Quando al giovane corriere Bryan, specializzato in organi e farmaci urgente, viene affidata una consegna urgente all'Ospedale di Raccoon City, non immagina che inizia un vero e proprio incubo: una lotta per la vita affrontando con armi di fortuna creature mostruose che infestano la città.
Con una velocissima scansione in tempo reale del tempo cinematografico, questo reboot di Resident Evil si ispira molto più ad una struttura videoludica di quanto non facessero i capitoli del precedente franchise composto da sei film appartenenti a un unico ciclo, diretti da Paul W. S. Anderson e interpretati da Milla Jovovich, ai quali si aggiunse nel 2021 un reboot, Resident Evil: Welcome to Raccoon City e un'altrettanto sfortunata serie su Netflix.
Ignorando il film del 2021, il film sceglie una prospettiva diversa: un uomo comune, interpretato da Austin Abrams. Non un componente di forze speciali con arsenali a disposizione, ma una persona che inizialmente è più presa dai suoi problemi personali che altro, che non ha la minima idea di come difendersi, o di come usare le armi che fortunosamente trova nel suo percorso. Nonostante tutto, va avanti, con “più culo che anima”, compiendo quello che a un certo punto viene definito “un miracolo”.
Da un lato il giovane si trova davanti a un mistero più grande di lui, dall'altro alcune delle prove che affronterà saranno come una eco dei suoi problemi personali, e da questa esperienza comprenderà cose della sua vita che non aveva ancora capito. Peccato che forse sia troppo tardi.
La regia e la sceneggiatura di Zach Cregger (Weapons, Barbarian) miscelano bene la tensione, i momenti jumpscare e splatter con momenti di autentica ironia e autoironia, quando non di autentica comicità. Il buio costante, dovuto alla scelta della compressione dell’unità di tempo dell’azione alla reale durata del film, consente effetti pratici economici e computer grafica sfumata senza che la resa finale appaia dozzinale.
Se narrativamente il protagonista del film non è mai apparso nei giochi, il film in realtà si avvicina alla narrazione videoludica molto più dei precedenti, sia nelle scelte delle inquadrature che nell’escalation degli scontri, sempre più vari e complessi, con la posta sempre più alta.
Il film può piacere sia agli appassionati dell’horror in quanto tale, perché ben costruito, sia i fan del materiale originale, al quale è infedelmente fedele, ma con varie citazioni ampiamente riconoscibili.
L'intrattenimento è assicurato.











