Da Guerre Stellari nasce il Culto della Forza

Nuovi culti: dalla saga stellare campione d’incassi è nato un nuovo movimento che muove i primi passi in Italia e che propone accostamenti “arditi” di noti personaggi.

Riunione di saggi a Bologna

Da una galassia lontana lontana ecco sbarcare anche sulla Terra, per la precisione a Bologna, il Culto della Forza. Il lancio è avvenuto ovviamente in occasione dell’uscita di La vendetta dei Sith, sesto (anche se si intitola Episodio 3, lasciamo perdere... tanto sapete la faccenda della sequenza) e ultimo episodio di una cine-saga che forse, come dire, aveva già dato in passato il meglio di sé. Concluse (per sempre?) le gesta sul grande schermo forse può essere il momento giusto di espandere l’universo lucasiano in altri territori. Visto che in questi ultimi tempi il “fervore religioso” nelle sue varie forme e manifestazioni pare godere di nuove fortune ecco che, con un pizzico di ironia e ammiccamento, c’è chi ha pensato bene di inserirsi nel filone e ispirarsi alla saga stellare per il lancio di un nuovo culto che mescola allegramente Obi Wan Kenobi e Padre Pio.

La Diocesi Italiana del Culto della Forza Pio Kenobi ha lo scopo dichiarato di promuovere e diffondere i valori spirituali contenuti nell'epica di Guerre Stellari e di proporne l'incontro e la fusione con i motivi e i valori contenuti nella predicazione di Padre Pio. L’accostamento, si precisa, non vuole offendere né i credenti di Star Wars ne quelli di Padre Pio, che meritano certamente pari rispetto. Tra l’altro i due gruppi hanno in comune anche l’esistenza di un florido mercato di merchandising a cui attingere, che comprende statuine di plastica, adesivi, poster e via dicendo. La Diocesi “manifesta e difende la propria identità religiosa di culto moderno e aperto, che attinge da diversi ambiti filosofici e spirituali, per potersi rivolgere ad un'ampia ed eterogenea comunità di fedeli.” Il culto è pacifista, contrario al terrorismo, alla militarizzazione, critico di un’epoca troppo focalizzata su possesso, potere e ricchezza, nonché (nonostante gli insistiti appelli della CEI) schierato apertamente col fronte del ai referendum del 12 e 13 giugno. Sul piano della sin troppo facile semplificazione divisione del mondo in buoni e cattivi il Culto ricorda che in Guerre Stellari “sebbene a prima vista buoni e cattivi si dividano in due chiari schieramenti, il lato oscuro serpeggia camuffato da democrazia e da pace, da bianchi soldati e da ideali di stabilità.”

Sabato 28 maggio a Bologna una piccola folla di fedeli e curiosi ha assistito all'inaugurazione del monumento a Yoda, primo evento pubblico italiano del Culto della Forza, riportato da vari organi di stampa, tra i quali l’agenzia Ansa e i quotidiani La Repubblica, L’unità e Il Resto del Carlino. La piccola statua del verde maestro Jedi è stata collocata vicino ad una statua di Padre Pio istallata dall’amministrazione Guazzaloca nel 2003 ai giardinetti di Porta Saragozza. Poi, come in un film, un gruppetto di guerrieri nerovestiti, col viso coperto e che sfoggiavano il simbolo del malvagio imperatore dai due volti Palpatine/Ratzinger (rassomiglianza già ampiamente notata in tutto il web) ha fatto irruzione sulla scena trascinato via la statua “blasfema”. C’è da scommettere che una prossima puntata i seguaci del Culto della Forza cercheranno di riprendersela...

 

Il culto esiste in qualche forma già all’estero. In Gran Bretagna nel censimento di due anni fa oltre trecentomila persone si dichiararono seguaci della Forza. In fin dei conti ognuno è libero di credere a quello che vuole, dal reincarnarsi in formiche alle madri vergini, dall’esistenza dei ginn fino ai dinosauri sull’Arca di Noé. Allora perché non sperare che un piccolo maestro Jedi voli un giorno sino al nostro piccolo mondo, che un tempo qualcuno considerava il centro dell’universo, magari ad insegnarci un po’ di umiltà?

Autore: Roberto Taddeucci - Data: 7 giugno 2005

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