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Delos Science Fiction 112
pagine 70, b/n
copertina a colori plastificata
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“Te lo assicuro, non è uno scherzo servire laggiù nella città”Gorbag, capitano degli Orchi a Minas Morgul, dimenticato dalla storia

Quel piccolo guizzo di ansia urbana che ho citato in apertura è una di queste tracce. Arriva alla fine delle Due Torri ed è tratto da una serie continua di dialoghi tra due capitani degli Orchi alla torre di Cirith Ungol. E per un po’ — fino a che Tolkien non si ricorda che i due sono dei Cattivi e gli aizza contro il Buon Sam, Onesto-fino-alla-nausea — abbiamo uno scorcio molto affascinante della vita militare tra i ranghi di Mordor. Gli orchi sono disincantati, male informati e continuamente stressati dalle incertezze che derivano dalla mancanza di informazioni. Sospettano che la guerra stia prendendo una brutta piega per la loro parte, e che i loro comandanti, lungi dall’essere infallibili, stiano commettendo dei gravi errori di valutazione. Si preoccupano che, se la loro parte dovesse perdere — si potranno aspettare ben poca clemenza dai loro nemici vincitori. Borbottano le loro sfortune a bassa voce, perché sanno che ci sono spie tra i loro ranghi e perché la cultura dei loro padroni è ottenere obbedienza seminando terrore. Sembrano anche possedere un rozzo senso dell’umorismo e una significativa lealtà verso i soldati sotto il loro comando. E non amano la guerra, esattamente come Frodo e Sam: vorrebbero vederla finire proprio come tutti gli altri.

Il vero peccato è, ovviamente, che Tolkien non sia stato capace (o non abbia voluto) sfruttare questa vena di esperienza personale in tutto il suo valore — infatti sembra che cerchi soltanto di allontanarsene, preso dal panico. Suppongo che sia in parte comprensibile. La generazione che ha combattuto la Prima Guerra Mondiale ha visto ogni possibile archetipo di Bene e Male che conoscevano disfarsi come un cadavere puzzolente e insanguinato intorno a loro. Ci vuole una grande forza per vivere una simile esperienza e sopravvivere, e più tardi ridisegnare la propria visione del mondo per comprendere la scomoda realtà di cui si è stati testimoni. Molto più semplice ritirarsi nella semplicistica nostalgia dei valori spenti o dimenticati in cui credevamo un tempo. Così, non appena ritorniamo a Cirith Ungol nel Ritorno del Re, Gorbag e i suoi commilitoni sono stati convenientemente spogliati dei loro più interessanti attributi umani e siamo ritornati ai malvagi schiavisti schiamazzanti usciti da Mordor, tipici di una fiaba per bambini. La breve visione di qualcosa di umanamente più interessante è svanita, rimpiazzata ancora una volta dai pomposi toni epici del Torreggiante Male Archetipo che si contrappone al Bene Irritantemente Luminoso (ah, e indovinate un po’ chi vince).
Be’, se si chiama fantasy ci sarà pure un buon motivo.
Mi chiedo soltanto perché un adulto dovrebbe andarsi a leggere qualcosa del genere.
E io ho scritto un romanzo fantasy per tutti quegli adulti che non ci tengono affatto.
Spero che vi piacerà.
2 ho appena accattato Altered Carbon di suo e mi accingo a leggerlo, non ho ancora letto niente di Morgan. Secondo me è la classica sparata a effetto per pubblicizzare il libro anche perché come ha già detto Otrebla premessa e conclusioni sono piuttosto discutibili.
» postato da Stefanoventa alle 14:38 del 09-03-2009
3 Tutte le critiche mosse all'intervento di Morgan sembrerebbero partire da gente che Tolkien lo ha letto. Ecco, a me questa esperienza manca, nel senso che - per quella briciola di percezione dall'esterno che ho ricavato indirettamente attraverso la visione dei film - a torto (quasi certamente) o a ragione (piuttosto improbabilmente) non ho davvero alcun interesse nell'invischiarmi nella lettura del Signore degli Anelli. In compenso il romanzo di Morgan lo leggerei con curiosità. Che fosse proprio questo che voleva dirci Morgan con il suo intervento? Se cercate un libro diverso dal SdA, date una possibilità a questo. Direi che è quanto meno onesto e decisamente legittimo. Dopotutto - fatti due conti - se il mondo del fantasy si è rivoltato di fronte al suo outing, quella di Morgan non possiamo ritenerla davvero una tattica promozionale, quanto piuttosto una individuazione (provocatoria, certo) del possibile target di lettori a cui il libro (e i due che seguiranno) si rivolge. X
» postato da X alle 16:10 del 09-03-2009
4 Mah, la difesa a oltranza di Tolkien, specialmente nel thread del primo articolo, sfociano forse un po' troppo nel fanboysmo. Io adoro Tolkien, eppure non posso che condividere le considerazione di Morgan (di cui invece non ho letto alcunché). La chiave sta tutta nel "non abbia voluto". Insomma Morgan non ci sta dicendo: 'Tolkien fa schifo', ma semplicemtne 'io non avrei scritto ISdA, almeno non così'.
