Ray Bradbury un libertario? Tutto un equivoco

Delusione per intere generazioni cresciute nel mito di Fahrenehit 451. La condanna non era per i regimi che bruciano i libri, ma per la superficialità della tv. Lo ha voluto precisare lo stesso Bradbury

Ray bradbury

Sul numero di febbraio del 1951 di Galaxy uscì un romanzo breve di un autore allora già abbastanza noto, Ray Bradbury. La novella si intitolava The Fireman ("Il pompiere"). Un paio d'anni più tardi, Bradbury la allungò trasformandola in un romanzo, che intitolò Fahrenheit 451. In Italia il librò arrivò nel 1956 nella traduzione (di qualità tutt'altro che eccelsa e tutt'ora utizzata nelle riedizioni del libro) di Giorgio Monicelli, col titolo Gli anni della fenice. Nelle edizioni successive fu ripristinato anche in Italia il titolo originale.

 

La trama del libro è nota a tutti, anche grazie al film che ne trasse François Truffaut nel 1966. In un futuro non troppo lontano il ruolo dei pompieri è cambiato: non è più quello di spegnere gli incendi, ma quello di bruciare i libri, che vengono visti come pericolosi per l'ordine pubblico.

Questa immagine fortissima è stata per decenni una sorta di manifesto della fantascienza libertaria; per quanto il messaggio non fosse focalizzato su un bersaglio politico preciso, o forse proprio per questo motivo, divenne una sorta di condanna dell'oscurantismo e della censura che sono caratteristiche delle dittature. Dove non c'è democrazia non ci può essere neppure la cultura, perché se c'è la cultura, la conoscenza, la dittatura non può sopravvivere, perché la forza di una dittatura è costuita sull'ignoranza. Le immagini del film di Truffaut si mescolavano nell'immaginario popolare con le scene di roghi di libri durante il nazismo.

 


Un omaggio a Ray Bradbury. Decisamente fuori luogo.
Da una simile icona del liberalismo sembrarono già stonate, qualche anno fa, le minacce e gli insulti indirizzati da Bradbury contro Michael Moore, reo di aver intitolato il suo documentario su Bush e l'11 settembre Fahrenheit 9/11. Ma d'altra parte la vicinanza di Bradbury a Bush era apparsa ancora più evidente qualche tempo dopo quando circolò la foto dell'autore insieme al presidente americano. Un presidente che non sarà certo ricordato per il suo contributo alla democrazia, ai diritti civili e alla libertà di informazione.

 

In questi giorni, dopo aver ricevuto una menzione d'onore dal Premio Pulitzer, Bradbury ha deciso di dare il colpo definitivo e spazzare via del tutto l'equivoco, rendendo noto, in un'intervista al Los Angeles Times, che il suo scopo nello scrivere Fahrenheit 451 non era affatto quello di condannare la censura governativa, né tantomeno il senatore McCarthy,che all'epoca stava dando agli Stati Uniti una delle pagine più nere della democrazia americana.

Il libro era invece, ha specificato Bradbury, una critica della televisione, colpevole di distruggere l'interesse nella lettura.


Bradbury con Bush e signora
“La televisione ti dice quando ha vissuto Napoleone, ma non chi era” ha detto Bradbury, condensando in una sola parola quello che secondo lui è capace di trasmettere la tv: “fattoidi.” E lo ha detto, specifica il giornalista, con alle spalle un enorme televisore al plasma sintonizzato su Fox News, senza sonoro, e con la striscia di "fattoidi" che scorreva sul fondo dello schermo.

“Ti riempiono con un sacco di roba priva di vera informazione" ha aggiunto Bradbury, "finché non ti senti pieno."

Bradbury ha anche ammesso di irritarsi quando la gente gli spiega cosa significa Fahrenheit 451, e che una volta ha abbandonato una lezione perché gli studenti insistevano sul fatto che il romanzo parlava della censura. Ora ha pubblicato sul suo sito un video clip in cui affronta questo argomento: il video è visibile alla pagina www.raybradbury.com/at_home_clips.html.

 

Anche nell'intervista realizzata da Paolo Aresi e che compare nel numero 51 di Robot, in uscita nei prossimi giorni, Bradbury non fa alcun cenno di motivazioni politiche o ideologiche.

"L’idea si sviluppò quando sentii di come Hitler avesse cominciato a bruciare i libri nelle strade di Berlino. Ma anche prima di questo episodio, sapevo ad esempio del grande incendio in cui bruciò la biblioteca di Alessandria d’Egitto, cinquemila anni fa". Il punto quindi non era tanto la condanna dei nazisti che bruciavano i libri, ma la perdita dei libri stessi. "I libri e le biblioteche sono davvero una parte importante della mia vita, perciò l’idea di scrivere Fahrenheit 451 è stata naturale. Io sono una persona nata per vivere nelle biblioteche."

Non resta che riconoscere a Bradbury una certa lungimiranza per aver visto il pericolo rappresentato dalla tv già solo un anno dopo la sua comparsa (risalgono al 1949 le prime trasmissioni della NBC). Un tema certamente attuale e di grande importanza, anche se probabilmente stiamo già vivendo la decadenza della televisione generalista come siamo stati abituati a subirla nel ventesimo secolo.

Ma allora come mai non si riesce a togliersi di dosso questo forte senso di delusione?

Autore: S* - Data: 6 giugno 2007 - Fonte: Los Angeles Times

Vota questo articolo

Voti dei lettori

1 voti ricevuti

Il tuo voto

seleziona il voto e clicca


Commenti

1 Mah, poi alla fine i libri vivono di vita propria, come i figli rispetto ai genitori. Fahrenheit 451 restera' quello che e' e a significare quello che ha sempre significato indipendentemente da quel che ne dice Bradbury. Se non è stato capace di comunicare quel che voleva, peggio per lui! (E anche per Bush)

» postato da Selene Verri alle 07:03 del 06-06-2007

2 «Mah, poi alla fine i libri vivono di vita propria, come i figli rispetto ai genitori. Fahrenheit 451 restera' quello che e' e a significare quello che ha sempre significato indipendentemente da quel che ne dice Bradbury. Se non è stato capace di comunicare quel che voleva, peggio per lui! (E anche per Bush)» Questo è vero, in ogni caso queste dichiarazioni di Bradbury non raggiungeranno che una minima parte dei lettori del libro. Certo che la figura di Bradbury ne esce abbastanza diversa. Da difensore della libertà della conoscenza a topo di biblioteca che non è interessato ai libri per quello che rappresentano ma come semplici oggetti da salvaguardare. Del resto, la fine del romanzo vede esseri umani che praticamente annullano se stessi per imparare dai libri nel modo meno intelligente possibile: la pura memorizzazione. Mah, sono un po' perplesso. S*

» postato da S* alle 08:14 del 06-06-2007

3 «Da difensore della libertà della conoscenza a topo di biblioteca che non è interessato ai libri per quello che rappresentano ma come semplici oggetti da salvaguardare.» Da salvaguardare per la loro importanza e per il loro spessore, però. Altrimenti sarebbero da salvaguardare anche i "fattoidi" della tv. Il suo pensiero mi pare abbastanza chiaro ed onesto. Non mi è mai piaciuto particolarmente il romanzo, ma francamente, adesso che so che è nato senza velleità politiche, e solo dall'amore per i libri, apprezzo l'intento molto di più. Mai amato la politica nella fantascienza. Anzi, mai amato la politica, punto. 8)

