Il reboot di Who sarebbe una follia

Parola di Steven Moffat, produttore e showrunner della serie, secondo cui il progetto di trasposizione cinematografica non è esattamente a portata di mano...

Steven Moffat insieme a un Dalek: ma ancora per quanto?

Steven Moffat, autore e produttore di numerosi serial tv tra cui Sherlock, ma soprattutto ideatore delle ultime fortunate stagioni di Doctor Who dopo l'uscita di scena di Russell T. Davies, ci tiene molto alla sua creatura. E non ha mai avuto molta simpatia per i progetti portati avanti da altri soggetti diversi da lui e che riguardano il TARDIS. Ci riferiamo al sempre più mitico progetto cinematografico che una parte della BBC vorrebbe mettere in cantiere per celebrare il cinquantenario della serie, che cadrà a novembre del 2013. Già nei mesi scorsi Moffat aveva espresso giudizi piuttosto pepati sull'idea e su David Yates, regista di alcuni episodi della saga di Harry Potter e che, stando alle sue stesse dichiarazioni, starebbe lavorando su un progetto che prevederebbe un certo distacco dalla continuity della serie e forse anche un attore diverso dall'attuale Dottore Matt Smith. Le voci però continuano a circolare (c'è chi parla addirittura di Hugh Laurie come nuovo Who); così Moffat, intervistato in questi giorni dal magazine Entertainment Weekly, ha rincarato la dose. Perché sia proprio chiaro a tutti come la pensa.

 

Ecco le sue parole: "Non c'è nessun film. È solo una strana fantasia nata da qualche parte. Guardate, noi speriamo davvero di fare, un giorno, un film su Doctor Who. E sarà assolutamente gestito dall'ufficio di produzione di Doctor Who di Cardiff. Ci sarà lo stesso Dottore della serie tv. Non ci sarà invece nessun reboot nella continuity. Sarebbe una follia. Così tutta questa storia del film non è vera, non esiste. Posso dirlo con l'autorità necessaria perché, per quanto concerne la BBC, la voce di Doctor Who sono io. Quindi se lo dico, è vero. La BBC possiede il marchio di Doctor Who e, fino a questo momento, sono io che produco lo show. Quindi vi posso assicurare definitivamente che sono tutte sciocchezze — non l'idea di fare un film, ci piacerebbe molto fare un film, ma quella di fare un reboot della serie con un Dottore diverso. Questo equivale a scrivere il libro della distruzione del franchise. Non ci si comporta così, per nessun motivo."

 

Dopo questo sfogo, Moffat ha poi aggiunto: "Non penso proprio che David Yates sia stato contattato per questo progetto. Io non l'ho mai contattato, quindi lui non c'è. Ma penso che lui abbia solo espresso il suo interesse all'idea, e poiché è davvero un ottimo regista sono sicuro che sarebbe certamente nella lista di coloro che potrebbero essere coinvolti in un progetto simile. Io sono un suo grande fan. Ma il progetto come lui lo descrive non esiste. Ha fatto dichiarazioni più a braccio di quello che poteva sembrare subito." Per la serie: più chiaro di così non lo poteva dire.

 

Insomma, a chi devono dare retta ai fan? A Yates, che dice e non dice, o a Moffat che dice e basta? L'impressione generica, già riportata in passato, è che ci sia un certo scontro all'interno della BBC, tra chi considera Moffat un po' troppo ingombrante e vorrebbe forse ridimensionarne la figura, e lo stesso produttore, che evidentemente a farsi da parte non ci pensa proprio. Come al solito, chi ne farebbe le spese alla fine sarebbero sempre gli appassionati, che rischiano di vedere il TARDIS lacerato da questioni finanziarie e gestionali. Come dire: le lotte di potere interno alla BBC potrebbero riuscire là dove i Dalek e i Cybermen hanno fallito. Intanto le iniziative per il favoleggiato cinquantenario sembrano ancora disperse nell'iperspazio: non si sa se ci sarà un film, uno speciale televisivo, se Smith sarà riconfermato per un altra stagione (ma sembra di no) e sui nomi degli altri possibili attori le fantasie si sprecano. Questa volta anche il cacciavite sonico avrebbe difficoltà a sbrogliare la matassa.

Autore: Maurizio Del Santo - Data: 6 agosto 2012 - Fonte: insidetv.ew.con; blastr.com

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Commenti

1 L'importante è che si parte con la Stagione 7 il 25 agosto !

» postato da Il Castiglio alle 11:34 del 06-08-2012

2 "L'impressione generica, già riportata in passato, è che ci sia un certo scontro all'interno della BBC, tra chi considera Moffat un po' troppo ingombrante e vorrebbe forse ridimensionarne la figura, e lo stesso produttore, che evidentemente a farsi da parte non ci pensa proprio." Più che altro l'impressione è che Yates cerchi di far parlare di sé come fanno certi attori che si propongono di continuo per ruoli di supereroi piuttosto improbabili...

» postato da (det. bullock ) alle 15:24 del 06-08-2012

3 Basta con questi reboot, hanno già devastato star trek, la lezione dovrebbe essere chiara...

» postato da el_dambro alle 10:09 del 07-08-2012

4 A che pro un reboot visto che il dottore per sua natura puo essere tanti personaggi sia fisicamente che mentalmente quasi all'antitesi e quindi creare de facto nuove serie e situazioni ?

