Il Diluvio Universale secondo Stephen Baxter

In un prossimo futuro un secondo Diluvio Universale si abbatterà sulla Terra portando l’umanità sull'orlo dell’estinzione.

Aliberti Editore nella collana Arcipelago ha pubblicato in poco tempo una serie di romanzi che spaziano dal genere avventuroso allo storico, dal thriller al fantasy. Per quanto riguarda la fantascienza, è in questi giorni in libreria il romanzo Flood. Diluvio (Flood, 2008) dello scrittore inglese Stephen Baxter. Flood è il primo titolo di una serie senza nome che è stata battezzata Disaster series, di cui fa parte un secondo titolo: Ark.

 

Flood è diviso in cinque parti. Inizia nel 2016, quando il mondo sta andando allo sfascio. Seguiremo le avventure di quattro personaggi: Lily, Helen, Gary e Piers. I quattro, di diverse nazionalità, sono stati insieme per cinque anni prigionieri in Spagna di un non ben definito gruppo di guerriglieri, una Spagna ove la monarchia è stata rovesciata e ormai il paese è senza un governo regolare. Per un colpo di fortuna i quattro vengono liberati e portati in Inghilterra. Londra è una città che quasi non riconoscono, sotto una pioggia incessante e con vari quartieri allagati. I quattro, uniti dalla lunga prigionia, si giurano di tenersi in contatto e di aiutarsi in ogni modo.

 

Il romanzo è diviso in cinque parti. Ognuna di queste prende in esame un periodo di anni e l'aumento del livello delle acque, partendo dal 2010. Nel 2016 si verifica un innalzamento del livello del mare che spazia dai cinque agli ottanta metri; nella seconda parte, tra gli anni 2017 e 2020, siamo ancora allo stesso livello; nella terza parte e negli anni 2025-2035 la situazione inizia a farsi pericolosa con un innalzamento dai duecento agli ottocento metri. La quarta parte e la quinta, che descrivono le vicende degli anni dal 2035 al 2052, l’innalzamento sarà drammatico arrivando addirittura agli ottomila metri. Potrebbe essere la fine dell’umanità. Il lettore seguirà la lotta dei protagonisti per salvarsi dall'immensa catastrofe. Forse la salvezza sta nella costruzione di una seconda arca.

 

L’autore. Stephen Baxter è nato a Liverpool nel 1957. È laureato in Matematica e in Ingegneria ed è uno scrittore di fantascienza tra i più affermati. Ha iniziato a pubblicare romanzi nel 1991. Nei suoi testi stupisce la varietà dei temi e degli stili. Tra i premi vinti ci sono il BSFA Award (quattro volte in varie categorie), il Sidewise per la storia alternativa (due volte sia come romanzo che come racconto), il P.K. Dick (due volte) e il John W. Campbell. Tra le sue opere tradotte in Italia citiamo L'incognita tempo (Time Ships) seguito autorizzato di La macchina del tempo di H.G Wells, Infinito, Zona Gulliver e la trilogia Odissea del Tempo scritta assieme ad Arthur Clarke.

Molti sono i suoi titoli inediti nel nostro paese come la Xeelee Sequence (nove opere tra romanzi e novelle) ambientata in un futuro remoto in cui l'umanità condivide lo spazio con la specie dai poteri semidivini degli Xeelee, la trilogia Manifold (legata al paradosso di Fermi), la serie Time Tapestry, che rivisita come storia alternativa i periodi dell'antica Britannia, dell'età delle scoperte geografiche e dell'ultimo conflitto mondiale, e poi le serie Behemoth (3 volumi), Destiny’s Children (4 volumi), Northland (3 volumi) e infine undici romanzi a se stanti e una vasta produzione di racconti.

 

La quarta di copertina. Inverno 2016: un’altra stagione piovosa a Londra, seguita da un’umida estate. Ma questa volta succede qualcosa di molto diverso. La diga che regge le acque del Tamigi crolla, trasformando tutta la città in un immenso acquitrino.

Quando l’acqua si ritira, sembra riprendere il normale corso degli eventi. Ma il livello del mare comincia ad alzarsi a una velocità spaventosa, minacciando di sommergere completamente le città costiere in meno di due anni.

L’intera umanità è nel panico, i punti di riferimento svaniscono, le cose materiali perdono valore.

Attraverso Lily, Helen, Gary e Piers viviamo l’esperienza di una vera alluvione e il tentativo di sopravviverle.

 

Stephen Baxter, Flood. Diluvio (Flood, 2008)

Traduzione Laura Liucci, Aliberti editore, collana Arcipelago, pagg. 489, euro 16,00

Autore: Pino Cottogni - Data: 14 dicembre 2010

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Commenti

1 Come autore mi piace. In questo caso pero'... mi pare eccessivamente forzato l'innalzamento di 8mila metri. Dov'era tutta quell'acqua? Voi che ne pensate?

» postato da X-CASH alle 09:38 del 14-12-2010

2 Ho pensato esattamente la stessa cosa. Anche sciogliendo tutto il ghiaccio presente sulla terra non credo che ci sia abbastanza acqua per un innalzamento così elevato. Oppure c'è una spiegazione fantascientifica tipo un wormhole che travasa acqua da un altro pianeta al nostro o cose simili.

» postato da Flick alle 10:51 del 14-12-2010

3 ma infatti... "nella terza parte e negli anni 2025-2035 la situazione inizia a farsi pericolosa con un innalzamento dai duecento agli ottocento metri" INIZIA A FARSI PERICOLOSA!? miiiiii, già 200 metri di innalzamento sarebbero catastrofici, 800 metri sarebbero inimmaginabili, 8000 metri altro che fantascienza!

» postato da Andrea Pagani alle 12:19 del 14-12-2010

4 «ma infatti... "nella terza parte e negli anni 2025-2035 la situazione inizia a farsi pericolosa con un innalzamento dai duecento agli ottocento metri" INIZIA A FARSI PERICOLOSA!? miiiiii, già 200 metri di innalzamento sarebbero catastrofici, 800 metri sarebbero inimmaginabili, 8000 metri altro che fantascienza!» Perché non sapete cosa succede se sbrino il mio frigo. 8) :)

» postato da Naismith alle 16:52 del 15-12-2010

5 Ottomila metri? Rimane qualche isolotto al posto dell'Himalaya? E il genere umano è solo " a rischio"? :-o

» postato da ammiraglio_naismith alle 16:23 del 28-12-2010

6 Se non ricordo male, sciogliendo tutta la groenlandia si innalzerebbero gli oceani di SETTE metri, quindi gli 8000 metri sono decisamente fuori dalla realtà. Ma senno' l'everest evidentemente non potrebbe diventare un'isoletta! ;-)

» postato da jumpjack alle 11:09 del 02-01-2011

7 su questo sito si possono vedere gli effetti delle maree sino a un massimo di 14 metri. http://flood.firetree.net/

» postato da fight_club alle 18:44 del 02-01-2011

8 «su questo sito si possono vedere gli effetti delle maree sino a un massimo di 14 metri. http://flood.firetree.net/» Be', pensavo peggio. S*

» postato da S* alle 19:45 del 02-01-2011

9 ««su questo sito si possono vedere gli effetti delle maree sino a un massimo di 14 metri. http://flood.firetree.net/» Be', pensavo peggio. S*» a te nn si allaga casa quando c'e' una mareggiata :D

» postato da tzenobite alle 19:55 del 02-01-2011

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