» postato da Il_Console alle 08:44 del 06-06-2007

4 «Questo è vero, in ogni caso queste dichiarazioni di Bradbury non raggiungeranno che una minima parte dei lettori del libro.» Beh, beato chi non le leggerà... «Certo che la figura di Bradbury ne esce abbastanza diversa. Da difensore della libertà della conoscenza a topo di biblioteca che non è interessato ai libri per quello che rappresentano ma come semplici oggetti da salvaguardare.» Oggettivamente è così. Qualche segnale di questa sua attitudine, dopotutto, strisciava già sottopelle di alcune altre sue opere, come Il popolo dell'autunno (con il padre di uno dei due protagonisti, custode di biblioteca, che dal suo eremo assisteva - con distacco - alle peripezie del figlio). «Del resto, la fine del romanzo vede esseri umani che praticamente annullano se stessi per imparare dai libri nel modo meno intelligente possibile: la pura memorizzazione. » Io l'avevo invece sempre interpretato come una rielaborazione (i protagonisti memorizzavano le trame, e dunque il messaggio, scindendo il contenuto dalla forma). Insomma, un continuo progesso di rigenerazione della conoscenza. In virtù di questo, l'ultima uscita di Bradbury mi risulta ancora più triste e infelice... «Mah, sono un po' perplesso.» A chi lo dici... :? X

» postato da X alle 08:48 del 06-06-2007

5 «Io l'avevo invece sempre interpretato come una rielaborazione (i protagonisti memorizzavano le trame, e dunque il messaggio, scindendo il contenuto dalla forma). Insomma, un continuo progesso di rigenerazione della conoscenza.» Dici? Dovrei rileggere il libro, mi ricordo il film in cui ci sono questi che ciondolano in giro recitando a memoria i libri di cui sono "custodi". S*

» postato da S* alle 08:58 del 06-06-2007

6 ...il bisogno di specificare questo punto da parte di Bradbury è solo un finto gossip valido per chi non ha letto bene il suo libro. Evidentemente! Si capisce da subito che l'obiettivo è la televisione (vedi i rapporti difficili tra Montag e la moglie che è, appunto, totalmente presa dagli schermi che ha in casa...stupenda profezia dei "reality show" che ogni giorno c'ammorbano con la loro inutilità) ed è anche un monito per quei cretini pseudoesperti di fantascienza che stanno incollati davanti ai telefilm sci-fi delle tv satellitari e contribuiscono a "bruciare" idealmente quel meraviglioso mezzo che è il libro! E' facile dare ragione a Bradbury, ma più difficile è vivere come gli "uomini-libro"... Chi ne è capace?

» postato da Olindo De Pretto alle 09:02 del 06-06-2007

7 « Certo che la figura di Bradbury ne esce abbastanza diversa. Da difensore della libertà della conoscenza a topo di biblioteca che non è interessato ai libri per quello che rappresentano ma come semplici oggetti da salvaguardare. S*» Ricordi la fine che fa Burgess Meredith in quel famoso episodio de 'Ai confini della realtà' ? Sarebbe un buon contrappasso per il buon Ray... Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 09:06 del 06-06-2007

8 «Dici? Dovrei rileggere il libro, mi ricordo il film in cui ci sono questi che ciondolano in giro recitando a memoria i libri di cui sono "custodi".» Questo è quello che io ricordo. Magari sono stato io a reinterpretare il senso del romanzo... :?: X

» postato da X alle 09:06 del 06-06-2007

9 «ed è anche un monito per quei cretini pseudoesperti di fantascienza che stanno incollati davanti ai telefilm sci-fi delle tv satellitari e contribuiscono a "bruciare" idealmente quel meraviglioso mezzo che è il libro! E' facile dare ragione a Bradbury, ma più difficile è vivere come gli "uomini-libro"... Chi ne è capace?» E chi vuole farlo? Chi idolatra i libri in quanto tali, scusa, ma non ha capito nulla di cosa sono i libri. La cosa importante non sono le pagine, è il contenuto delle pagine. Sono le idee che ci sono scritte sopra. E le idee sono idee, che siano trasmesse sulla carta, attraverso un satellite televisivo, un fumetto o una rete di computer. Comunque in generale da chi da del cretino tanto facilmente non ci si aspetta una grande profondità di pensiero. S*

» postato da S* alle 09:11 del 06-06-2007

10 « Del resto, la fine del romanzo vede esseri umani che praticamente annullano se stessi per imparare dai libri nel modo meno intelligente possibile: la pura memorizzazione. Mah, sono un po' perplesso. S*»Nel caso specifico, non intenderei l'apprendimento quale fine della memorizzazione da parte dei memorizzatori; l'intento mi appare la conservazione. Conservazione magari in vista dell'apprendimento, rielaborazione e studio da parte delle generazioni future; o di chi vorrà e così potrà avere a disposizione quei testi. Quegli uomini sono l'unica biblioteca possibile del mondo, e l'uso che si fa di una biblioteca dipende poi dall'utilizzatore; ovviamente, una biblioteca deve esserci per poter essere utilizzata. V.

» postato da Juan Galvez alle 09:11 del 06-06-2007

11 « Ricordi la fine che fa Burgess Meredith in quel famoso episodio de 'Ai confini della realtà' ? Sarebbe un buon contrappasso per il buon Ray...» davvero!! Probabilmente lui sarebbe contento di vedere che, anche se c'è quel dettaglio che tutti gli esseri umani sono morti, i suoi amati libri sono sopravvissuti. S*

» postato da S* alle 09:13 del 06-06-2007

12 «Nel caso specifico, non intenderei l'apprendimento quale fine della memorizzazione da parte dei memorizzatori; l'intento mi appare la conservazione. Conservazione magari in vista dell'apprendimento, rielaborazione e studio da parte delle generazioni future; o di chi vorrà e così potrà avere a disposizione quei testi. Quegli uomini sono l'unica biblioteca possibile del mondo, e l'uso che si fa di una biblioteca dipende poi dall'utilizzatore; ovviamente, una biblioteca deve esserci per poter essere utilizzata.» Certo Juan, l'idea di Bradbury era questa. Tuttavia la scena è fortemente simbolica, e in modo certamente non voluto coscientemente - ma non casuale - secondo me il messaggio secondario che ne deriva è proprio il culto del libro per se stesso, più che della cultura e della conoscenza che esso trasmette. S* (X, ho riletto il brano, e dice chiaramente che il loro scopo è ricordare l'opera letta perfettamente per mantenerla intatta)

» postato da S* alle 09:27 del 06-06-2007

13 Mah!!!! un romanzo (che io amo moltissimo) contro il sistema televiso, nel 1951? ovvero quando questo mezzo televisivo era praticamente ai primordi anche negli USA, mi sembra francamente una forzatura. saludos

» postato da jetscrander alle 09:43 del 06-06-2007

14 «(X, ho riletto il brano, e dice chiaramente che il loro scopo è ricordare l'opera letta perfettamente per mantenerla intatta)» Hmm... allora anche la notizia mi risulta un po' meno amara: non mi resta che concludere che avevo già idealizzato il romanzo nel ricordo, e probabilmente non avrebbe retto a una rilettura... :wink: Ciao! X

» postato da X alle 09:44 del 06-06-2007

15 ««Nel caso specifico, non intenderei l'apprendimento quale fine della memorizzazione da parte dei memorizzatori; l'intento mi appare la conservazione. Conservazione magari in vista dell'apprendimento, rielaborazione e studio da parte delle generazioni future; o di chi vorrà e così potrà avere a disposizione quei testi. Quegli uomini sono l'unica biblioteca possibile del mondo, e l'uso che si fa di una biblioteca dipende poi dall'utilizzatore; ovviamente, una biblioteca deve esserci per poter essere utilizzata.» Certo Juan, l'idea di Bradbury era questa. Tuttavia la scena è fortemente simbolica, e in modo certamente non voluto coscientemente - ma non casuale - secondo me il messaggio secondario che ne deriva è proprio il culto del libro per se stesso, più che della cultura e della conoscenza che esso trasmette. S* »Sono d'accordo; il che è perfettamente in linea con un Bradbury conservatore. Tuttavia, senza conservazione della cultura e della conoscenza acquisite non può esservi progresso; nel senso, ovviamente, che bisognerà prima ritrovare la cultura e le conoscenze perdute, come è accaduto con il collasso della società ellenistica, evento che si è snodato per alcuni secoli, ma per sanare il quale abbiamo impiegato oltre un millennio. V. V.

