E se gli alieni volessero sterminarci davvero?

L'interrogativo non arriva da appassionati un po' troppo ansiosi o preda di fantasie, ma da uno dei migliori astronomi inglesi. Provocazione o preoccupazione reale?

Il cattivissimo extraterrestre di Mars Attacks.

Buona parte della fantascienza, a partire dalla Guerra dei mondi di H.G. Wells per arrivare al recentissimo remake televisivo dei Visitors, ha descritto gli extraterrestri come esseri bramosi di conquista, relegandoli nel ruolo più che altro simbolico di nemico puro e semplice. Nel resto delle opere fantascientifiche, e sono la maggioranza, gli extraterrestri sono visti invece come esseri diversi da noi, con i quali si possono anche avere contrasti ma sempre con la possibilità di trovare un punto di convergenza e di comprensione comuni. La comunità scientifica, almeno quella parte che ha affrontato da un punto di vista teorico l'esistenza di civiltà extraterrestri, si è trovata più o meno implicitamente associata a questa seconda posizione. Quindi stupisce un po' che un illustre astronomo britannico lanci un allarme del genere, arrivando a sostenere che governi e ONU dovrebbero seriamente prendere in considerazione l'ipotesi di un'invasione aliena.

 

Marek Kukula, lo scienziato in oggetto, dopo aver conseguito il dottorato a Manchester, ha lavorato all'Osservatorio di Edimburgo e alla Johns Hopkins University, prima di approdare all'Osservatorio di Greenwich, uno dei più antichi e prestigiosi del mondo. Il suo campo di ricerca spazia dalle quasar ai cosiddetti nuclei galattici attivi, ovvero quelle galassie i cui nuclei emettono getti di energia. A questo lavoro associa l'attività di divulgatore presso vari media radiofonici e televisivi. Intervenuto in un convegno svoltosi a Londra e avente come tema la scoperta di vita extraterrestre e le conseguenze per la scienza e la società, Kukula ha sostenuto che coloro che compiono ricerche sulle civiltà extraterrestri dovrebbero sforzarsi di sensibilizzare le autorità sui rischi di un possibile incontro con tali civiltà.

 

"Una parte di me sta con gli appassionati — ha dichiarato Kukula — e vorrei davvero che un giorno riuscissimo a stabilire un contatto con una civiltà più pacifica e saggia della nostra. Certo, è bello pensare che se ci fosse vita intelligente là fuori, sarebbe pacifica e benevola, ma non abbiamo nessuna prova che sarà davvero così. Poiché le conseguenze del contatto potrebbero non essere quelle sperate, almeno all'inizio, è necessario che i governi e anche le Nazioni Unite vengano coinvolte in ogni discussione sull'argomento."

 

Le posizioni di Kukula hanno trovato insospettabili appoggi. Douglas Vakoch, direttore dell'Istituto che in California si occupa del programma SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) ha commentato: "La mia opinione è che muoversi in anticipo sia una buona strategia. Ci sono molte argomenti seri di cui discutere, anche se non al livello dell'Istituto". Dal canto suo il paleobiologo evoluzionista Simon Conway Morris dell'università di Cambridge, sostenitore della teoria della convergenza evolutiva, ha affrontato il problema di prevedere come potrebbe essere un'eventuale civiltà extraterrestre, applicando la vecchia massima secondo la quale conviene sperare il meglio e prepararsi al peggio. Partendo infatti dal presupposto che i principi dell'evoluzione darwiniana siano universali, Conway Morris sostiene che lo sviluppo di vita intelligente debba essere "inevitabile", alle giuste condizioni ambientali; se ciò è corretto, applicare il concetto allo sviluppo delle cosiddette manipulative skill dovrebbe suggerire che civiltà tecnologiche avanzate esistono. In sintesi, se gli alieni esistono dovrebbero somigliarci abbastanza, sia biologicamente che per percorso di sviluppo.

 

In realtà la portata delle dichiarazioni di Kukula va nettamente ridimensionata. Il suo sembra più un tentativo di attirare l'attenzione delle istituzioni governative su quel tipo di ricerche che da sempre soffrono di carenza di fondi; il recente taglio drastico del presidente Obama al programma aerospaziale USA è un chiaro segnale che le vacche stanno diventando sempre più magre. Conway Morris poi, nella sua tesi, lascia supporre che gli alieni possano avere un comportamento analogo a quello degli umani anche sul versante dell'aggressività; ma questa visione antropocentrica è influenzata dalla sua fede anglicana, e non è supportata da nessun altra evidenza. Anzi, se già sul nostro mondo esistono molte persone tolleranti e pacifiche, frutto anche dello sviluppo culturale e civile, non si vede perché una civiltà con un grado di sviluppo superiore non debba esserci superiore anche in fatto di tolleranza e pacifismo.

 

Insomma, gli alieni sono più E.T. o più Klingon? Prevale la visione che Carl Sagan ha espresso in Contact, o quella espressa da Harry Turtledove nel suo ciclo dell'Invasione? Intanto che i governi comincino a interessarsene, e magari a sganciare qualche obolo...

Autore: Maurizio Del Santo - Data: 10 febbraio 2010 - Fonte: Sci Fi Wire; timesonline.com

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Commenti

1 Non vedo perche' non debbano esistere sia alieni E.T. che Klingon...

» postato da casemp alle 01:05 del 10-02-2010

2 Qualsiasi contatto palese con una civiltà aliena più avanzata della nostra, pur mossa dalle migliori intenzioni, provocherebbe senza dubbio una catastrofe sociale, economica e geopolitica per i terrestri, con esiti mortali per milioni di persone. Ciò avverrebbe per la natura stessa degli abitanti di questo pianeta. Se poi gli alieni ci somigliassero anche solo poco sul versante dell'aggressività, il primo contatto potrebbe essere ferale per la maggior parte degli abitanti umani del pianeta. Di ciò non ho mai avuto dubbi e questo Marek Kukula sfonda una porta aperta.

» postato da Short Stories alle 06:10 del 10-02-2010

3 Addendum: Se poi gli alieni ci somigliassero anche vagamente nell'aspetto, invece di essere delle amebe con le antenne, la nostra ostilità immediata aumenterebbe di parecchio, perché verrebbero immediatamente ed istintivamente percepiti come "mostri" intollerabili. Se fossero quasi uguali ai terresti, la reazione sarebbe anche peggiore, perchè verrebbero percepiti subito come invasori. Chi pensa a un possibile "primo contatto" tutto rose e fiori è un pio illuso. Qualsiasi ipotesi di un contatto pacifico con una civiltà aliena E' MENO REALISTICO dell'esistenza stessa di una civiltà aliena che venga a visitarci. Anche se alieni pur pacifici fossero arrivati già da tempo, si limiterebbero a fare gli "UFO" e/o ad avere contatti sporadici con la elite del pianeta. Chi pensa ad ipotesi diverse da queste è un pio illuso.

» postato da Short Stories alle 06:29 del 10-02-2010

4 Come sei pessimista!... Innanzitutto, tutte queste ipotesi partono dal presupposto che tutti gli esseri umani sulla terra reagirebbero all'arrivo degli alieni. Molto più probabilmente, la notizia verrebbe data dai tg, resterebbe ai primi posti per una settimana per poi scivolare gradualmente fuori dalla scaletta. In USA la maggior parte della gente intervistata sugli alieni darebbe risposte confuse sugli immigrati messicani. Naturalmente, molto dipende dal modo in cui gli alieni fossero riusciti ad arrivare. Se avessero a disposizione mezzi di trasporto rapidi ed efficienti stile Star trek o Star Wars, o enormi astronavi-pianeta stile ID4, Turtledove o Visitors, ovviamente le conseguenze sarebbero imprevedibili, ma probabilmente belliche e a tutto vantaggio degli alieni. Tuttavia se arrivasse una singola nave non ultraluce, dimostrando quindi che il viaggio tra le stelle è possibile solo a costo di estrema pazienza, e solo a scopi esplorativi o moderatamente commerciali e non coloniali, penso che alla fine la cosa non influirebbe più di tanto sul nostro modo di vivere. S*

» postato da S* alle 08:41 del 10-02-2010

5 "Certo, è bello pensare che se ci fosse vita intelligente là fuori, sarebbe pacifica e benevola, ma non abbiamo nessuna prova che sarà davvero così." Invece di rimanere TERRACENTRICI, ribaltiamo la frase e mettiamola in bocca a un alieno (o nel corrispondente orifizio); e poi scoprono noi, una specie dedita in maniera scientifica alla distruzione, all'autodistruzione e all'invenzione, stanziando fondi immensi, di sistemi d'arma sempre più micidiali. Che delusione... per loro, vero? Non credo ci siano in giro razze maggiormente dedite alla guerra (anche perchè, più di così, sarebbero estinte), pertanto gli alieni, a un contatto con noi, si cagherebbero sotto. Che dico, probabilmente nei secoli ci hanno sempre evitato per questo motivo, tranne pochi casi isolati di individui alieni squilibrati. O magari condannati a venire qua.

