Alice in Wonderland

FANTASY, Alice in Woderland, Usa, 2010 - regia di Tim Burton - scritto da Linda Woolverton - con Mia Wasikowska, Johnny Depp, Michael Sheen, Helena Bonham Carter, Anne Hathaway, Alan Rickman, Stephen Fry, Crispin Glover, Christopher Lee, Matt Lucas, Timothy Spall, Marton Csokas, Jemma Powell, Tim Piggot-Smith, Lindsay Duncan, Geraldine James, Leo Bil - durata: 108 minuti - distribuito da Walt Disney Motion Pictures Studios - giudizio: ottimo

Alice in Wonderland è uno dei migliori film mai diretti da Tim Burton e, in linea più generale, senza dubbio, un capolavoro di eleganza e di stile.

 

Reso ancora più spettacolare dall’utilizzo del 3D, il film prende le mosse tredici anni dopo quello che Alice, una ragazza inglese della Londra del diciannovesimo secolo, ritiene essere stato uno ‘strano sogno’.

Ed è proprio quando un giovane futuro Lord un po’ untuoso, la chiede in moglie davanti ad tutti i partecipanti ad una festa che la ragazza scorge un coniglio bianco con tanto di sveglia. In quel momento, lasciato precipitosamente impalato sotto ad un gazebo, il possibile futuro sposo (un altro esemplare della “galleria di mostri” creati dal talento irriverente di Burton), Alice, per inseguire  quell’insolita quanto candida figura, scivola in un buco e si trova in un luogo che sembra avere qualcosa di familiare.

 

In quell'insolito posto, popolato da animali parlanti e da buffe creature, Alice incontra il Cappellaio Matto (un irriconoscibile Johnny Depp) e, sullo sfondo dello scontro tra la buffa quanto crudele Regina Rossa e l’eterea Regina Bianca (interpretate rispettivamente da due straordinarie Helena Bonham Carter e Anna Hathaway) si trova a dovere fare delle scelte che influenzeranno non soltanto quello che ritiene essere un’altra volta ‘solo un sogno’, ma anche la sua possibile vita futura.

 

Alice in Wonderland è, a tutti gli effetti, un racconto di formazione: la storia di una ragazza alle prese con una situazione al di fuori dell’ordinario che si trova a fare molte domande, ma soprattutto a dovere dare una risposta a quella più complicata di tutte: “Chi sei tu?”

 

E anche se a porre il quesito è un bruco blu fumatore un po’ vecchiotto, la replica al quesito non è meno importante. 

L’Alice del film di Tim Burton, così come viene raccontata nella notevolissima sceneggiatura scritta da Linda Woolverton, una delle autrici di Il Re Leone, non è più una bambina, bensì una giovane donna che deve compiere delle scelte se vuole essere veramente felice.

Le più importanti, però, non riguardano il seguire o meno i consigli dello Stregatto oppure se accettare il proprio destino di dovere indossare l’armatura e diventare la paladina della Regina Bianca, bensì la necessità della scoperta di se stessa e della propria vera identità di donna e di figlia di suo padre. A dispetto di quello che le convenzioni e le persone che le vogliono bene sembrano chiederle.

In questo senso, Alice in Wonderland è un elogio della follia intesa come lungimirante capacità visionaria di persone che gli altri ritengono dei pazzi e che, invece, sono in grado di riuscire ad immaginare quello che gli altri non vedono.

 

La storia di Alice non è, dunque, solo un viaggio spettacolare ed emozionante all’interno di un mondo magico, bensì un percorso personale altrettanto avventuroso, alla ricerca di quello che conta di più nella vita, facendo affidamento sulla capacità di ascoltare gli altri, nonostante le apparenze e il buon senso, suggerirebbero il contrario.

 

 Un film sulla ricerca di sé, celebrata simbolicamente dal personaggio creato da Lewis Carrroll in quello che non è né un remake del cartone animato, né tantomeno una rilettura del racconto, bensì un loro proseguimento adulto che pur prendendo le mosse dagli stessi luoghi fantastici, resi in maniera straordinaria da Burton, guida lo spettatore in una direzione affascinante, ovvero quella della conquista della libertà attraverso la conoscenza di sé.