» postato da Juan Galvez alle 09:46 del 06-06-2007

16 «Mah!!!! un romanzo (che io amo moltissimo) contro il sistema televiso, nel 1951? ovvero quando questo mezzo televisivo era praticamente ai primordi anche negli USA, mi sembra francamente una forzatura.» Quell'aspetto è comunque presente nel libro, questo è innegabile. Bradbury lancia un monito contro la spersonalizzazione operata dalla TV e i possibili effetti deleteri di un abuso del mezzo televisivo (l'incomunicabilità, la virtualizzazione del reale e la disintegrazione dei rapporti personali). E questa è la capacità anticipatrice della SF. Ma su questo finisce comunque per predominare l'immagine dei roghi di libri che, magari indirettamente (io ricordo solo una foto sul libro di storia del liceo e la scena dei Predatori dell'Arca perduta, nessuna documentazione visiva diretta dell'evento), ognuno di noi associa alla follia totalitaria del nazismo. E questa è la forza trasfiguratrice della SF... :wink: Ciao! X

» postato da X alle 09:47 del 06-06-2007

17 Non voglio certo sostenere le tesi di Ray (anzi, mi chiedo... perché non le ha messe in chiaro molto tempo fà ? In altre epoche, meno reazionarie, forse gli faceva comodo altrimenti...), tuttavia una lancia devo spezzarla. In USA la tv trasmetteva regolarmente dal 1946, e nel 1951 era già un fenomeno di massa, ma... in Inghilterra la BBC trasmetteva regolarmente dal 1939 ! E, udite, udite... per chi non lo sapesse, la Germania nazista aveva una regolare programmazione televisiva dal 1935 !!! Chiaramente erano pochi privilegiati, e pochi ambienti pubblici, ad usufruirne, ma... la tv esisteva. Non è strano che qualcuno, magari un pò 'all'antica' pur se lucido, ne abbia intuito (e moltiplicato) il pericolo già nel 1951. Curiosità: la tv italiana era già in avanzata fase di sperimentazione nel 1936. Senza la sciagurata seconda guerra mondiale avremmo visto il DUCE (ehm...) in tv dal 1940 o 1941... Strano come certe tecnologie ci sembrino più recenti di quel che in effetti sono. Ne convenite ? Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 10:19 del 06-06-2007

18 «E, udite, udite... per chi non lo sapesse, la Germania nazista aveva una regolare programmazione televisiva dal 1935 !!! Chiaramente erano pochi privilegiati, e pochi ambienti pubblici, ad usufruirne, ma... la tv esisteva. Strano come certe tecnologie ci sembrino più recenti di quel che in effetti sono. Ne convenite ? » A questo proposito, ecco quello che scrive Ricciardiello nel suo Ai margini del caos (1997): «-- Goebbels è il sintomo della crisi definitiva di una percezione lineare, visiva del mondo. La radio è invece il trionfo della percezione acustica, elettrica, il Lebensraum del nazionalsocialismo. E' il mondo nuovo, la crisi catartica della modernità. La percezione del mondo è sconvolta. Vic finisce il caffè. -- Vuoi dire che la potenza del fascismo radiofonico di Goebbels è tale da nascondere il fatto che la Guerra non è stata vinta dagli Alleati? -- Voglio dire che la vittoria dei sovietici ha significato la continuazione della percezione sequenziale della realtà. Gerarchia, alfabeto, cronologia: il predominio dell'emisfero sinistro del cervello. Al contrario, l'arte e l'immaginario collettivo alla fine del XX secolo sono ormai dominati dalla comunicazione elettrica dei mass media: prospettica, non lineare. Questo introduce una sorta di schizofrenia nell'individuo. La Guerra non è stata la fine del mondo moderno, è stata al contrario l'inizio del Brave New World, il Mondo Nuovo postmoderno. Il fascismo di Hollywood e il fascismo di Hitler stanno proseguendo la lotta contro la modernità tramite la Guerra dei mass-media. » E' innegabile che gran parte della suggestione esercitata dal nazismo sulle masse sia stata operata attraverso il mezzo di comunicazione di massa per eccellenza (per quell'epoca), ovvero la diffusione radiofonica. Probabilmente Hitler non avrebbe riscosso lo stesso successo se la sua immagine minuta e il suo sguardo febbrile avessero "televisivamente" predominato sulla capacità di penetrazione della sua voce. Anche partendo da questo spunto, se vogliamo, riusciamo ancora ad apprezzare la lucidità di Bradbury (il Bradbury dell'epoca... :twisted: ) nella sua analisi dei media... Scusate la divagazione. X

» postato da X alle 10:35 del 06-06-2007

19 «Mah!!!! un romanzo (che io amo moltissimo) contro il sistema televiso, nel 1951? ovvero quando questo mezzo televisivo era praticamente ai primordi anche negli USA, mi sembra francamente una forzatura.» Be', l'ha detto lui. Comunque, nell'intervista su Robot spiega che già si era fatto quest'idea col mondo della radio. S*

» postato da S* alle 10:43 del 06-06-2007

20 «Sono d'accordo; il che è perfettamente in linea con un Bradbury conservatore. Tuttavia, senza conservazione della cultura e della conoscenza acquisite non può esservi progresso; nel senso, ovviamente, che bisognerà prima ritrovare la cultura e le conoscenze perdute, come è accaduto con il collasso della società ellenistica, evento che si è snodato per alcuni secoli, ma per sanare il quale abbiamo impiegato oltre un millennio.» Su questo si potrebbe discutere molto. La conservazione della cultura greca e romana nel mondo occidentale è stata un compito che si è presa la Chiesa, col risultato che per secoli non c'è stata la possibilità di alcun avanzamento rispetto ad essa, che era considerata sacra. E non dimentichiamo che la Chiesa ha ovviamente salvaguardato solo la cultura greca e romana che le faceva comodo; molta parte della cultura greca, incluso un bel po' di Aristotele che pure era il filosofo preferito dalla Chiesa, ci è arrivata solo in seguito grazie agli arabi. S*

» postato da S* alle 10:46 del 06-06-2007

21 ««Sono d'accordo; il che è perfettamente in linea con un Bradbury conservatore. Tuttavia, senza conservazione della cultura e della conoscenza acquisite non può esservi progresso; nel senso, ovviamente, che bisognerà prima ritrovare la cultura e le conoscenze perdute, come è accaduto con il collasso della società ellenistica, evento che si è snodato per alcuni secoli, ma per sanare il quale abbiamo impiegato oltre un millennio.» Su questo si potrebbe discutere molto. La conservazione della cultura greca e romana nel mondo occidentale è stata un compito che si è presa la Chiesa, col risultato che per secoli non c'è stata la possibilità di alcun avanzamento rispetto ad essa, che era considerata sacra. E non dimentichiamo che la Chiesa ha ovviamente salvaguardato solo la cultura greca e romana che le faceva comodo; molta parte della cultura greca, incluso un bel po' di Aristotele che pure era il filosofo preferito dalla Chiesa, ci è arrivata solo in seguito grazie agli arabi. S*»E' esattamente quel che intendevo: la cultura ellenistica NON è stata conservata, se non in piccola parte, e male: Aristotele nel III secolo a.C. era un pensatore sostanzialmente sorpassato. Tra alti e bassi, il processo di decadenza andò avanti dal II secolo a.C., fino al collasso del V d.C.; il recupero delle conoscenze perdute iniziò timidamente nel XIII, per subire un'accelerazione a partire dal XVI/XVII secolo, ma non è stato prima della fine del XIX/inizio del XX secolo che si è potuto dire di aver recuperato tutto (e ovviamente in alcuni campi si era andati avanti, per fortuna). V.

