E così la data fatidica è arrivata. Il 7 luglio ha cessato di esistere Sci Fi Channel, un marchio al quale molti appassionati di fantascienza erano legati, anche perché, che le scelte di programmazione fossero condivise o meno, era il canale di fantascienza. Ora Sci Fi Channel non c'è più: al suo posto c'è SyFy, un nome che ricorda ma non è, un nome che è un marchio come ce ne possono essere tanti. E un nome che un pochino si distacca dalla fantascienza, per allargarsi a un concetto generico di fantastico, di avventura, di film d'azione.

In generale la risposta degli appassionati sembra essere solo una leggera preoccupazione che in futuro possa diminuire l'interesse del canale verso la fantascienza. Anche se c'è anche chi l'ha presa malissimo, come Michael Hinman, ex proprietario del dominio SyFyPortal.com, che si scaglia contro NBC Universal con una lunga filippica che non è ben chiaro dove voglia andare a parare; sembra quasi che la Universal gli abbia rubato il nome, quando invece lui stesso ammette di aver preso 250.000 dollari per un dominio, SyFyPortal, che la Universal non usa neppure e che tutt'ora ridirige al nuovo sito di Hinman, Airlock Alpha.

L'esordio del "nuovo" canale è stato accompagnato dal lancio della nuova serie Warehouse 13. Complice forse il periodo abbastanza sgombro di concorrenti, il pilota di questa serie si è portato a casa ben 3,5 milioni di spettatori, un 30% abbondanti più del finale di Battlestar Galactica. Il che non è un bene, diciamolo chiaro, perché convincerà chi mette i soldi a fare più cose come Warehouse 13 e meno cose come Galactica.

Warehouse 13 è un misto di Indiana Jones, Eureka e se volete Sanctuary o Demons. Il punto di partenza è in pratica la scena finale dei Predatori dell'Arca Perduta: il "magazzino 13" è appunto quel grosso capannone in cui veniva stivata nel film di Steven Spielberg la grossa cassa in legno contenente l'Arca dell'Alleanza.

Due agenti vengono "assegnati" al magazzino 13, col compito di recuperare manufatti, etichettarli, inscatolarli e archiviarli. Ovviamente, la prima parte è quella più complessa.

Gli agenti sono interpretati da Eddie McClintock, al primo ruolo regular (tante apparizioni in varie serie, nulla di fantastico) e da Joanne Kelly, buona carriera televisiva, diverse parti da regular e anche qualche serie fantastica (ricorrente in Jeremiah). Li aiuta Saul Rubinek, sessant'anni, apparso in decine di serie inclusa persino Star Trek The Next Generation.

Il tono è quello leggero di Eureka; i manufatti vengono poi chiusi in scatole "neutralizzatrici" che ricordano Ghostbusters o Reaper. La serie è guardabile, per carità, ma rinunceremmo all'istante a cento episodi di Warehouse 13 anche solo per un promo di Battlestar Galactica.

A proposito di promo, vi proponiamo quello di SyFy: vi compaiono i protagonisti di molte serie che stanno andando, sono andate o andranno in onda sul canale. Buon divertimento.

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