Autore di fantascienza io? Nemmeno per idea!

Secondo una indagine della rivista Wired, il concetto di fantascienza nuoce gravemente alla salute

Alieno io? Macchè, abito nel New Jersey! ingrandisci

L'esempio più lampante arriva dall'ultimo romanzo di Cormack McCarthy, The Road, di cui abbiamo già parlato tempo.

E' ambientato durante un inverno nucleare e parla di due sopravvissuti che si trovano a respirare aria intossicata, evitare bande di cannibali, cercare quel poco di cibo in scatola ancora disponibile in giro ed in generale cercare di non morire.

I critici l'hanno definito con il termine "Post-apocalittico", o anche "capolavoro di realtà distopica". Tutto fuorché "fantascienza".

 

E' l'ultimo e più rappresentativo esempio del rifiuto di intere schiere di scrittori, registi, editori e produttori di far rientrare la loro ultima creazione in una categoria che ai loro occhi non li fa rientrare nella cosiddetta "narrativa seria".

Nella biografia di Arthur C. Clarke appena pubblicata dal gigante Random House non di parla di fantascienza, ma del "più grande creatore di miti di tutti i tempi". Secondo Amazon, il film francese L'arte del sogno è di tutto: commedia, romantico, fantastico, dramma, ma il cielo non voglia che sia di fantascienza.

Alla schiera si aggiunge di corsa il rinnovatore di Battlestar Galactica, Ron Moore, che in una intervista al magazine Sfx la definisce "realtà allargata. Ma non appartiene al genere della fantascienza".

Ma la negazione ha radici anche più profonde: negli anni 50 Robert Heinlein disse che lui scriveva di "fiction speculativa".

Al che nasce la domanda: quale fiction non lo è?

 

Il critico Chris Bersanti, l'unico che riguardo a The Road ha avuto il coraggio di usare il termine narrativa fantascientifica, ammette che ormai la gente in quel termine ci vede automaticamente "battaglie spaziali, scienziati pazzi, viaggi nel tempo,alieni... fantasy con il testosterone".

Che suona come un elenco di cose sbagliate e da cui rifuggire da parte degli addetti ai lavori se non si vuole finire nel ghetto della fantascienza.

A chiudere la fila c'è Andy Sawyer dell'università di Liverpool, che offre anche un master in letteratura fantascientifica e pubblica una rivista dedicata dal nome non casuale di Foundation. "C'è una crescente popolarità della fantascienza, al cinema, in tv e nei videogame. Ma non li vedrai mai nella top ten se prima non togli l'etichetta fantascienza".

 

A questo dato però ne va aggiunto un altro, che parte proprio dal suddetto The Road.

Insieme a lui presto avremo il film Sunshine, di Danny Boyle: il sole sta morendo, la terra è alla frutta e un gruppo di persone, spedite nello spazio per sganciare una atomica sul sole per farlo riaccendere, diventano prima uno riflesso della società e poi iniziano un gioco al massacro.

Vogliamo poi parlare del prossimo Fountainhead, tratto da Ayn Rand? Il mondo occidentale sta decadendo, il futuro è nero, l'intera storia una pesante analisi di quanto siamo tristi e stanchi.

Oppure abbiamo l'abusato schema "mostro alieno attacca (mettete il posto che preferite) uccide (mettete voi la cifra) persone, scontro finale". Poi il/la buona può morire o meno, a seconda di quanta voglia ha lo sceneggiatore di fare il finale a effetto.

 

La fantascienza è diventata la terra del nichilismo di comodo, ha visto cancellare il sense of wonder, sostituito da battaglioni di persone impegnate che ritengono di doverci insegnare cosa sia la realtà. Forse perché loro non ci vivono molto. Perché se lo facessero capirebbero perché siamo ancora in attesa di una grande storia epica, rutilante e soprattutto, avventurosa.

Ma mi raccomando, non chiamatela fantascienza, semmai "realtà alternativa" o non ve la pubblicherà nessuno.