» postato da Juan Galvez alle 11:11 del 06-06-2007

22 Strumentalizzazione politica della letteratura. Ma volete finirla? Il libro è e rimane un capolavoro. Come ogni opera, come OGNI OPERA, questa, appena compiuta, diventa un'altra cosa, l'autore ne perde proprietà ed il lettore se ne appropria: chiunque voglia vedergli una qualunque cosa, sia libero di farlo! La letteratura non deve essere manipolata per fini politici. SMETTETELA!

» postato da Alberto alle 12:23 del 06-06-2007

23 paragonare Moore a Bradbury è come paragonare i disegni di mia nonna a Leonardo Da Vinci. Ha fatto bene Bradbury a prendere le distanza da quell'opera di propaganza fatta da Moore, il quale voleva solo approfittare di una notorietà che non gli appartiene. Bradbury fascista, Clarke pedofilo in Sri Lanka, Ballard ignavo non schierato, non si può continuare con questo sproloquio.... Invece di creare dei miti che poi non rispondono alle Vs. basse aspettative, rileggete i loro libri, che sono dei capolavori. La fantascienza non è di sinistra nè di destra e persino il grande Dick vi prenderebbe a calci nel sedere. Se a Ray piace Bush, mettetevi l'anima in pace. In ogni caso 1984 di Orwell, con la tele che non si può spegnere e che addirittura ti spia, è del 1948! Voi siete dei fattoidi!

» postato da Roberto Forchetti alle 12:25 del 06-06-2007

24 ...dei fattoidi? Mario ma che dici?

» postato da katy alle 12:39 del 06-06-2007

25 L'OSPITE è ovviamente lo stesso. Mera provocazione. Chi vuol dire qualcosa QUI si registri ed esprima. Avrà visto che c'é posto per tutti. Anche per gli assolutisti. Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 12:58 del 06-06-2007

26 «paragonare Moore a Bradbury è come paragonare i disegni di mia nonna a Leonardo Da Vinci. Ha fatto bene Bradbury a prendere le distanza da quell'opera di propaganza fatta da Moore, il quale voleva solo approfittare di una notorietà che non gli appartiene. Bradbury fascista, Clarke pedofilo in Sri Lanka, Ballard ignavo non schierato, non si può continuare con questo sproloquio.... Invece di creare dei miti che poi non rispondono alle Vs. basse aspettative, rileggete i loro libri, che sono dei capolavori. La fantascienza non è di sinistra nè di destra e persino il grande Dick vi prenderebbe a calci nel sedere. Se a Ray piace Bush, mettetevi l'anima in pace. In ogni caso 1984 di Orwell, con la tele che non si può spegnere e che addirittura ti spia, è del 1948! Voi siete dei fattoidi! » Meglio 'fattoidi' che coglioni ?! Ai posteri l'ardua sentenza. Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 12:59 del 06-06-2007

27 «paragonare Moore a Bradbury è come paragonare i disegni di mia nonna a Leonardo Da Vinci. Voi siete dei fattoidi! » Ehi, be quite ! Ho trovato i disegni di tua nonna e, meraviglia... Aveva anticipato le basi della propulsione a curvatura !!! http://www.culttvman.com/assets/images-STAR_TREK-2005/lehrerklingd7-04t.jpg Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 13:13 del 06-06-2007

28 fattoidi a parte che poteva tranquillamente evitarselo , io sono molto daccordo con quello che dicono i due (?) ospiti. sono registrato e ho pure il nome e cognome sul nickname, vado bene? posso?

» postato da . alle 13:18 del 06-06-2007

29 « Io l'avevo invece sempre interpretato come una rielaborazione (i protagonisti memorizzavano le trame, e dunque il messaggio, scindendo il contenuto dalla forma). Insomma, un continuo progesso di rigenerazione della conoscenza. In virtù di questo, l'ultima uscita di Bradbury mi risulta ancora più triste e infelice... «Mah, sono un po' perplesso.» A chi lo dici... :? Può essere pure che il Bradbury giovane fosse una persona diversa dal Bradbury attuale. Del resto tutti cambiamo col tempo e quasi sempre in peggio. Un saluto Quaoar

» postato da Quaoar alle 14:46 del 06-06-2007

30 Pe rispondere a Kruaxi... Io almeno uso il mio vero nome e cognome, non certo come te! Io ho anche messo il mio indirizzo di posta elettronica. E non uso il turpiloquio. Ma si vede che tu sei troppo "politicizzato" ed estremista...ti spiace che Ray abbia delle idee diverse dalle tue? Bambino, Ray è nato molto prima di te e sicuramente ne sa di più di un Kruaxi qualsiasi. Fattene una ragione. La fantascienza non è politica, giù le mani! Sono contento che almeno Alberto la pensi come me. Kruaxi non riesce a concepire evidentemente che due persone abbiano un'idea diversa dalla sua, perchè lui è salito sulla montagna a ricevere le tavole di Mosè e sa tutto. Caro Kruaxi, che mi dai gratuitamente del coglione, ricorda che uno più intelligente di te ha detto: stupido è chi lo stupido fa (Forrest Gump). Ti auguro di trovarti senza asciugamano la prossima volta che gli alieni raderanno al suolo la terra per farci un'autostrada.

» postato da roberto forchetti alle 14:51 del 06-06-2007

31 Non e' un problema di Kruaxi che e' un persona squisita e tu non hai idea di chi sia quindi evita di offendere e dare giudizi sommari su persone che non conosci! detto questo: la sinistra e' abituata da oltre tre decadi ad un egemonia culturale e in gran parte dell'europa ,ma specialmente in italia, per un artista dichiararsi di destra equivale a una vera e propria sentenza di morte : in molti casi ha rappresentato direttamente smettere di lavorare. ma il vento sta cambiando e gli intellettuali si trovano di fronte sempre piu' spesso a opere , autori etc che propongono idee differenti e quindi come tutti i bambini viziati da tre decadi di totalitarismo ideologico cominicano a battere i piedi e assistiamo a scene isteriche e psicodrammi come questo di Bradbury.

