Anime in Italia, 25 anni fa iniziava l'invasione

Lo scorso 4 aprile ricorrevano i 25 anni dello sbarco in Italia della serie animata che ha aperto le porte delle produzioni giapponesi in Italia: Atlas UFO robot , il celeberrimo Goldrake

Il celebre Grendizer (in Italia noto come Goldrake) in una posa epica.

Con l'attenzione mediatica concentrata sulla guerra in Iraq, ci pare che soltanto La Stampa di Torino abbia ricordato un avvenimento che riteniamo degno di essere segnalato, dato il forte carattere simbolico che riveste per gli appassionati del nostro Paese. Si tratta della prima trasmissione italiana della serie animata Ufo robot Grendizer, realizzata a partire dai fumetti di Go Nagai per la TV giapponese tra il 1975 e il 1977 e trasmessa dal Secondo Canale della RAI per la prima volta il 4 aprile 1978 alle ore 18.45, nella trasmissione "Buonasera con..." presentata da Maria Giovanna Elmi. Fino ad allora, in Italia erano giunte soltanto le serie nipponiche Vickie il vichingo e Heidi: complice la nascente emittenza privata (nazionale e locale), già poche settimane dopo sarebbe giunto sugli schermi di Telenova Danguard di Leiji Matsumoto (unica serie robotica del creatore di Capitan Harlock, Galaxy Express 999, Starblazers e la Regina dei 1000 anni), dando modo agli spettatori nostrani di venire a contatto nei primi 5 anni del vero e proprio "anime boom" (tanto distante dalle produzioni Disney o Hanna-Barbera da suscitare perfino interrogazioni parlamentari) alla produzione nipponica in realtà distribuita lungo 15 anni. L'adattamento della serie (tutt'altro che cristallino, con nomi pesantemente modificati e che non risparmiò nemmeno personaggi apparsi in altre serie... come Alcor, in realtà il Koji Kabuto pilota di Mazinga Z) giunse in Italia dalla Francia, dove tuttavia non si raggiunse il successo clamoroso avvenuto nel nostro Paese, che vide per la prima volta l'esplosione a tutti i livelli di un fiorente merchandising (oggi preda della "nostalgia canaglia" di tanti trentenni) che non risparmiò nessun ambito, dando vita — oltre che a nuove versioni "spurie" dei fumetti originali giapponesi, giunti in Italia nei tardi anni Novanta — al primo fenomeno su larga scala di eroi multimediali sul suolo nazionale: la visione della serie TV poteva essere così prolungata attraverso proiettori e trasferelli, libri e fumetti, adesivi e tatuaggi, giocattoli e gadget, pupazzi e maschere di carnevale, merendine e teloni da mare, indumenti e zainetti...

Autore: Loris Cantarelli - Data: 28 aprile 2003

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