Dopo aver descritto l'immensa stazione spaziale di Tel Aviv in Stazione centrale lo scrittore israeliano Lavie Tidhar estende l'azione a una città vicina, Neo-Mostaqbal, da tutti chiamata Neom.
La città si estende sulla costa orientale del Mar Rosso ed è un paradiso tecnologico per i ricchi, ma al suo interno c'è una zona d'ombra, Ninive, la zona dei poveri e dei disperati.
I protagonisti sono persone emarginate, che vivono ai margini della ricchissima città e cercano di sopravvivere o di trovare uno scopo alla loro esistenza.
Le loro storie si intrecciano in una trama non lineare, che porterà verso una direzione inaspettata e forse letale.
Con questo romanzo si amplia il ciclo Central Station, ambientato in un lontano futuro dove gli umani viaggiano tra le stelle ma ancora non hanno risolto i problemi del loro pianeta madre.
Il libro
“Oltre la Stazione Centrale, il vasto spazioporto che collega la Terra agli affollati mondi del sistema solare, c’è una città. La città si trova oltre il golfo di Aqaba e lo stretto di Tiran, nella vecchia provincia del deserto saudita che un tempo si chiama Tabuk. I fondatori la chiamarono Neom.”
Nel deserto della penisola arabica, sulle rive del Mar Rosso, sorge Neo-Mostaqbal, detta Neom. Una città futuristica, automatizzata e alimentata da sterminati campi solari e parchi eolici, a un passo dalle rotte spaziali.
Ma dietro la facciata scintillante, Neom resta soprattutto una città per ricchi. Mariam de la Cruz è cresciuta nella parte sbagliata della metropoli e tira a campare tra le pulizie nelle case degli altri, la vendita di fiori al mercato e altri lavoretti occasionali. La sua è una delle tante esistenze ordinarie che scorrono ai margini della grande città. C’è Mukhtar, mercante di macchine rare e antichi manufatti; Sharif, una meccanica dalla competenza senza rivali; Nasir, amico d’infanzia di Mariam e agente della shurta, più abituato a occuparsi di rifiuti abbandonati che di veri crimini.
Poi, un giorno, al mercato dei fiori arriva un vecchio robot senza nome e Mariam gli offre una rosa. Un gesto semplice, che tuttavia per il robot, giunto da molto lontano e legato al ricordo di un amore perduto, ha un significato enorme… che finirà per avere conseguenze molto più grandi di quanto Mariam possa immaginare. Appena oltre Neom, intanto, nel deserto che conserva ancora le cicatrici di secoli di guerre – macchine da combattimento abbandonate, intelligenze artificiali senza più uno scopo, ordigni inesplosi… – persino certe opere d’arte possono essere letali: i terrorartisti ne hanno fatto delle armi di distruzione di massa destinate a sopravvivere ai propri creatori. Ed è proprio attraverso il deserto che viaggia Saleh, insieme a una carovana di passaggio. Un giovane orfano con il sogno di raggiungere la Stazione Centrale e lasciare la Terra, e che porta con sé qualcosa recuperato tra le rovine di Dahab.
Un reperto destinato a rimettere in moto un passato dimenticato. “Neom” (2022) è ambientato nello stesso universo narrativo di “Central Station”.
L'autore
Lavie Tidhar è nato ad Afula in Israele nel 1976. Ha vissuto in molti paesi tra cui Sud Africa, Laos, Vanatu e dal 2013 è professore presso l'American International University a Londra. Ha pubblicato il suo primo racconto, Alienation and Love in the Hebrew Alphabet, sulla rivista online ChiZine nel 2005.
Ha vinto il World Fantasy Award con il romanzo Osama (2011) ma il suo libro di maggior successo è Central Station, che si è aggiudicato il premio John W. Campbell, il Neukom Prize e il Chinese Nebula, pubblicato su Urania n. 1742.
Ha curato l'antologia Il grande libro della fantascienza mondiale, edito in italia da Fanucci.
Lavie Tidhar, Neom (Neom, 2022), Mondadori, collana Urania n. 1754 – traduzione di Francesca Noto – euro 7,90 – ebook euro 5,99











