L’ultimo cosmonauta

Alastair Reynolds, L’ultimo cosmonauta (Troika, 2010) - FANTASCIENZA - Delos Books - Odissea fantascienza - 2012 - traduttore: Marco Crosa - pagine 120 - prezzo 10,80 euro - giudizio: ottimo

Una immensa astronave aliena entra nel sistema solare.

Non sono certo poche le opere di fantascienza basate su questa idea, probabilmente la più famosa è Incontro con Rama (Rendezvous with Rama, 1972), capolavoro del grande Arthur C. Clarke.

Rappresentante di punta della new space opera lo scrittore gallese Alastair Reynolds, con il romanzo L’ultimo cosmonauta, prova a dire qualcosa di nuovo sul tema.

 

Quando la Matrjoska irrompe nel sistema solare l'umanità si è quasi ritirata dallo spazio, ma un avvenimento del genere costringe ad approntare i mezzi necessari per scoprire chi e cosa vogliono i costruttori del gigantesco manufatto.

L'orbita molto inclinata sull'eclittica permette un contatto ogni dodici anni, e al terzo passaggio l'umanità è pronta per inviare un equipaggio umano a esplorare la Matrjoska.

Il nomedel manufatto deriva dalla sua struttura a strati, simile a quella delle bambole russe infilate una dentro l'altra, solo penetrando questi livelli protettivi sarà possibile arrivare al nucleo della grande astronave.

Dimitri Ivanov e altri due astronauti hanno il difficile compito di svelare i misteri dalla Matrjoska, una missione che potrebbe salvare il futuro dell'umanità.

 

Il romanzo di Reynolds inizia con la fuga di Dimitri da un centro di cura del Secondo Soviet, dove il cosmonauta è stato rinchiuso dopo il ritorno dalla missione nello spazio.

E' evidente che qualcosa è andato strorto, ma cosa, e soprattutto perché Dimitri vuole raggiungere a tutti i costi Nesha Petrova, un'astronoma osteggiata dal regime per le sue tesi sulla Matrjoska?

Il romanzo ha anch'esso una struttura a strati, alternando scene nel presente con i flashbacks ambientati nello spazio, e svela poco a poco i segreti di un immenso manufatto alieno.

Questo schema è già stato utilizzato da Reynolds in Rivelazioni (Revelation space, 2000) e soprattutto in La guglia di sangue (Diamond dogs, 2001), ma in questo caso viene arricchito da un ulteriore mistero.

I segnali apparentemente senza senso provenienti dalla Matrjoska sono, secondo Nesha, una musica russa, la romanza Troika (da cui il titolo originale) di Sergei Prokofiev.

La musica, ripresa anche nella canzone Russian di Sting, è un brano molto popolare nella tradizione russa, ma suona decisamente incongrua se emessa du un'astronave aliena.

Altri interrogativi si addensano, forse la Matrjoska non ha un'origine aliena, o i suoi costruttori ci vogliono mandare un messaggio specifico, ma su tutti domina la domanda fondamentale, cosa è successo durante la missione di Dimitri?

Laureato in fisica e collaboratore dell'ESA (l'Agenzia Spaziale Europea) Reynolds è attento ai dettagli scientifici delle sue opere, che si ricollegano ai grandi classici dell'età dell'oro attraverso la mediazione di scrittori come E. C. Tubb e Clarke, quindi senza molto ottimismo.

Anche L'ultimo cosmonauta è pieno di un senso di sconfitta, al contrario dell'universo di Incontro con Rama l'umanità sembra si sia ritirata dallo spazio e, similmente alla cultura cinese successiva all'esploratore Zheng He, considera raggiunta la perfezione.

L'arrivo della Matrjoska sconvolge la staticità di una simile visione, si tratta forse di un'ultima possibilità, difficile da capire e sfruttare.

In definitiva ci troviamo di fronte a un'ottimo romanzo, che trova un limite nel finale, dove i colpi di scena abbondano ma le domande non trovano risposta completa, restando come sospese.

Forse Reynolds ha lasciato i fili pendenti in vista di una seconda parte della storia, o almeno spero che sia così, il mistero della Matrjoska merita di venir svelato completamente.

 

Autore: Giampaolo Rai - Data: 16 dicembre 2012

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