» postato da Tobanis alle 09:34 del 10-02-2010

6 «"Certo, è bello pensare che se ci fosse vita intelligente là fuori, sarebbe pacifica e benevola, ma non abbiamo nessuna prova che sarà davvero così." Invece di rimanere TERRACENTRICI, ribaltiamo la frase e mettiamola in bocca a un alieno (o nel corrispondente orifizio); e poi scoprono noi, una specie dedita in maniera scientifica alla distruzione, all'autodistruzione e all'invenzione, stanziando fondi immensi, di sistemi d'arma sempre più micidiali. Che delusione... per loro, vero? Non credo ci siano in giro razze maggiormente dedite alla guerra (anche perchè, più di così, sarebbero estinte), pertanto gli alieni, a un contatto con noi, si cagherebbero sotto. Che dico, probabilmente nei secoli ci hanno sempre evitato per questo motivo, tranne pochi casi isolati di individui alieni squilibrati. O magari condannati a venire qua.» mi hai fatto venire in mente il finale di "missione di soccorso" di clarke :lol:

» postato da ekkeppalle alle 10:22 del 10-02-2010

7 «Non credo ci siano in giro razze maggiormente dedite alla guerra (anche perchè, più di così, sarebbero estinte), pertanto gli alieni, a un contatto con noi, si cagherebbero sotto.» Probabilmente - come del resto ipotizzato più volte - anche se fossero gli alieni più pacifici dell'universo ci spazzerebbero via proprio per eliminare il pericolo che rappresentiamo. S*

» postato da S* alle 10:31 del 10-02-2010

8 Personalmente non agli UFO: non penso che una civiltà evoluta viaggi per anni luce e poi si faccia prendere improvvisamente dalla "timidezza". Oppure rimanga occultata per un tempo indefinito, solo per osservarci... OK allo studio preventivo, ma per quanto tempo? Giorni, non mesi o anni. Dobbiamo ricordare che ci troveremmo sempre davanti a una civiltà molto evoluta (ha affrontato un viaggio che richiede conoscenze superiori). Anche l'eventuale tesi della "non interferenza", alla Star Trek per intenderci, non mi sembra molto realistica per vari fattori (uno su tutti: non intervenire di fronte a una civiltà con così tante guerre, povertà e catastrofi varie sarebbe poco empatico); Non credo nemmeno all'ipotesi degli alieni cattivi: Alien, La guerra dei Mondi, Indipendece Day ci hanno fatto spaventare parecchio. Ma secondo me una razza, anche cattivissima, ma con conoscenze tecnologiche superiori non sarebbe interessata ad arrivare fino alla Terra per mangiarci, per indurci in schiavitù o per conquistare il nostro pianeta; non ne avrebbe bisogno: esseri che affrontano viaggi interstellari possono anche risolvere problemi d'entità minore. Ultima osservazione: probabilmente una razza veramente cattiva si auto-distruggerebbe molto prima di giungere a una tecnologia inter-stellare! Ma la prima domanda da porsi è PERCHE'? Perché dovremmo affrontare rischi e costi pazzeschi per andare a contattare una razza "sotto sviluppata" (scusate ma è così che ci vedrebbero)? Le prime motivazioni che mi vengono in mente sono: - Il gusto innato dell'esplorazione e della nuova conoscenza; - Stabilire un contatto con altri esseri nell'universo (della serie ci sentiamo soli); - Studiare eventuali panspermie o similitudini nel "DNA" per avvalorare o confutare una tesi d'origine comune - Per caso: stavano andando da A a B e hanno incontrato C. Oppure: stavano provando un nuovo tipo di astronave fuoriserie a curvatura e quasi si stavano distruggendo sul quel maledetto pianetucolo del sistema solare; - Per pietà. Ma la domanda fondamentale è COSA. Cosa potrebbe succedere alla popolazione Terrestre? Cosa ci diremmo? Come si comporterebbe l'uomo di fronte a un tale evento? Anche qui varie ipotesi: potremmo vederli come una forma di Dio (sempre A.C. Clarke ci ricorda che: "Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia") o una personificazione del diavolo. Qualche setta potrebbe voler ucciderli oppure uccidersi (suicidi di massa) imputandogli l'imminente fine del mondo. Anche se dobbiamo ricordare che la Chiesa accetterà con piacere nuovi fedeli anche "verdognoli". Ma cosa gli diremmo? La comunicazione, sempre secondo me, potrebbe essere il problema principale e forse irrisolvibile. A parte l'ovvia osservazione che spesso noi umani non ci capiamo tra di noi: tra stati (USA- Russia), tra religioni diverse (occidente-mussulmani), tra persone della stessa cultura (politici) e addirittura tra famigliari (marito-moglie, genitori-figli). Qui ci troveremmo davanti a due background completamente diversi a livello culturale, etico e religioso (credenze). Per fare un esempio: una rosa rossa che per noi ha un colore, odore ed emozioni abbastanza confinate (se apriamo il discorso filosofico che anche ogni individuo "umano" vede una rosa diversa e unica non ne usciamo più!), per gli alieni potrebbe non avere alcun senso, o peggio (!) avere un significato completamente diverso. Cose normali per noi potrebbero essere raccapriccianti per loro (ad esempio mangiare altri essere viventi), o viceversa. Insomma non sarebbe facile dialogare con un essere vivente che ha un bagaglio esperenziale completamente "alieno" al nostro. Il rischio sarebbe quello di un insuccesso e una delusione derivanti da un'incomunicabilità estrema. Dovremo essere molto abili e preparati a un eventualità del genere.

» postato da adry666 alle 10:38 del 10-02-2010

9 Una dose di sensata prudenza sembra caldamente raccomandabile. Non è detto che gli alieni debbano per forza comportarsi con i terrestri come fecero gli Europei dei secoli scorsi con gli abitanti di America (Sud e Nord) Africa Asia Oceania. Ma un ripasso di storia per non fare la fine di Montezuma sarebbe opportuno. Ammenoché qualcuno non abbia il numero del Dottore.

» postato da CobbAnderson alle 10:49 del 10-02-2010

10 Come siete buonisti! ;) Al di là del carattere più o meno bellicoso degli alieni, i problemi sarebbero tutti dei terrestri. Se quattro sfigati che prestavano soldi a chi non poteva pagare hanno fatto quasi crollare l'economia globale, pensate agli effetti, anche solo quelli economici, che avrebbe il contatto pubblico con una civiltà aliena. I terrestri sono nemici tra di loro di default ed anche il loro vicino di casa è parecchio antipatico; figuriamoci quali sarebbero le reazioni verso gli alieni, tipo: "Se portano doni, sono doni frutto del demonio, se non portano doni allora vogliono qualcosa da noi", oppure "Già mi sta sulle palle l'extracomunitario che mi lava i vetri, figuriamoci quei mostri dal colore indefinibile!"... e questo sarebbe il minimo. Insomma: Extraterrestri, se siete all'ascolto non fatevi vedere, che altrimenti potreste far crollare la nostra traballante "civiltà" e comunque andreste in contro dei guai grossi... ;)

» postato da Short Stories alle 11:32 del 10-02-2010

11 Sulla comunicabilità, come già dissi, basti vedere le balene: non solo non facciamo alcun tentativo di comunicare, ma ce le mangiamo pure (almeno in alcuni Stati canaglia). Magari gli alieni pensano che li mangiamo, soprattutto perchè magari assomigliano a dei bignè al cioccolato che, orrore, hanno visto che ci divoriamo ebbri di gioia.

» postato da Tobanis alle 11:48 del 10-02-2010

12 :lol: io penso che ci divorerebbero in cinque minuti.