» postato da (Onirepap de paperins) alle 14:34 del 07-08-2012

5 El dambro ha totalmente ragione ! Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 09:06 del 12-08-2012

6 «Basta con questi reboot, hanno già devastato star trek, la lezione dovrebbe essere chiara...» Dunque, hanno preso una serie che ormai in tv era penosa e non aveva abbastanza ascolti nemmeno per la più piccola delle reti americane e ne hanno fatto un film che ha incassato quasi 400 milioni di dollari. Esattamente, la lezione quale dovrebbe essere, che mi sfugge? Il fatto che una percentuale abbastanza ridotta di fan non l'ha apprezzato? S*

» postato da S* alle 09:22 del 12-08-2012

7 « Il fatto che una percentuale abbastanza ridotta di fan non l'ha apprezzato? S*» Su questo ho qualche dubbio. :?

» postato da senji alle 09:51 del 12-08-2012

8 «Basta con questi reboot, hanno già devastato star trek, la lezione dovrebbe essere chiara...» Oggi STAR TREK VIVE! 8) Ieri stava nella tazza del bagno... c'era solo la cordicella dello sciaquone da tirare. La lezione quale sarebbe? Comunque sto Moffat mi è sembrato un tipo molto arrogante. Mi ricorda Rick Berman ai suoi tempi, prima che lo silurassero, e non mi stupirebbe se avvenisse lo stesso. Sti produttori non si rendono conto che sono buoni solo per un certo periodo, dopo diventano un peso ed un danno per il prodotto che dicono di voler difendere (in realtà difendono il loro posto di lavoro).

» postato da MiaPiccolina alle 11:33 del 12-08-2012

9 Fare un reboot del Dottore non la reputo una buona idea. Poiché ogni fine ciclo si trasforma, questa trovata (direi geniale) rende il personaggio del Dottore sempre attuale, senza incorrere a "forzati" restyling come succede molto spesso nel cinema, mi riferisco a Batman, Spiderman, Superman, allo storicissimo 007 e via dicendo. Sarebbe grandioso se invece di un reboot (se mai venisse fatto), gli autori si inventassero un modo di far "rinascere" il dottore, visto che mancano solo un paio di trasformazioni, prima che muoia definitivamente. Che ne so, un clone? Per quanto riguarda il nome di Hugh Laurie, visto che ho adorato il Dottor House, vederlo nei panni del Dottore, mi farebbe felice e attirerebbe i suoi fan a questa serie, risolvendo, a mio parere, i problemi di gestione finanziaria. Più Fan= più popolarità= più share= più soldi= più stagioni! E poi, siamo stati abituati a vedere Hugh zoppicare per 8 stagioni. Sarei curioso di vederlo correre su e giù nello spazio-tempo come una scheggia impazzita ,come è il personaggio del Dottore!

» postato da Alidant alle 13:33 del 12-08-2012

10 MiaPiccolina: Non è arrogante semplicemente è lui a capo del progetto Doctor Who sia come scrittore che come produttore e come tale è lui che ha potere di vita e di morte sul personaggio, specie considerando il successo delle stagioni da lui prodotte e il fatto che molti dei migliori episodi della nuova serie li ha scritti di suo pugno. Yates da quel punto di vista vale meno di zero, è solo un regista disoccupato che vuole far parlare di sé e si propone per un progetto che ai suoi occhi potrebbe essere un nuovo Harry Potter dal punto di vista economico... Alidant: stando a Davies e Moffat il limite delle rigenerazioni ha perso di validità dopo la scomparsa dei Signori del Tempo, e comunque sarebbe bello avere Hugh Laurie come Dottore, secondo me farebbe faville!

» postato da (Det. Bullock ) alle 19:17 del 13-08-2012

11 ««Basta con questi reboot, hanno già devastato star trek, la lezione dovrebbe essere chiara...» Dunque, hanno preso una serie che ormai in tv era penosa e non aveva abbastanza ascolti nemmeno per la più piccola delle reti americane e ne hanno fatto un film che ha incassato quasi 400 milioni di dollari. Esattamente, la lezione quale dovrebbe essere, che mi sfugge? Il fatto che una percentuale abbastanza ridotta di fan non l'ha apprezzato? S*» Proprio convinto, eh ? Star Trek era terminato: stop, e poteva restare tale per un bel po', in attesa di tempi diversi... od anche soltanto rimanere un bel ricordo, mantenuto vivo per chi lo ha apprezzato dai supporti video e dalle repliche. Lo Star Trek di Abrams può aver guadagnato anche millemilamiliardi... ciò non toglie sia, a mio modestissimo parere, una pagliacciata. Come diceva Freak Antoni, tanto per citare un intellettuale :lol: del 900... 'Mangiate m***a, 50 milioni di miliardi di mosche non possono sbagliare !' IMHO Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 00:30 del 14-08-2012

12 «MiaPiccolina: Non è arrogante semplicemente è lui a capo del progetto Doctor Who sia come scrittore che come produttore e come tale è lui che ha potere di vita e di morte sul personaggio, specie considerando il successo delle stagioni da lui prodotte e il fatto che molti dei migliori episodi della nuova serie li ha scritti di suo pugno. » E' arrogante proprio perché si crede il padrone, e si fa forte del suo successo. Ma io ho già visto queste situazioni, e ti garantisco che presto o tardi la situazione cambierà. Non tanto perché ad un certo punto Moffat diventerà scemo, ma perché avrà dato tutto alla saga di Doctor Who. A quel punto se continuerà a dettar legge trascinerà in basso anche la saga. E se questa situazione continuerà a lungo, Doctor Who potrebbe rischiare di chiudere per sempre. Stava succedendo a Star Trek per colpa di Rick Berman. Anche lui ha fatto tante belle cose per la saga di Roddemberry, eppure si era arrivati all'autodistruzione proprio per le scelte scellerate di Rick Berman. E' successo a X-File ed a Babylon 5 per colpa dei loro creatori, Chris Carter e Michael Straczynski. Entrambi hanno preteso di mantenere il controllo delle due saghe, non hanno voluto lasciare spazio ad altri e facendo questo hanno contribuito in modo determinante a mandare le due saghe nell'oblio. « Star Trek era terminato: stop» Sono proprio contento che a dirigere le saghe non sono i fans...

