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Agentz intervista con Françoise Duvivier
Françoise Duvivier è l'artista che ha realizzato le opere da cui è tratto l'Arcivescovo, il personaggio sintetico che prende vita in AgentZ. Duvivier è un'artista di origine francese dal gusto molto forte e provocatorio. Si sente molto vicina alla cultura popolare, e molto poco legata ai cliché dell'arte "alta". La collaborazione con Equizzi è nata dalla stima per il suo precedente lavoro, "Syrena", ed è iniziata la fruttuosa collaborazione con Equizzi.
LeggiAgentz intervista con Mariano Equizzi
Sta diventando un regista cult nel mondo della fantascienza italiana. Con pochi mezzi, molta creatività - e molta informatica - Mariano Equizzi è riuscito a produrre due cortometraggi cyberpunk ad alto impatto visivo. Gokuraku Farinella voleva una visione a 360 gradi del personaggio e lo ha intervistato.
LeggiAgentz la fantascienza rende liberi
Circolano su cassetta, proiettati in mostre e rassegne alternative, o addirittura in formato Quicktime su cd-rom. Eppure fanno molto parlare: sono i "corti" di Mariano Equizzi, piccoli film fantascientifici, cyberpunk-onirici. Girati in autonomia e praticamente senza budget: niente a che fare col il (finto) "cinema-bricolage" di Blair Witch Project, ma piuttosto un florilegio di effetti speciali, di CGI, di effetti visivi e sonori. Dopo Syrena ora arriva AgentZ. E nel cast c'è anche Valerio Evangelisti.
LeggiHammer
In un futuro dominato dalla conquista spaziale, un gruppo di fuggiaschi cerca disperatamente di rifarsi una vita a bordo di un cargo chiamato Hammer. Ma la vastità dell'Universo non farà altro che alimentare la loro necessità di viaggiare senza meta, portandoli negli angoli più remoti e misteriosi della galassia.
LeggiBaldur's Gate e Ultima On Line, il futuro del GDR passa per Internet
L'uomo che diede in leasing la Luna
"Puntate sul bersaglio grosso!", come gridavano i franchi tiratori del governo Berlusconi quando impallinavano Giuliano Ferrara. Che c'azzecca? Ci azzecca, ci azzecca. Mirare all'obiettivo appariscente è anche la strategia di "Sotto Spirito": la vostra rubrica favorita, infatti, anche questo mese indirizza i suoi strali satirici su un grande nome della SF internazionale. Tale scelta si giustifica in parte con pretesti "forattiniani": la parodia di un personaggio universalmente noto risulta immediatamente fruibile da tutti. Ma si spiega soprattutto considerando che l'ammirazione e il rispetto verso il Grande Nome è talmente fuori discussione che qualsiasi cattiveria (arte in cui eccelliamo) è in fin dei conti concessa. Detto questo, veniamo al sodo: il quarto trofeo da collezionare "sotto spirito" è lo scalpo (si fa per dire) del celeberrimo, mitico, riverito e idolatrato, immortale ancorché buonanima Robert Anson Heinlein
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