Alice in Wonderland, dunque, sembra andare bene oltre la propria elegante e talora esilarante poetica, consentendo allo spettatore un viaggio visivamente indimenticabile alla scoperta del ‘paese delle meraviglie’, ma anche del proprio sé, attraverso le scelte e le azioni di una ragazza interpretata magnificamente dall’attrice australiana Mia Wasikowska.

Un film in cui troviamo significativamente l’impronta del genio di Tim Burton; un regista che fa del personaggio creato da Carroll l’occasione per portare sullo schermo un altro outsider alle prese con un’avventura indimenticabile in grado di sconvolergli l'esistenza.

 

Da non perdere.

Autore: Marco Spagnoli - Data: 27 febbraio 2010

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Commenti

1 Ho visto proprio ieri il Film di Tim Burton e , a dire la verità, ne sono rimasto molto deluso. Anzitutto devo dire che la sceneggiatura è molto debole. Malgrado il bellissimo significato che il film ne era il veicolo, ossia la scoperta di Sé attraverso un percorso certamente difficoltoso, complicato... non dava il senso di mistero e di curiosità che in teoria avrebbe dovuto suscitare, poichè era fin troppo chiaro e spiattellato ad ogni passo del film con la domanda...chi sono io? o chi sei tu? quando uno spettatore collega facilmente i passaggi del film, questi non suscitano un finale intrigante...e questo fa perdere gusto, suspance e dinamismo alla trama. La scenografia è interessante...qui si vede il tocco di Burton assieme alla creazione delle creature che purtroppo, in alcuni punti perdono col contrasto del realismo suscitato da Alice... il 3d non si fondeva bene con il realismo della pelle di Alice e questo causa qualche problema all'occhio dello spettatore... cosi come del resto alcune animazioni fin troppo legnose per esser interpretate come naturali dall'occhio umano! Ma i problemi legati al 3d in realtà sono ben poca cosa poichè possiamo anche accettarli, ma la sceneggiatura ha rovinato completamente l'idea intrigante del film...che non ha dato forza al cappellaio matto o al finale,( fin troppo scontato e veloce)di quello che poteva essere un capolavoro ma che rimarrà, a mio avviso, un filmetto godibile ma che non ti lascia nulla fuorchè l'impatto dei colori di un modno fantastico.

» postato da (Enrico Pennazza) alle 14:39 del 04-03-2010

2 Leggendo questa recensione..già dalle prime righe sembrerebbe che questo è uno dei lavori più compiuti di Tim Burton..una summa di tutte le sue fantasie e dei suoi spunti geniali, trasposti in un racconto che si presta al suo stile...eppure, purtroppo, così non è stato! La delusione c'è stata alla fine del film..la speranza di veder reinterpretata una fiaba divertentissima e al contempo estremamente profonda e simbolica è stata magramente delusa. Forse proprio per l'idea di vedere un qualcosa di eccezionale non sono riuscita ad essere catturata dal paese delle meraviglie e dai suoi personaggi, che apparivano come uno sbrigativo elenco di bizzarre creature nenache troppo personalizzate. E così per tutto il film..un susseguirsi di scene un pò macchinose e vuote, a parte per i bei paesaggi e costumi..nella speranza di venir stupiti in ogni momento da un cambio di rotta nello stile del film..nella sua profondità..di veder quel qualcosa in più che ci si sarebbe aspettato da un regista come Tim Burton, ma ahimè..così non è stato e anzi l'atto finale della danza del Cappellaio Matto...era quasi imbarazzante! Niente da fare..tentativo fallito!

» postato da (Marta ) alle 14:53 del 04-03-2010

3 E' da tempo che Tim Burton non stupisce più... Anzi non mi ricordo neanche più quando è stata l'ultima volta...

» postato da Batuff alle 23:33 del 04-03-2010

4 La sposa cadavere era un capolavoro a tutto tondo. Questo film, francamente, di Tim Burton non ha praticamente nulla. Una totale delusione. Johnny Deep ha macchiato la sua carriera partecipando ad un film cosi' banale e scontato. Tim, dai, puoi farcela ! Ritenta un'altra volta...