» postato da MiaPiccolina alle 01:18 del 14-08-2012

13 « Star Trek era terminato: stop, e poteva restare tale per un bel po', in attesa di tempi diversi... od anche soltanto rimanere un bel ricordo, mantenuto vivo per chi lo ha apprezzato dai supporti video e dalle repliche. Lo Star Trek di Abrams può aver guadagnato anche millemilamiliardi... ciò non toglie sia, a mio modestissimo parere, una pagliacciata. Come diceva Freak Antoni, tanto per citare un intellettuale :lol: del 900... 'Mangiate m***a, 50 milioni di miliardi di mosche non possono sbagliare !' IMHO Salute e Latinum per tutti !» QUOTISSIMO !! Caro MiaPiccolina, non è importante la vita ma la qualità della vita. Se l'alternativa alla vita di ST è JJA molto meglio la morte, lo stesso può valere per B5. Due grandi serie, che hanno fatto storia e cultura e sono diventate cult non devono vivere per sempre obbligatoriamente, possono vivere se all'altezza altrimenti meglio cambiare pagina. Se JJA o l'erede di Straczynski hanno così tante idee e così tanto da dire, perchè non si creano una serie loro? Non mi si venga a dire che mancano i soggetti. (rabbrividisco al solo pensiero di una B5 fatta da JJA - brrrrr- ) Diciamo che sono solo miserrime, grette, scialbe e squallide operazioni commerciali. Punto e basta.

» postato da senji alle 08:07 del 14-08-2012

14 «Lo Star Trek di Abrams può aver guadagnato anche millemilamiliardi, ciò non toglie sia, a mio modestissimo parere, una pagliacciata» Il concetto è giusto. La qualità non si misura né in dollari né in numero di spettatori. Però, nell'ottica del produttore, l'unica cosa che conta è che l'incasso sia buono. E con quelle cifre, direi proprio che il film ha fatto centro, altro che lezione. Abrams è riuscito a intercettare l'interesse di una folta schiera di spettatori, sfortunatamente per quegli appassionati che di Star Trek hanno un concetto ben diverso. C'è poco da fare, lui il suo mestiere lo conosce. Ha fatto le sue valutazioni, e ha saputo individuare il target di pubblico che poteva rivelarsi numericamente più vantaggioso, garantendo il successo del film. Chissà, se saremo ancora vivi alla fine del neozoico forse qualcuno ci ridarà uno Star Trek come piace a noi. :roll:

» postato da psicostorico alle 10:10 del 14-08-2012

15 «««Basta con questi reboot, hanno già devastato star trek, la lezione dovrebbe essere chiara...» Dunque, hanno preso una serie che ormai in tv era penosa e non aveva abbastanza ascolti nemmeno per la più piccola delle reti americane e ne hanno fatto un film che ha incassato quasi 400 milioni di dollari. Esattamente, la lezione quale dovrebbe essere, che mi sfugge? Il fatto che una percentuale abbastanza ridotta di fan non l'ha apprezzato? S*» Proprio convinto, eh ?» No, non capisci il punto. Il punto è: io faccio il produttore cinematografico o televisivo. Il mio scopo è fare film che facciano buoni incassi. La qualità di quello che ho fatto si misura da quanta gente è andata a vederlo. Su queste basi, che poi se ci pensi sono ovvie e persino dovute per chi non sia un fan, e guarda che sono il modo di pensare di tutta la gente che fa cinema, proprio non vedo quale dovrebbe essere la lezione negativa data da Star Trek. Solo un fan può vedere quel film come qualcosa di negativo. S*

» postato da S* alle 17:54 del 14-08-2012

16 Non mi lascerò trascinare nell'ennesima discussione sui meriti ed i demeriti del film di Abrams. Io ho già abbondantemente espresso il mio personale apprezzamento al film, e l'ho fatto da fan di Star Trek, quindi non ho altro da aggiungere... Mi permetto invece di ribadire la mia convinzione (che resterà tale fino a quando qualcuno non mi dimostri il contrario) che un "racconta storie" avrà sempre il suo periodo buono e di successo, seguito inevitabilmente da una fase calante. Questo comporta il fatto che se si vuole dare ad uno show di fantasia, come lo sono Doctor Who, Star Trek e tanti altri, la capacità di riuscire a superare la prova del tempo senza farlo finire nell'oblio, bisognerà affidarlo di tanto in tanto in mani diverse. Ovviamente dopo che un ciclo sarà finito, ci sarà l'inevitabile sconteto di quei fans maggiormente legati alle vecchie storie.

