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Delos Science Fiction 111
pagine 64, b/n
copertina a colori plastificata
prezzo 6,50 euro
prezzo per i soci 5,85 euro
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Le faccende domestiche si rivelano sempre più fonte inesauribile di spunti di riflessione. Giorni fa, infatti, mentre spolveravo lo scaffale di una mia

Nel romanzo citato (delicato, struggente e per certi versi spietato), tutte queste tensioni (impersonate dal protagonista e dalla sua storia d’amore) trovano un espediente narrativo simbolico di estremo impatto, che dà spunti di riflessione oltre il libro stesso. Questo il gioco: mentre appena sposati, la casa di Colin e Chloé si arricchisce di splendore, bellezza, ricchezza, si ingrandisce addirittura in stanze e oggetti in modo direttamente proporzionale rispetto al loro amore e felicità, man mano che la giovane fanciulla peggiora in salute e la tristezza diviene unica padrona, l’appartamento faraonico inizia a restringersi, decadere, imbruttirsi, svuotarsi. La forza di questo artificio, spalmato nella trama, è notevole, immediato. Esso crea un contesto onirico, di dominanza psichica, di impatto visivo, che avvinghia tra le righe e trascina nel magmatico mutare della casa stessa. Mi piace chiamare questa tecnica magistralmente utilizzata da Vian, “entropia emotiva”. Il che non significa che riguarda soltanto il contesto emozionale dell’uomo, anzi. Non so se o quanto consapevolmente, l’autore per prima cosa ci presenta senza mezze misure l’assunto che al nostro passaggio, forieri di un nostro ego personale ed energetico, modifichiamo la realtà circostante2. Questo non vale soltanto come assunto psicologico (“sono felice, vedo tutto più luminoso” o viceversa), ma quale effetto concreto che operiamo sulla cosiddetta realtà. Anzi, non solo il nostro passare, vedere, toccare fisico fa mutare ciò che ci circonda, ma grande influenza deriva dall’energia psichica da noi emanata.
1 Boris Vian, "La schiuma dei giorni", ed. Marcos y Marcos, pagg. 272, Euro 13,50.
2 Il peggioramento della malattia di Chloé e lo sconforto generale di Colin non solo fanno abbrutire la loro casa che fino a prima del tragico evento era incantevole, ma tutto quanto circonda il protagonista pare ristrutturato, in un climax crescente, in base al disgregarsi in lui di ogni speranza, convinzione ottimistica e al venir meno del suo modus vivendi precedente.
3 Se si considerasse tale passaggio ordine-disordine (e quindi tensione ad un aumento di entropia) un "movimento" fisico che avviene a livello neurale, esso risulterebbe assoggettabile alle leggi della fisica classica, che statuiscono che il movimento produce energia. Tutti i movimenti dell'intelletto, in una sorta di cinetica del pensiero, avrebbero dunque questa peculiarità. L'energia fisica, poi, andrebbe a colpire quanto osserviamo modificandolo (quasi si generasse una sorta di radiazione energetica psichica che si scontrerebbe con altre energie e, producendo anche una certa quantità di moto, influirebbe sul "reale").
4 Ciò scaturisce dal "principio di indeterminazione di Heisenberg", che portò alla consapevolezza, non solo scientifica, che tutto è probabilità, e che l'osservatore – solo per il fatto di essere tale – in qualche modo modifica il fenomeno analizzato.
5 Le scoperte, scientifiche e non solo, il progresso stesso della specie umana, parrebbero fondati sul processo creativo che prima destruttura l'esistente e poi lo rimodella in maniera più efficace per il proprio bisogno o scopo. Non da ultimo, persino la dialettica classica si basa sostanzialmente sull'alternanza pars destruens - pars costruens.
6 Dal greco nooúmenon, "ciò che viene pensato"; indica tutto ciò che non può essere percepito sensorialmente, che è oltre il fenomeno, è la cosa in sé.
1 Il balzo mi sembra un po' azzardato, ma in generale l'idea presentata nel brano è piuttosto affascinante. Dico questo perché, in fondo, non serve muoversi per provare che la realtà è un'illusione soggetta a decostruzione. Dentro la scatola cranica, de facto, regna il buio. 7di9
» postato da 7di9 alle 18:57 del 08-02-2009