Autore: Leo Lorusso - Data: 16 aprile 2007 - Fonte: Wired

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Commenti

1 Il film tratto da un romanzo di Ayn Rand non e' Fountainhead bensi' Atlas Shrugged.

» postato da Franz Marcolla alle 08:42 del 16-04-2007

2 :cry: :cry: :cry: La scifi sta morendo??

» postato da EliosPeppe alle 08:49 del 16-04-2007

3 questo articolo di Lorusso mi trova perfettamente daccordo , addirittura per Moore avevo anche sentito di peggio rispetto a quanto citato. la cosa accade anche per l'horror e la fantasy : si puo' dire che gli artisti quasi si vergognano quando fanno qualcosa che possa anche lontanamente essere considerata "di genere", come se questo sminuisse il valore e l'opera e dell'autore.

» postato da . alle 13:36 del 16-04-2007

4 Si, la parola fantascienza fa proprio paura: continua ad essere associata a sciocchezza... brrr... da rabbrividire. Ricordo che qualche anno fa Cofferati disse di adorare Dick, chiosando non fosse un autore di fantascienza... come diceva Totò: Ma mi faccia il piacere ! Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 14:19 del 16-04-2007

5 Chiedete a Warren Ellis... 8)

» postato da Zakalwe alle 15:20 del 16-04-2007

6 S*, qui è il caso dicambiar nome al sito :wink:

» postato da nemo73 alle 15:23 del 16-04-2007

7 www.cosinenontropporeali.com

» postato da Zakalwe alle 15:57 del 16-04-2007

8 «Alla schiera si aggiunge di corsa il rinnovatore di Battlestar Galactica, Ron Moore, che in una intervista al magazine Sfx la definisce "realtà allargata. Ma non appartiene al genere della fantascienza".» e ha ragione, perbacco! come si fa a considerare BSG fantascienza? manco ci fossero astronavi, intelligenze artificiali, pianeti colonizzati o battaglie nello spazio. tsé! :roll: ehm.... per caso, il giornalista di sfx che ha condotto l'intervista, ha avuto la prontezza di spirito di chiedere al signor moore un esempio di quello che lui considera fantascienza?

» postato da jonny lexington alle 16:40 del 16-04-2007

9 Bellissimo e amaro articolo. :cry: Una sorta di "Science fiction requiemschiattinpaceamen"! :wink:

» postato da metalupo alle 17:10 del 16-04-2007

10 Bè, basti pensare al fatto che spesso e volentieri, soprattutto all'interno di servizi televisivi, si sente roba del tipo "sembra una cosa uscita da un film di fantascienza!", per sottolineare quanto una determinata situazione o un avvenimento sia assai poco plausibile, se non puerile. Da quello che posso constatare, in molti contesti il termine 'fantascienza' comporta la stessa rispettabilità della Melevisione e di Tonio Cartonio...:? Il termine elaborato da Heinlein (speculative-fiction) verteva verso fini più pratici; un tentativo di circonscrivere maggiormente il genere letterario, ma con esiti decisamente non molto riusciti. Più semplicemete, molte volte il termine fantascienza viene considerato come una semplice caz....a!.. (E anche questa è una cosa che ho potuto benissimo constatare di persona , purtroppo) :( Pazienza. :)

» postato da Turner alle 17:16 del 16-04-2007

11 Ripensandoci... se tutti quelli che producono e/o pubblicano fantascienza e ne sono consapevoli (che se non ne fossero consapevoli - oltre che non dirlo - sarebbero anche asini oltre che smaliziati o vigliacchi) si mettessero d'accordo tutti insieme per continuare a produrla con un altro nome? Ma tutti insieme, però.. un unico nome da usare tutti. Insomma... è solo un problema di marketing? Di un'etichetta che ormai fa terrore o ribrezzo fino al punto di non essere più utilizzabile? Da oggi in poi chiamiamola pure "Narrativa-Sarchiapone", chi se ne frega... basta che ridiamo unità al panorama. Aiuto!!!! Qualcuno proponga un nome di grido presto.... :wink:

