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Quando eravamo immortali

In produzione un film basato su un racconto di Rick Yancey, che parla ancora del tempo e di immortalità.

Rick Yancey ingrandisci

Siamo dalle parti di In Time, ultima e un po' bistrattata pellicola di Andrew Niccol, che parlava proprio di immortalità. Un tema ricorrente nella letteratura, che ossessiona da sempre l'umanità, e che anche nella fantascienza ha trovato terreno fertile per ottimi romanzi e racconti, alcuni dei quali portati sul piccolo e sul grande schermo. Lionsgate ha deciso così di sfruttare il momento per mettere in cantiere una nuova produzione fantascientifica che insisterà sul tema, portando al cinema l'ennesima trasposizione letteraria.

 

Si tratterà della versione cinematografica di When first we were gods, racconto breve scritto dall'americano della Florida Rick Yancey. Il racconto è ambientato in un prossimo futuro distopico in cui il segreto dell'immortalità è stato scoperto, ma come nel soggetto di Niccol non sarà alla portata di tutti. Solo un'elite ultra privilegiata potrà permettersi di non morire mai, lasciando il resto dell'umanità a sfangarsela. In questo contesto le relazioni umane sono soggette a parecchi cambiamenti, ma ci sarà una cosa che non cambierà mai, e cioé il desiderio di condividere l'immortalità con chi si ama. Ragione per cui un immortale progetterà l'assassinio della propria moglie, anche lei immortale, in modo tale da sostituirla con la sua amante, una comune mortale, e regalarle l'immortalità. Ovviamente qualcosa va storto, e i protagonisti scopriranno che "amore eterno" può essere soltanto un modo di dire.

 

Yancey è noto negli USA per aver scritto diverse saghe per ragazzi e adulti, tra cui la serie di romanzi horror The Monstrumologist e quella ispirata al detective teenager Alfred Kropp. Per la trasposizione del racconto Lionsgate si affiderà però allo sceneggiatore Aaron Eli Coleite, autore televisivo per serie come Crossing Jordan, Heroes, The River, mentre per la regia è stato scelto il semiesordiente Daniel Askill, messosi in luce finora più che altro nel campo della pubblicità e dei video musicali, ma autore anche del corto We have decided not to die, film surreale che aveva qualcosa a che fare con gli stessi temi del racconto di Yancey.

 

Insomma, interrogarsi sull'immortalità e su come potrebbe cambiare la vita delle persone è una questione che si può affrontare da diversi punti di vista. Mentre il film di Niccol privilegiava l'analisi sugli aspetti sociali, il racconto di Yancey e il film insisteranno probabilmente su aspetti più intimi ed emozionali. Che sono altrettanto importanti per definire l'esperienza di vita, che sia infinita o meno.

Autore: Maurizio Del Santo - Data: 7 novembre 2012 - Fonte: deadline.com; scificool.com

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Commenti

1 Beh, il tema dell'immortalità è sempre un tema caro all'uomo, quindi non mi sembra una brutta idea. In Time è forse stato bistrattato però dopo un inizio assai interessante prendeva un strada un poco "weird" certo inaspettata ed alla fine il film risultava carino, ma non il capolavoro che mi aspettavo.

» postato da Micronaut alle 10:22 del 07-11-2012

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