L'uomo che fissa le capre

COMMEDIA, The Men Who Stare at Goats, USA/UK, 2009 - regia di Grant Heslov - scritto da Peter Straughan (dal romanzo di Jon Ronson) - con George Clooney, Ewan McGregor, Jeff Bridges, Kevin Spacey - durata: 94 minuti - distribuito da Medusa Film - giudizio: eccellente

Bob Wilton (Ewan McGregor) è un giornalista di quart'ordine per l'Ann Arbor Daily Telegraph, insignificante quotidiano di una sperduta cittadina del Michigan. Impegnato su servizi sensazionalistici, per caso viene a conoscenza dei metodi sperimentali usati in gran segreto dall'Esercito degli Stati Uniti d'America per addestrare le sue truppe. A rivelarglielo è un veterano convinto di possedere la facoltà di togliere la vita agli animali con la sola forza del pensiero, come sembrerebbe aver fatto con il suo criceto. Wilton liquida la faccenda come la trovata da due soldi del solito millantatore a caccia di notorietà, ma saranno gli eventi a precipitarlo nel cuore della storia dell'Esercito Nuova Terra, un'unità speciale istituita negli anni '70 dalle forze armate americane per addestrare un corpo scelto di soldati dalle capacità paranormali.

 

Abbandonato dalla moglie, che lo lascia per il suo editore, Wilton entra infatti in una crisi personale che lo spinge a Kuwait City in cerca di riscatto. In realtà è ancora indeciso se i rischi che dovrebbe assumersi come cronista di guerra potranno garantirgli gli onori sperati per riabilitarsi agli occhi della ex-consorte e soprattutto a offrirgli una nuova ragione di vita. Siamo nel 2003 e l'Iraq vive i tormentati giorni dopo la caduta di Baghdad e di Saddam Hussein, e pertanto la scelta se varcare o meno il confine non è facile. Ma per puro caso Wilton s'imbatte nel bar del suo hotel in Lynn "Skipper" Cassady (George Clooney), di cui ha sentito parlare dal veterano che ammazzava criceti con la forza del pensiero come del più grande supersoldato psichico dopo Bill Django in persona, loro addestratore ai tempi dell'Esercito Nuova Terra. Mentre Wilton è ancora indeciso se credere o meno alle storie di Lynn, questi lo trascina con le sue maniere sconsiderate, ora da invasato, ora da imbranato, in un'avventura attraverso il deserto iracheno. La loro odissea si concluderà in un campo militare americano, dove avverrà l'incontro con un Django terribilmente provato dagli anni ma ancora provvisto della follia di un tempo (reso magnificamente da un sempre più istrionico Jeff Bridges) e lo scontro finale tra Skipper il suo arcinemico storico, l'ex-compagno d'armi Larry Hooper (Kevin Spacey), ormai sedotto dal Lato Oscuro del paranormale.

 

Questo film è la storia dell'Esercito Nuova Terra rivissuta attraverso i racconti dei suoi protagonisti e il manuale del suo fondatore. Se la mettessi su questo piano, probabilmente vi sembrerebbe azzardato, ma basta una semplice ricognizione in rete per capire di quanti siano gli spunti documentati intessuti nella trama dirompente e allucinata de L'uomo che fissa le capre. La pellicola trae ispirazione dal libro The Men Who Stare at Goats (2004) del giornalista gallese Jon Ronson (recentemente ristampato da Einaudi), il cui titolo si rifà a uno degli episodi riportati anche nel film, che documentano l'interesse dell'US Army per l'impiego bellico di poteri paranormali. L'Esercito Nuova Terra è in realtà il First Earth Battalion proposto nel suo manuale dal tenente colonnello Jim Channon, un reduce del Vietnam che al rientro in America, illuminato nel corso di un incidente di guerra dall'apparizione di un angelo che gli avrebbe rivelato che "la gentilezza è la [vera, NdR] forza", si dedicò dagli anni '70 all'esplorazione delle pratiche New Age e al loro potenziale utilizzo nel warfare. E Jim Channon è ovviamente il Bill Django trasfigurato da Bridges sul grande schermo. Ma diversi altri aneddoti sulle stramberie dell'Esercito più forte del mondo rivivono nel film di Grant Heslov, dalle più assurde (le capre ammazzate con l'imposizione del pensiero attraverso lo sguardo; il Dim Mak, ovvero il tautologico colpo mortale la cui caratteristica è quella di avere effetto solo dopo un tempo che nessuno può conoscere, finché non giunge improvvisa la morte) alle più verosimili, rese tristemente popolari anche dalle notizie degli ultimi tempi (la tortura psicologica condotta sui prigionieri di guerra attraverso sistematiche combinazioni di lampi di luce e musiche ossessive).