» postato da Scezzy alle 00:51 del 08-03-2010

5 Questo, come tutti i film, può piacere o non piacere. Ma stento a credere che possa piacere così tanto da giustificare i toni della recensione. Dire che questo è uno dei migliori film mai diretti da Burton è come dire che Natale a Beverly Hills è uno dei migliori film della commedia italiana: semplicemente una bestemmia, a mio avviso. Attori straordinari, neanche l'ombra. E soprattutto: una notevolissima sceneggiatura? Notevolissima? Per combattere l'insonnia, forse! Piatta, senza ritmo, banale e scontata. Nessun guizzo, niente che non avrebbe previsto anche un bambino di sei anni. Visivamente è stupendo, non mi aspettavo niente di diverso. Ma ormai sembra che basti nascondersi dietro il trucco del 3D per permettersi di realizzare filmetti scritti in cinque minuti e farli passare per capolavori. La cosa che più mi rattrista è che a cadere verso quest'appiattimento commerciale sia stato proprio Tim Burton, che finora (oddio, escluso gli ultimi film a dire il vero) si era distinto per originalità e carattere visionario. Sono molto deluso.

» postato da Emanuele Terzuoli alle 10:31 del 08-03-2010

6 Fatico a comprendere l'entusiasmo del recensore...da burtoniano lo colloco giusto un gradino sopra Il Pianeta delle Scimmie, altro che in compagnia dei veri capolavori del Nostro, tipo Ed Wood o Sleepy Hollow. Come gli altri commentatori, ho trovato la sceneggiatura di una piattezza incredibile, talvolta slegata, sicuramente mortificante per le performance dei vari attori, che ho trovato, invece, mediamente buone, il design e i costumi, assolutamente favolosi. Insomma, nonostante qualche guizzo del vecchio Burton (qualche dialogo, la caratterizzazione della Regina Bianca) sono uscito dal cinema decisamente insoddisfatto.

» postato da (Chris .) alle 14:25 del 10-03-2010

7 5 stellette a Star Trek, altre 5 ad Avatar e 4 a questo.....coso, lasciate perdere le recensioni dei film che è meglio :)

» postato da Tex Murphy alle 23:38 del 16-03-2010

8 :shock: mah! si vede che non ho visto lo stesso film che ha guardato il recensore! e a mio modestissimo parere, in questa incarnazione di alice, nn c'è rimasto niente della giocosa e irriverente ma geniale follia che fu una graffiante critica alla società granita e razionale di quei tempi.

» postato da Paolocosmico alle 00:02 del 17-03-2010

9 Nell'ultimo periodo mi pare di essere un alieno in fatto di gusti cinematografici e sono quasi felice di vedere che anche altri come me hanno trovato questo film deludente, "insipido" e aggiungerei senza un'anima. Davvero irriconoscibile Burton. La storia non ha uno scheletro, gli effetti sono approssimativi e fatti vermanete male. Il 3D non serve a niente. Durante il film potete anche toglierli e non cambierà nulla, a parte che starete più comodi. Il 3D serve solo nella caduta di Alice.

» postato da Rodia alle 23:56 del 01-04-2010

10 La "deliranza" finale del cappellaio depp, con quella musichetta brutta come le prime polifonie per cellulari affossa definitivamente il film che aveva avuto un minimo spiraglio durante la battaglia finale. Brutto ma brutto brutto quasi da rimanerne seriamente offesi.

» postato da Adidja Palmer alle 00:25 del 02-04-2010

11 «La "deliranza" finale del cappellaio depp, con quella musichetta brutta come le prime polifonie per cellulari affossa definitivamente il film che aveva avuto un minimo spiraglio durante la battaglia finale. Brutto ma brutto brutto quasi da rimanerne seriamente offesi.» Ecco io avevo paura di essere linciato in pubblico perché il resto del cinema ha apprezzato e anche alcuni amici ma il mio pensiero è come il tuo: brutto, proprio brutto. A proposito di musiche il sempre eccellente Elfman ha fatto delle bellissime musiche per il film ma... non ci stavano per niente nel film! Le note erano sempre drammatiche e sembravano messe a casaccio lungo tutto il film.

