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Urania - Editrice Nord
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Esiste al mondo gente che quando scrive un commento su Alien Vs Predator invece di scrivere Raoul Bova sbaglia e scrive Ben Bova. È gente che quando sente parlare di Lippi pensa a Giuseppe, il direttore di Urania, non all'allenatore della nazionale. Gente per la quale di Gibson c'è solo uno scrittore canadese, forse all'attore australiano pensano dopo, ma se lo immaginano sempre giovanissimo in una strada nel deserto. Gente alla quale il nome Monicelli non evoca il famoso regista Mario, ma lo scapestrato fratello maggiore Giorgio.
Lo confessiamo, siamo noi questa gente, questi appassionati di fantascienza così intrisi dal nostro genere da aver perso i punti di riferimento comuni al resto del mondo, persi tra l'oscuro baratro dell'ignoto e le vette luminose del sapere. Sarà un male? Chi può dirlo. Si perde il senso della realtà? Non lo crediamo. Almeno finché non dovesse capitare di trovarsi a qualche presentazione libraria condotta da Giuseppe Lippi, e la sua voce venisse coperta dal frastuono delle vuvuzelas. Se vi dovesse accadere, tirate subito fuori di tasca qualche moneta e controllate che la faccia in rilievo non sia quella di Joe Chip.
Per chi ancora si rigira nel sonno dopo il finale mistico di Lost questa settimana è arrivata un'altra batosta, il finale mistico — su Rai 4 — di Battlestar Galactica. Ron Moore nel ha parlato di recente, dicendo che tutto era nato quando ancora faceva Star Trek:
E a proposito di Star Trek, per chi riesce un attimo a far mente locale senza riprendere l'eterna discussione "JJ sì-JJ no", interessanti le cose che diceva Gene Roddenberry in una lettera saltata fuori di recente:
A proposito di telefilm, il nostro recensore televisivo capo Angelo Rossi ha fatto un gran lavoro questa settimana, cinque recensioni una in fila all'altra:
Se il mondo della tv, come dimostrano queste recensioni, è vario e vivace, quello del cinema sembra sempre più dominato dai supereroi, che hanno riempito le news della settimana: esemplificativo questo titolo.
E già potrebbe anche vedersi ciò che ci aspetta per il decennio successivo: l'invasione dei robot?
Da buoni sognatori, vi lasciamo con due visioni: una, ideale, quella di gente così sognatrice da essere capaci di stare chiusi cinque anni dentro un base angusta come se fosse su Marte, ma senza esserci davvero:
L'altra è quella di un uomo che vive in un mondo in bianco e nero e sogna i colori. Non siamo un po' così anche noi?
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