» postato da metalupo alle 17:17 del 16-04-2007

12 «Ricordo che qualche anno fa Cofferati disse di adorare Dick, chiosando non fosse un autore di fantascienza... come diceva Totò: Ma mi faccia il piacere ! » Ah... il servizio sulla scomparsa di Kurt Vonnegut nell'ambito di un giornale radio (Radio 3) qualche giorno fa. L'esperto di turno fa una veloce panoramica illustrativa sul valore e l'importanza dell'opera di Vonnegut e su Mattatoio 5 in particolare, sottolineando che Mattatoio 5 è una metafora illuminante della crudeltà e follia umana. L'intervistatrice interviene con un tono stupefatto (ma falso) che la diceva lunga: "Ma anche la fantascienza di Vonnegut sapeva essere metafora?" Il tono diceva praticamente agli ascoltatori: vi giuro, stiamo parlando di un autore importante e sono qui per accertarmene di persona mettendo in difficoltà il critico... non vi stiamo insultando parlandovi di qualcosa di stupido, abbiate fede! Ecco... appunto, come diceva Totò

» postato da metalupo alle 17:30 del 16-04-2007

13 non sarà che molti temono che quando si parla di "fantascienza" la gente pensi subito alle varie convention con allegri fan travestiti da alieni? mi è capitato più volte di sentirmi proprio chiedere, come prima domanda, se anch'io mi metto le orecchie di gomma quando ho detto di essere un appassionato di sci-fi. :?

» postato da jonny lexington alle 17:50 del 16-04-2007

14 Due cose sono "divertenti": quando qualcuno vuole svilire un lavoro, dice, "ma cos'è, fantascienza?", oppure "sembra un fumetto!", o "sembrava un videogioco", tutte cose che a me piacciono invece molto... Io ritengo di avere letto non tutto ciò che è stato scritto dall'umanità, ma abbastanza... abbastanza per dire che anche molti mostri sacri (a volte), o molta letteratura "alta", o molta letteratura che vende, sono veramente immondizia. Nella fantascienza ci sono capolavori e porcherie tanto quanto gli altri generi.

» postato da Tobanis alle 17:53 del 16-04-2007

15 «mi è capitato più volte di sentirmi proprio chiedere, come prima domanda, se anch'io mi metto le orecchie di gomma quando ho detto di essere un appassionato di sci-fi. :?» Perché, non lo fai ?! :shock: Per tutti questi fighetti che usano il termine fantascienza con accezione negativa rispolvero un vecchio e discutibile slogan (che qui ci sta a pennello): Me ne frego ! Salute e Latinum per tutti ! (ed al buon Ron Moore... che vada a farsi una cantatina con Lucio Dalla...)

» postato da Kruaxi the ferengi alle 18:00 del 16-04-2007

16 «www.cosinenontropporeali.com» www.speculazionisuscenarifuturialargati.com Palomino.

» postato da KVT Palomino alle 21:17 del 16-04-2007

17 Avendo letto Dickens, Calvino, Fitzgerald e tanti altri autori, non ho problemi di dire: leggo la fantascienza. Se ci sono autori o lettori che si trovano ha disagio nel dire che scrivono e/o leggono fantascienza è un loro problema di autostima. Palomino.

