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Il plasma rallentava gli atomi. Quella era stata la scoperta. Così bastò diminuirne la densità, e l’immagine sugli schermi scomparve contemporaneamente allo spegnimento della TV.Ma quel qualcuno, oggi l’uomo più ricco della Terra, si chiese: cosa succede se aumento la densità del plasma?Aveva fatto in quel momento la scoperta del secolo. Anzi, del millennio.Il giardino posteriore aveva una piccola piscina protetta da uno strato di lentoplasma, alcuni giochi per bambini che non erano stati mai usati e probabilmente erano lì dall’acquisto dell’edificio, e una statua. Rimase di sasso, erano secoli che non vedeva una statua al di fuori da un museo. Era la classica Venere di Milo. Si avvicinò, la toccò. La sensazione di freddo gli indicò che era pietra. Che razza di persona poteva acquistare un falso perfetto come quello? Immagazzinò l’informazione e andò avanti.
Una finestra al plasma, detta a memoria fotonica, poteva rallentare la corsa degli ioni in base al suo spessore e alla sua densità. Con tre millimetri si ottenevano dodici ore di ritardo, con tre centimetri il ritardo diveniva esponenziale, ben di sei mesi. E in quel modo, in una sola botta, era stato risolto il problema energetico.
Il prato in erba era accuratamente rasato, ogni cosa era pulita e al suo posto. Un perfezionista, non c’erano dubbi. I grandi schermi laterali erano perfettamente puliti, sino a luccicare e sui tavoli si sarebbe potuto mangiare anche senza piatti.
— D’accordo, amico mio — disse a voce alta riferendosi al proprietario di quell’abitazione e dimenticando di aver inserito il laringofono, — cominciamo a intenderci. Non mi piaci molto. Quando la pulizia diventa ossessione nasconde qualche problema patologico, ma non voglio avere preconcetti con te, almeno sino a quando non entrerò in casa.
— Parla con me? — L’ispettore, nonostante il fatto che fosse magrissimo, aveva un respiro affannoso che disturbava la ricezione.
— No, mi scusi.
Una finestra al plasma con sei-otto ore di ritardo lasciava passare i raggi del sole soltanto dopo quel lasso di tempo e quindi si illuminava al tramonto, dando alla casa tutta la luce che aveva immagazzinato durante il giorno. La si poteva oscurare con semplici scuri tradizionali per dormire al buio senza sprecare energia di alcun tipo.
Una finestra termofona di diciotto millimetri circa restituiva alla casa a dicembre il calore accumulato in agosto. Niente più lampade notturne accese, niente più spese per l’illuminazione, il riscaldamento e la di refrigerazione, visto che quelle stesse finestre restituivano a giugno il freddo accumulato a febbraio. Tutto gratis. Dono della natura e dell’ingegno umano.
Niente più petrolio, niente più uranio, niente più carbone. La legna da ardere era soltanto uno sfizio non tanto benvisto.
Nelle gigantesche fabbriche di energia, grossi scambiatori al plasma di diverso spessore creavano variazioni termiche in grado di far muovere turbine elicoidali e produrre quella elettricità necessaria per gli impianti di qualsiasi tipo.
Fine dell’egemonia dei petrolieri e bancarotta degli Stati che avevano fondato tutta la loro economia sul petrolio e sulla radioattività. Una bancarotta indolore, visto che il plasma era facilmente realizzabile. Non più ricchezza sfrenata, ma da mangiare per tutti. Era un sogno divenuto realtà.
Ottavio emise un sospiro. Quei pensieri avevano una ragione, doveva cercare di sgombrare le mente da ogni falsa impressione e infondato timore, quelle banalità erano efficaci.
Quando si sentì pronto, si decise. Aprì la porta sul retro ed entrò.
2 Mi mancava solo questo per finire questo Delos. Bel racconto. Una specie di museo delle cere virtuale.
» postato da Otrebla alle 17:37 del 30-07-2008
3 Molto bello e originale nell'idea delle finestre,un giallo addolcito dalla sensibilità tecnomedianica del protagonista
» postato da joe falchetto alle 19:08 del 12-01-2009
4 tengo a segnalare che l'idea delle finestre "attive" è stata sviluppata in un racconto americano (pubblicato su Urania) che risale a oltre 25 anni fa. purtroppo non ricordo nè titolo nè autore, ma il contenuto sì, perchè all'epoca mi aveva colpito. mi piecerebbe poterlo ritrovare ! roberto robscova@gmail.com
» postato da robo alle 15:07 del 17-02-2009
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1 Fantastico! Idea meravigliosa. Che dire, sarebbe bello ricavare così l'energia! Alla faccia del nucleare e merdate simili. Mi ricorda un romanzo letto su Urania: in cui l'umanità aveva trovato un'energia infinita, ma aveva delle pericolose ricadute, infatti, si usciva con delle protezioni in piombo. Poi un nativo americano modificando le antenne di un'auto, permetteva di scoprire che si poteva catturare l'energia provniente dall'altra dimensione. Il protagonista si chiamava Waldo. Il racconto di Donato Altomare è stimolante, e dire che non ho finito di leggerlo. Ma pubblicandolo così su internet è possibile poi copiarlo su disco. O no?
» postato da rita71 alle 12:14 del 17-07-2008