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Lars von Trier è uno dei registi più controversi del panorama cinematografico internazionale. Anticonformista, versatile, in grado di passare dal dramma di Le onde del destino, suo primo successo internazionale, al musical di Dancer in the dark, per arrivare all'indagine sociale di Dogville e all'introspezione psicologica del recente Antichrist. Forse era inevitabile che restasse influenzato anche da tematiche fantastiche e fantascientifiche; fatto sta che alla fine del mese di maggio debutterà in Europa il suo nuovo film, Melancholia, thriller fantascientifico di cui è appena uscito in rete il primo trailer.
Bisogna chiarire subito che, nella visione di von Trier, con il termine "thriller" non si intende parlare di azione e sparatorie, ma di quella tensione rivolta tutta allo scavo psicologico dei personaggi. E in effetti in Melancholia il tema fantascientifico sembra solo un pretesto che permette al regista, autore anche della sceneggiatura, di proseguire la sua indagine sui rapporti umani e sui conflitti che generano. Il giorno del matrimonio della giovane Justine è l'occasione per lei per risolvere anche i conflitti con la sorella Claire. Ma su tutto incombe la catastrofe imminente: un planetoide spuntato da dietro il Sole è in rotta di collisione con la Terra. Mentre Justine viene colpita da depressione, che le conferisce una strana freddezza di fronte alla prospettiva della catastrofe, Claire invece si lascia vincere dalla paura. Le sorelle vivranno la catastrofe all'interno del conflitto tra di loro e con gli altri personaggi, in un ambiente di ricca borghesia che non le salverà però dal disastro.
Il film, girato in un antico castello svedese, racconta la vicenda a catastrofe già avvenuta attraverso un lungo flashback. Anche nell'ambito di un film del genere lo stile di von Trier non si smentisce: uso ampio della camera a mano, lunghi primi piani, atmosfere cupe, grossa attenzione al lavoro degli attori, dialoghi che la fanno da padrone, effetti speciali ridotti al minimo indispensabile. Curioso il fatto che poi, come ha dichiarato lo stesso regista, Melancholia sia il suo primo film con un finale triste, annunciato peraltro fin dalle prime battute.
Di classe il cast, a cominciare dalle due protagoniste Kirsten Dunst (il ciclo di Spider-Man, Maria Antonietta) che interpreta Justine, e la brava Charlotte Gainsbourg, alla sua prima esperienza fantascientifica, nei panni di Claire. Accanto a loro Kiefer Sutherland (24, Dark City), il sempreverde John Hurt (Alien, V for Vendetta, Hellboy), un'altra sempreverde come Charlotte Rampling (Immortal — Ad vitam, Babylon A.D.), Stellan Skarsgard (il ciclo dei Pirati dei Caraibi), suo figlio Alexander Skarsgard (True Blood e il prossimo Battleship), Udo Kier (Johnny Mnemonic, Blade, Bloodyrayne). Non resta che guardare il trailer, con le sue atmosfere introspettive e il senso di catastrofe imminente che aleggia su ogni inquadratura.
Abbiamo ricevuto comunicazioni dalla SIAE secondo cui ora per pubblicare trailer e video occorrerebbe una licenza della SIAE stessa. Una licenza con costi elevati, restrizioni e in generale del tutto priva di senso per concedere la pubblicazioni di quelli che sono quasi sempre in sostanza filmati pubblicitari.
La richiesta della SIAE a nostro avviso non è sostenuta dalla legge, tuttavia portiamo avanti la nostra protesta per il momento non pubblicando più alcun filmato.
2 «Secondo lui il finale di Le onde del destino era allegro? 8-0» Alla fine era comunque una vittoria, grazie a un sacrificio tragico, ma sempre una vittoria. Considerando la trama (e visto il trailer) mi dà la chiara impressione di essere più vicina alla fantascienza letteraria del normale e banale cinema di fantascienza, dove si parla di personaggi e delle loro relazioni... mi viene in mente Novilunio, La Morte dell'erba... o volendo anche gli stessi Sopravvissuti.
» postato da Otrebla alle 09:49 del 15-04-2011
3 Se non ricordo male Lars von Trier esordì con un serial televisivo danese connotato da molti elementi tra il fantastico e l'esoterico, "The Kingdom", ambientato in un grande ospenale. Un ritorno alle origini dunque. Charlotte Rampling fu anche co-protagonista con Sean Connery del fantascientifico "Zardoz" dalla memorabile sequenza finale.
» postato da (Ivo Luigi Bertani) alle 11:51 del 15-04-2011
4 «Secondo lui il finale di Le onde del destino era allegro? 8-0»
Forse non ottengono tutti ciò che vogliono?
Ai titoli già citati aggiungo anche L'elemento del crimine ed Epidemic. E in effetti anche il capitolo finale della trilogia, Europa, era attraversato da una vena apocalittica.
Ciao!
X
» postato da X alle 12:56 del 15-04-2011
5 Non chiedere mai, potresti ottenere quello che vuoi.
» postato da Anacho alle 18:03 del 17-04-2011
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1 Secondo lui il finale di Le onde del destino era allegro? 8-0
» postato da Anacho alle 09:05 del 15-04-2011