» postato da _Kaos_ alle 13:13 del 10-02-2010

13 Rileggetevi questo: http://www.ditadifulmine.com/2010/01/michio-kaku-e-la-fisica-dell.html Quelli più simili a noi ci troverebbero solo con un colpo di fortuna o non ci troverebbero affatto; quelli più avanzati non ci calcolerebbero proprio, magari potremmo essere fonte d'interesse solo per i loro bambini, come ho letto recentemente in un romanzo di cui non ricordo il titolo. Insomma, secondo me la cosa più aliena che abbiamo la possibilità di sperimentare è qualche pesce abissale o l'ingrandimento di un virus col microscopio elettronico... ;-)

» postato da ammiraglio_naismith alle 13:33 del 10-02-2010

14 Presupposto fondamentale per avere un incontro ravvicinato é la superiore tecnologia dei cosiddetti alieni. Gli alieni dovrebbero essere avanti a noi sia in termini di evoluzione biologica che teconologica tale che noi dovremmo risultare loro non piú di un nostro primate. Ma quale potrebbe essere il motivo di una loro visita? Colonizzazione del pianeta a scopo di distribuire la loro specie é la ragione piú probabile, oppure semplice viaggio interstellare per conoscere altre forme di vita, a quel punto potremmo anche essere ignorati. Noi non abbiamo mai visto (astronomicamente parlando) dei pianeti abitabili, questo vuol dire (ma non solo per questo motivo) che nelle brevi distanze potrebbero essere pochi o zero. Questo vuol dire che la nostra finestra di esistenza temporale potrebbe essere chiusa ben prima che una civiltá nella lora finestra temporale possa arrivare nel nostro pianeta. Dato questo si potrebbe ipotizzare una venuta estraterrestre nel momento in cui la nostra razza si sará estinta, questo é lo scenario piú probabile. Io credo che della venuta di razze estraterrestri nel nostro mondo sia un problema che non ci riguarderá mai.

» postato da ilfisico alle 14:01 del 10-02-2010

15 «Gli alieni dovrebbero essere avanti a noi sia in termini di evoluzione biologica che teconologica tale che noi dovremmo risultare loro non piú di un nostro primate. » Non sei il primo che fa affermazioni del genere, ma sono basate su cosa? Se ci fosse uno stimolo abbastanza forte sono sicuro che la nostra stessa civiltà sarebbe in grado di costruire un'astronave interstellare in dieci anni, massimo venti. Non c'è bisogno di essere gran che "avanti a noi" tecnologicamente. Né tantomeno biologicamente (tra l'altro dubito che una specie possa evolversi a livelli di intelligenza molto superiori ai nostri, ma questo è un altro discorso). S*

» postato da S* alle 14:10 del 10-02-2010

16 ««Gli alieni dovrebbero essere avanti a noi sia in termini di evoluzione biologica che teconologica tale che noi dovremmo risultare loro non piú di un nostro primate. » Non sei il primo che fa affermazioni del genere, ma sono basate su cosa? Se ci fosse uno stimolo abbastanza forte sono sicuro che la nostra stessa civiltà sarebbe in grado di costruire un'astronave interstellare in dieci anni, massimo venti. Non c'è bisogno di essere gran che "avanti a noi" tecnologicamente. Né tantomeno biologicamente (tra l'altro dubito che una specie possa evolversi a livelli di intelligenza molto superiori ai nostri, ma questo è un altro discorso). S*» sono d'accordo, inoltre conoscendo un poco la storia se ne deduce che potevamo arrivare agli stessi traguardi tecnologici attuali già 5 o 6 secoli fa, oggi avremmo potuto avere già un motore interstellare... e la stessa psicologia di un abitante dell'età della pietra... poi pianeti di tipo terrestre non li vediamo perché la tecnologia necessaria è ancora in fase di studio ma teoricamente possibile e anzi ci sono già progetti a stadi avanzati di sviluppo, oggi come oggi con i telescopi attualmente in servizio non è possibile rilevare pianeti di massa terrestre neanche se orbitassero attorno a stelle vicine pochi anni luce...

» postato da Paolocosmico alle 14:18 del 10-02-2010

17 Pensandoci bene, se degli alieni al nostro attuale livello tecnologico avessero visitato noi negli anni '60, già ci sarebbero sembrati "mostruosamente" progrediti tecnologicamente. Sto leggendo un bel libro (per ora bello, almeno), in cui viene fatto un piccolissimo impianto di memoria e inserito in un polso, per fare registrazioni. Ebbene, tale memoria è di 2,5 MB. Ed è scritto nel 1993!!! Dopo neanche 20 anni, facessimo lo stesso impianto da 2 GB sembrerebbe roba da tirchi.... Il bello è che il libro è ambientato alla metà del XXI secolo....

» postato da Tobanis alle 14:21 del 10-02-2010

18 «Se ci fosse uno stimolo abbastanza forte sono sicuro che la nostra stessa civiltà sarebbe in grado di costruire un'astronave interstellare in dieci anni, massimo venti.» quando sento argomenti simili mi viene in mente un antico romano che afferma che se volesse la loro civiltà potrebbe costruire un concorde nel medesimo tempo. :oops:

» postato da _Kaos_ alle 14:58 del 10-02-2010

19 e se fossimo soli? :cry:

» postato da jetscrander alle 15:21 del 10-02-2010

20 ««Se ci fosse uno stimolo abbastanza forte sono sicuro che la nostra stessa civiltà sarebbe in grado di costruire un'astronave interstellare in dieci anni, massimo venti.» quando sento argomenti simili mi viene in mente un antico romano che afferma che se volesse la loro civiltà potrebbe costruire un concorde nel medesimo tempo.» _Kaos_, non sono un esperto di voli astronautici, ma non credo che ci siano da fare scoperte scientifiche particolari per costruire una nave interstellare, basta risolvere problemi tecnici. Ovviamente non avrai l'Enterprise ma una lenta nave subluce, vedi tu se generazionale o con equipaggio in animazione sospesa; ma obiettivamente mi sembra tutta roba alla nostra portata, solo molto costosa. S*

» postato da S* alle 15:45 del 10-02-2010

21 «Pensandoci bene, se degli alieni al nostro attuale livello tecnologico avessero visitato noi negli anni '60, già ci sarebbero sembrati "mostruosamente" progrediti tecnologicamente. Sto leggendo un bel libro (per ora bello, almeno), in cui viene fatto un piccolissimo impianto di memoria e inserito in un polso, per fare registrazioni. Ebbene, tale memoria è di 2,5 MB. Ed è scritto nel 1993!!! Dopo neanche 20 anni, facessimo lo stesso impianto da 2 GB sembrerebbe roba da tirchi.... Il bello è che il libro è ambientato alla metà del XXI secolo....» cos'e'? :shock:

» postato da tzenobite alle 15:49 del 10-02-2010

22 ««Pensandoci bene, se degli alieni al nostro attuale livello tecnologico avessero visitato noi negli anni '60, già ci sarebbero sembrati "mostruosamente" progrediti tecnologicamente. Sto leggendo un bel libro (per ora bello, almeno), in cui viene fatto un piccolissimo impianto di memoria e inserito in un polso, per fare registrazioni. Ebbene, tale memoria è di 2,5 MB. Ed è scritto nel 1993!!! Dopo neanche 20 anni, facessimo lo stesso impianto da 2 GB sembrerebbe roba da tirchi.... Il bello è che il libro è ambientato alla metà del XXI secolo....» cos'e'? :shock:» Segreto! L'anno del contagio - Connie Willis

» postato da Tobanis alle 16:22 del 10-02-2010

23 Ritengo che l'adagio "Spera il meglio, preparati al peggio" sia il più adatto, semplicemente perchè questa situazione implica talmente tante variabili (livello di civiltà degli alieni, livello di civiltà nostro quando loro arriveranno, modalità di contatto, reazione delle masse, reazione dei leader di quelle masse, reazione delle fedi, reazione del mondo culturale, ecc ecc) da rendere quasivoglia soluzione del tipo "Andrebbe così..." o "Dobbia fare così..." francamente azzardata.