» postato da MiaPiccolina alle 19:59 del 14-08-2012

17 «bisognerà affidarlo di tanto in tanto in mani diverse. Ovviamente dopo che un ciclo sarà finito, ci sarà l'inevitabile sconteto di quei fans maggiormente legati alle vecchie storie.» Assolutamente vero. E soprattutto mai ascoltare lo scontento dei fan. Altrimenti non avremmo avuto neppure Next Generation, che è stato un prodotto di gran lunga superiore alla classica. Ma a sentire i fan della classica dell'epoca era un abominio e una perversione. La roba di Abrams non è al livello delle altre serie? E vabbè. Rispecchia un decennio non è all'altezza dei precedenti. Il prossimo remake magari andrà meglio. S*

» postato da S* alle 09:27 del 15-08-2012

18 La cosa interessante è che ovunque si parli di reboot, remake o simili, si finisce inevitabilmente su Star Trek, e a dibattere sul tema: "J.J.Abrams: mercante nel tempio o salvatore di Star Trek ?" :D

» postato da psicostorico alle 10:03 del 16-08-2012

19 « Assolutamente vero. E soprattutto mai ascoltare lo scontento dei fan. Altrimenti non avremmo avuto neppure Next Generation, che è stato un prodotto di gran lunga superiore alla classica. Ma a sentire i fan della classica dell'epoca era un abominio e una perversione. » Concordo al 100%. Insomma, lo sguardo al passato è giusto, ma proprio noi appassionati di fantascienza *dovremmo* credo esser aperti ai cambiamenti ed alle evoluzioni. E l'evoluzione spesso passa anche attraverso le crisi. Parlando di Who, non so quale sia il giudizio dei fan di allora, ma io l'ho conosciuto con Tennant, e me ne sono innamorato. Probabilmente i puristi hanno visto in lui un abominio, non lo so. Con Smith il personaggio ha perso, a mio parere, ma ciò non toglie che continuerò a seguirlo. Ed avevo iniziato a seguire anche Torchwood. Il concetto di fondo è che un'opera apprezzata da pochi ma che viene chiusa per mancanza di soldi, secondo me, è un'opportunità persa, non solo per farla apprezzare da chi non la conosce, ma anche per far apprezzare il genere, le serie collegate, gli spin-off... Vogliamo parlare dell'ultimo film di Star Trek? A me è piaciuto moltissimo. Avendo avuto l'opportunità, solo dopo ho avuto il coraggio di seguire qualche serie e i vari film ... Il film E' stato un successo, sotto tutti i punti di vista! E poi, diciamocelo... è intrattenimento, prima di tutto! Molte opere sono anche cultura, ma diciamocelo chiaramente, se non ci divertisse così tanto la fantascienza, probabilmente sceglieremmo Dostoevskij! « La roba di Abrams non è al livello delle altre serie? E vabbè. Rispecchia un decennio non è all'altezza dei precedenti. Il prossimo remake magari andrà meglio. S*» "shit happens"... :-)

» postato da HappyCactus alle 15:34 del 16-08-2012

20 MiaPiccolina: ci sono solo un paio di problemi: 1- Moffat sa benissimo che prima o poi esaurirà le idee e se ne dovrà andare da Doctor Who, è un fan di vecchia data e sa benissimo che il Dottore deve rinnovarsi di tanto in tanto; 2- Doctor Who non ha bisogno di un reboot, ha una continuity tutto sommato molto larga e siccome è tuttora in corso e perdipiù con parecchio successo; 3- Avrebbe avuto senso negli anni '90 prima della nuova serie del 2005 (o se la serie del 2005 avesse fallito, cosa che non è successa) ma adesso serve "come i capezzoli su un'armatura"; 4- Yates è visibilmente in cerca di pubblicità, se c'è un arrogante qui è lui visto che pensa basti proclamare una cosa da un red carpet a caso perché poi diventi vera.

» postato da (det. bullock ) alle 17:31 del 16-08-2012

21 Caro bullock, frasi del tipo "Posso dirlo con l'autorità necessaria perché, per quanto concerne la BBC, la voce di Doctor Who sono io. Quindi se lo dico, è vero", al paese mio sono arroganti. Detto questo è vero che nel caso specifico di Doctor Who pensare oggi di fare un reboot è prematuro, visto che tutto sommato una sorta di reboot è già avvenuto con la nuova serie TV. A cui va riconosciuto il merito di aver saputo rinnovare l'universo del dottore e di attrarre nuove leve di spettatori. Ma io più che ad un reboot cinematografico, nello stile di Star Trek, pensavo ad un film di Doctor Who su grande schermo che non sia necessariamente legato alla serie. In due parole, un film che sia film a tutti gli effetti e non un episodio TV lungo. E' proprio l'esperienza che ho avuto con Star Trek che mi fa dire che se tale film ci deve essere, e tassativo che a realizzarlo non siano le stesse persone che fanno Doctor Who in TV. Invece Mottaf dice proprio questo, che doctor Who è suo e che se ci deve essere un film dovrà essere lui a realizzarlo. Questo non solo lo ritengo arrogante, ma dannoso per il destino della saga. Con questo atteggiamento di Mottaf, le probabilità di avere un film sono scarse, e nel caso che venga realizzato c'è il risco concreto di avere un episodio Tv lungo. Come è avvenuto per saghe come X File e il già citato Star Trek.

» postato da MiaPiccolina alle 19:03 del 16-08-2012

22 Semplicemente quello che dice è vero, punto, se io dirigo un albergo e ribadisco di fronte a un potenziale cliente che dice "in base all'agenzia X il suo albergo è chiuso" è ovvio che io gli dirò "sono il direttore dell'albergo e quindi puo' credermi se le dico che l'albergo è aperto" non è arroganza è un dato di fatto, Moffat al momento dirige Doctor Who e quindi se Yates MENTE (e perdipiù ripetutamente e in maniera spudorata) dicendo che si vuole fare il reboot è suo dovere smentirlo e ribadire fino alla nausea che Yates mente anche dicendo cose del tipo "sentite, al moemnto mi occupo io di dirigere la baracca e quindi credetemi se dico che stò cacchio di reboot non esiste".

