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Urania - Editrice Nord
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Quando una rivista come Urania, che vanta una storia pluridecennale, cambia la veste grafica, è come un piccolo terremoto che scuote il mondo della fantascienza italiana. La nuova copertina segna un ritorno allo stile che caratterizzò gli anni di Fruttero e Lucentini: sfondo bianco con riga e cerchio rossi, formato leggermente più alto. Dai commenti raccolti in rete sembra che il cambiamento sia stato gradito alla maggior parte degli appassionati, anche se non mancano le voci dissonanti dal coro dei complimenti; il tempo dirà se il ritorno al passato darà più visibilità nelle edicole.
Ma il rinnovamento estetico non è il solo motivo di interesse del numero 1587, che contiene un romanzo di due giganti della fantascienza, Arthur C. Clarke e Frederick Pohl, per la prima e ultima volta insieme. Iniziato da Clarke, L'ultimo teorema è stato completato da Pohl a causa del peggioramento delle condizioni di salute dello scrittore inglese, che ha comunque supervisionato la stesura e ha terminato la revisione finale il giorno precedente alla morte.
Il tema è un classico: un'invasione di alieni preoccupati dai numerosi bagliori delle esplosioni atomiche sperimentali del dopoguerra, e decisi a fermare una razza pericolosa come la nostra. Tutte le speranze della Terra sono riposte in Ranjit Subramanian, un matematico ossessionato dall'ultimo teorema di Fermat, la misterisa e sfuggente dimostrazione che Pierre de Fermat affermò di aver scoperto, senza lasciarne traccia.
Arthur C. Clarke (1917-2008) e Frederik Pohl (1919) sono tra i maestri della fantascienza angloamericana. Al primo si devono romanzi come Le guide del tramonto, 2001: Odissea nello spazio, Incontro con Rama, Terra imperiale e Le fontane del paradiso. Al secondo I mercanti dello spazio, il ciclo degli Heechee (Gateway) e quello di Marte. The Last Theorem (2008) è stata la loro prima e unica collaborazione.
Un uomo non potrà mai volare nello spazio, dicevano i saccenti. Negli stessi anni, e per lo stesso motivo, decretarono che un’astronave non potesse atterrare in Italia. Invece l’astronave Ares atterrò, “prima nave di linea regolare tra i pianeti”, e cambiò tutto. Era quella del n. 1 dei “Romanzi di Urania”, scesa su di noi il 10 ottobre 1952. Oggi, a sessant’anni di distanza e quasi 1600 numeri dopo, l’ultimo romanzo di Arthur Clarke — scritto in collaborazione con Frederik Pohl — viene a festeggiare degnamente il nostro anniversario. E se qualcuno si chiedesse: “Ma che teorema mi hai fatto?”, gli risponderemmo che si tratta del celebre teorema di Fermat, e che un giovane matematico dello Sri Lanka è il primo ad averne scoperto la dimostrazione originale. Mentre ai danni della Terra, strisciante e insidiosa, si prepara l’invasione aliena…
Arthur C. Clarke & Frederick Pohl, L'ultimo teorema (The last theorem, 2008), Mondadori, collana Urania 1587, traduzione di Flora Staglianò, pagg. 306, Euro 4,90
2 Da un Clarke + un Pohl mi attendo molto
ma certo non sarò deluso. Quanto alla nuova veste (lasciando da parte motivazioni non "estetiche") dico che non è male. (P.S.: ma Caesar e Thole a tutta pagina erano 'n'ata cosa
)
» postato da Vittorio Catani alle 13:27 del 05-10-2012
3 A dire la verità trovo migliore la versione nera con l'illustrazione che copre per intero la copertina.
questa veste è la migliore in assoluto
http://www.fantascienza.com/magazine/imgbank/LIBRI/severa_maestra.jpg
Magari si poteva usare la stessa struttura e modificare pochi fondamentali come le illustrazioni.
Qualcosa del genere:
http://img37.imageshack.us/img37/2444/esempiovesteurania.jpg
Oddio, questo l'ho fatto in 5 minuti di nullafacenza. Ci si potrebbe (dovrebbe!) studiare di più, mooolto di più. ![]()
» postato da Andras Eris alle 13:30 del 05-10-2012
4 concordo con quanto detto prima riguardo la ve ste grafica della collana urania collezione, é decisamente la più elegante, e non sfigura per niente sullo scaffale della libreria. Si sarebbe potuto optare per illustrazioni disegnate piuttosto che render (seppur molto intriganti), my two cents. Questo ritorno al passato potrebbe comunque avere anche motivazioni di carattere economico, chissá. Comunque non vedo l'ora di poter toccare con mano questa nuova versione.
» postato da Kust0r alle 01:22 del 08-10-2012
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1 Credo di essere tra i pochi cultori di Urania convinti che la sua veste grafica in assoluto migliore sia stata quella degli ultimi anni '90, con le copertine interamente disegnate e prevalentemente scure, i logo diversi libro per libro, grande spazio per i disegni e, di conseguenza, l'impressione di una ridotta "serialità", capace a mio parere di accrescere l'autonomia editoriale di ogni romanzo, distinto anche grazie all'appeal grafico dagli altri romanzi della collane. Ma venne clamorosamente ostracizzato dal grosso dei collezionisti: curioso che gli appassionati di URANIA, e quindi lettori di fantascienza, gente che dovrebbe essere orientata al nuovo, al cambiamento, alla varietà continua, in quel caso si fossero dimostrati così tradizionalisti e conservatori. Ad ogni modo, la nuova veste è apprezzabile, sarebbe bello il "cerchio" con il disegno fosse un po' più grande, ma mi rendo conto che quello del cerchio rimane un grande dogma intoccabile (valido anche per le altre collane della Mondadori) e quindi non ci provo nemmeno.
» postato da (Gianni Bergamino) alle 10:20 del 05-10-2012