile a tutti? Esattamente lo stesso discorso degli adattatori, infatti. Togliamo Rocky Horror perché non tutti lo conoscono. Togliamo Star Wars perché non tutti lo conoscono. Che cosa ottieni, alla fine? Ottieni la parificazione alla massima imbecillità.» io mi soffermerei sul concetto di parificazione demente. spesso il doppiaggio è eseguito "da manuale", seguendo tutte le precisioni della pronuncia e della dizione, come se parlare in modo perfettino sia il modo professionista di fare le cose. ritornando al discorso degli impiegati.... «"I thought we were having a "state the obvious" contest." Traduzione ufficiale: "Pensavo fossimo in un contesto di ovvietà" :shock: :shock: » questa devo ricordarmela la prossima volta che litighiamo in un tread di politica. ehheheeheh « Iiihhhhhh.... questa è peggio dell'"acqua fresca" (fresh water -> acqua dolce) di Lost e Galactica...» acqua fresca?! :cry:

» postato da _Kaos_ alle 09:30 del 27-08-2010

48 « « Iiihhhhhh.... questa è peggio dell'"acqua fresca" (fresh water -> acqua dolce) di Lost e Galactica...» acqua fresca?!» Sì, c'è anche in Lost ma in Galactica è particolarmente gustoso, perché annunciano di aver trovato acqua fresca dall'orbita e tutta la flotta fa festa. Evidentemente avevano lasciato tutti i frigoriferi su Caprica :lol: S*

» postato da S* alle 10:36 del 27-08-2010

49 lol a memoria non ricordo, ma la ricerca disperata di risorse deve essere una delle prime puntate della seconda stagione o una delle ultime della prima.

» postato da _Kaos_ alle 14:25 del 27-08-2010

50 «Scusa, ma se restiamo su House, una delle serie principali del momento, mandata in prima serata sulle televisioni nazionali, possiamo assumere che la squadra di traduzione e adattamento sia fra le migliori in assoluto. Ecco due chicche che traggo dall'episodio che mi sono rivisto ieri (battute di House, del personaggio principale, insomma. Il doppiatore sembrava passabile, però, stavolta): "I thought we were having a "state the obvious" contest." Traduzione corretta: "Pensavo fosse una gara di ovvietà" oppure, "Pensavo facessimo a chi la spara più ovvia" Traduzione ufficiale: "Pensavo fossimo in un contesto di ovvietà" :shock: :shock: Altra "chicca": I'm supposed to be teaching you. If I can do that without listening, more power to me. Traduzione corretta: "Devo (solo) insegnarvi. Se riesco a farlo senza ascoltarvi, tanto meglio (per me)" Traduzione ufficiale: "Devo (solo) insegnarvi. Se riesco a farlo senza ascoltarvi, allora ho più potere" :shock: :shock: :shock: Sentite nel giro di 2 minuti. Per me, è roba da metterci una croce sopra e passare oltre, poi, fai te. » Ok, hai trovato degli erroracci di traduzione. Scrivi a Mediaset e faglieli notare. Ma perché eliminare il doppiaggio in assoluto su qualunque cosa? Secondo te la soluzione sarebbe comprarsi tutti i dvd di qualsiasi film o telefilm? Io non lo farei neanche se fossi miliardario, anche perché House sì, mi piaciucchia ma non così tanto da comprare i cofanetti. «Mai sentito. Non posso smentire con certezza, ma a quanto mi risulta in America parlano solo di sottotitoli o di remake. Il "dubbing" esiste solo per i cartoni animati.» Basta andare su Youtube e cercare la stringa "la vita è bella english". Ti esce fuori l'intero film diviso in pezzi e doppiato (Benigni tra l'altro mi sembra che si doppi da solo). Non ho provato con altri film perché non è che l'argomento mi susciti una tale viscerale passione, ma se vuoi fare altre ricerche prova, e poi fammi sapere quante ne trovi.

