Robot 52: quando l'informatica entra nella fantascienza

Arriva il nuovo numero di Robot, con racconti di Charles Stross e Cory Doctorow e interviste con Frederik Pohl e Ridley Scott. Che parla dei venticinque anni di Blade Runner

La copertina di Robot 52 è di John Picacio, uno dei più acclamati artisti americani dell'ultima generazione

Tra informatica e fantascienza c'è sempre stato un rapporto strano. E' vero, per esempio, che la fantascienza ha compreso molto tardi l'impatto che avrebbe avuto l'informatica sulla nostra civiltà. E' anche vero però che tra chi lavora nel campo dell'informatica gli appassionati di fantascienza sono una percentuale decisamente alta.

E' anche vero che oggi, soprattutto grazie a un gruppo di nuovi autori, da Vernor Vinge a Greg Egan a Robert J. Sawyer, l'informatica sta conquistando spazi interessanti. In particolare con la teoria della singolarità, che in fondo si può dire che nasca da una legge dell'informatica, la legge di Moore.

Gordon Moore, uno dei fondatori di Intel, nel 1965 predisse che le prestazioni dei processori sarebbero raddoppiate ogni 12 mesi. Questa evoluzione della capacità di calcolo dà luogo a una crescita geometrice della potenza dei computer. A un certo punto, questo porterà alla nascita dell'intelligenza artificiale autocosciente, la cui crescita a velocità esponenziale a un certo punto non sarà più controllabile. L'intelligenza artificiale assorbirà ogni dispositivo di calcolo, artificiale o biologico, esseri umani compresi, e diventerà qualcosa di inconcepibile, dotato di intelligenza infinita e potenza infinita.

Se vogliamo, questo mostro informatico così ben descritto oggi soprattutto da Charles Stross, nel romanzo Accelerando ma anche nel racconto pubblicato su Robot numero 52, Anticorpi, finalista al premio Theodore Sturgeon, era già stato anticipato nel 1954 dal racconto di Fredric Brown La risposta, nel quale dopo aver costruito il più grande computer della galassia lo scienziato lo accendeva e poneva la prima domanda: Dio esiste? e il computer rispondeva: adesso sì...

 

Ma c'è anche un'altra faccia dell'informatica, quella degli idealisti, quella della filosofia del free software, dell'open source, della Libera Repubblica del Cyberspazio. Quella dei sistemisti, dei geek senza speranza che chiamano il loro figlio 2.0, che vivono nell'ombra e nell'atmosfera controllata dei centri di calcolo, e che nessuno nota, almeno finché le sorti del mondo non si trovano sulle loro spalle. E' quello che accade nel bellissimo, brillante e insieme commovente racconto Quando i sistemisti domineranno la Terra, premio Locus 2007 di Cory Doctorow, guru della blogosfera e profeta dei creative commons.

In dimensione più vicina a noi i computer sono anche nel racconto del grande scrittore italiano, per una volta prestato alla fantascienza, Ezio Fileno Carabba. Una dimensione molto italiana, che condivide con altri due racconti di questo numero, firmati da Paolo Aresi e dal pioniere del giornalismo scientifico e dell'astronautica Cesare Falessi, uno dei padri della fantascienza in Italia.

 

Questo numero ospita anche due importanti interviste: una con Frederik Pohl, grande personaggio dai risvolti inaspettati, che nella vita è stato fan, direttore di riviste e di collane, e grande scrittore. Ha attraversato la storia della fantascienza dall'Età d'Oro agli ultimi anni, sempre da protagonista.

L'altra intervista è con Ridley Scott, il grande registe che con Blade Runner ha dato un'impronta al cinema dell'ultimo quarto di secolo. E l'intervista è proprio per parlare di questo film, della nuova versione e del cofanetto celebrativo in arrivo, chiedendosi come mai un'opera cinematografica quasi ignorata all'epoca della sua uscita possa aver avuto un impatto così forte sull'intero genere.

 

Tanti altri i temi trattati nel numero autunnale della rivista diretta da Vittorio Curtoni: la grande epopea della Civil War che sta devastando il mondo Marvel, il telefilm di culto Firefly, il videogioco tratto dai romanzi fantasy di uno scrittore polacco, The Witcher, la primavera della fantascienza in Germania, con l'avvento di un'intera generazione di nuovi autori di successo, e la storia scientifica di Marte e dei sogni che ha ispirato nei terrestri. E poi una curiosa scoperta, documentata nella sezione dedicata al fandom.

Robot numero 52 è disponibile sul Delos Store all'indirizzo www.delosstore.it/robot/ e sarà disponibile a breve in selezionate librerie e fumetterie. 9,90 euro per 192 pagine tutte da leggere.

Autore: S* - Data: 19 ottobre 2007

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Commenti

1 Ciao, aspetterò questo numero di Robot in trepida attesa come gli altri! Luca

» postato da pelrouge alle 09:39 del 19-10-2007

2 copertina spettacolare! Un salutone da Simone Conti :lol:

» postato da simone conti alle 12:44 del 19-10-2007

3 Solo un'annotazione un pò saccente. Sul sito della Intel si dice che la legge di Moore prevede il raddoppio CIRCA OGNI 2 ANNI: "In 1965, Intel co-founder Gordon Moore saw the future. His prediction, now popularly known as Moore's Law, states that the number of transistors on a chip doubles about every two years. This observation about silicon integration, made a reality by Intel, the world's largest silicon supplier, has fueled the worldwide technology revolution." Saluti

» postato da Elvio Perentin alle 14:24 del 19-10-2007

4 a me risulta ogni 18 mesi...

» postato da Andrea Pagani alle 14:37 del 19-10-2007

5 La formulazione originale, quella fatta da Moore nel 1965 come detto nell'articolo, era di 12 mesi. In seguito la "legge" è stata formalizza in 18 mesi. Da parte sua Moore nel 1975 ha detto che la misura esatta era due anni. C'è però una differenza: Moore parla di raddoppio della complessità dei componenti elettronici, mentre la "legge di Moore" è comunemente nota come raddoppiamento della performance dei componenti. S*

» postato da S* alle 14:43 del 19-10-2007

6 Ogni 2 anni si avvia un processo tecnologico nuovo, in modo da preservare proprio la crescita lineare della densità dei componenti (o, equivalentemente, la diminuzione di dimensioni dei componenti stessi). :wink: A titolo di curiosità, va detto che per quanto riguarda i gate dei MOS, la legge di Moore (che in ogni caso è empirica) viene addirittura superata. Che sia colpa della singolarità tecnologica? 8)

» postato da Roberto Furlani alle 22:41 del 19-10-2007

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