Il cane è realizzato in grafica CGI, ma il resto è reale, o almeno sembra tale. Dopo I Fiinstones prodotti da Steven Spielberg ecco un altro film tratto da una serie di cartoni animati che proprio in virtù della tecnologia riesce a risultare identica all'originale. I personaggi creati da Hanna & Barbera rivivono dunque in un'avventura collocata in una "timeline" posteriore ai cartoni animati in cui il famoso gruppo di giovani investigatori privati si divide in seguito a divergenze creative. Due anni dopo, però, i quattro amici più il caro vecchio Scooby Doo si ritrovano insieme casualmente in un parco di divertimenti collocato su un'isola. Lì, con Rowan Atkinson nei panni di un ambiguo direttore delle attrazioni locali, indagano su un mistero che -- come al solito -- si rivela intricato e pericoloso.
Fedelissimo alla serie animata, lo Scooby Doo del 2002 fa qualche concessione alla modernità: Sarah Michelle Gellar mette a frutto l'esperienza di ammazzavampiri maturata con la serie di Buffy per rifilare più di un calcio negli stinchi ai cattivoni di turno, aggiornando così il personaggio di Daphne ad una sensibilità femminile più moderna stile Charlie's angels e Lara Croft. Il soprannaturale è in agguato arrivando ad un giusto compromesso tra le rivelazioni tipiche dei finali dei cartoon e una sceneggiatura un po' più articolata del solito. Il resto è una serie di divertenti gags con attori che cercano di essere il più possibile simili alle gesta dei loro beniamini, diretti dal regista di commedie Raja Gosnell che sembra avere un talento particolare per i tempi comici.
Un divertissment riuscito e gradevole, nonostante gli intenti squisitamente commerciali.










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