» postato da Manuele alle 16:48 del 10-02-2010

24 « Non sei il primo che fa affermazioni del genere, ma sono basate su cosa? Se ci fosse uno stimolo abbastanza forte sono sicuro che la nostra stessa civiltà sarebbe in grado di costruire un'astronave interstellare in dieci anni, massimo venti. Non c'è bisogno di essere gran che "avanti a noi" tecnologicamente. Né tantomeno biologicamente (tra l'altro dubito che una specie possa evolversi a livelli di intelligenza molto superiori ai nostri, ma questo è un altro discorso). S*» Il fatto é che non solo non esiste una tecnologia adatta a fare viaggi interstellari, ma manca anche e soprattuto la teoria fisica che permette i viaggi interstellari. Non essendo possibile superare la velocitá della luce ( e se qualcuno contesta questa affermazione gli consiglio di fare qualche studio prima di rispondere) allora l'unica via possibile per fare viaggi interstellari é quella di sfruttare la curvatura dello spazio per viaggiare. Ma noi non abbiamo nemmeno una teoria dimostrata su quale sia la particella che media la forza gravitazionale (non abbiamo ancora visto il bosone mediatore) pensa se possiamo creare una tecnologia che la controlli. Quindi se si parla di fantascienza va bene, ma la nostra scienza non é ancora all'altezza della fantasia. Per palsottino cosmico, non é vero che noi non abbiamo mai rivelato un pianeta, i pianeti sono stati visti, indirettamente, non tramite visione diretta, e quelli osservati si contano su una mano, ma il problema non é solo se esistono altri pianeti, ma che questi pianeti siano di tipo "terra". Noi abbiamo avuto una botta di fortuna quasi impossibile ad avere la terra con le sue caratteristiche peculiari (grandezza, vicinanza al sole, inclinatura rispetto alla rotazione sulla stella, satellite di massa giusta, etc etc) che oltre che trovarli i pianeti dovrebbero essere di tipo terrestre, appunto. Vi consiglio la lettura: "SE L'UNIVERSO BRULICA DI ALIENI DOVE SONO TUTTI QUANTI?" DI Webb Stephen :roll:

» postato da ilfisico alle 16:53 del 10-02-2010

25 «e quelli osservati si contano su una mano» mi pare di aver sentito margherita hack che diceva sette pianeti o sbaglio?! «Ovviamente non avrai l'Enterprise ma una lenta nave subluce, vedi tu se generazionale o con equipaggio in animazione sospesa; ma obiettivamente mi sembra tutta roba alla nostra portata, solo molto costosa.» non voglio sembrarti polemico e non voglio continuare l'OT, ma problemi da titanic apparte, non penso proprio che sia così facile come dici.

» postato da _Kaos_ alle 17:24 del 10-02-2010

26 « Il fatto é che non solo non esiste una tecnologia adatta a fare viaggi interstellari, ma manca anche e soprattuto la teoria fisica che permette i viaggi interstellari. Non essendo possibile superare la velocitá della luce ( e se qualcuno contesta questa affermazione gli consiglio di fare qualche studio prima di rispondere) allora l'unica via possibile per fare viaggi interstellari é quella di sfruttare la curvatura dello spazio per viaggiare.» Scusa, ma da quando in qua? Tutto ciò riguarda viaggi interstellari "rapidi". Ma se ti vanno bene anche lenti, tutti questi problemi non ci sono. Per esempio se sei in grado di mettere l'equipaggio in animazione sospesa puoi anche fare un'astronave che viaggia con normali razzi. Il fatto che ci metta mille anni ad arrivare ad Alfa Centauri è un problema diverso. Avrai altri problemi - che ne so, i raggi cosmici, cose del genere - ma sono cose risolvibili senza ascendere a livelli di esistenza metafisici, immagino. «non voglio sembrarti polemico e non voglio continuare l'OT, ma problemi da titanic apparte, non penso proprio che sia così facile come dici.» Non mi pareva di aver detto "facile". Ho detto "possibile in dieci o vent'anni". A mio avviso è certamente meno improbabile di quanto nel 1950 fosse improbabile andare sulla Luna. S*

» postato da S* alle 20:29 del 10-02-2010

27 «« Non sei il primo che fa affermazioni del genere, ma sono basate su cosa? Se ci fosse uno stimolo abbastanza forte sono sicuro che la nostra stessa civiltà sarebbe in grado di costruire un'astronave interstellare in dieci anni, massimo venti. Non c'è bisogno di essere gran che "avanti a noi" tecnologicamente. Né tantomeno biologicamente (tra l'altro dubito che una specie possa evolversi a livelli di intelligenza molto superiori ai nostri, ma questo è un altro discorso). S*» Il fatto é che non solo non esiste una tecnologia adatta a fare viaggi interstellari, ma manca anche e soprattuto la teoria fisica che permette i viaggi interstellari. Non essendo possibile superare la velocitá della luce ( e se qualcuno contesta questa affermazione gli consiglio di fare qualche studio prima di rispondere) allora l'unica via possibile per fare viaggi interstellari é quella di sfruttare la curvatura dello spazio per viaggiare. Ma noi non abbiamo nemmeno una teoria dimostrata su quale sia la particella che media la forza gravitazionale (non abbiamo ancora visto il bosone mediatore) pensa se possiamo creare una tecnologia che la controlli. Quindi se si parla di fantascienza va bene, ma la nostra scienza non é ancora all'altezza della fantasia. Per palsottino cosmico, non é vero che noi non abbiamo mai rivelato un pianeta, i pianeti sono stati visti, indirettamente, non tramite visione diretta, e quelli osservati si contano su una mano, ma il problema non é solo se esistono altri pianeti, ma che questi pianeti siano di tipo "terra". Noi abbiamo avuto una botta di fortuna quasi impossibile ad avere la terra con le sue caratteristiche peculiari (grandezza, vicinanza al sole, inclinatura rispetto alla rotazione sulla stella, satellite di massa giusta, etc etc) che oltre che trovarli i pianeti dovrebbero essere di tipo terrestre, appunto. Vi consiglio la lettura: "SE L'UNIVERSO BRULICA DI ALIENI DOVE SONO TUTTI QUANTI?" DI Webb Stephen :roll:» guarda: non hai capito niente di quello che ho detto, rileggi bene e poi ribatti... i pianeti scoperti e tutti con metodi indiretti sono oltre 300, pianeti di tipo terrestre non sono alla portata del potere risolutivo dei sistemi di rilevazione attualmente in esercizio, che essensialmente si "deducono"dall'oscillazione del centro di massa del sistema osservato, oppure, nei rari casi di transito di un pianeta sul disco stellare, dall'affievolimento dell'irradiazione della stella soprattutto nell'infrarosso, i sistemi di osservazione in progetto sono di interferometria ottica, sono sistemi con più telescopi, possibilmente in orbita in modo da ottenere poteri risolutivi enormente superiori a quelli possibili oggi, inoltre con i sistemi di sottrazione della luce stellare sarà possibile entro 20 anni circa, di prendere i primi spettri della luce di pianeti rocciosi di massa paragonabile a quella della Terra e stabilire in linea di massima la composizione di una eventuale atmosfera, temperatura e marcatori di presenza di vita come clorofilla e altri gas.Ti invito a riflettere sul fatto che non abbiamo avuto nessuna botta fortunata, semplicemente l'universo è stermita nel tempo e nello spazio: le stelle sono miliardi di miliardi e se ne formano milardi di miliardi, ognuna di queste ha una fascia abitabile dove l'irradiazione è compatibile con alcune condizioni fisiche simili a quelle presenti qui, e niente vieta che altre condizioni, oggi inimmaginabili, siano compatibili con forme di vita sensienti.

» postato da Paolocosmico alle 21:14 del 10-02-2010

28 Nessuno ha pensato che la nostra migliore qualità potrebbe essere apprezzata dal vicinato: potremmo farci pagare per combattere le loro guerre 8)

» postato da Botolo alle 21:34 del 10-02-2010

29 «... tra l'altro dubito che una specie possa evolversi a livelli di intelligenza molto superiori ai nostri, ma questo è un altro discorso.S*» e invece a me questo "altro discorso" (che esula dalla tecnica ignuda e cruda) intriga parecchio anche perchè potrebbe alla fine mostrare una ricaduta pesante sulla scienza :twisted: ad esempio immaginiamo una specie aliena che avendo valori morali diversi dai nostri non abbia trascurato per secoli la scienza dal momento che c'erano gli schiavi a sobbarcarsi dei lavori pesanti (pare che la forza-vapore fosse nota anche ai greci, ma fu stimata del tutto inutile...) orbene, in virtù di una "conformazione etica" diversa, questi omini diversamente colorati potrebbero essere innanzi a noi di un due-trecento anni...

