Huygens: in viaggio verso l'ignoto / 2

Prosegue il viaggio storico della sonda europea verso il maggiore satellite di Saturno.

La Huygens viaggia verso Titano. L'immagine del pianeta è una vera foto (in falsi colori) ripresa dalla sonda Cassini (Credits: ESA) ingrandisci

Mancano ancora pochi giorni a quello che, se coronato da successo, sarà uno degli eventi più emozionanti e scientificamente importanti della storia dell'esplorazione dello spazio degli ultimi anni. Il 14 gennaio 2005, il modulo sganciato dalla sonda Cassini lo scorso 25 dicembre sarà "svegliato" dalla presenza delle frange più esterne dell'atmosfera di Titano, a un'altezza di un migliaio di chilometri dalla superficie del satellite e inizierà a "cadere". A questo punto la Huygens starà scendendo a una velocità di circa 6 km/s. Per diminuire la sua velocità e consentire un atterraggio "morbido", il modulo utilizzerà dapprima il suo scudo termico, dopodiché si servirà di tre paracaduti che, aperti in successione, dovrebbero portare la sonda a toccare il suolo a una velocità teorica di 5 m/s. La durata massima di tutta la discesa è stimata in 150 minuti, durante i quali la sonda farà la maggior parte delle sue analisi che trasmetterà a una velocità di 8 kB/s alla Cassini posta a una distanza di 60.000 km da Titano, la quale li memorizzerà e, al momento opportuno, li ritrasmetterà alla Terra. In base al dimensionamento della potenza erogabile dal sistema di alimentazione del modulo (1187 watt/ora), è previsto che la Huygens possa funzionare per soli 153 minuti. Nella peggiore delle ipotesi, la sonda potrà quindi funzionare al suolo per soli tre minuti, ma si spera che questo tempo possa essere aumentato fino a un massimo di mezz'ora, grazie a una discesa un po' più rapida del previsto. Non è comunque dato sapere di preciso "dove" il modulo atterrerà, se su una superficie solida, rocciosa o ghiacciata, o liquida. Dalle analisi dei dati provenienti dalla Voyager 2, gli scienziati hanno addotto infatti la concreta possibilità che su Titano vi siano zone in cui metano o etano si trovano allo stato liquido, formando così dei veri e propri laghi di idrocarburi. E' questo, in effetti, uno dei misteri più stuzzicanti che aleggiano intorno a Titano e che, se tutto andrà bene, gli strumenti di analisi di superficie del modulo saranno in grado di svelarci.

Autore: Alessandro Vietti - Data: 10 gennaio 2005 - Fonte: NASA/ESA

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