» postato da Maurizio Del Santo alle 16:45 del 27-08-2010

51 «Ok, hai trovato degli erroracci di traduzione. Scrivi a Mediaset e faglieli notare. Ma perché eliminare il doppiaggio in assoluto su qualunque cosa?» non sono semplici erroracci, nonostante quello italiano sia di gran lunga superiore a quello di altri paesi (e c'è da dire grazie per questo servizio) è un modo di porsi davanti al doppiaggio che spesso risente di approcci che se va bene sono scolastici, in caso contrario è un semplice lavoro da impiegato, come diceva S*... per cui si bada alla dizione piuttosto che all'interpretazione: appiattendo drasticamente ogni cosa e facendole sembrare tutte uguali, salvo poi voler strafare ed esagerare quando non si fa i perfetti. e lasciamo stare il caso da te lodato dei grandi professionisti che rendono attori ancora più grandi davvero in apparenza tutti uguali. mi da una noia questa cosa... sullo scrivere a mediaset nemmeno ti rispondo perchè suppongo fosse una presa in giro.

» postato da _Kaos_ alle 18:05 del 27-08-2010

52 « Se qualcuno si vuol mettere a farlo (su Galactica o qualche altra serie sf, però, non su House) gli pubblico l'articolo su Delos o su Robot. S*» Sarebbe davvero divertente! Avessi tempo... Considerato poi come vengono trattate le serie di sf, chissà cosa non si troverebbe :lol: «beh console io non sarei minimamente in grado di ascoltare la battuta e capirla, faccio fatica a leggere e seguire quello che accade in video quindi non mi resta che accontentarmi del doppiaggio» Sto solo "spronando". Non lo capivo mica l'inglese qualche anno fa. Adesso mi sembra di saperlo meglio di molti "traduttori"... (certo parlarlo è un'altra cosa) «questa devo ricordarmela la prossima volta che litighiamo in un tread di politica.» Basta politica. Mi hanno rotto i *$%£"!" :) «Secondo te la soluzione sarebbe comprarsi tutti i dvd di qualsiasi film o telefilm? » Pensavo più al doppio audio televisivo che mi pare stia diventando lo standard. «Basta andare su Youtube e cercare la stringa "la vita è bella english". Ti esce fuori l'intero film diviso in pezzi e doppiato (Benigni tra l'altro mi sembra che si doppi da solo).» Forse Benigni ha spinto per questa soluzione. Non può essere che un'eccezione. «e lasciamo stare il caso da te lodato dei grandi professionisti che rendono attori ancora più grandi davvero in apparenza tutti uguali. mi da una noia questa cosa...» Vero. E pensare che lo dicevo anche io prima di abituarmi a sentire gli originali. Ora mi fa impressione sentire il piattume dei doppiatori (cosa che ripeto mi capita solo al cinema). Anche piccole cose tipo il parlare mentre durante la corsa... l'originale parla ansimando, il doppiatore parla sempre da persona riposata con la dizione perfetta..è veramente ridicolo.

» postato da Il_Console alle 10:23 del 28-08-2010

53 «io mi soffermerei sul concetto di parificazione demente. spesso il doppiaggio è eseguito "da manuale", seguendo tutte le precisioni della pronuncia e della dizione, come se parlare in modo perfettino sia il modo professionista di fare le cose. ritornando al discorso degli impiegati...» Scusate se faccio risorgere una discussione vecchia, ma solo stasera ho potuto leggerla completamente e noto che nessuno menziona il problema del labiale nei doppiaggi. Ricordo anni fa una intervista a un doppiatore (mi sfugge alla memoria chi fosse) che giustificava i cambiamenti nel testo delle traduzioni (errori a parte, ovvio) con l'imperativo di mantenere una credibile sincronia con il labiale degli attori. In effetti mi è capitato di vedere spot pubblicitari mal doppiati dall'originale internazionale, o anche film divx con errori nella sincronia audio video, e la cosa era insopportabile. Quando posso e riesco a seguire il dialogo, cerco di ascoltare in inglese con sottotitoli di pari lingua, o alla peggio passo ai sottotitoli italiani, visto che ormai DVD e Blue Ray a noleggio sono mutilati dei sottotitoli originali e non mi metto a comprare ogni cosa che guardo solo per averla in lingua d'Albione. Purtroppo il mio inglese è inadeguato a comprendere adeguatamente il solo parlato inglese, quindi mi debbo cospargere il capo di cenere e accontentarmi. :? P.S. A proposito di intonazione persa dall'originale al doppiato, avete presente Johnny Depp nei Pirati dei Caraibi, con la voce impastata da ubriacone (che si spiega scoprendo che è reduce dall'essere sopravvissuto bevendo il rhum dei contrabbandieri, sull'isola dove lo ha abbandonato il capitano Barbossa)? Perso completamente l'aggancio nel doppiaggio! :cry:

