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Con il divertente volume Il mio laboratorio di Ida Molinari, i ragazzi potranno effettuare semplici e non pericolosi esperimenti con cui entrare nel mondo della scienza, toccando varie discipline, dalla chimica alla fisica alle scienze naturali.
Quelli proposti dall'autrice sono, oltre che esperimenti di laboratorio, anche vere avventure nel conoscere, concepite allo scopo di aprire la mente alle novità. Il volume è diviso in vari capitoli, ovvero: 14 esperimenti facili e divertenti; 14 esperimenti: scienza o magia?; 14 esperimenti sugli effetti speciali; 14 esperimenti: una scienza tutta da giocare e ancora esperimenti su argomenti come astronomia, chimica, botanica, fisica, ottica e tanto altro.
L’autrice. Ida Molinari è stata per anni collaboratrice scientifica di Famiglia Cristiana. Ha intervistato molti scienziati americani ed europei. Ha pubblicato libri di divulgazione scientifica con le Edizioni San Paolo. Attualmente collabora con il quotidiano La Stampa e con Il Giornalino. Conosce personalmente i protagonisti, per la maggior parte italiani, dell’avventura scientifica che sta riscrivendo la storia della diffusione dell’uomo sulla Terra, dal Neolitico all’Evo Moderno.
La quarta di copertina. Un insieme di divertenti esperimenti per introdurre il bambino alla scienza. Tante proposte, dalla chimica alla fisica alle scienze naturali, per scoprire in tutta sicurezza e allegramente il mondo della natura e della scienza.
I temi trattati riguardano fisica, ottica, acustica, matematica, chimica, magnetismo, fisiologia, biologia, aerodinamica, astronomia, botanica.
Il tutto realizzato con materiali facilmente reperibili. Testi chiari e foto a colori illustrano passo dopo passo gli esperimenti.
Ida Molinari, Il mio laboratorio (2009) Edizioni San Paolo, pagg. 89, euro 14,00
2 io pure frequentavo un liceo classico, in una sezione "sperimentale" dove si facevano tre anni di fisica invece che due, quando ce lo annunciarono eravamo tutti (sedicenni) entusiasti
ora se parli di fisica e chimica ai ragazzi tentano di tagliarsi le vene
che è successo?
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» postato da Wintermute alle 23:19 del 30-06-2009
3 in tanti romanzi di sf il medioevo prossimo venturo e' semplicemente un futuro in cui chi usa le cose nn sa COME funzionano, per cui nn sa aggiustarle
beh, guardiamoci: chi di noi qua dentro sa riparare un computer? o anche solo un elettrodomestico? o anche solo comprende come funziona l'elettronica che ci circonda?
la fisica, correggetemi se sbaglio da povero fu perito elettrotecnico, serve per capire come funziona il mondo intorno, vero?
» postato da tzenobite alle 23:28 del 30-06-2009
4 "Che cosa è successo?" Semplicemente Questo Futueo NON funziona! Comunque consolati prendendola come un'avventura (purtroppo reale) di fantascienza distopica. PS: avevo compagne non meno graziose delle Veline, ma divennero ricercatrici e i maschi, pur giocando a calcio, intrapresero carriere da ingegnere.
» postato da (Ivo Luigi Bertani) alle 23:37 del 30-06-2009
5 « PS: avevo compagne non meno graziose delle Veline, ma divennero ricercatrici e i maschi, pur giocando a calcio, intrapresero carriere da ingegnere.»
per questo conoscevo il culo degli slip Roberta anni '80, è diventata ingegnere
nei fatti, le università italiche hanno pochi iscritti alle facoltà scientifiche
a dirla tutta i gggiovani fanno bene a non intraprendere chimica o fisica, resterebbero disoccupati
di recente ho chiesto ad una stagista laureata in "scienze della comunicazione coi roditori" (ingaggiata come segretaria, chiaro) cosa pensasse della laurea in ingegneria (meglio elettronica che civile, no strutturista), mi ha risposto: - Che palle! troppo impegnativa! -
non è la prima che sento
assumeremo ingegneri indiani, sono preparatissimi 
» postato da Wintermute alle 23:53 del 30-06-2009
6 «beh, guardiamoci: chi di noi qua dentro sa riparare un computer? o anche solo un elettrodomestico? o anche solo comprende come funziona l'elettronica che ci circonda?