» postato da (det. bullock ) alle 17:52 del 17-08-2012

23 «Moffat al momento dirige Doctor Who» Moffat è il direttore esecutivo della serie, è un dipendente della BBC con un incarico, non è il padrone del marchio o il creatore della serie. La BBC potrebbe benissimo essere in trattative con Yates senza che Moffat debba esserne informato. S*

» postato da S* alle 22:03 del 17-08-2012

24 S*: intendi che la BBC non gli dice nulla facendogli potenzialmente fare la figura del fesso in mondovisione rischiando quindi di litigare con la gallina dalle uova d'oro che gli produce e scrive alcuni dei suoi show più seguiti, come Sherlock e lo stesso Doctor Who?

» postato da (det. bullock ) alle 23:52 del 17-08-2012

25 «S*: intendi che la BBC non gli dice nulla facendogli potenzialmente fare la figura del fesso in mondovisione rischiando quindi di litigare con la gallina dalle uova d'oro che gli produce e scrive alcuni dei suoi show più seguiti, come Sherlock e lo stesso Doctor Who?» Non intendo nulla del genere. Intendo solo che Moffat non ha il controllo di Doctor Who. È solo un dirigente che produce lo show. Quanto al rischio che Moffat possa offendersi e che la BBC debba tenere conto dei suoi umori, dai, non scherziamo. Doctor Who non è affatto così seguito, tanto che negli ultimi anni è sempre più a rischio il suo rinnovo. Sherlock ha avuto buon successo di critica, di ascolti non so, ma non è di sicuro una voce rilevante nel bilancio della BBC. Se si facesse un film con grosso budget per il cinema le cifre messe in campo probabilmente oscurerebbero senza fatica entrambe le serie messe assieme. S*

» postato da S* alle 09:26 del 18-08-2012

26 Mi permetto di aggiungere una cosa, che sicuramente non farà piacere agli amanti delle serie TV; se una serie TV non riesce a passare al cinema, ed in modo efficace, è destinata quasi sicuramente all'oblio, presto o tardi. Non si può negare che il cinema offre una visibilità che vale almeno 10 volte la televisione. Per non parlare delle cifre messe in campo e per i potenziali guadagni per gli studi di produzione. Ne sanno qualcosa gli editori di fumetti, in perenne crisi dagli anni '90, che sono così desiderosi di passare alla produzione cinematografica, aprendo addirittura degli studi di produzione propri come ha fatto la Marvel.

» postato da MiaPiccolina alle 10:20 del 18-08-2012

27 «Mi permetto di aggiungere una cosa, che sicuramente non farà piacere agli amanti delle serie TV; se una serie TV non riesce a passare al cinema, ed in modo efficace, è destinata quasi sicuramente all'oblio, presto o tardi. » Beh, rimangono sempre i libri. Un'infinità di romanzi e racconti di sf e non solo che non aspettano altro che essere letti. Se la crisi delle serie tv avesse come effetto collaterale una spinta a scoprire o riscoprire il piacere della lettura non sarebbe una cattiva cosa, visto che si legge poco. 8) Comunque, secondo me ci sono troppe serie tv in circolazione. Per forza vengono chiuse dopo poco tempo, mica uno può seguirne venti contemporaneamente...

» postato da psicostorico alle 14:53 del 18-08-2012

28 Beh, si parlava di saghe e di come vengono condotte. E a tal proposito anche i romanzi tratti dalle saghe possono avere il loro peso. Comunque non credo che gli editori pensino di invogliare le persone a leggere di più eliminando la concorrenza. Altrimenti non vedo il motivo di riempire lo scaffale dedicato alla fantascienza con libri tratti o dai videogiochi o da qualche serie TV.

» postato da MiaPiccolina alle 17:22 del 18-08-2012

29 «Mi permetto di aggiungere una cosa, che sicuramente non farà piacere agli amanti delle serie TV; se una serie TV non riesce a passare al cinema, ed in modo efficace, è destinata quasi sicuramente all'oblio, presto o tardi.» Bella teoria, che sfortunatamente non trova applicazione nella realtà. Anzi, in generale con pochissime eccezioni i film tratti da serie tv sono stati quasi sempre insoddisfacenti, e a parte Star Trek non ricordo casi di film che abbiano rilanciato serie tv. Forse solo Ai confini della realtà. Le serie tv sono hanno una loro vita, che può essere di cinque o sei anni, o di uno solo, o di dieci e più, ma alla fine è giusto che chiudano. Star Trek e Doctor Who non sono solo serie, sono franchise, ambientazioni su cui costruire prodotti diversi. Ma personalmente dubito che i film di Star Trek abbiano giovato alla serie, e certamente i film di Doctor Who non hanno giovato alla serie di Doctor Who. S*

» postato da S* alle 19:08 del 18-08-2012

30 «Beh, si parlava di saghe e di come vengono condotte. » Quanto alle saghe, si tratta di opere che in genere hanno avuto una durata consistente, sono state sviluppate e portate in qualche modo a compimento. Certo, un appassionato si augura che le sue saghe preferite durino il più possibile, vengano prolungate o fatte rinascere a nuova vita; ma se ciò non è possibile, non è la fine del mondo. Esse rimarranno impresse nel ricordo di chi le ha apprezzate, e saranno sempre a disposizione delle generazioni future, se vorranno conoscerle e se il loro gusto non sarà cambiato al punto da considerarle obsolete o fuori moda. Più seccante, per me, è il fatto che una nuova serie appena nata, magari buona e promettente, venga chiusa dopo una sola stagione per calo di ascolti. Questo accade sempre più spesso, ma funziona così e non ci si può fare niente. Poi, uno segue le serie tv fintanto che le trova interessanti; quando viene a mancare l'interesse, c'è la lettura. E' questo che volevo dire nel precedente intervento: se le serie tv sono in crisi, l'alternativa ad esse non manca.