» postato da KVT Palomino alle 21:23 del 16-04-2007

18 Ho un amico che guarda solo fiction italiane e ascolta schifoGigi d'Alessio e ogni volta che dicevo la parola fantascienza rideva :shock: :shock: . Ho tentato diverse volte di fargli vedere scifi, fino a che sono riuscito a propinargli qualcosa di leggero (Ritorno al futuro) ed è rimasto piacevolmente scioccato, non se lo aspettava e gli è piaciuto. :D In breve, la maggior parte della gente non ha mai visto scifi e la giudica in base ai filmetti TV :cry:

» postato da EliosPeppe alle 08:52 del 17-04-2007

19 Che a ripensarci, poi, ma molti capolavori potrebbero benissimo essere definiti di fantascienza, anzi bisognerebbe aprire una discussione su ciò: La Divina Commedia L'Orlando Furioso I viaggi di Gulliver Il maestro e Margherita, se vogliamo ma anche Iliade, Odissea e Eneide, se attualizzate, sono decisamente fantascienza Ghilgamesh? e altri millanta...

» postato da Tobanis alle 17:11 del 17-04-2007

20 «Che a ripensarci, poi, ma molti capolavori potrebbero benissimo essere definiti di fantascienza, anzi bisognerebbe aprire una discussione su ciò: La Divina Commedia L'Orlando Furioso I viaggi di Gulliver Il maestro e Margherita, se vogliamo ma anche Iliade, Odissea e Eneide, se attualizzate, sono decisamente fantascienza Ghilgamesh? e altri millanta...» o fantasy?

» postato da ekkeppalle alle 17:12 del 17-04-2007

21 «Che a ripensarci, poi, ma molti capolavori potrebbero benissimo essere definiti di fantascienza, anzi bisognerebbe aprire una discussione su ciò: La Divina Commedia L'Orlando Furioso I viaggi di Gulliver Il maestro e Margherita, se vogliamo ma anche Iliade, Odissea e Eneide, se attualizzate, sono decisamente fantascienza Ghilgamesh? e altri millanta...» Il deserto dei tartari di Buzzati che piccole variazioni è un ottimo romanzo di fantascienza militare. Palomino.

» postato da KVT Palomino alle 21:37 del 17-04-2007

22 ««Alla schiera si aggiunge di corsa il rinnovatore di Battlestar Galactica, Ron Moore, che in una intervista al magazine Sfx la definisce "realtà allargata. Ma non appartiene al genere della fantascienza".» e ha ragione, perbacco! come si fa a considerare BSG fantascienza? manco ci fossero astronavi, intelligenze artificiali, pianeti colonizzati o battaglie nello spazio. tsé! :roll: ehm.... per caso, il giornalista di sfx che ha condotto l'intervista, ha avuto la prontezza di spirito di chiedere al signor moore un esempio di quello che lui considera fantascienza?» Realtà allargata? Ma mi state prendendo per le chiappe? :? 7di9

» postato da 7di9 alle 14:04 del 18-04-2007

23 deja-vu... benvenuta nuova settedinove :)

» postato da nemo73 alle 14:11 del 18-04-2007

24 «Il deserto dei tartari di Buzzati che piccole variazioni è un ottimo romanzo di fantascienza militare. Palomino.» In effetti lo pensavo anch'io ma rileggendolo mi manca la parte "-scienza" di fantascienza.. e non la ritengo una piccola variazione. PS Il libro è comunque molto bello

» postato da morgause alle 15:17 del 18-04-2007

25 «Che a ripensarci, poi, ma molti capolavori potrebbero benissimo essere definiti di fantascienza, anzi bisognerebbe aprire una discussione su ciò: La Divina Commedia L'Orlando Furioso I viaggi di Gulliver Il maestro e Margherita, se vogliamo ma anche Iliade, Odissea e Eneide, se attualizzate, sono decisamente fantascienza Ghilgamesh? e altri millanta...» Ne abbiamo già parlato a sfinimento... Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 15:48 del 18-04-2007

26 ma come? dopo tante critiche a serie come firefly che non sono "abbastanza piene di elementi fantascientifici" ora ci si lamenta che il mondo fa lo stesso? è interessante (a tratti buffo) vedere quanto si intreccino le parti "puriste" e quelle "unitarie" del forum. non serviva, ma questo articolo mi fa ricordare che bel posto sia qui. heeheh seriamente parlando: il problema è un altro, ovvero quello di DOVER per forza identificare la SCIFI con la letteratura cosidetta "di genere". è questo il problema per cui NON ci si vuole chiamare "fantascienza" o è davvero una questione di stile e di ricerca critica?? io penso che sia solo una questione di soldi.