» postato da Wintermute alle 22:34 del 10-02-2010

30 potrebbe andar bene per un romanzo ucronico :wink:

» postato da tzenobite alle 22:36 del 10-02-2010

31 ««... tra l'altro dubito che una specie possa evolversi a livelli di intelligenza molto superiori ai nostri, ma questo è un altro discorso.S*» e invece a me questo "altro discorso" (che esula dalla tecnica ignuda e cruda) intriga parecchio anche perchè potrebbe alla fine mostrare una ricaduta pesante sulla scienza :twisted: ad esempio immaginiamo una specie aliena che avendo valori morali diversi dai nostri non abbia trascurato per secoli la scienza dal momento che c'erano gli schiavi a sobbarcarsi dei lavori pesanti (pare che la forza-vapore fosse nota anche ai greci, ma fu stimata del tutto inutile...) orbene, in virtù di una "conformazione etica" diversa, questi omini diversamente colorati potrebbero essere innanzi a noi di un due-trecento anni...» oh non solo quello, avevano anche teatri automatici con spettacoli di una 20ina di minuti senza intervento umano, dispensatori di preghiere a moneta , aperture automatiche dei portali di templi e altre amenità tecnologiche... purtroppo poi sono arrivati i romani :? ma è ovvio che civiltà et potrebbero essere tecnologicamente molto avanzate e che so... prive di qualsiasi tipo di religione... e magari aver deciso che da un certo momento in poi all'evoluzione della propria specie ci pensavano da sé...

» postato da Paolocosmico alle 22:45 del 10-02-2010

32 e se fossero stati tanto fighi dal non escludere dagli studi il 50% della loro specie per mille e pussa anni? :twisted:

» postato da Wintermute alle 22:58 del 10-02-2010

33 «e se fossero stati tanto fighi dal non escludere dagli studi il 50% della loro specie per mille e pussa anni? :twisted:» magari da noi arriverebbero astronavi colme di et maschi in fuga :lol: :lol: :lol:

» postato da tzenobite alle 23:04 del 10-02-2010

34 ««e se fossero stati tanto fighi dal non escludere dagli studi il 50% della loro specie per mille e pussa anni? :twisted:» magari da noi arriverebbero astronavi colme di et maschi in fuga :lol: :lol: :lol:» avrei una fracca di robe da dirti mandando in vacca questa discussione, ma non lo farò e sii serio, perlammordiddea!

» postato da Wintermute alle 23:10 del 10-02-2010

35 «immaginiamo una specie aliena che avendo valori morali diversi dai nostri non abbia trascurato per secoli la scienza dal momento che c'erano gli schiavi a sobbarcarsi dei lavori pesanti (pare che la forza-vapore fosse nota anche ai greci, ma fu stimata del tutto inutile...) orbene, in virtù di una "conformazione etica" diversa, questi omini diversamente colorati potrebbero essere innanzi a noi di un due-trecento anni...» Certo, è interessante questo, ma alla fine dei conti non è tanto la rapidità dello sviluppo tecnologico che conta, perché anche se fossero "più lenti" possono essere partiti prima (vedi la Razza di Turtledove). La mia nota sull'"intelligenza massima" è basata sul fatto che probabilmente l'intelligenza della specie umana è sufficiente a far sopravvivere la specie in qualunque condizione, ovvero non c'è più selezione naturale che porti ad aumentarla. Grosso modo, intendiamoci. Fatta cento l'intelligenza umana, magari potrebbero arrivare a 150 o 200, ma non vedo come possano arrivare a 1000. Un "punto debole" della mia teoria però è l'incremento artificiale (postumano) dell'intelligenza. Questo è uno scenario invece molto più probabile dell'evoluzione naturale. S*

» postato da S* alle 23:48 del 10-02-2010

36 « Un "punto debole" della mia teoria però è l'incremento artificiale (postumano) dell'intelligenza. Questo è uno scenario invece molto più probabile dell'evoluzione naturale. S*» No Transumanista? no party! :lol: si credo anche io che i maggiori sviluppi della mente e dei vari tipi di intelligenza umana - l'intelligenza sinestetica forse è diversa da quella musicale - verranno da questo scenario. Altro punto interessante è quello dell'intervento genetico del corpo: cambiandolo potremo cambiare. Evito accuratamente di dire evolvere o progredire. Potremmo essere tanto stolti da regredire.

» postato da Adidja Palmer alle 00:21 del 11-02-2010

37 «guarda: non hai capito niente di quello che ho detto, rileggi bene e poi ribatti... i pianeti scoperti e tutti con metodi indiretti sono oltre 300, pianeti di tipo terrestre non sono alla portata del potere risolutivo dei sistemi di rilevazione attualmente in esercizio, che essensialmente si "deducono"dall'oscillazione del centro di massa del sistema osservato, oppure, nei rari casi di transito di un pianeta sul disco stellare, dall'affievolimento dell'irradiazione della stella soprattutto nell'infrarosso, i sistemi di osservazione in progetto sono di interferometria ottica, sono sistemi con più telescopi, possibilmente in orbita in modo da ottenere poteri risolutivi enormente superiori a quelli possibili oggi, inoltre con i sistemi di sottrazione della luce stellare sarà possibile entro 20 anni circa, di prendere i primi spettri della luce di pianeti rocciosi di massa paragonabile a quella della Terra e stabilire in linea di massima la composizione di una eventuale atmosfera, temperatura e marcatori di presenza di vita come clorofilla e altri gas.Ti invito a riflettere sul fatto che non abbiamo avuto nessuna botta fortunata, semplicemente l'universo è stermita nel tempo e nello spazio: le stelle sono miliardi di miliardi e se ne formano milardi di miliardi, ognuna di queste ha una fascia abitabile dove l'irradiazione è compatibile con alcune condizioni fisiche simili a quelle presenti qui, e niente vieta che altre condizioni, oggi inimmaginabili, siano compatibili con forme di vita sensienti.» Hai ragione avevo letto male quello che avevi precedentemente scritto. Quello che volevo dire è che i pianeti simili alla terra osservati sono pochi, pochssimi, gli altri sono pianeti delle dimensioni di Giove, e comunque sono dei giganti gassosi, non adatti alla vita. O almeno è quello che ricordo. Sono stati fatti studi statistici in merito all' esistenza di pianeti con le stesse caratteristiche della terra, sulla base dell'universo osservato e conosciuto e non sono venuti grandi numeri. Se ci mettiamo le distanze comunque lunghe anche per possibili "fantascientifici" viaggi sullo spazio curvo, e le finestre temporali evolutive delle singole civiltà, torno a ripetere i contatti sono praticamente impossibili. Poi se mi porti dei numeri che contraddicono tutto ciò ben vengano, fa sempre piacere cambiare idea tramite fatti concreti. Saluti

» postato da ilfisico alle 00:56 del 11-02-2010

38 Se non ricordo male, il problema più grosso (ma ce ne sono una montagna) di stare nello spazio è l'immediata perdita di calcio, roba che in confronto l'osteoporosi è uno stato di benessere. Al rientro a Terra, i valori si normalizzano, ma stare decenni per aria, mi sa che sono cavoli amari. Senza considerare altre magagne.

» postato da Tobanis alle 09:20 del 11-02-2010

39 «Se non ricordo male, il problema più grosso (ma ce ne sono una montagna) di stare nello spazio è l'immediata perdita di calcio, roba che in confronto l'osteoporosi è uno stato di benessere. Al rientro a Terra, i valori si normalizzano, ma stare decenni per aria, mi sa che sono cavoli amari. Senza considerare altre magagne.» Quello è dovuto alla mancanza di gravità, su una nave interstellare lo sistemi facilmente con la gravità artificiale da rotazione. C'è il problema dei raggi cosmici che ti friggono che è già più duro; e poi penso che ci sia anche da fare qualche calcolo sulle risorse da portare, soprattutto se l'astronave è generazionale. S*

» postato da S* alle 11:21 del 11-02-2010

40 ««non voglio sembrarti polemico e non voglio continuare l'OT, ma problemi da titanic apparte, non penso proprio che sia così facile come dici.» Non mi pareva di aver detto "facile". Ho detto "possibile in dieci o vent'anni". A mio avviso è certamente meno improbabile di quanto nel 1950 fosse improbabile andare sulla Luna.» no.. forse sono io che non mi sono spiegato bene, con la metafora romana non volevo dire "difficile", ho detto "impossibile". ««immaginiamo una specie aliena che ...»La mia nota sull'"intelligenza massima" è basata sul fatto che probabilmente l'intelligenza della specie umana è sufficiente a far sopravvivere la specie in qualunque condizione, ovvero non c'è più selezione naturale che porti ad aumentarla.» questa cosa dell'intelligenza mi era sfuggita, sono in disaccordo anche su questo, sia per motivi sociali, sia per motivi essenzialmente biologici. su che basi fai certe affermazioni?! no perchè risolveresti molti problemi dell'esobiologia, dovresti richiedere un dottorato di ricerca.