» postato da psicostorico alle 09:22 del 19-08-2012

31 Beh, avevo detto che la mia teoria non sarebbe piaciuta. Effettivamente non ci sono molti esempi che si possono fare, il che potrebbe significare sia che la mia teoria è sbagliata o che la teoria è giusta ma l'unica serie TV passata al cinema con successo è Star Trek. Ma al di là di strampalate teorie che probabilmente sono dettate più dal caldo che dalla ragione, mi riallacciavo al discorso che ha iniziato S* sulla diversa scala di misura che c'è tra il mondo della TV e quello del cinema... Curiosamente si parla sempre di serie TV che chiudo prematuramente, ma non si parla mai concretamente di numeri. Voglio dire, per il mondo del cinema ci sono siti che riportano schede complente; quanto è costato produrre il film, quanto ha incassato in patria e quanto all'estero, ecc. ecc. Ma per il mondo TV, correggetemi se sbaglio, non ci sono info. L'unico dato che ci viene offerto è quello relativo allo share... ma se io volessi concretamente fare i conti in tasca agli studi di produzione? Per fare qualche esempio; quanto costa produrre uno show televisivo? Quanto costa in media un episodio? E una intera stagione?... e poi mi chiedo anche: a quanto equivale il guadagno di chi ha prodotto la serie? O almeno vorrei sapere quale sia il metro di paragone per dire se una serie rende bene o non rende. So che magari a chi segue le serie TV questi dati possano fregare poco. Ma se vogliamo fare un discorso logico non possiamo prescindere dai numeri. Io ci ho riflettuto è ho fatto delle stime. Vediamo se siete d'accordo. Penso che in media, per produrre un episodio TV ci vogliano circa due milioni di dollari. Ovviamente sto volutamente generalizzando, perché andrebbero fatti dei distinguo tra i generi, i luoghi di produzione e anche sui nomi messi in campo, ma questo complicherebbe troppo il discorso. Due milioni mi sembra una media adeguata, anche considerando che ci sono episodi più costosi e altri meno. Se consideriamo una serie che produce 20 episodi a stagione, abbiamo un costo a stagione di circa 40 milioni di dollari, che non sono quel che si dice gli spicci per la merenda (anche se siamo lontani dai costi di un film). Nell'ipotesi che le mie stime siano correntte, diventa ovvio che un network per rientraci con le spese e ottenere un giusto guadagno deve incassare, tra canoni e pubblicità una cifra non inferiore ai cinquanta milioni di dollari, cioè ho calcolato un guadagno di almeno il 25%, che sembra tanto ma non dimentichiamoci che un network è una azienda e come tutte le aziende ha dei costi di gestione da coprire, come per esempio gli stipendi ai dipendenti. E sono costi che si aggiungono a quelli della produzione. Il 25% potrebbe anche essere giudicata una percentuale di guadagno insufficiente. Penso che una serie TV di successo magari riesce anche a portarsi a casa più dei 50 milioni che ho stimato io. Ma non deve essere semplice visto che molte serie chiudo prematuramente. Spero di non aver cannatto alla grande, quindi. ma mi sembra ovvio che i numeri parlano chiaro. Produrre un film al cinema significa investire una media di 150 milioni di dollari (tra produzione e marketing) , che sono molto di più dei famosi 40 per la stagione. Ma se il film ha successo si possono incassare dai 500 milioni di dollari a salire (ho considerato sia gli incassi al cinema che gli introiti dall'home video). Tolti i guadagni per gli altri, uno studio di produzione incassa circa la metà di quei soldi, cioè stiamo parlando di un guadagno (nel caso peggiore dei 500 milioni) di almeno il 60%! Con questo che voglio dimostrare? Beh, che se riesci a non cannare al cinema, un franchise come Doctor Who può solo trarre giovamento da un suo eventuale approdo su grande schermo. E poi non si può negare che la visibilità offerta da un film e molto superiore a quella di un serial per il piccolo schermo. I film di Star Trek, per esempio, hanno coperto quei periodi di vuoto televisivo, mi riferisco agli attuali film di Abrams e a quelli realizzati nel periodo a cavallo degli anni '70 e '80. Impedendo alla fama della serie di sgonfiarsi. Ovviamente questo sempre a patto di riuscire a fare dei buoni film. Se ti presenti con i soliti film TV che sono fatti giusto per sfruttare il momento buono della serie TV, il discorso non regge. Io resto della mia opinione che se saghe come Babylon 5 o X File avessero avuto fortuna la cinema, oggi non staremmo parlando di loro al passato.

» postato da MiaPiccolina alle 09:57 del 19-08-2012

32 ««Beh, si parlava di saghe e di come vengono condotte. » Quanto alle saghe, si tratta di opere che in genere hanno avuto una durata consistente, sono state sviluppate e portate in qualche modo a compimento. » Se parliamo di una serie i cui intenti sono quelli di raccontare una specifica storia in un lasso di tempo determinato, il tuo ragionamento ha un senso. Ma se stiamo parlando di saghe affarmate da lunghi anni, in questo caso, se mi permetti, il discorso cambia radicalmente. Non voglio citare sempre Star Trek, ma è quello che conosco meglio, se DS9 ha concluso la guerra con il Dominio e la Voyager è tornata a casa, non significa che dobbiamo smettere di desiderare altre avventure. Lo stesso dicasi per le altre saghe. Tanto per capirci io spero sempre che ci siano nuovi film di Star Wars prima o poi (magari quando Lucas sarà passato all'altro mondo :lol:). La forza di una saga sta nella sua capacità di sapersi rinnovare per le nuove generazioni, le quali se vogliono possono andare a rivedersi le origini, ma anche no. Io spero di avere sempre l'elasticità mentale necessaria ad apprezzare i nuovi gusti. E devo dire che per il momento mi è andata bene. Non mi va di fare la parte del vecchietto che pensa che sia tutta spazzatura la produzione moderna e si tiene strette le VHS delle sue trasmissioni preferite.