» postato da Rodia alle 00:39 del 02-04-2010

12 Visto solo ieri. La storia di Alice nel Paese delle Meraviglie, rivista da Tim Burton. Ne viene fuori una versione di fortissimo impatto visivo, con un sottofondo permeato di malattia e di pazzia. Le protagoniste buone hanno tutte delle profonde occhiaie, i buoni sono un po’ tutti sull’orlo dello squilibrio, per non parlare dei cattivi. E allora, unendo la firma di Burton alla fantasia del libro, ne viene fuori un capolavoro? In teoria, ma in pratica, no. Anzi, non viene fuori neanche un filmone. Il connubio non funziona. Per carità, il film si fa vedere: colori, avventure, effetti speciali, scenografie….ma di fondo, una totale piattezza. Non appassiona (me no di sicuro), diverte ma insomma, non ne viene fuori nulla di memorabile. Si dice perché più che di Burton, il film è figlio della Walt Disney. Sarà, chissà… Fatto sta che Burton disse che avrebbe fatto il film seguendo il libro, mentre invece è diversissimo, sono pochi i punti in comune e molte le devianze dal testo originario. Alice è una sconosciuta (a me) Mia Wasikowska, che però regge bene la parte, e ha anche una certa sua sensualità. Poi c’è il solito attore feticcio di Burton (Johnny Depp – Cappellaio Matto), la attrice feticcio (la compagna di vita Bonham Carter – Regina di Cuori o Rossa), c’è pure la Anne Hathaway, brava a fare la regina dei buoni. Candidato a 3 Oscar (per la parte visuale), ma vinti nessuno; costò una cifra enorme, ma attenzione, questo film è tra gli unici 7 ad avere superato il miliardo di dollari, ed è esattamente sesto, dietro Avatar, Titanic, un Signore degli Anelli, un Pirati dei Caraibi, Toy Story 3 (settimo è Batman, Il cavaliere oscuro). Pertanto il botteghino ha detto: successone, malgrado sia la critica che il grande pubblico siano rimasti molto tiepidi, nel valutarlo, ma evidentemente ha lo stesso riempito le sale. Curioso come Burton abbia avuto un successo planetario, pazzesco, con uno dei suoi film qualitativamente "minori", dopo averne fatti tanti belli ma meno fortunati.

» postato da Tobanis alle 14:56 del 31-01-2011

13 Sono abbastanza convinto che nel libro Alice si rifiuti e alla fine non uccida il drago dal nome improponibile.

» postato da Sean Maxhell alle 18:16 del 31-01-2011

14 Io sono convinto quasi al 100% che nel libro non ci sia proprio un drago, ma mi sa che le differenze sono una botta, non solo questa.

» postato da Tobanis alle 09:23 del 01-02-2011

15 «Curioso come Burton abbia avuto un successo planetario, pazzesco, con uno dei suoi film qualitativamente "minori"» forse è l'effetto 3D (anche per il prezzo dei biglietti intendo).

» postato da jonny lexington alle 13:33 del 01-02-2011

16 «Io sono convinto quasi al 100% che nel libro non ci sia proprio un drago, ma mi sa che le differenze sono una botta, non solo questa.» Jabberwocky, non è proprio un drago, ma qualcosa di simile. S*

» postato da S* alle 14:39 del 01-02-2011

17 Mi scusassero la pignoleria ai limite della mania, ma qua stiamo parlando del libro Alice nel Paese delle Meraviglie, e non di questo + il seguito (Alice e lo specchio o come si chiamava). Sono quasi certo che nell'originale (a cui darò un'occhiatina a casa) non ci sia il Drago, dirò di più, mi pare non ci fosse neanche la figura della Hathaway, cioè una Regina antagonista.

» postato da Tobanis alle 14:59 del 01-02-2011

18 «Mi scusassero la pignoleria ai limite della mania, ma qua stiamo parlando del libro Alice nel Paese delle Meraviglie, e non di questo + il seguito (Alice e lo specchio o come si chiamava). Sono quasi certo che nell'originale (a cui darò un'occhiatina a casa) non ci sia il Drago, dirò di più, mi pare non ci fosse neanche la figura della Hathaway, cioè una Regina antagonista.» Il Jabberwocky fa parte di Dietro lo specchio, ma nel film di Burton i due libri sono abbastanza mescolati. Non segue la storia del libro, è in effetti una sorta di seguito, Alice non è neppure una bambina. S*

» postato da S* alle 16:30 del 01-02-2011

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