» postato da _Kaos_ alle 12:12 del 11-02-2010

41 «questa cosa dell'intelligenza mi era sfuggita, sono in disaccordo anche su questo, sia per motivi sociali, sia per motivi essenzialmente biologici. su che basi fai certe affermazioni?! no perchè risolveresti molti problemi dell'esobiologia, dovresti richiedere un dottorato di ricerca.» Siamo acidini oggi? La base è molto semplice, le caratteristiche delle specie sono dovute alla selezione naturale, ok? L'intelligenza è una caratteristica che si è evoluta per permettere agli esseri umani di sopravvivere. Oltre un certo punto l'intelligenza permette agli individui di curarsi, di prevalere sulle altre specie, di costruire strutture sociali; a quel punto è possibile che non ci sia più evoluzione, perché gli individui sopravvivono comunque. La natura non stravince mai. È sufficiente che vinca. Per esempio, non ci sono carnivori con denti, corna, artigli straordinariamente fuori dalla norma. Una volta che hanno quelli necessari per vincere contro gli avversari naturali che devono affrontare, un eccesso sarebbe solo deleterio. È possibile per esempio che in una situazione con più specie intelligenti in competizione l'evoluzione selezioni una specie più intelligente di quella umana. Ovviamente è una tesi non provabile. La specie homo sapiens è in questa fase da troppo poco tempo, quindi non c'è neanche un caso a disposizione per verificarla. S*

» postato da S* alle 12:58 del 11-02-2010

42 ««guarda: non hai capito niente di quello che ho detto, rileggi bene e poi ribatti... i pianeti scoperti e tutti con metodi indiretti sono oltre 300, pianeti di tipo terrestre non sono alla portata del potere risolutivo dei sistemi di rilevazione attualmente in esercizio, che essensialmente si "deducono"dall'oscillazione del centro di massa del sistema osservato, oppure, nei rari casi di transito di un pianeta sul disco stellare, dall'affievolimento dell'irradiazione della stella soprattutto nell'infrarosso, i sistemi di osservazione in progetto sono di interferometria ottica, sono sistemi con più telescopi, possibilmente in orbita in modo da ottenere poteri risolutivi enormente superiori a quelli possibili oggi, inoltre con i sistemi di sottrazione della luce stellare sarà possibile entro 20 anni circa, di prendere i primi spettri della luce di pianeti rocciosi di massa paragonabile a quella della Terra e stabilire in linea di massima la composizione di una eventuale atmosfera, temperatura e marcatori di presenza di vita come clorofilla e altri gas.Ti invito a riflettere sul fatto che non abbiamo avuto nessuna botta fortunata, semplicemente l'universo è stermita nel tempo e nello spazio: le stelle sono miliardi di miliardi e se ne formano milardi di miliardi, ognuna di queste ha una fascia abitabile dove l'irradiazione è compatibile con alcune condizioni fisiche simili a quelle presenti qui, e niente vieta che altre condizioni, oggi inimmaginabili, siano compatibili con forme di vita sensienti.» Hai ragione avevo letto male quello che avevi precedentemente scritto. Quello che volevo dire è che i pianeti simili alla terra osservati sono pochi, pochssimi, gli altri sono pianeti delle dimensioni di Giove, e comunque sono dei giganti gassosi, non adatti alla vita. O almeno è quello che ricordo. Sono stati fatti studi statistici in merito all' esistenza di pianeti con le stesse caratteristiche della terra, sulla base dell'universo osservato e conosciuto e non sono venuti grandi numeri. Se ci mettiamo le distanze comunque lunghe anche per possibili "fantascientifici" viaggi sullo spazio curvo, e le finestre temporali evolutive delle singole civiltà, torno a ripetere i contatti sono praticamente impossibili. Poi se mi porti dei numeri che contraddicono tutto ciò ben vengano, fa sempre piacere cambiare idea tramite fatti concreti. Saluti» no niente numeri particolari per adesso, la comunità scientifica ormai dichiara che probabilmente la vita nell'universo c'è ma che allo stato attuale è molto difficile immaginare un incontro con una specie intelligente, salvo messaggi radio o laser (alla contact escluso il lato mistico) d'altra parte fino a che non avremo gli strumenti di indagine non possiamo dire niente di preciso salvo questo che secondo me è un principio sempre valido: non c'è ragione che la Terra sia una eccezione, mentre è probabilissimo che non lo sia, quindi se ne potrebbe dedurre con un certo ottimismo che la vita è un fenomeno comune e in fondo altre specie senzienti potrebbero voler restare occulte per motivi che non conosciamo. saluti

» postato da Paolocosmico alle 13:44 del 11-02-2010

43 Un'interessante dissertazione sul sesso degli angeli. :lol: Gli alieni: uccidili prima che loro uccidano te. Questo è stato il motto dell'umanità per millenni, perché abbandonarlo proprio oggi? Non ci sono elementi per poter fare ipotesi sulla bontà-cattiveria degli alieni. Oh, certo, ci sono schiere di ufologi pronti a sostenere con prove una tesi piuttosto che l'altra... se credete agli UFO. Io no. Pazienza. Quanto all'evoluzione mentale, certo, non siamo al livello dei primati, ma da parecchi tempo mi pare che l'evoluzione sia solo fisiologica, se c'è. E comunque l'homo Sapien ha convissuto con quello di Neanderthal per un certo tempo, poi quest'ultimo si è estinto. Colpa del Sapiens? Pare di no. Pare che il Nea. si stava già estinguendo del suo per non mi ricordo quale "incapacità" rispetto al Sapiens. Ma vogliamo anche metterci un pochino di guerra tra i due? Il livello di civiltà poi non è una cosa che si acquisisce e si mantiene di suo. Se oggi sappiamo usare un computer, i nostri figli non nascono già imparati, ma imparano da noi, pertanto, evitate che un bambino abbia mai modo di sedersi alla tastiera di un pc... e lui non vi dirà mai che gli occorre un pc... Non sono al corrente dell'esistenza di dna con la capacità di memorizzare i nostri progressi sociali, scientifici o religiosi. O noi manteniamo il livello o ciccia. abbandonati a noi stessi non diventiamo migliori del nostro cane. Ne è un esempio quei bambini abbandonati in tenerà età, ammesso che siano casi reali. Il vero punto di forza dell'umanità, a parte il pollice opponibile, la materia grigia in abbondanza e la stazione eretta, è la capacità di comunicare ai suoi simili le informazioni acquisite, permettendo una migliore sopravvivenza della specie. L'informazione e lo scambio d'informazioni complesse sono la chiave vincente. Ovviamente, se qualcuno dovesse interromprer questa linea e precipitare l'umanità nella preistoria più buia, l'umanità si riorganizzerebbe ed anche all'oscuro del suo passato, ricreerebbe un modo vagamente simile al nostro. Non negli stessi tempi nè negli stessi modi, ma lo farebbe (in fin dei conti la preistoria è un periodo temporale lunghissimo, la nostra era è un nulla a confronto). riscoprirebbe l'uso del fiuoco, degli utensili, della ruota, addomesticherebbe gli animali, poi la ruota, la vela, il vapore e via. Nuovi Aristotile, Leonardo, Newton ed Einstein... tutti ignari dell'esistenza di loro predecessori. Quanto alla gente comine, mah, i nostri problemi sono gli stessi degli abitanti della Roma imperiale, come di quelli che hanno abitato le grandi città del passato, neanche troppo lontano. Dov'è il progresso sociale? La biga al posto dell'automobile non sono sinonimi di progresso sociale, no? Infine, le astronavi generazionali. Una bella idea, tecnicamente fattibile se non fosse che la presenza di un equipaggio umano attivo è indispensabile. Nonostante tutto la tecnologia è sempre fonte di problemi che possono essere risolti solo dall'uomo. Il rischio di un volo di questo tipo è che l'equipaggio faccia del volo il suo scopo ultimo, ovvero volare "ibernati" il più possibile per morire il più tardi possibile. Ecco tutto. Arriva a destinazione, si sveglia, scopre che non ci sono pianeti ebitabili, sfrutta le risorse del posto per riparare i guasti e rifornire i serbatoi, quindi via di nuovo a nanna verso un altra stella e così via, di stella in stella. Al massimo cercheranno di sviluppare robot che possano rimpiazzare gli umani nelle soste di rifornimento. L'ibernazione come una droga. In fin dei conti lo scopo ultimo di molte droghe è l'annullamento della volontà, mettere in stand by il cervello. Il limbo. Quale limbo più infinito dell'ibernazione. Se poi si muore nell'ibernazione, meglio, non si prova neppure dolore.