» postato da _Kaos_ alle 00:34 del 19-04-2007

27 ««Che a ripensarci, poi, ma molti capolavori potrebbero benissimo essere definiti di fantascienza, anzi bisognerebbe aprire una discussione su ciò: La Divina Commedia L'Orlando Furioso I viaggi di Gulliver Il maestro e Margherita, se vogliamo ma anche Iliade, Odissea e Eneide, se attualizzate, sono decisamente fantascienza Ghilgamesh? e altri millanta...» Ne abbiamo già parlato a sfinimento... Salute e Latinum per tutti !» non si è ancora capito che la questione non è di critica, ma di economia?

» postato da _Kaos_ alle 00:40 del 19-04-2007

28 «io penso che sia solo una questione di soldi.» in che senso :?:

» postato da jonny lexington alle 15:50 del 19-04-2007

29 «Che a ripensarci, poi, ma molti capolavori potrebbero benissimo essere definiti di fantascienza, anzi bisognerebbe aprire una discussione su ciò: La Divina Commedia L'Orlando Furioso I viaggi di Gulliver Il maestro e Margherita, se vogliamo ma anche Iliade, Odissea e Eneide, se attualizzate, sono decisamente fantascienza Ghilgamesh? e altri millanta...» d'accordissimo :wink:

» postato da nemo73 alle 19:26 del 19-04-2007

30 ««Alla schiera si aggiunge di corsa il rinnovatore di Battlestar Galactica, Ron Moore, che in una intervista al magazine Sfx la definisce "realtà allargata. Ma non appartiene al genere della fantascienza".» e ha ragione, perbacco! come si fa a considerare BSG fantascienza? manco ci fossero astronavi, intelligenze artificiali, pianeti colonizzati o battaglie nello spazio. tsé! :roll: ehm.... per caso, il giornalista di sfx che ha condotto l'intervista, ha avuto la prontezza di spirito di chiedere al signor moore un esempio di quello che lui considera fantascienza?» figurati lex, un giornalista con le palle dopo una risposta del genere dovrebbe alzarsi e andare via :roll:

» postato da nemo73 alle 19:28 del 19-04-2007

31 Mah... l'altro giorno, parlando con un'amica, mi diceva quanto non apprezzasse il cinema di fantascienza ( a parte i cartoni e gli anime)... a un certo punto mi dice che non sopportava proprio "quel vecchio telefilm...come si chiamava... capitan spock!" :D

» postato da Turner alle 20:00 del 19-04-2007

32 «Mah... l'altro giorno, parlando con un'amica, mi diceva quanto non apprezzasse il cinema di fantascienza ( a parte i cartoni e gli anime)... a un certo punto mi dice che non sopportava proprio "quel vecchio telefilm...come si chiamava... capitan spock!" :D» mi auguro tu l'abbia debitamente catechizzata ;)

» postato da ekkeppalle alle 20:02 del 19-04-2007

33 ««Mah... l'altro giorno, parlando con un'amica, mi diceva quanto non apprezzasse il cinema di fantascienza ( a parte i cartoni e gli anime)... a un certo punto mi dice che non sopportava proprio "quel vecchio telefilm...come si chiamava... capitan spock!" :D» mi auguro tu l'abbia debitamente catechizzata ;)» Ci puoi contare!!! 8) Le ho detto: "no, guarda che ti sbagli, si chiamava Capitan Trek!"

» postato da Turner alle 20:04 del 19-04-2007

34 ««io penso che sia solo una questione di soldi.» in che senso :? scusa... in che senso "in che senso"??

