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  • www.deus.va, ovvero “La dura vita del webmaster di Dio”
  • Sosumi
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www.deus.va, ovvero “La dura vita del webmaster di Dio”

Elisabetta Vernier, cagliaritana di nascita ma residente a Milano, ha un dottorato di ricerca in Ingegneria e lavora presso una multinazionale del settore ITC. È giornalista e traduttrice, oltre che scrittrice. È una delle colonne del portale Fantascienza.com e della nostra rivista Delos.
Il racconto WWW.DEUS.VA, ovvero “La dura vita del webmaster di Dio”, che qui ripresentiamo, è quello con cui ha esordito come scrittrice ed è stato pubblicato sul numero 5 della rivista Strane Storie (Lo Stregatto Editore, 2001). Nel 2003, invece, è apparso il suo romanzo Clipart, pubblicato prima dalla Solid - e vincitore del Premio Italia 2004 - e poi riproposto dalla DelosBooks nel 2009. ClipArt è diventato anche un podcast ed Elisabetta, insieme a S* e con il nickname Eliver, ha creato anche Fantascienza.POD, il primo podcast italiano dedicato alla fantascienza letteraria, televisiva e cinematografica. Nel 2007 ha creato il Delos BookClub, il primo circolo culturale italiano in Second Life®, dedicato alla letteratura fantastica e all'arte.
Nel 2005 ha curato l'antologia Fantaiku, una collezione di più di 280 haiku d'argomento fantastico di oltre 80 autori che scrivono sulla Galleria, mentre nel 2006 - insieme ad Angelica Tintori - ha curato il saggio Stargate SG-1 (Delos Books), la guida a una delle serie televisive di maggior successo degli ultimi anni, con cui ha vinto il Premio Italia 2005 nella categoria Miglior saggio in volume.
Il suo racconto Origami è apparso nell’antologia Donne al Futuro (a cura di Emiliano Farinella, Dario Flaccovio Editore, 2005) e quello intitolato Embargo è uscito sul numero 1544 della collana Urania (Mondadori, 2009), in appendice al volume di Dario Tonani L’Algoritmo bianco.
Sosumi è il titolo del racconto che Delos ha pubblicato sul numero 116 (Luglio, 2009) ed è con molto piacere che riproponiamo anche per quest’anno un suo racconto nel’antologia estiva. Come abbiamo già detto si tratta di WWW.DEUS.VA, ovvero “La dura vita del webmaster di Dio”, un breve e sarcastico racconto in cui intuiamo che non è facile essere il webmaster di Dio, soprattutto se l’Altissimo riceve circa due milioni di messaggi al giorno e quando la concorrenza è davvero in gamba…

“Che gran miracolo, la rivoluzione informatica!”, dicono tutti.

Miracolo un accidenti! Parola di Arcibaldo, Archie per gli amici, arcangelo di seconda fascia e divino webmaster.

Da quando infatti l’Onnipotente ha deciso di mettere online il suo sito web, la mia vita immortale è diventata, con rispetto parlando, un vero Inferno. Perché quando l’Altissimo decide di fare qualcosa, vuole che sia fatta in modo eccelso e sublime come si addice alla sua Eterna Maestà.

Ma chi glielo va a dire che i tempi sono cambiati?

Egli è abituato a fare le cose in grande: schiocca le dita, “Fiat lux!” e ti crea un sole nuovo da miliardi di watt, completamente gratuito ed ecologico. Il problema è che con i computer questi metodi spicci non funzionano più: bisogna perderci ore, giorni, secoli! Ovviamente l’ingrato compito è tutto e solo mio. Meno male che almeno il tempo non mi manca.

Il buon vecchio Karol (o dovrei dire Giovanni Paolo 2.0) ci ha prestato una stanzetta in Vaticano, nell’ala meno frequentata del Palazzo, ci ha dotato di alcuni computer acquistati con le offerte dei fedeli e ha stipulato un contratto a prezzo di favore con la Telecom per una linea dedicata a fibre ottiche. È così che abbiamo cominciato.

All’inizio eravamo in tre: io, Michele e Gabriele, il “Trio Informatico” nominato dall’Altissimo.