» postato da (ale frassetti) alle 19:54 del 10-03-2009
5 «Mah, la difesa a oltranza di Tolkien, specialmente nel thread del primo articolo, sfociano forse un po' troppo nel fanboysmo. Io adoro Tolkien, eppure non posso che condividere le considerazione di Morgan (di cui invece non ho letto alcunché). La chiave sta tutta nel "non abbia voluto". Insomma Morgan non ci sta dicendo: 'Tolkien fa schifo', ma semplicemtne 'io non avrei scritto ISdA, almeno non così'.» Ovvio che il sig. Morgan, ma nessuno oggi, scriverebbe ISdA così come è stato scritto all'epoca. Le opinioni sono opinioni, i gusti sono gusti e sono tutti rispettabili. Non la penso come lui, ma non ha importanza. La chiosa finale è proprio l'unica parte dell'articolo che mi sembra fuori luogo, perché alla fine svilisce qualsiasi eventuale dialogo, facendo venire il legittimo sospetto che di autopromozione si sia trattata.
» postato da Manex alle 23:35 del 15-03-2009
6 Bè, che si tratti di mera autopromozione è di tale semplice evidenza da non meritare nemmeno di essere sottolineata. In questo senso mi pare ben congegnata. Il resto non ha importanza, vista la premessa. Per chi invece ha voluto seguire la falsa pista di Morgan, viene solo da dire: l'articoletto è volutamente scritto come da chi di Tolkien non sappia proprio nulla, non abbia mai letto il saggio "Sulla fiaba", pensi veramente che sia un romanzo "fantasy" (o "adult-fantasy", secondo la non citata concezione morganiana), ecc ecc. In una parola: un articoletto inutile (se non per l'autore e il suo libro da promuovere). Per Manex (non volermene): che i gusti siano gusti e che ogni opinione sia rispettabile è una cavolata che certamente ti è sfuggita per errore. Viviamo già in una società talmente colma d'ignoranza e approssimazione, che ci manca solo di giustificarla...
» postato da val62 alle 21:50 del 27-03-2009
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1 Wow. La mia prima considerazione è di stupirmi che uno che ha la mia età e che fa lo scrittore (potrei dire come me, e quindi combierò in: che fa lo scrittore di successo)... è un pirla! Nel senso che è un pirla non tanto nell'analisi che fa... dato che individua una serie di spunti interessanti, su cui si può essere più o meno d'accordo, ma nella premessa e conclusione. Ovvero. Tolkien va bene per i ragazzini. Da cui: tutti voi che vi esaltate con Tolkien siete dei ragazzini. Premetto che non ho ancora letto nulla di suo (prima o poi recupero...), quindi non mi metto a fare paragoni. Morgan dimentica due cose fondamentali: - la prima è che i SdA è stato scritto negli anni '30 e '40, non solo quando il mondo era diverso, ma quando la letteratura del fantastico era diversa. Facile dare etichette con altri settanta anni di autori, rivoluzioni New Wave, sperimentazioni, cinema, immaginario generale... Sfido chiunque a prendere un romanzo di fantascienza del periodo e a non sorridere per le ingenuità e le contrapposizioni semplicistiche (e non mi riferisco alla tecnologia). E allora? Hanno meno valore storico? Hanno meno importanza? Sono forse per ragazzini? E se tutti avessero continuato a scrivere come si faceva al tempo del pulp? Col cavolo che si trovava il Bradbury che cita... Secondo: evidentemente Morgan arriva da una cultura (quella inglese) che ha sempre protetto la letteratura, compresa quella del fantastico. Forse se fosse cresciuto nella più dura realtà (italica) in cui una persona è un ragazzino se solo legge fantascienza... forse la penserebbe diversamente... Se ha problemi su dove è andato il fantasy se ne può discutere, anzi sono anche d'accordo con lui, ma è inutile che se la prenda con le origini (o mezze origini visto che la heroic fantasy è nata bel prima di Tolkien e la sua è più la prosecuzione della fiaba...). Se il genere non è maturato come ritiene dovrebbe essere, non lo fai maturare schernendo autori e lettori e falsando le prospettive... Ma forse era solo una battura nel promuovere il suo nuovo romanzo!
» postato da Otrebla alle 14:09 del 09-03-2009