 

Al momento in cui scrivo non so quale fedeltà sia stata conservata nella trasposizione rispetto al testo di Ronson: di sicuro la frammentazione episodica del libro è stata manipolata e rielaborata per costruire una progressione narrativa che pure ha nelle continue digressioni e nei flashback surreali i suoi maggiori punti di forza. Ma questo non è importante, dal momento che la vera efficacia del film risiede nella sua rinuncia a qualsiasi pretesa documentaristica. Grant Heslov, attore passato dietro la macchina da presa dopo l'esperienza come produttore e co-sceneggiatore con Clooney per l'acclamato Good Night, and Good Luck (2005), decide di mantenere invece l'approccio da Gonzo journalism di Ronson e il risultato è una esilarante e al contempo inquietante parodia dei servizi militari più temibili al mondo. La chiave adottata è quella del parallelo con un immaginario fantascientifico a tinte new age ormai noto a tutti, con i continui richiami alle pratiche Jedi che Skipper/Clooney rivolge all'incredulo Bob/McGregor, alimentando per tutta la durata della pellicola un gioco di specchi postmoderno che raggiunge il suo culmine nella trovata incredibile e magistrale dell'epilogo.

 

Alla produzione, che vede ancora Clooney ed Heslov insieme, affiancati da Paul Lister, va riconosciuto l'indiscutibile merito di avere saputo trattare tutta questa materia con un rispetto e un'originalità che non erano in alcun modo scontati. Il risultato si avvicina per sensibilità ai capolavori anti-militaristi dell'impareggiabile Kurt Vonnegut di Mattatoio n. 5 e Ghiaccio Nove, ancora oggi esemplari nella loro abilità di stigmatizzare l'assurdo insito in una delle più apprezzate attività umane. E, se mi è concesso osare, ha un vantaggio intrinseco rispetto a quelli che finora potevano essere riconosciuti come i più efficaci manifesti contro la guerra prodotti dal cinema, a partire dall'ineguagliato E Johnny prese il fucile (Johnny got his gun, 1971) di Dalton Trumbo. Siamo da quelle parti, per pregio artistico e forza impattante del messaggio. Ma la premiata accoppiata Clooney/Heslov ha dalla sua una leggerezza che potrebbe consentirgli di veicolare il suo messaggio anche nel pubblico più giovane. E questa possibilità, come insegna l'interesse dei militari per le forze paranormali, non è da sottovalutare.

Autore: Giovanni De Matteo - Data: 29 novembre 2009

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1 Su youtube si può trovare a puntate (5), il documentario da cui è nato il libro (o viceversa?), e si nota che praticamente il film riporta quasi fedelmente tutti gli aneddoti del film...

» postato da (lee kelso) alle 18:16 del 29-11-2009

2 correzione: gli aneddoti che si vedono descritti nel documentario...

» postato da (Lee Kelso) alle 18:17 del 29-11-2009

3 Io l'ho trovato molto bello, a tratti divertentissimo ma nelle corde ironiche un pò alla fratelli Coen, graffiante nella sua parodia del militarismo e trovo azzeccata la citazione di Mattatoio 5 di Vonnegut, soprattutto per la struttura filmica temporale. Grandi tutti gli attori, Clooney ha superato sè stesso, ma anche Mc Gregor e Bridges non scherzano. Ci sono scene che resteranno nel mio repertorio delle scene da non dimenticare :)

» postato da Alia in nero alle 18:36 del 29-11-2009

4 «Io l'ho trovato molto bello, a tratti divertentissimo ma nelle corde ironiche un pò alla fratelli Coen, graffiante nella sua parodia del militarismo e trovo azzeccata la citazione di Mattatoio 5 di Vonnegut, soprattutto per la struttura filmica temporale. Grandi tutti gli attori, Clooney ha superato sè stesso, ma anche Mc Gregor e Bridges non scherzano. Ci sono scene che resteranno nel mio repertorio delle scene da non dimenticare :)» l'unico che ho visto un po' sottotono era McGregor., per il resto concordo sulla visione Coheniana della regia. secondo me il buon Ewan l'hanno scelto per il ruolo che aveva nella trilogia di SW!!!eheheheheh concordo con le cinque stelle. un ottimo film, divertente ma che al contempo fa pensare. ciao ciao Buk!

» postato da Buckaroo74 alle 18:56 del 29-11-2009

5 «Io l'ho trovato molto bello, a tratti divertentissimo ma nelle corde ironiche un pò alla fratelli Coen, graffiante nella sua parodia del militarismo e trovo azzeccata la citazione di Mattatoio 5 di Vonnegut, soprattutto per la struttura filmica temporale. Grandi tutti gli attori, Clooney ha superato sè stesso, ma anche Mc Gregor e Bridges non scherzano. Ci sono scene che resteranno nel mio repertorio delle scene da non dimenticare :)» Accidenti! L' ho visto domenica pomeriggio e volevo commentarlo ma il meglio l' hai già espresso tu! Per cui mega-quotone :yesyes:

» postato da ryoma alle 11:03 del 22-03-2010

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