Immaginario alieno: una spiegazione psicologica

Uno psicologo americano ha avanzato una suggestiva ipotesi scientifica per spiegare la ragione per cui, nella quasi totalità dei casi degli avvistamenti alieni, i testimoni riferiscono per gli extraterrestri sempre gli stessi tratti somatici distintivi.

E' un alieno o... è la mamma?!

Se vi chiedo di pensare a un alieno è molto probabile che voi sarete tentati di immaginarlo nella migliore tradizione di X-Files o di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo: grandi occhi scuri ovali, pelle grigia, testa grande, naso piccolo appena abbozzato, labbra inesistenti, eccetera. E questo senza, naturalmente, che voi ne abbiate mai visto uno. E' abbastanza curioso altresì rendersi conto che, nella pressoché totalità dei casi di fenomeni di rapimenti alieni o comunque di incontri ravvicinati, coloro che si professano vittime o testimoni, affermano le stesse cose. Anche per i testimoni, veri o presunti essi siano, gli alieni hanno grandi occhi scuri ovali, pelle grigia, testa grande, naso piccolo appena abbozzata, labbra inesistenti, eccetera. Qual è il motivo? Da dove nasce questa immagine? Naturalmente non è facile risalire alle radici della rappresentazione mentale figurativa che abbiamo dell'alieno. L'immaginario letterario, televisivo e cinematografico è stato alimentato dalla realtà di immagini avvistate oggettivamente oppure è accaduto il contrario? I testimoni potrebbero raccontare di avere visto negli alieni le medesime caratteristiche fisiche solo perché ormai, riguardo la figura dell'alieno, siamo tutti imbevuti di un cliché collettivo più o meno consapevole dal quale è difficile scostarsi. Ebbene per Frederick Malmstrom la spiegazione è un'altra. Lo psicologo americano ritiene infatti che l'immagine tipica dell'alieno non sia altro che la reminiscenza ancestrale di un volto femminile come rimane fissato nel cervello di un bimbo appena nato. Per provare la sua tesi, Malmstrom ha fatto un esercizio molto semplice. Ha preso l'immagine di una donna e l'ha distorta secondo la visione caratteristica di un neonato, ovvero una vista fortemente astigmatica con un piano focale poco profondo. Il risultato è stato molto simile all'immagine classica di un alieno dai grandi occhi. 

Autore: Alessandro Vietti - Data: 12 dicembre 2005 - Fonte: Space.com, Technovelgy.com

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Commenti

1 ...e' piu' veloce dei neuroni e piu' stabile delle sinapsi. Credo fermamente che lo psicologo abbia interpretato come unica visone unilaterale,l'icona dell'alieno grigio,la sola ed unica cosa che la cinematografia e i media abbiano dato in pasto a tutte le persone che hanno un telecomando e non solo. Se non ricordate rinfresco la memoria con l'ormai scomparso Jhon Mack che con gli alieni fino a tanto tempo fa' non aveva niente a che fare.Ma all'improvviso dopo attenti e documentati esami su 15 persone (solo l'inizio) si e' accorto che qualcosa non funzionava.Codeste persone racontavano situazione e soggetti simili,lo strano e' che queste persone erano inconsapevoli l'una dell'altra,ed in piu' non raccontavano dell'alieno grigio delle patatine,ma di ben altri esseri che si riveleranno negli anni,con indagini e tecniche sempre piu' approfondite,degli esseri con una precisa forma e scopo.Per chi non lo sapesse e tutti potranno farselo confermare da uno psicologo,l'inconscio e' un registratore a sola scrittura.Avete presente un cd-r?cioe' un cd a sola scrittura?Bene l'inncoscio fa una cosa simile.Non possiamo modificare se non rompendo il supporto ,i dati che sono stati scritti.Quindi quando andiamo ad interrogare l'incoscio di particolari soggetti e sentiamo una situazione,questa e' stata realmente registrata.Voi direte naturalmente ma chi ce lo dice che sia vero?Semplice ,vengonoi a fugare questi dubbi altre tecniche usate in psicologia e non solo,cioe' la programmazione neurolinguistica(PNL) espressione o linguaggio del corpo come reazione a stimoli precisi di un vissuto e non. Il signore americano,di indubbio intento non avra' considerato che questa casistica e' ben piu' vasta e non si ferma alla sola determinazione oggettiva di un singolo soggetto,esistono si degli psicodrammi creati per somatizzare dei traumi o quant'altro.Ma prima di sparare pippoli sugli scogli e giocare con un programma di fotoritocco e' bene rivedersi altre cose,tipo Hilman,Erikson,Luscher e tanti altri. Concludo dicendo che ognuno e' libero di esprimersi come sto' facendo io,ma prima di disinformare e'sempre bene informarsi e portare una prova riscontrabile per tutti e che valga per tutte le definizione del fenomeno. Distinti saluti Semiasse

» postato da Semiasse alle 23:39 del 12-12-2005

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