» postato da _Kaos_ alle 01:34 del 22-04-2007

35 ««in che senso :? scusa... in che senso "in che senso"??» hai scritto: 'il problema è un altro, ovvero quello di DOVER per forza identificare la SCIFI con la letteratura cosidetta "di genere". è questo il problema per cui NON ci si vuole chiamare "fantascienza" o è davvero una questione di stile e di ricerca critica?? io penso che sia solo una questione di soldi.' in che senso "questione di soldi"? stai dicendo che si rischia di perdere i soldi a voler definire qualcosa fantascienza invece che qualcos'altro?

» postato da jonny lexington alle 15:47 del 23-04-2007

36 no! al contrario, io non lo penso, ma penso che lo pensino in molti. io penso però che, appunto, la questione del definire SCIFI o meno o altro, NON sia legata tanto ad esigenze critiche o letterarie, quanto molto di più alla catalogazione e al marketing dei libri. quindi penso che il probelma venga fuori da interessi "economici" (buoni o cattivi che li si vogliano vedere) piuttosto che da interessi letterari o teoretici. ma l'equazione comune è questa: SCIFI = opere di genere => scarsa qualità mentre ci sono moltissimi romanzi "commerciali" (se mi passi l'azzardata generalizzazione) che con "la scusa" di non chiamarsi facenti parte della "letteratura di genere" si fanno belli ed importanti più di quello che sono. "commerciale" = opere "non" di genere => appaiono di > qualità capito il senso??

» postato da _Kaos_ alle 00:02 del 24-04-2007

37 «capito il senso??» sí, ora mi è più chiaro.

» postato da jonny lexington alle 15:54 del 24-04-2007

38 quindi o si spezza l'equazione SCIFI = opere di genere o nessuno più "editorialmente" vorrà chiamarsi "fantascienza" :?

» postato da _Kaos_ alle 19:25 del 24-04-2007

39 il problema sostanziale è che la fantascienza varia da Mattatoio N.5 alle porcherie. Dicendo "Io scrivo fantascienza" ci si mette assieme a tanta inutile spazzatura. Alla fine è più agile mettersi nel fantastico così da liberarsi dal pregiudizio... per esempio una persona che odia la fantascienza interpretandola come Asimov os star trek può innamorarsi di Dick. Se glielo proponi come fantascienza magari lo evita... è tutta colpa di star trek :P Non so... chissenefrega, scrivete, filmate, leggete e guardate... categorizzare è sconveniente...penso...

» postato da Konrad Weber alle 17:33 del 29-04-2007

40 dando in lettura alcuni miei racconti a un piccolo (e peraltro molto gentile) editore mi è stato suggerito di cambiare alcuni termini perchè troppo "difficili", ecco: c'è di fatto anche una discreta ignoranza per quanto riguarda gli stilemi, il lessico e la disposizione del lettore di fantascienza rispetto alle tematiche e allo stile delle opere nella società italiana, soprattuttuto in coloro che si occupano di letteratura in genere. :?

» postato da Paolocosmico alle 15:32 del 01-05-2007

41 «è tutta colpa di star trek :P Non so... chissenefrega, scrivete, filmate, leggete e guardate... categorizzare è sconveniente...penso...» Evidentemente chi la pensa così non ha ben presente neppure cosa sia Star Trek. S*

» postato da S* alle 16:43 del 01-05-2007

42 «dando in lettura alcuni miei racconti a un piccolo (e peraltro molto gentile) editore mi è stato suggerito di cambiare alcuni termini perchè troppo "difficili", ecco: c'è di fatto anche una discreta ignoranza per quanto riguarda gli stilemi, il lessico e la disposizione del lettore di fantascienza rispetto alle tematiche e allo stile delle opere nella società italiana, soprattuttuto in coloro che si occupano di letteratura in genere. :?» La tua frase non è chiarissima - non si capisce se l'ignoranza sia del lettore di fantascienza o sia un'ignoranza generale sulla disposizione del lettore. Certo è che tante volte soprattutto in Italia si pensa che scrivere bene significhi usare parole inconsuete e frasi circonvolute, mentre è vero il contrario. La scrittura più efficace è quella pulita, asciutta, e se si scrivono storie ambientate nel presente - e ancora più nel futuro - è chiaramente più in tono una scrittura che usi termini d'uso quotidiano. S*