»
Io sì, non sono mica ignorante come te!
S* ![]()
» postato da S* alle 00:22 del 01-07-2009
7 «in tanti romanzi di sf il medioevo prossimo venturo e' semplicemente un futuro in cui chi usa le cose nn sa COME funzionano, per cui nn sa aggiustarle
beh, guardiamoci: chi di noi qua dentro sa riparare un computer? o anche solo un elettrodomestico? o anche solo comprende come funziona l'elettronica che ci circonda?
la fisica, correggetemi se sbaglio da povero fu perito elettrotecnico, serve per capire come funziona il mondo intorno, vero?»
Oddio di ciò che mi interessa, spremo tutto il coghnoscibile che mia mente e intellighenzia mi concede.
Ad esempio della moto che avevo prima ho letto pagina per pagina tutto il manuale d'officina. Per la nuova mi sto attrezzando. Per il cpmputer anche, nei limiti ho cercato il più possibile di capire come hardware e software funzionano e interagiscono, e come vengono progettati. ovviamente poi arrivo ad oastacoli "insormontabili", ma il fatto che le persone non sappiano come funzionano gli artefatti di cui si circondano lo trovo degradante. Significa essere schiavi.
» postato da Adidja Palmer alle 01:10 del 01-07-2009
8 Penso che non sappiamo neanche perchè premendo l'interruttore si accende la luce. In questo non saremmo diversi dagli antichi abitanti italici, quelli villanoviani o etruschi: imparerebbero anche loro a farlo, ma perchè accada, boh? Dopo una certa età l'istruzione "generica" è ritenuta compiuta, e lo Stato non prevede più nulla. Questo in tutto il mondo, mi pare. Il ripasso e gli approfondimenti sono lasciati al singolo, e auguri. D'altronde l'alternativa sarebbe una specie di rivoluzione sociale...
» postato da Tobanis alle 09:52 del 01-07-2009
9 «Penso che non sappiamo neanche perchè premendo l'interruttore si accende la luce. In questo non saremmo diversi dagli antichi abitanti italici, quelli villanoviani o etruschi: imparerebbero anche loro a farlo, ma perchè accada, boh?» Dai su, ragazzi. La luce si accede perché si chiude un circuito. Poi le cose si possono "sapere" a diversi livelli, puoi sapere che la corrente elettrica rende incandescente la resistenza, puoi sapere come viaggia la corrente nei fili, tutte cose comunque che vengono insegnate al liceo e che non solo è facile sapere ma che chi ha fatto le superiori DOVREBBE sapere. Non è colpa dello choc del futuro se non sai perché si accende la luce, ma perché non sei stato attento al liceo. S*
» postato da S* alle 09:57 del 01-07-2009
10 Ma lo so perchè si accende la luce! Era un esempio. A parte che finchè ci parliamo qua, dove la cultura media è medio - alta (o alta, non vorrei fare torto a nessuno), è un conto, proviamo ad andare al mercato della frutta (senza offesa, è un esempio, e vediamo). Io allargavo il discorso al fatto che tutto quanto insegnato, lo perdiamo per strada. E o ci si mette di buzzo buono, o buonanotte. Addio perciò agli integrali doppi, ai mitocondri, alla capitale della Guinea Bissau, a Joule e Newton (unità di misura), alla poetica di Ungaretti e al Giorno di Parini, addio sanculotti e visigoti.... A beh, c'è Wiki, sì ma allora le cose non si sanno più, si sa dove trovarle.
» postato da Tobanis alle 10:11 del 01-07-2009
11 che libro interessante ed "innovativo", anche perchè impica la presenza e la collaborazione di un adulto. personalmente rtengo importante che i bambini comprendano, ad un livello pratico, il funzionamento delle cose di modo che imparino che gli oggetti possano essere riparabili e non solamente sostituibili.
» postato da ammazzatopic alle 10:20 del 01-07-2009
12 «io pure frequentavo un liceo classico, in una sezione "sperimentale" dove si facevano tre anni di fisica invece che due, quando ce lo annunciarono eravamo tutti (sedicenni) entusiasti
ora se parli di fisica e chimica ai ragazzi tentano di tagliarsi le vene
che è successo?
»
Eccomi!!! licenza liceale targata 1986, ma fisica non l'ho mai sopportata, come si suol dire rosicavo il 6 scarso.
overzzzzz.....