» postato da . alle 15:05 del 06-06-2007

32 scusate, ma non capisco... il libro di bradbury è un capolavoro che a prescindere da quale che sia il suo messaggio, la maggior parte di noi apprezza... adesso capita che dopo più o meno mezzo secolo lo scrittore espliciti il suo messaggio... in alcuni, me compreso, sta emergendo una sensazione di perplessità. non possiamo dirlo? ma chi ha mai paragonato il documentario di moore al romanzo di bradbury? scagliate accuse veramente arroganti e prive di fondamento! vergogna! sono un emerito cretino!! che forza star trek, stargate, battlestar galactica, heroes, lost... scusate tanto depositari del verbo e della cultura, scusate membri assolutisti di una casta elitaria... ogni tanto posso leggerlo un bel libro? o sono troppo cretino? ora ho da fare, vado a strumentalizzare politicamente le opinioni di altre menti illuminate... :roll: :roll: :roll: paolo davoli :wink:

» postato da nemo73 alle 15:16 del 06-06-2007

33 Ehy, io sono il primo a prendere "in mano le armi" e combattere per le mie idee... ...ma mi sembra che vi stiate scannando per un non-nulla. Maledizione all'Italia soggiogata da politica e religione... fermatevi un attimo tutti e calmatevi. Inoltre vorrei ricordarvi che tutti (Leonardo da Vinci compreso... o almeno credo ;)) siamo esseri umani e chissà che nell'arco della vita non possiamo cambiare idee e simili... ...troppo spesso ci insegnano il "modo di fare arte" di un artista come una cosa "ferma e statica" o comunque con una spinta verso un miglioramento... credo che con internet, con la cossidetta globalizzazione delle informazioni ci troveremo ad avere degli artisti che nell'arco della loro vita possono anche cambiare idea. (non so se questo è il caso, non m'interessa). Dico solo che il vero artista crea un'opera per sè... e gli altri la possono leggere nel modo che preferiscono. Non "mitizziamo" gli artisti... sono uomini e donne, non dei infallibili.

» postato da Jonathan Frakes alle 15:16 del 06-06-2007

34 ««Mah!!!! un romanzo (che io amo moltissimo) contro il sistema televiso, nel 1951? ovvero quando questo mezzo televisivo era praticamente ai primordi anche negli USA, mi sembra francamente una forzatura.» Quell'aspetto è comunque presente nel libro, questo è innegabile. Bradbury lancia un monito contro la spersonalizzazione operata dalla TV e i possibili effetti deleteri di un abuso del mezzo televisivo (l'incomunicabilità, la virtualizzazione del reale e la disintegrazione dei rapporti personali). E questa è la capacità anticipatrice della SF. Ma su questo finisce comunque per predominare l'immagine dei roghi di libri che, magari indirettamente (io ricordo solo una foto sul libro di storia del liceo e la scena dei Predatori dell'Arca perduta, nessuna documentazione visiva diretta dell'evento), ognuno di noi associa alla follia totalitaria del nazismo. E questa è la forza trasfiguratrice della SF... :wink: Ciao! X» A questo punto dovrò rileggerlo dato che parliamo di vent'anni fà. saludos

» postato da jetscrander alle 15:48 del 06-06-2007

35 «paragonare Moore a Bradbury è come paragonare i disegni di mia nonna a Leonardo Da Vinci. » Secondo me il paragone tra tua nonna e Moore ancora regge, ma Bradbury con Leonardo... cioè un abile mestierante con un genio....mah :shock: Certo che l'uscita di Bradbury, della quale mi permetto di dubitare sia che risponda al suo vero pensiero, o che corrisponda a verità, sicuramente mette il suo CAPOLAVORO (scritto maiuscolo, così evitiamo malintesi) sotto un'altra luce. Acquista sicuramente un respiro meno ampio, rivolgendosi a un pubblico meno ampio (i rincoglioniti dalla tv) e insomma riducendosi a un orticello, mentre quando lo lessi mi sembrava un'opera che parlava ad ognuno di noi, mettendoci in guardia... invece no, come sintetizzerei, "guardate meno tv, ok?". Un po' come se a un credente arrivasse Gesù a battere sulla spalla e dicesse:" Ehm, pardon, c'è un piccolo equivoco, i Vangeli sono SOLO per il popolo di Palestina, tutti gli altri sono esclusi. Intendevo rivolgermi solo ai miei contemporanei e conterranei, non è un libro valido anche per tutti gli altri. Spiacente, fatevene una ragione."

» postato da Tobanis alle 15:52 del 06-06-2007

36 Ragazzi diamoci una calmata orsù :hug: saludos

» postato da jetscrander alle 15:54 del 06-06-2007

37 « Un po' come se a un credente arrivasse Gesù a battere sulla spalla e dicesse:" Ehm, pardon, c'è un piccolo equivoco, i Vangeli sono SOLO per il popolo di Palestina, tutti gli altri sono esclusi. Intendevo rivolgermi solo ai miei contemporanei e conterranei, non è un libro valido anche per tutti gli altri. Spiacente, fatevene una ragione."» Eh, eh, eh... e se venisse a bussare alla porta a dire che tutta la sua storia era una bufala? :) Il problema è che quando un'opera d'arte diventa un CAPOLAVORO la gente fatica a guardarla con occhio obbiettivo... ...e invece si dovrebbe sempre cercare di farlo... nulla è infallibile o perfetto.

» postato da Jonathan Frakes alle 15:59 del 06-06-2007

38 Non ho le doti per fare lo scrittore, ma se le avessi, una delle cose che più "temerei" sarebbero le etichettature del tipo "opera di denuncia sociale" (questo ovviamente perchè odio la società e vieppiù le denuncie, tutt'al più mi interesso di qualche singolo/a). Però si torna sempre lì, il confine è labile, tutto è sociale e tutto è politico, volendo. Dipende da quello che si vuol vedere. Le opere sono sempre soggette ad interpretazione, ma certo l'interpretazione dello stesso autore ha diritto ad una taratura diversa, almeno un po'. Non vedo niente di sminuente nell'elogio al libro in quanto tale. Mi ci riconosco, anzi. E se il libro non avesse modo di essere tramandato esattamente così com'è non sarebbe più un libro: non potrebbe essere ogni volta liberamente interpretato ma piuttosto riraccontato e modificato... insomma tutto cadrebbe. Poi, per rispondere ad uno degli interventi, non temo di affermare che molti libri li vedrei meglio nel caminetto piuttosto che sul comodino, mentre alcune serie televisive si sono guadagnate un posto di tutto rispetto sugli scaffali :wink:

» postato da Il_Console alle 17:52 del 06-06-2007

39 « Non vedo niente di sminuente nell'elogio al libro in quanto tale. Mi ci riconosco, anzi. E se il libro non avesse modo di essere tramandato esattamente così com'è non sarebbe più un libro: non potrebbe essere ogni volta liberamente interpretato ma piuttosto riraccontato e modificato... insomma tutto cadrebbe.» E' il solito discorso di differenza tra narrazione orale e narrazione scritta... entrambe hanno i propri pregi... Verba volant, scripta manent... nel bene e nel male... ;) « Poi, per rispondere ad uno degli interventi, non temo di affermare che molti libri li vedrei meglio nel caminetto piuttosto che sul comodino, mentre alcune serie televisive si sono guadagnate un posto di tutto rispetto sugli scaffali :wink:» Certo che sì! Credo però che nella critica generale si volesse criticare la TV non come medium ma piuttosto la TV come quel gruppo di programmi che la compongono... per chiarirci la TV perfetta sarebbe quella puramente on-demand.... un enorme database di tutti i video, filmati, film, serie... e così via. L'unico modo per sfruttare bene il medium TV... l'unico modo per scoprire se è il pubblico ad essere stupido o i creatori dei programmi... o entrambi...

