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Il sogno transumanista di Johnny Mnemonic

Una riflessione sul transumanismo a partire dal celebre film tratto da un racconto di William Gibson.

È del 1995 il film di fantascienza Johnny Mnemonic, liberamente ispirato al racconto Johnny Mnemonico, firmato William Gibson e contenuto in La notte che bruciammo Chrome del 1986. Alcuni ricorderanno l'interpretazione di Keanu Reeves nelle vesti di un corriere-dati ingaggiato per trasportare software illegali in una bolla di memoria chirurgicamente impiantata nel proprio cervello. La pellicola si presenta come uno dei primi tentativi di trarre una versione filmica di una storia Cyberpunk sebbene il risultato non sia annoverato tra i più riusciti dal punto di vista cinematografico. Gli elementi gibsoniani come i LoTek, i killer della Yakuza ed il delfino cyborg, appaiono messi insieme allo scopo di ottenere un film d'azione commerciale, anziché sviluppare contenuti e tematiche che all'epoca il grande pubblico cominciava appena a conoscere. Per esigenze di copione vennero aggiunti alla sceneggiatura vari elementi non presenti nel racconto originale e recuperati spesso da altre opere di Gibson come dal celebre Neuromante, vincitore del premio Hugo nel 1985. Di grande interesse è il tema dell'innesto cerebrale, tema di successo ripreso poi in film come Nirvana, Strange Days e lo stesso Matrix.

 

Sebbene questo film non abbia ottenuto particolari riconoscimenti non possiamo dimenticarlo, in quanto “corriere” mediatico di un'epoca in cui l'immaginazione e la scienza si aprivano pubblicamente al Transumanesimo. Il termine fu coniato nel 1956 da J. Huxley, sulla scia della tradizione illuminista, immaginando scenari di emancipazione e progresso sociale. Nell'originaria utopia di Huxley è transumano “l'uomo che rimane umano, ma che trascende se stesso, realizzando le nuove potenzialità della sua natura umana, per la sua natura umana”. La definizione mutò poi negli anni Ottanta, assumendo un significato differente e orientato verso un maggiore individualismo ad opera di Max More il quale lo concepiva come “una classe di filosofie che cercano di guidarci verso una condizione postumana. Il Transumanesimo condivide molti elementi con l'Umanesimo, inclusi il rispetto per la ragione e le scienze, l'impegno per il progresso ed il dare valore all'esistenza umana (o transumana) in questa vita. […] Il Transumanesimo differisce dall'Umanesimo nel riconoscere ed anticipare i radicali cambiamenti e alterazioni sia nella natura che nelle possibilità delle nostre vite, che saranno il risultato del progresso nelle varie scienze e tecnologie[…]”.

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Autore: Elisa Ciambelli - Delos Science Fiction 111 - Data: 1 febbraio 2009

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Commenti

1 Articolo notevole e conclusioni condivisibili al 99%. Propenderei maggiormente verso una partecipazione attiva nel processo di dispiegamento della nuova frontiera, piuttosto che per la sua semplice constatazione a danze concluse. Ma in un mondo connesso a livello interstiziale e nella prospettiva (marxianamente accettabile) di un progresso evolutivo perdurante, il coinvolgimento è qualcosa che prima o poi dovrebbe comunque scattare. I miei complimenti all'autrice! X

» postato da X alle 02:01 del 01-02-2009

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