» postato da MiaPiccolina alle 10:23 del 19-08-2012

33 S*: oddio, se Doctor Who è a rischio cancellazione quando a Natale viene subito dopo alcuni tra i due programmi più seguiti in UK da sempre mi pare sia bizzarro... In quanto a Sherlock, la prima serie ha avuto un rating talmente basso che la BBC ha ordianto la seconda e la terza serie contemporaneamente. Concordo col discorso sui film tratti dalle serie comunque.

» postato da (Det. Bullock ) alle 13:57 del 19-08-2012

34 «Curiosamente si parla sempre di serie TV che chiudo prematuramente, ma non si parla mai concretamente di numeri. Voglio dire, per il mondo del cinema ci sono siti che riportano schede complente; quanto è costato produrre il film, quanto ha incassato in patria e quanto all'estero, ecc. ecc.» Quando guadagni uno show è troppo complesso da calcolare, ma quando costi lo si trova facilmente. Ecco alcuni esempi in milioni di dollari a episodio: Star Trek Classica: 0,185 (agg.infl: 1,07) Galactica Classica: 1 (agg. 2,6) Star Trek TNG: 2 Star Trek Voyager: 3,3 Star Trek Enterprise: 4 Babylon 5: 0,8 Fringe: 10 Stargate SG-1: 1,7 Battlestar Galactica 2003: 1,5 Stargate Universe: 2 Sanctuary: 2 TBBT: 0,6 S*

» postato da S* alle 18:11 del 19-08-2012

35 «S*: oddio, se Doctor Who è a rischio cancellazione quando a Natale viene subito dopo alcuni tra i due programmi più seguiti in UK da sempre mi pare sia bizzarro...» Com'è noto, a Natale la gente che guarda la tv non è molta. «In quanto a Sherlock, la prima serie ha avuto un rating talmente basso che la BBC ha ordianto la seconda e la terza serie contemporaneamente.» Bullock, Sherlock sono miniserie da tre episodi. Anche se fossero state il programma più visto dell'anno, non è che fanno Moffat baronetto per aver arricchito la tv di stato. S*

» postato da S* alle 18:16 del 19-08-2012

36 Un commento sui costi delle serie: si vede praticamente a occhio i costi diversi delle serie "cable" (tutte quelle andate su SyFy), "syndication" o network minori (le varie Star Trek) e network maggiori (Fringe). Aggiungo: Game of thrones: 6 Lost: 2 Heroes: 4 True Blood: 4 naturalmente poi i costi variano da stagione a stagione, aumentando via via soprattutto se la serie ha successo. S*

» postato da S* alle 18:21 del 19-08-2012

37 Beh, grazie a S* per le info. A quanto sembra la mia media di due milioni non era poco così irrealistica. :lol: Diavolo! Ma veramente per un episodio di Fringe spendono ben 10 milioni di dollari! Questo porta il costo a stagione di ben 200 milioni! Praticamente con quei soldi ci fai un film da tripla A.

» postato da MiaPiccolina alle 02:02 del 20-08-2012

38 « (...) se DS9 ha concluso la guerra con il Dominio e la Voyager è tornata a casa, non significa che dobbiamo smettere di desiderare altre avventure. » Mica ho detto questo. Hai letto un po' distrattamente ciò che ho scritto...:) Eccolo qua, lo riporto: "un appassionato si augura che le sue saghe preferite durino il più possibile, vengano prolungate o fatte rinascere a nuova vita; ma se ciò non è possibile, non è la fine del mondo". Se può servire essere ancora più esplicito, di nuovo ricorrendo all'esempio di Star Trek... anch'io desidererei nuove prosecuzioni, ma non ho intenzione di sciropparmi qualunque cosa mi propongano con su scritto "Star Trek". Se e quando arriverà qualcosa capace di soddisfare i miei anacronistici gusti in materia, sarò il primo a gioirne; se la saga dovesse spegnersi definitivamente non ne farò una tragedia, perché è già bella per quello che ha offerto e si è già conquistata un posto d'onore nella storia della sf televisiva. A me Star Trek piace per alcune sue precise caratteristiche, se ne è privo non mi interessa. Ecco perché io mi diverto con film di intrattenimento come "Speed", oppure "2012", ma non con ST di Abrams, che pure appartiene alla stessa categoria dei due film citati: da Star Trek desidero più che semplice intrattenimento.

» postato da psicostorico alle 09:39 del 20-08-2012

39 In realtà non mi sono spiegato io bene... Non vedo il motivo per abbandonare un universo narrativo che, nel bene e nel male, possiede cose interessanti, che possono essere riprese (ma anche no) e rielaborate per le nuove generazione. Anche e sopratutto, alla luce delle tue stesse affermazioni, che lamentano un quasi totale incapacità delle nuove serie di creare degli universi narrativi sfaccettati e duraturi quali sono Doctor Who e Star Trek. In realtà dovremmo aggiungere al discorso anche Stargate se è vera la notizia di un suo possibile reboot. Qui non si tratta di essere dei fans dispiaciuti per la perdita della propria serie preferita, si tratta di essere dei fans di TUTTO un universo parsistente. Nello specifico a me piace tantissimo l'universo di Star Trek, con la Flotta Stellare, i Klingon, i Borg e tutto il resto. Mi dispiacerebbe tantissimo che un tale patrimonio fantastico sia semplicemente buttato via o dimenticato solo perché a qualcuno non va giù che Spock e Uhura si sono messi insieme (ho citato un esempio a caso). Io non guardo storto un reboot a prescindere, come fanno spesso i fans. Ma lo considero per quello che è, ovvero un inizio. Un nuovo ciclo di avventure che porterà sicuramente cose brutte, ma anche cose belle. Se vogliamo è una allegoria della vita, c'è chi muore e c'è chi nasce. Fermarsi, come tu hai detto, è la negazione della vita, un concetto sbagliato di fondo.