» postato da Jonathan Frakes alle 18:16 del 06-06-2007

40 «per chiarirci la TV perfetta sarebbe quella puramente on-demand.... un enorme database di tutti i video, filmati, film, serie... e così via.» praticamente la tivu' perfetta... e' internet? :D

» postato da tzenobite alle 18:29 del 06-06-2007

41 «Pe rispondere a Kruaxi... Io almeno uso il mio vero nome e cognome, non certo come te! Io ho anche messo il mio indirizzo di posta elettronica. » Bravo. «E non uso il turpiloquio.» Giusto. 'Fattoidi' è tipico linguaggio aulico. « Ma si vede che tu sei troppo "politicizzato" ed estremista...» Si, si vede che non mi conosci affatto. «ti spiace che Ray abbia delle idee diverse dalle tue?» Non mi risulta sia quel che viene fuori dai miei interventi. «Bambino, Ray è nato molto prima di te e sicuramente ne sa di più di un Kruaxi qualsiasi. » Il 'bambino' ha più di quarant'anni e ne ha viste tante; tu cosa hai visto ? Se poi pensi che un uomo, e non mi sto riferendo nello specifico a Bradbury, la sappia davvero 'lunga' solo perché ha una certa età... Temo sia una illusione che ti lascio volentieri «Fattene una ragione. La fantascienza non è politica, giù le mani! » A dire il vero, e me ne dispiaccio, non c'é nulla che non sia in qualche modo 'politica'. « Kruaxi non riesce a concepire evidentemente che due persone abbiano un'idea diversa dalla sua, perchè lui è salito sulla montagna a ricevere le tavole di Mosè e sa tutto. » Mi sembra che l'illuminato sei tu. E le tavole mi si sono rotte tutte durante la discesa. Che peccato ! «Caro Kruaxi, che mi dai gratuitamente del coglione, ricorda che uno più intelligente di te ha detto: stupido è chi lo stupido fa (Forrest Gump). » Cito: meglio 'fattoidi' che coglioni ? Ai posteri l'ardua sentenza. Vediamo... è citato un certo Forchetti ? No, non mi pare. In compenso mi hai definito meno intelligente di Forrest Gump; dalle mie parti questo è un bell'insulto. Ergo da una risposta, peraltro ironica, ad un insulto, ne ricavo un altro potente insulto personale. Ottimo. E' così che fanno alcune persone. «Ti auguro di trovarti senza asciugamano la prossima volta che gli alieni raderanno al suolo la terra per farci un'autostrada. » Citazione per citazione, io ti auguro di groccarle le cose, almeno ogni tanto. Notare la differenza: tu mi hai augurato di morire... Complimenti. Per quanto mi riguarda non ho altro da aggiungere. Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 19:29 del 06-06-2007

42 ci sono due cose che mi perplimono nell'articolo: la prima, banalmente, è la data che Bradbury attribuisce alla distruzione della biblioteca di Alessandria d'egitto. "L'idea si sviluppò quando sentii di come Hitler avesse cominciato a bruciare i libri nelle strade di Berlino. Ma anche prima di questo episodio, sapevo ad esempio del grande incendio in cui bruciò la biblioteca di Alessandria d'Egitto, cinquemila anni fa". Alessandria si chiama così appunto perchè fondata tra il 332 e il 331 a.C. da Alessandro Magno, quindi "appena" 2339 anni fa... :roll: La seconda questione invece è quella dei libri bruciati. Non vi sembra strano che, se il romanzo tratta semplicemente del potere che ha la televisione di rincoglionire la gente, ci si prenda la briga di far diventare il corpo dei pompieri, un corpo di polizia speciale che brucia cataste di libri e, se non ricordo male, arresta i possessori? Non era forse il governo ad aver organizzato questo corpo che risponde appunto a un ministro? ma se la gente è totalmente o quasi assorbita dalla tv, perchè preoccuparsi dei libri che solo poche persone asociali,e marginate leggono e posseggono? :shock:

» postato da Paolocosmico alle 21:02 del 06-06-2007

43 «Pe rispondere a Kruaxi... Io almeno uso il mio vero nome e cognome, non certo come te! Io ho anche messo il mio indirizzo di posta elettronica. E non uso il turpiloquio. Ma si vede che tu sei troppo "politicizzato" ed estremista...ti spiace che Ray abbia delle idee diverse dalle tue? Bambino, Ray è nato molto prima di te e sicuramente ne sa di più di un Kruaxi qualsiasi. Fattene una ragione. La fantascienza non è politica, giù le mani! Sono contento che almeno Alberto la pensi come me. Kruaxi non riesce a concepire evidentemente che due persone abbiano un'idea diversa dalla sua, perchè lui è salito sulla montagna a ricevere le tavole di Mosè e sa tutto. Caro Kruaxi, che mi dai gratuitamente del coglione, ricorda che uno più intelligente di te ha detto: stupido è chi lo stupido fa (Forrest Gump). Ti auguro di trovarti senza asciugamano la prossima volta che gli alieni raderanno al suolo la terra per farci un'autostrada. » Caro Forchetti, non si capisce il tuo astio. Il fatto che si discuta ti da fastidio? Pensi che i libri o gli autori dei libri siano una specie di cosa da venerare? Bradbury non ha scritto né la Bibbia né il Corano. Ha scritto dei libri con delle idee, ha espresso delle idee, e le idee sono fatte per essere discusse. Il primo a darti del fattoide per questo atteggiamento sarebbe Bradbury stesso. E, en passant, Kruaxi non ti ha affato dato del coglione, finora sei stato solo tu a insultare. Quanto a questa cantilena che sento sempre "smettetela di vedere la politica dappertutto" e simili: permettetemi, queste osservazioni sono frutto di pura ignoranza. Probabilmente identificate la politica con quello squallidume legato ai partiti italiani, ma la politica è la discussione del vivere civile, e c'è sempre in qualsiasi libro che affronti temi sociali. Probabilmente Bradbury voleva fare un libro sulla tv e non sulla censura, ok, ma resta sempre un argomento politico, anche così. Non insultate Bradbury sostenendo che scriva libri senza alcuna idea politica. Significherebbe dargli un'etichetta di superficialità molto peggiore delle critiche che qui gli sono state rivolte. S*

» postato da S* alle 22:59 del 06-06-2007

44 «"L'idea si sviluppò quando sentii di come Hitler avesse cominciato a bruciare i libri nelle strade di Berlino. Ma anche prima di questo episodio, sapevo ad esempio del grande incendio in cui bruciò la biblioteca di Alessandria d'Egitto, cinquemila anni fa". » Sai che non avevo mica fatto caso a questo dettaglio (altrimenti l'avrei corretto nelle bozze, mannaggia). La biblioteca di Alessandria è stata quasi completamente distrutta all'epoca di Giulio Cesare; la distruzione finale è incerta, ma è da situare tra il 270 e il 400. In entrambe le occasioni si sarebbe trattato di incendi nati da disordini. E' falsa la leggenda secondo cui sarebbe stata distrutta dagli arabi perché conteneva libri inutili, essendo il corano l'unico libro utile. «La seconda questione invece è quella dei libri bruciati. Non vi sembra strano che, se il romanzo tratta semplicemente del potere che ha la televisione di rincoglionire la gente, ci si prenda la briga di far diventare il corpo dei pompieri, un corpo di polizia speciale che brucia cataste di libri e, se non ricordo male, arresta i possessori? Non era forse il governo ad aver organizzato questo corpo che risponde appunto a un ministro? ma se la gente è totalmente o quasi assorbita dalla tv, perchè preoccuparsi dei libri che solo poche persone asociali,e marginate leggono e posseggono?» Bravo, in effetti questo è il limite tanto di Orwell quanto di Bradbury, ma d'altra parte né l'uno né l'altro avevano visto i veri danni causati dalla televisione. Che rende del tutto inutile censura e dittatura, perché la gente semplicemente smette di interessarsi alle cose. S*