» postato da Ares Cosmos alle 13:47 del 11-02-2010

44 no no! nessuna acidità ho scritto solo con troppa fretta perchè non avevo tempo. e sono andato un po' spregiudicatamente al punto lo ammetto. :lol: la questione dell'intelligenza non è così semplice come quella delle zanne o del piumaggio, per prima cosa è una caratteristica generale e multiforme, infatti comprende molte sfaccettature diverse e molti tipi diversi di intelligenza possono paradossalmente confliggere tra di loro. ma la cosa più importante è che l'intelligenza più del resto risente moltissimo dei fattori ambientali piuttosto che su quelli biologici. da quel che ho letto hai posto la questione più sul fatto dell'evoluzione biologica dei neuroni e considerando che l'ultimo scarto di evoluzione risale a quando l'homo sapiens si è diversificato dagli altri ominidi divenendo di fatto la specie dominante sulla terra, seguendo il principi del darwinismo, affermi che non essendoci altre sfide nell'abitat terrestre per la nostra specie non ci si può evolvere ancora. correggimi se sbaglio, ma mi sembra tutto molto parziale. l'evoluzione dell'intelligenza risente anche dell'aspetto sociale, pur non essendoci nessuna differenza organica tra noi ed una tribù selvaggia dell'oceania e pur non essendoci nemmeno nessuna differenza sostanziale, i due livelli dell'intelligenza restano distinti, il secondo permette il mantenimento di una vita che essenzialmente differisce dalla prima. la possibilità di riflettere e di vivere più a lungo nel tempo potrà garantire, e di sicuro lo farà, lo scarto ulteriore che è stato compiuto per esempio dall'homo sapiens quando ha iniziato (con la medesima intelligenza biologica degli immediati predecessori) a padroneggiare il fuoco: ha iniziato a ingerire proteine animali di maggiore qualità e nel tempo questa migliore nutrizione ha sviluppato il cervello a discapito dei molari, poter vivere al caldo anche quando fa freddo ha reso possibile il colonizzare ambienti prima ostili, e così via. forse dobbiamo aspettare un nuovo fuoco? possibile se non ci autodistruggiamo prima. ma anche a parità di essenza biologica tutte le caratteristiche ambientali dell'intelligenza possono contribuire, e questa è la seconda questione che avevo accennato prima. che vuol dire in pratica? vuol dire che due esseri umani biologicamente identici evolvono in modo diverso le tipologie della propria intelligenza legati a fattori ambientali, se i due vivono in ambienti diversi. una persona che vive in un ambiente dove non si deve dimostrare la propria ragione in base alla caccia o ai duelli per esempio, evolverà in modo diverso. certo per quanto ci sembri di essere evoluti anche socialmente siamo ancora un po' distanti da tali società illuminate, ma basta leggere cosa accadeva ai carcerati due o tre secoli fa in europa per rendersi conto che una differenza enorme esiste. ovviamente se ti metti ad aspettare che cambi il dna, altrimenti non puoi considerarla evoluzione, bhe... non è un problema della scienza se riduci a questo la questione. voglio dire, di situazioni meno drastiche come quelle che ho espresso o più drastiche e interessanti come quelle accennate da wintermute (che mi trovano d'accordo) ce ne sono, non vedo plausibile affermare che "siamo arrivati perchè alla natura non interessa stravincere". vedi la fine di una guerra laddove la guerra in definitiva non c'è, non importa dover combattere con un neandertal per evolvere.

» postato da _Kaos_ alle 13:53 del 11-02-2010

45 Kaos, tutto quello che dici va benissimo, ma io ho ammesso una certa variabilità nel livello di intelligenza, quello che mi sembra improbabile è una variabilità elevata. In condizioni diverse puoi avere la tigre dai denti a sciabola invece della tigre normale, ma non arriverai mai a una tigre dotata di mitragliatore automatico e granate nucleari tattiche. Almeno se si parla di evoluzione naturale, quindi sì, di aspettare che si modifichi il dna. Ogni altro tipo di evoluzione, inclusa quella artificiale, è certamente possibile e forse probabile. Forse più ancora del transumanesimo, cioè dell'aumento delle fiunzionalità umane, è probabile il postumanesimo, intendendo in questo caso la nascita di entità artificiali (singolarità tecnologiche?) che finiscano per soppiantare i loro creatori biologici. S*

» postato da S* alle 14:39 del 11-02-2010

46 io continuo a non capire perchè dovrebbe essere improbabile. perchè abbiamo colonizzato tutti i continenti terresti? voglio dire, nemmeno da una scimmia ci si sarebbe immaginato una mitragliatrice, ma non è che una scimmia diventa homo sapiens da oggi a domani e per questo motivo nemmeno si può affermare una logica del tipo "siccome c'è l'homo sapiens allora la scimmia ha esaurito ogni sua capacità di progredire" perchè "ha già vinto" la sua battaglia da scimmia. forse in questo caso almeno è una questione di punti di vista nella discussione.

» postato da _Kaos_ alle 15:16 del 11-02-2010

47 secondo me siamo ancora soggiacenti alle forze plasmanti dell'evoluzione darwiniana, intanto per quanto all'apice della catena alimentare, non ne siamo per niente fuori e questo significa che per esempio, i nostri sistemi di difesa si adattano continuamente alle invasioni batteriche e virali che notoriamente sono potenti agenti evolutivi. Secondariamente poiché mutiamo continuamente il nostro habitat e ne scopriamo di nuovi, anche questi plasmano i nostri corpi e il nostro sistema nervoso. Guidare l'auto a 100 km orari in mezzo a tante altre vetture con velocità variabili e sensi di marcia diversi, non è esattamente il tipo di esperienza quotidiana che ha forgiato il nostro sistema percettivo e le varie relazioni reflessive, (occhio/mano) in efetti la nostra capacità reattiva a certi stimoli potrebbe essere significativamente più alta rispetto a quiella dei nostri progenitori. Poi se vogliamo potremo considerare anche la capacità di manipolazione di concetti simbolici che sono sempre più complessi e integrati fra loro, Insomma manipolare sistemi di equazioni forse rich :roll: iede più risorse che scolpire un animale totem in un osso spolpato...