Michele ha resistito solo per una settimana, poi ha avuto un totale crollo di nervi: ha scaraventato il fax dalla finestra e se ne è tornato in Paradiso.

Poveraccio, lo capisco… Era abituato a ben altro, lui.

La vita d’ufficio è difficile da mandar giù per chiunque, figuriamoci per uno che andava in giro ad ammazzare draghi!

Gabriele, dal canto suo, ha lavorato con me per quasi un mese poi l’ho dovuto rispedire a casa a studiare le sue amate lingue straniere. Pensate: parla tranquillamente tutte le lingue del mondo, anche quelle morte da millenni come il sanscrito, ma lo UNIX proprio non gli entrava in testa.

Che ci volete fare? Anche gli angeli hanno dei limiti.

E ora sono qui, tutto solo, a mandare avanti la baracca.

Ho una pila altissima di moduli di richiesta per un account di posta elettronica e un’infinità di progetti di Home Page personali da terminare.

Poi, magno gaudio, c’è Deus, il server.

Karol mi aveva promesso un sistemista UNIX per la configurazione di rete ma grazie alla burocrazia terrena non si è ancora visto nessuno. Io con questa macchina proprio non mi ci ritrovo: sono abituato a usare un’interfaccia grafica e questa roba testuale mi fa venire il mal di testa. Ma da quello che si dice in giro i webserver vanno tenuti su UNIX quindi me lo devo far andar bene per forza.

Spero solo che Pietro la smetta di cambiarmi la password di root una volta alla settimana, lui e le sue manie per la sicurezza! Insomma, chi vorrebbe hackerare il Sito di Dio?

Non siamo mica la Casa Bianca!

Già, il Sito, l’Opera Somma. Anche quello mi tormenta.

Il mese scorso ho preparato diverse bozze e le ho sottoposte all’attenzione dell’Onnipotente ma ancora non ha scelto quella che preferisce. Capisco che abbia cose più importanti a cui pensare ma ognuno ha i suoi problemi, no?

È comprensibile che in Paradiso tutti se la prendano terribilmente con comodo: che fretta c’è se hai l’eternità a disposizione? Non capiscono che io, relegato a lavorare qui sulla Terra, abbia delle scadenze da rispettare, stritolato nei meccanismi inarrestabili del Tempo.

Pensate che sono già due mesi che ho chiesto a Raffaele, Gran Maestro del Coro, di registrarmi i cori celesti in MP3 per la sezione FTP e ancora non mi ha mandato neppure un byte.

E le MIDI da mettere come musica in background? Niente da fare, il sintetizzatore si è rotto e nessuno vuole pagare l’assistenza. Finirà che dovrò scaricarmi la solita Ave Maria di Schubert.

E così, tra un problema e l’altro, tiro avanti.

Ogni giorno ce n’è una nuova: l’altra settimana è arrivata una piccola delegazione di Dannati che, facendo appello alla “Par Condicio”, pretendeva un giga di spazio web su Deus da utilizzare a loro piacimento.

Ovviamente li ho rimandati al Diavolo senza neppure discutere. Ho infatti scoperto che quegli sfacciati hanno già messo su un sito enorme su Geocities (http://www.geocities.com/Hell) e devo ammettere, seppur a malincuore, che il loro webdesigner infernale se la cava davvero bene con le pagine multimediali. Hanno collezionato milioni di accessi in un mese con le loro Tentazioni Infernali on line, accidenti a loro!

Non voglio pensare a cosa succederà là sotto quando arriverà anche Bill. Perché ci arriverà, prima o poi: tutti sanno che ha venduto l’anima al Diavolo per diventare l’uomo più ricco del mondo prima dei cinquant’anni. Che ci provino pure i suoi avvocati a negare tutto come al solito! Abbiamo i filmati in 8mm dei suoi incontri con il Principe delle Tenebre in persona, depositati in triplice copia presso tre diversi notai svizzeri. Quel furbo non può certo sperare di ricomprarsi l’anima barattandola con 30000 licenze di Windows XP!

pagina 1 di 2 - continua
Autore: Elisabetta Vernier - Delos Science Fiction 126 - Data: 4 luglio 2010

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