» postato da S* alle 23:08 del 06-06-2007

45 :) ovviamente gli arabi non potevano bruciare la biblioteca, era già bruciata da secoli quando Maometto scrisse il Corano, sigh! quella biblioteca era in realtà più simile a una università, dove gli studiosi potevano occuparsi esclusivamente di conoscenza senza che lo stato mettesse becco... ci ho scritto su pure un racconto :D Beh S* però se l'errore è di Bradbury perchè correggerlo? P.S. sulla televisione aveva ragione Bonvi nel suo sturmtruppen :D

» postato da Paolocosmico alle 23:33 del 06-06-2007

46 MA Michael Moore NEI SUOI documentari (NON SOLO QUELLO CONTRO LA GUERRA) non parla forse della superficialità della TV? allora lo scopo è lo stesso.. ««Mah, sono un po' perplesso.» A chi lo dici... :? * secondo me è l'alzaimer che lo fa paralre... e cmq... Meglio 'fattoidi' che coglioni!!!

» postato da _Kaos_ alle 12:14 del 07-06-2007

47 « Ma su questo finisce comunque per predominare l'immagine dei roghi di libri che, magari indirettamente ognuno di noi associa alla follia totalitaria del nazismo. E questa è la forza trasfiguratrice della SF... :wink: Ciao! X» IL rogo dei libri è tipico di tutti i regimi totalitari. In generale è una forma di pulizia della memoria che è fatta all'insorgere del Nuovo Ordine che porterà il Popolo verso una nuova era di felicità. Prima però è necessario cancellare completamente il passato. Il primo a iniziare questa pratica è stato probabilmente l'Imperatore Cinese Qin Shi Huangdi (260-210 a.c.), personaggio di cui Mao Zedong era convinto di essere la reincarnazione. Anche Frank Herbert si ispirò molto a questo personaggio per creare il suo Imperatore-Dio di Dune. Poi vennero i Cristiani: ricordiamoci che un secolo prima che S. Benedetto iniziasse a trascrivere le opere classiche Teodosio ordinava il rogo di tutto ciò che era pagano, tra cui anche i libri della Biblioteca Alessandrina. Seguirono poi: Gerolamo Savonarola col Falò delle Vanità del 1497, di cui fuorono vittime libri, quadri e sculture di soggetto profano; l'Indice dei Libri Proibiti, creato da Santa Madre Chiesa nel 1559 e soppresso nel 1966; il Bücherverbrennung Hitleriano del 1933; e il rogo dei libri della Rivoluzione Culturale Cinese. Anche il cambogiano Pol-Pot ricorse a questa triste pratica ma oltre a distruggere il libri, ordinava anche l'esecuzione di tutti quelli che li avevano letti: il solo fatto di possedere o vaer posseduto un paio d'occhiali era sufficiente per finire davanti al plotone d'esecuzione. E' da segnalare anche che negli ultimi anni in alcune città di provincia degli USA sono stati fatti bruciati in massa libri di Harry Potter, considerati diseducativi per l'infanzia dagli integralisti cristiani. Un saluto Quaoar

» postato da Quaoar alle 12:30 del 07-06-2007

48 Quaoar ha detto«E' da segnalare anche che negli ultimi anni in alcune città di provincia degli USA sono stati fatti bruciati in massa libri di Harry Potter, considerati diseducativi per l'infanzia dagli integralisti cristiani. » Non semplicemente diseducativi. Un predicatore ebbe un malore quando passò vicino a un libro di Potter. Questo, secondo lui, era dovuto alle forze malefiche contenute nel libro. Tornando al topic principale: certo se lo scopo di Brad nel fare quella dichiarazione era di far parlare di sè, c'è riuscito. Perchè "spiegare" il suo libro dopo tanti anni che era uscito. Un pò come Lucas che dopo anni viene fuori a dire che la trilogia di guerre stellari si riferiva al Watergate. Credo che se questo fosse vero sarebbe già uscito prima e cosi pure per farenheit. Forse, più semplicemente, gli autori cercano di reinterpretare il significato di quello che hanno fatto anni fà.

» postato da yurika m. alle 13:05 del 07-06-2007

49 Faccio notare al gentile :roll: ospite che: si può essere d'accordo sul fatto che la fantascienza non vada etichettata come di "destra" o di "sinistra", ovvero usata e politicizzata, ma gli scrittori di fantascienza molto spesso (e forse quasi tutti) sono di "destra" o di "sinistra" e comunque esprimono le loro idee politiche nelle loro opere Sicuramente Bradbury ha tutto il diritto di cambiare la sua interpretazione su quello che lui ha scritto, ma il suo discorso non mi convince affatto e mi sembra troppo comoda... Non è che ci troviamo di fronte ad una (rara) situazione in cui un autore può permettersi di commentare la sua opera 50 anni dopo la pubblicazione, avendo piena conoscenza dei profondi cambiamenti scientifici, culturali e sociali che ci dividono da allora? Ovvero come lui, l'autore, lo interpreta oggi, non è come lo interpretava quando lo ha scritto? Come nota a margine segnalo che nelle classifiche di vendita USA, F.451 è perennemente presente nelle classifiche dei paperback... chissà perché? :wink:

» postato da Otrebla alle 13:24 del 07-06-2007

50 « Ma su questo finisce comunque per predominare l'immagine dei roghi di libri » l'avevo scritto nell'altro thread sullo stesso argomento: per me anche B aveva l'immagine insconscia di libri che bruciano, e che di solito bruciano per interventi assolutisti. Ha usato questa immagine come mezzo, ma non pensava veramente di fare politica. E' vero, come si diceva sopra, che spesso nelle opere di Sf traspare la politica, ma in Bradbury...non mi viene in mente un'altra sua storia in cui si intraveda politica. Mi sbaglio? « Teodosio ordinava il rogo di tutto ciò che era paganto » quasi quasi lo prendo cone nick per i forum pagani ;)

» postato da l'Anto alle 14:03 del 07-06-2007

51 «Faccio notare al gentile :roll: ospite che: si può essere d'accordo sul fatto che la fantascienza non vada etichettata come di "destra" o di "sinistra", ovvero usata e politicizzata, ma gli scrittori di fantascienza molto spesso (e forse quasi tutti) sono di "destra" o di "sinistra" e comunque esprimono le loro idee politiche nelle loro opere Sicuramente Bradbury ha tutto il diritto di cambiare la sua interpretazione su quello che lui ha scritto, ma il suo discorso non mi convince affatto e mi sembra troppo comoda... Non è che ci troviamo di fronte ad una (rara) situazione in cui un autore può permettersi di commentare la sua opera 50 anni dopo la pubblicazione, avendo piena conoscenza dei profondi cambiamenti scientifici, culturali e sociali che ci dividono da allora? Ovvero come lui, l'autore, lo interpreta oggi, non è come lo interpretava quando lo ha scritto? Come nota a margine segnalo che nelle classifiche di vendita USA, F.451 è perennemente presente nelle classifiche dei paperback... chissà perché? :wink:» finalmente un commento serio :D

» postato da ekkeppalle alle 14:18 del 07-06-2007

52 « Non è che ci troviamo di fronte ad una (rara) situazione in cui un autore può permettersi di commentare la sua opera 50 anni dopo la pubblicazione, avendo piena conoscenza dei profondi cambiamenti scientifici, culturali e sociali che ci dividono da allora? Ovvero come lui, l'autore, lo interpreta oggi, non è come lo interpretava quando lo ha scritto? » Era la stessa cosa che volevo dire io... Bradbury è un essere umano... un artista... ma non un dio che non si evolve mai... forse aver vissuto tutta la vita lo ha cambiato e gli ha fatto cambiare idea anche su cosa aveva scritto... voi scrivete? avete mai riletto qualcosa che avete scritto 5-10 anni prima? spesso ti sembra di leggere qualcosa di qualcun'altro... altre volte ricordi e ti stupisci della tua bravura... altre volte ti chiedi "ma perchè ho scritto tutte quelle sciocchezze?" ... noi ci trasformiamo sempre (ed è meglio così!) ... e certe volte dopo decenni cambiamo anche idea sulle cose... non dico che sia questo il caso... ma perchè no?