» postato da Paolocosmico alle 21:05 del 11-02-2010

48 «Secondariamente poiché mutiamo continuamente il nostro habitat e ne scopriamo di nuovi, anche questi plasmano i nostri corpi e il nostro sistema nervoso. Guidare l'auto a 100 km orari in mezzo a tante altre vetture con velocità variabili e sensi di marcia diversi, non è esattamente il tipo di esperienza quotidiana che ha forgiato il nostro sistema percettivo.» Palsottino, secondo me è decisamente meglio restare nell'ambito del darwinismo ed evitare di tornare lamarckiani. Può anche essere che tra centomila anni gli incidenti stradali avranno selezionato esseri umani più adatti a guidare le automobili di quelli attuali, ma per il momento l'unica cosa che sta avvenendo è che certe caratteristiche vengono stimolate dai singoli individui, e non è evoluzione più di quanto fare ginnastica porti a una specie umana coi muscoli gonfiati. S*

» postato da S* alle 21:28 del 11-02-2010

49 ««Secondariamente poiché mutiamo continuamente il nostro habitat e ne scopriamo di nuovi, anche questi plasmano i nostri corpi e il nostro sistema nervoso. Guidare l'auto a 100 km orari in mezzo a tante altre vetture con velocità variabili e sensi di marcia diversi, non è esattamente il tipo di esperienza quotidiana che ha forgiato il nostro sistema percettivo.» Palsottino, secondo me è decisamente meglio restare nell'ambito del darwinismo ed evitare di tornare lamarckiani. Può anche essere che tra centomila anni gli incidenti stradali avranno selezionato esseri umani più adatti a guidare le automobili di quelli attuali, ma per il momento l'unica cosa che sta avvenendo è che certe caratteristiche vengono stimolate dai singoli individui, e non è evoluzione più di quanto fare ginnastica porti a una specie umana coi muscoli gonfiati. S*» perdona ma mi sono limitato a portare un esempio di modificazione ambientale diffusa che potrebbe selezionare esseri umani con riflessi più veloci e capacità di integrare dati di velocità e posizione relativa aumentando così la probabilità di evitare incidenti automobilistici, gli individui con miglioramenti in questo ambito avrebbero più probabilità di generare prole e trasmettergli il vantaggio, lamarck non c'entra proprio niente.

» postato da Paolocosmico alle 22:00 del 11-02-2010

50 «perdona ma mi sono limitato a portare un esempio di modificazione ambientale diffusa che potrebbe selezionare esseri umani con riflessi più veloci e capacità di integrare dati di velocità e posizione relativa aumentando così la probabilità di evitare incidenti automobilistici, gli individui con miglioramenti in questo ambito avrebbero più probabilità di generare prole e trasmettergli il vantaggio, lamarck non c'entra proprio niente» Il concetto teoricamente è valutabile, ma non sta in piedi: anche ammesso e non concesso che davvero chi guida più prudentemente abbia più probabilità di riprodursi, non sta in piedi perché le modificazioni ambientali dovute alla civiltà sono troppo rapide, lavorano su scale temporali che non sono compatibili con l'evoluzione biologica. Molto prima che gli incidenti automobilistici siano in grado di selezionare i guidatori migliori saranno già stati aboliti gli incidenti automobilstici. Probabilmente saranno state abolite le automobili e le dieci successive generazioni di mezzi di trasporto alternativi. A mio avviso l'unico principio darwiniano ormai applicabile è a livello di specie. Ovvero, nella galassia sopravviveranno solo le specie abbastanza evolute da essere in grado di non distruggersi nei loro primi diecimila anni di civiltà tecnologica. Questo forse potrebbe essere un buon argomento a favore delle specie "buone"; perché sono quelle che hanno maggiori probabilità di sopravvivere a lungo. S*

» postato da S* alle 22:27 del 11-02-2010

51 ««perdona ma mi sono limitato a portare un esempio di modificazione ambientale diffusa che potrebbe selezionare esseri umani con riflessi più veloci e capacità di integrare dati di velocità e posizione relativa aumentando così la probabilità di evitare incidenti automobilistici, gli individui con miglioramenti in questo ambito avrebbero più probabilità di generare prole e trasmettergli il vantaggio, lamarck non c'entra proprio niente» Il concetto teoricamente è valutabile, ma non sta in piedi: anche ammesso e non concesso che davvero chi guida più prudentemente abbia più probabilità di riprodursi, non sta in piedi perché le modificazioni ambientali dovute alla civiltà sono troppo rapide, lavorano su scale temporali che non sono compatibili con l'evoluzione biologica. Molto prima che gli incidenti automobilistici siano in grado di selezionare i guidatori migliori saranno già stati aboliti gli incidenti automobilstici. Probabilmente saranno state abolite le automobili e le dieci successive generazioni di mezzi di trasporto alternativi. A mio avviso l'unico principio darwiniano ormai applicabile è a livello di specie. Ovvero, nella galassia sopravviveranno solo le specie abbastanza evolute da essere in grado di non distruggersi nei loro primi diecimila anni di civiltà tecnologica. Questo forse potrebbe essere un buon argomento a favore delle specie "buone"; perché sono quelle che hanno maggiori probabilità di sopravvivere a lungo. S*» beh in effetti sì, il tempo gioca a sfavore dell'ipotesi però serviva solo a far notare che possono esserci meccanismi capaci di plasmarci e che magari non vediamo e sì le razze meno aggressive potrebbero ereditare il cosmo...

» postato da Paolocosmico alle 22:32 del 11-02-2010

52 «beh in effetti sì, il tempo gioca a sfavore dell'ipotesi però serviva solo a far notare che possono esserci meccanismi capaci di plasmarci e che magari non vediamo e sì le razze meno aggressive potrebbero ereditare il cosmo...» Sul fatto che un minimo di evoluzione biologica ci sia sempre siamo perfettamente d'accordo. Il mio punto originale era che l'evoluzione biologica non ti porta oltre un certo livello massimo di intelligenza. Mi sembra difficile che la tua osservazione possa realmente mettere in crisi questo concetto. S*

» postato da S* alle 22:39 del 11-02-2010

53 ««beh in effetti sì, il tempo gioca a sfavore dell'ipotesi però serviva solo a far notare che possono esserci meccanismi capaci di plasmarci e che magari non vediamo e sì le razze meno aggressive potrebbero ereditare il cosmo...» Sul fatto che un minimo di evoluzione biologica ci sia sempre siamo perfettamente d'accordo. Il mio punto originale era che l'evoluzione biologica non ti porta oltre un certo livello massimo di intelligenza. Mi sembra difficile che la tua osservazione possa realmente mettere in crisi questo concetto. S*» no no non credo che diventeremo molto più intelligenti di così per vie naturali salvo accidenti, semplicemente perché saremo noi stessi in tempi infinitamente più rapidi a mutarci in qualcosa d'altro.

» postato da Paolocosmico alle 22:48 del 11-02-2010

54 «no no non credo che diventeremo molto più intelligenti di così per vie naturali salvo accidenti, semplicemente perché saremo noi stessi in tempi infinitamente più rapidi a mutarci in qualcosa d'altro.» O, più probabilmente, ad autoestinguerci. S*

» postato da S* alle 23:51 del 11-02-2010

55 «Può anche essere che tra centomila anni gli incidenti stradali avranno selezionato esseri umani più adatti a guidare le automobili di quelli attuali» quindi diventeremo una specie ermafrodita!? fate scorta di donne ragazzi... :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: apparte tutto la questione tecnologica, come già detto, è troppo veloce per influire sull'evoluzione come concepita da darwin, ci potranno essere fenomeni paralleli, ma più legati all'esempio della palestra tanto per dire. però uno spunto di palsottino è interessante, ovvero, abbiamo perso l'originario attaccamento alla natura selvaggia in virtù di una natura più civilizzata giusto? ora qua si va nella fantascienza ne sono consapevole, ma questa perdita tenderebbe ad essere sempre più acuta in una civiltà spaziale e la natura originaria sarebbe solo riprodotta o simulata. di certo la seconda natura della propria civilizzazione sarebbe dominante. ora non immaginiamo la classica visione della vita nello spazio tra stazioni ed astronavi con gli uomini contemporanei, ma pensiamo che sia naturale sviluppare sempre di più una vita talmente civilizzata (in qualità non in quantità) da escludere quasi completamente la vita più naturale originaria dell'homo sapiens. cosa potrebbe accadere? penso che ci potrebbero essere delle mutazioni evolutive molto più velocemente che nei tempi classici dell'evoluzione, certo si parla sempre di moltissimi anni, che farebbero sembrare la nostra storia su questo pianeta poche pagine di un tomo di storia odierno, ed in questo caso.... ....l'evoluzione manterrebbe le proprie regole e le attuerebbe alla natura spaziale della specie piuttosto che a quella planetaria. certo prima di diventare naturalmente ultra-sapiens suppongo che dovremmo riuscire ad immaginare che ne so...la galassia come lo stagno di casa. la galassia lo stagno di casa...vi rendete conto che da qualche parte nel cosmo può esistere una specie che ormai considera la galassia come lo stagno di casa e che ha poco della sua esperienza passata sul pianeta così come noi abbiamo poco della nostra nelle cosidette caverne? :idea:

» postato da _Kaos_ alle 12:05 del 12-02-2010

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