» postato da MiaPiccolina alle 12:55 del 20-08-2012

40 «Beh, grazie a S* per le info. A quanto sembra la mia media di due milioni non era poco così irrealistica. :lol: Diavolo! Ma veramente per un episodio di Fringe spendono ben 10 milioni di dollari! Questo porta il costo a stagione di ben 200 milioni! Praticamente con quei soldi ci fai un film da tripla A.» O un flop clamoroso. Tieni conto che una serie tv ha altri ritorni economici e non solo quelli legati alla pubblicità. Quando acquisti un telefilm se non sbaglio devi anche pagare per le eventuali repliche. Mi chiedo se c'è un eventuale sconto in caso di serie di una sola stagione. Palomino.

» postato da KVT Palomino alle 00:30 del 21-08-2012

41 S*: boh, se Doctor Who è a rischio cancellazione allora non so cosa dire, la prossima serie inglese ad essere cancellata quale dovrebbe essere? Eastenders?

» postato da (det. bullock ) alle 01:43 del 21-08-2012

42 « (...)Un nuovo ciclo di avventure che porterà sicuramente cose brutte, ma anche cose belle. Se vogliamo è una allegoria della vita, c'è chi muore e c'è chi nasce.» Beh, la vita è fatta di tantissime cose... Diciamo che Star Trek è una bella cosa, che vale la pena conoscere. E come si dice, tutte le belle cose prima o poi finiscono. "All good things..." :wink: Io capisco il tuo punto di vista, però faccio notare un possibile rovescio della medaglia: proprio dalle tue parole traspare infatti come il bisogno di pensare alla serie amata come qualcosa che deve perpetuarsi in eterno e il conseguente attetteggiamento 'positivo' possano portarte ad accogliere a braccia aperte tutto ciò che viene offerto, accettando anche le cose brutte nella speranza ( o addirittura certezza ) che da esse scaturiscano poi quelle belle. Ed è proprio su questo che puntano i produttori: è gente che conosce bene i suoi polli ( cioè noi ) e sa come metterne a frutto le debolezze. Per quanto riguarda i reboot in generale, ribadisco la mia posizione neutra: dipende da come riescono; ma il giudizio non può prescindere dal confronto qualitativo con la loro serie-madre. Altrimenti che senso ha farli ( a parte le ovvie motivazioni puramente commerciali ) ?.

» postato da psicostorico alle 09:24 del 21-08-2012

43 «proprio dalle tue parole traspare infatti come il bisogno di pensare alla serie amata come qualcosa che deve perpetuarsi in eterno e il conseguente attetteggiamento 'positivo' possano portarte ad accogliere a braccia aperte tutto ciò che viene offerto, accettando anche le cose brutte nella speranza ( o addirittura certezza ) che da esse scaturiscano poi quelle belle. Ed è proprio su questo che puntano i produttori: è gente che conosce bene i suoi polli ( cioè noi ) e sa come metterne a frutto le debolezze. » Beh, mettiamola così; se mi riesci a proporre una nuova serie di fantascienza che sia una space opera bella quanto lo è Star Trek accetto il tuo ragionamento, e sono pronto a lasciarmi l'universo inventato da Roddenberry alle spalle. Nel frattempo ed in mancanza di vere alternative preferisco tenermi Star Trek è se mi permetti ,gioire del fatto che la saga non solo non ha chiuso i battenti ma ha anche rilanciato, con nuove uscite al cinema, in home video (non sai come aspetto con ansia di vedere la rimasterizzazione di TNG nello splendore del full HD), sulla carta con la nuova serie a fumetti e spero presto di poter dire anche un ritorno in TV. Non mi sento un "pollo" , perché ciò presupporrebbe una mia totale incapacità di saper separare quello che mi paice da quello che semplicemente mi viene servito d'avanti al naso. Non è il mio caso e non credo che sia il caso di tante altre persone. Trovo questo ragionamento profondamente ingiusto, cioè mettere in dubbio l'intelligenza delle persone che hanno gusti diversi. Se fosse vero, allora eravamo "polli" anche quando fecero ben due spin off di TNG per cercare di sfruttare il più possiblie il fatto che il fandom all'epoca apprezzava molto la TNG-era. « O un flop clamoroso. Tieni conto che una serie tv ha altri ritorni economici e non solo quelli legati alla pubblicità. » Beh, se una serie TV ha molti ritorni economici, perché ogni anno c'è il totoscommesse su chi chiude e chi va avanti? Non metto in dubbio il fatto che se spendono 10 milioni per un episodio di Fringe evidentemente hanno un ritorno economico consistente e commisurato alla spesa. Ma non mi stupisce se poi si parla di chiusura nel momento in cui gli ascolti cominciano a calare anche se di poco. Il cinema è ovviamente un grosso rischio, maggiore della televisione, ma è anche molto più remunerativo se non si fallisce.

» postato da MiaPiccolina alle 10:34 del 21-08-2012

44 « Trovo questo ragionamento profondamente ingiusto, cioè mettere in dubbio l'intelligenza delle persone che hanno gusti diversi. » Se è così che l'hai intesa, come un insulto alla tua intelligenza, chiedo scusa.

» postato da psicostorico alle 08:56 del 22-08-2012

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