» postato da Jonathan Frakes alle 14:22 del 07-06-2007

53 «« E' vero, come si diceva sopra, che spesso nelle opere di Sf traspare la politica, ma in Bradbury...non mi viene in mente un'altra sua storia in cui si intraveda politica. Mi sbaglio? »Se si intende propaganda partitica o ideologica, no. Ma è abbastanza raro trovare qualcosa del genere non solo in Bradbury. E' invece abituale che nello scrivere si manifestino le proprie idee sulla società e le relazioni con gli altri; sull'economia; sugli sviluppi scientifici e tecnologici. E su tante altri aspetti della nostra vita, che attengono tutti alla politica. Ciò che attiene al vivere civile appartiene alla sfera politica, e le idee che si hanno in materia sono politiche. Ad esempio, il rapporto tra terrestri e marziani in Cronache Marziane è passibile di un'interpretazione politica in modo del tutto naturale. V.

» postato da Juan Galvez alle 18:11 del 07-06-2007

54 « Se si intende propaganda partitica o ideologica, no. » intendevo "polemica" politica e sociale, non propaganda....mi sembra che solo in F451 tratti un argomento sociale. Non mi sembra che vada tanto contro "il potere", visto che nessuno lotta, al massimo imparano a memoria i libri e se li raccontano tra di loro. Non c'è la ribellione di Orwell, la Vendetta di Moore, il rancore di Dick, la satira di Bester, l'isolamento privilegiato di Heinlein, l'angoscia di Pohl, la fuga di Nolan con suo Logan. C'è solo sofferenza impotente, e la paura dei "lettori" che ho sempre recepito io (anche se forse più dal film che dal libro) non è proprio dei pompieri ma più delle soffiate dei vicini di casa, quelli "ignoranti".

» postato da l'Anto alle 19:45 del 07-06-2007

55 «Non c'è la ribellione di Orwell, la Vendetta di Moore» :?: :?: :?: :?: :?:

» postato da _Kaos_ alle 01:15 del 08-06-2007

56 ««Non c'è la ribellione di Orwell, la Vendetta di Moore» :?: :?: :?: :?: :? :?: a te :lol:

» postato da l'Anto alle 07:54 del 08-06-2007

57 «« Se si intende propaganda partitica o ideologica, no. » intendevo "polemica" politica e sociale, non propaganda....mi sembra che solo in F451 tratti un argomento sociale. Non mi sembra che vada tanto contro "il potere", visto che nessuno lotta, al massimo imparano a memoria i libri e se li raccontano tra di loro. Non c'è la ribellione di Orwell, la Vendetta di Moore, il rancore di Dick, la satira di Bester, l'isolamento privilegiato di Heinlein, l'angoscia di Pohl, la fuga di Nolan con suo Logan. C'è solo sofferenza impotente, e la paura dei "lettori" che ho sempre recepito io (anche se forse più dal film che dal libro) non è proprio dei pompieri ma più delle soffiate dei vicini di casa, quelli "ignoranti".»Okay, in questo senso ti seguo. Tuttavia non è che la politica c'è solo se c'è la polemica ;-). V.

» postato da Juan Galvez alle 08:00 del 08-06-2007

58 «Okay, in questo senso ti seguo. Tuttavia non è che la politica c'è solo se c'è la polemica ;-). V.» era quello che cercavo di dire...faccio un po' fatica a trovare le parole, forse ho bisogno di vacanza.

» postato da l'Anto alle 08:07 del 08-06-2007

59 ««Okay, in questo senso ti seguo. Tuttavia non è che la politica c'è solo se c'è la polemica ;-). V.» era quello che cercavo di dire...faccio un po' fatica a trovare le parole, forse ho bisogno di vacanza.»Magari su un Marte decadente e poetico ;-). V.

» postato da Juan Galvez alle 09:34 del 08-06-2007

60 « Magari su un Marte decadente e poetico ;-). V.» sai che di recente ho riletto le Cronache? ciò che mi aveva tanto appassionata da adolescente, da adulta mi ha messo una tale angoscia che l'ho lasciato a metà :shock:

» postato da l'Anto alle 10:04 del 08-06-2007

61 Dalle ultime news, sembra che Bradbury dica ora che il libro fu scritto contro tale Jack Ramsey, 56 anni, vicino di casa e tecnico televisivo, col quale litigò per un albero di mele i cui rami finivano nel giardino limitrofo. Pare che il vicino, esasperato, sottopose i rami invadenti a 451° Fahrenheit, per eliminare definitivamente il problema.

» postato da Tobanis alle 10:42 del 08-06-2007

62 «« Magari su un Marte decadente e poetico ;-). V.» sai che di recente ho riletto le Cronache? ciò che mi aveva tanto appassionata da adolescente, da adulta mi ha messo una tale angoscia che l'ho lasciato a metà :shock:»Be', in effetti è anche un libro molto malinconico... V.

» postato da Juan Galvez alle 11:30 del 08-06-2007

63 «Dalle ultime news, sembra che Bradbury dica ora che il libro fu scritto contro tale Jack Ramsey, 56 anni, vicino di casa e tecnico televisivo, col quale litigò per un albero di mele i cui rami finivano nel giardino limitrofo. Pare che il vicino, esasperato, sottopose i rami invadenti a 451° Fahrenheit, per eliminare definitivamente il problema.» :bravo:

» postato da tzenobite alle 11:47 del 08-06-2007

64 ««Okay, in questo senso ti seguo. Tuttavia non è che la politica c'è solo se c'è la polemica ;-). V.» era quello che cercavo di dire...faccio un po' fatica a trovare le parole, forse ho bisogno di vacanza.» oppure di pi+ emo. :roll: :twisted: :? :? :!: :!: :!: :!: :!: :!: :!:

» postato da _Kaos_ alle 15:11 del 08-06-2007

65 « oppure di pi+ emo. :roll: :twisted: :? :? :!: :!: :!: :!: :!: :!: :!:» correct. Dai Kaos, pensaci tu a mettere più "emo" nel ten!!! Le preoari, le passi a Eliver ecc

» postato da l'Anto alle 16:05 del 08-06-2007

Puoi continuare la discussione sul forum

Commenta questo articolo

Sei già registrato?
Inserisci DelosID e password

Hai dimenticato la password?

Registrati ora!

Non sei registrato?
Inserisci nome, cognome e email

Il commento verrà inserito anche nel forum di questo sito. L'indirizzo email à obbligatorio ma non sarà pubblicato né memorizzato. Commenti anonimi o con nomi falsi saranno cancellati.