» postato da S* alle 16:51 del 01-05-2007

43 beh, si tratta anche, secondo me, di padroneggiare un lessico per cosi' dire tecnico: chi legge fantascienza sa cos'e', o cosa dovrebbe essere, un replicatore, un cervello positronico, un motore ftl eccetera... se dai in pasto un racconto di hard scifi a, ad es, uno che conosco io, che pubblica abitualmente libri di poesie ed e' totalmente e assolutamente digiuno di sf, potrebbe restare perplesso, al di la' forse dello stile o della bravura dell'autore tempo fa altrove avevo provato ad aprire una discussione sul se, anzi quanto, leggere letteratura di genere sia necessario per scriverne, ma forse leggerne e' necessario anche per valutarla :roll:

» postato da tzenobite alle 17:44 del 01-05-2007

44 oopss! Intendevo l'ignoranza generale "dell'italiano medio" e dell'addetto alla letteratura in generale, rispetto ai linguaggi della fantascienza. Singolarità quantica,nanorobot, buco nero sub-atomico mi pare che siano concetti alla portata di un lettore di sci fi o no? :) qui sotto metto un link al racconto in questione, per chi avesse voglia di darci una scorsa :roll: http://www.neteditor.it/node/83551

» postato da Paolocosmico alle 17:59 del 01-05-2007

45 ««è tutta colpa di star trek :P Non so... chissenefrega, scrivete, filmate, leggete e guardate... categorizzare è sconveniente...penso...» Evidentemente chi la pensa così non ha ben presente neppure cosa sia Star Trek. S*» Sta proprio qua il punto, qualsiasi cosa sia star Trek credo che buona parte della popolazione mondiale abbia in mente Dr. Spock o Spok o come si chiama, col tutù aderente e le orecchie a punta. A quel punto succede che magari se a uno dici "leggiti Dick" e questo ti chiede "Che roba è?" alla risposta "è fantascienza" probabilmente vedrà Spock nelle sue pareti celebrali... a quel punto in caso costui aborri Star Trek rifiuta la lettura... col risultato che Dick viene trascinato giù assieme a Spock. Se invece uno si decategorizza si libera dagli stereotipi... è un pò come nella musica... (Comunque a me Star Trek non dispiace...non è che straveda ma se capita lo guardo...specialmente d'estate ad orari assurdi :D)

» postato da Konrad Weber alle 22:41 del 01-05-2007

46 «oopss! Intendevo l'ignoranza generale "dell'italiano medio" e dell'addetto alla letteratura in generale, rispetto ai linguaggi della fantascienza. Singolarità quantica,nanorobot, buco nero sub-atomico mi pare che siano concetti alla portata di un lettore di sci fi o no? :) » Ah, chiaro. Be', a dire il vero credo che un bel po' della terminologia della fantascienza sia entrata nel vocabolario comune, soprattutto attraverso film e telefilm; e comunque la gran parte della fantascienza degli ultimi anni è più ambientata sulla terra di un futuro prossimo che tra stelle e astronavi. Comunque sì, ogni genere ha un po' il suo linguaggio, le sue formule, i suoi archetipi; vale per la sf come vale per il fantasy o il giallo o il thriller. Secondo me è proprio rivolgendosi ai propri lettori che si può "usare" questo linguaggio per poter "dire" qualcosa. Posso mettere in scena alieni, robot, singolarità usandoli come strumenti per esprimere dei concetti. Se parlassi a un lettore non abituato, dovrei perdere tanto tempo a descrivere alieni e robot che non resterebbe spezio per fare altro. E comunque annoierei terribilmente il lettore di genere. S*

» postato da S* alle 22:46 del 01-05-2007

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