» postato da Naismith alle 23:50 del 06-09-2010

54 beh, io ho seguito la prima serie di "lie to me", con tim roth, in italiano, poi la secondo in originale coi sottotitoli (in italiano) rivendendo i primi coi miei, adesso, ho l'esatta misura di quanto perda nel doppiaggio: roth nel telefilm biascica un inglese 'british', l'agente dell'fbi di colore e' cantilenante come un rapper, tutto cambia e per quanto il doppiatore di tim roth in italiano sia davvero bravo, beh...nn riesce a compensare :(

» postato da tzenobite alle 00:11 del 07-09-2010

55 «« Traduzione ufficiale: "Pensavo fossimo in un contesto di ovvietà" » Iiihhhhhh.... questa è peggio dell'"acqua fresca" (fresh water -> acqua dolce) di Lost e Galactica... » di strafalcioni del genere ce ne sono a migliaia (non credo di esagerare), e derivano proprio dall'ignoranza della lingua, perché se io (che non lo faccio di lavoro e non ho studiato lingue per dodici anni) so che la traduzione corrente è un'altra, perché non dovrebbero saperlo loro? mi viene in mente ad esempio tutte le volte che "sympathy" è tradotto "simpatia", oppure in una puntata di Futurama la "were-car" viene chiamata "auto-che-era" (come se "were" fosse il passato del verbo essere" invece di "auto mannara", come è anche evidente dal contenuto dell'episodio.

» postato da Piscu alle 15:40 del 07-09-2010

56 «mi viene in mente ad esempio tutte le volte che "sympathy" è tradotto "simpatia"» E aggiungiamoci pure tutti quelli che vanno in un "santuario" quando si rifugiano da qualche parte. S*

» postato da S* alle 19:04 del 07-09-2010

57 ««mi viene in mente ad esempio tutte le volte che "sympathy" è tradotto "simpatia"» E aggiungiamoci pure tutti quelli che vanno in un "santuario" quando si rifugiano da qualche parte. S*» Che tristezza!! Anche quella della were-car è clamorosa...:huh: ma questi traduttori cosa usano, il traduttore di google? Ieri mi son visto un House della 4 stagione. C'è un'assistente soprannominata "13" che si suppone bisessuale, allora House la stuzzica sempre... nell'episodio di ieri la chiama "31" e le dice: (invento ma era più o meno così): "I thought it was fine either way!" Il traduttore non ha capito la battuta e come sottotitolo ha messo: "tanto per cambiare!" Ora, non è uno strafalcione in senso tecnico, ma è l'ennesimo esempio di quanto si perde in una traduzione: mica è detto che il traduttore, pur magari competente, sia sempre attento.

» postato da Il_Console alle 20:11 del 07-09-2010

58 «ma questi traduttori cosa usano, il traduttore di google?» no, perché quello probabilmente ci azzeccherebbe più di loro. :lol:

» postato da jonny lexington alle 21:00 del 09-09-2010

Puoi continuare la discussione sul forum

Commenta questo articolo

Sei già registrato?
Inserisci DelosID e password

Hai dimenticato la password?

Registrati ora!

Non sei registrato?
Inserisci nome, cognome e email

Il commento verrà inserito anche nel forum di questo sito. L'indirizzo email à obbligatorio ma non sarà pubblicato né memorizzato. Commenti anonimi o con nomi falsi saranno cancellati.