» postato da jetscrander alle 10:34 del 01-07-2009
13 «....
A beh, c'è Wiki, sì ma allora le cose non si sanno più, si sa dove trovarle.»
Mi pare che Umberto Eco abbia detto che la cultura non è sapere le cose, ma sapere dove andare a cercare le informazioni quando ne abbiamo bisogno
Io credo che sia logico che per la maggior parte delle cose si sappia solo a grandi lienee come funzionano, altrimenti si dovrebbe passare le giornate a studiare.
Per quanto riguarda le univesità scientifiche forse si dovrebbe un poco smetterla di parlarne con certi termini, come se fossero accessibili solo a persone dotate di menti superiori. Tutte le volte che parlo con genitori i cui figli fanno determinate facoltà li paragonano a Dii in terra ...
» postato da ICamaleonte =^_^= alle 11:44 del 01-07-2009
14 ««....
A beh, c'è Wiki, sì ma allora le cose non si sanno più, si sa dove trovarle.»
Mi pare che Umberto Eco abbia detto che la cultura non è sapere le cose, ma sapere dove andare a cercare le informazioni quando ne abbiamo bisogno
»
Pare tanto anche a me!
«
Io credo che sia logico che per la maggior parte delle cose si sappia solo a grandi lienee come funzionano, altrimenti si dovrebbe passare le giornate a studiare.
»
Infatti, penso proprio che stiamo perdendo quella cultura generica, quell'infarinatura su tutto che ci dà la scuola. Memoria minuitur nisi exerceas, una volta sapevo anche che vuol dì... (scherzo, la memoria cala se non la eserciti)
«
Per quanto riguarda le univesità scientifiche forse si dovrebbe un poco smetterla di parlarne con certi termini, come se fossero accessibili solo a persone dotate di menti superiori. Tutte le volte che parlo con genitori i cui figli fanno determinate facoltà li paragonano a Dii in terra ...»
E pensare alla botta di laureati ignoranti che ho conosciuto ai tempi universitari... Università è vista ancora come un'isola perfetta per pochi eletti, forse perchè in Italia abbiamo pochi laureati...boh
» postato da Tobanis alle 12:08 del 01-07-2009
15 I più ottimisti pensavano che a un tale degrado culturale e morale saremmo arrivati dopo una guerra nucleare, ma non è stato necessario tanto impegno. Per lasciare un messaggio di speranza proporrei di far conoscere nelle scuole superiori il classico film di George Pal "L'uomo che visse nel futuro" da "The Time Machine" di H.G. Wells (romanzo per altro illegibile). Le "veline" Eloi erano davvero carine, ma anche il cibo preferito dei (simpatici e laboriosi) Morloch.
» postato da (Ivo Luigi Bertani) alle 15:42 del 01-07-2009
16 «Per lasciare un messaggio di speranza proporrei di far conoscere nelle scuole superiori il classico film di George Pal "L'uomo che visse nel futuro" da "The Time Machine" di H.G. Wells (romanzo per altro illegibile).» Illeggibile? A me è piaciuto molto. Comunque consiglierei piuttosto di vedere il film "Idiocracy", che è molto più sull'argomento, e magari è anche più comprensibile ai giovani. S*
» postato da S* alle 15:51 del 01-07-2009
17 S* ha scritto: "magari è anche più comprensibile ai giovani" Premesso che con "illeggibile" volevo dire "pesante" (per un giovane d'oggi), sempre molto attento ai tuoi commenti, amerei una delucidazione sulla frase riportata. Ho sempre giudicato quel film una favola morale di immediata comprensione nella sua ingenuità. Se oggi risulta incomprnsibile, sono ancora più allarmato! PS: Ho conseguito la Maturità Classica al Liceo Beccaria nell'anno fatale 1968, se questo può aiutare a comprendere il mio modo di pensare.
» postato da (Ivo Luigi Bertani) alle 16:11 del 01-07-2009
18 «Premesso che con "illeggibile" volevo dire "pesante" (per un giovane d'oggi),» Ah, in quel senso può essere senz'altro. « sempre molto attento ai tuoi commenti, amerei una delucidazione sulla frase riportata. Ho sempre giudicato quel film una favola morale di immediata comprensione nella sua ingenuità. Se oggi risulta incomprnsibile, sono ancora più allarmato!» A dire la verità così ingenuo e immediato non mi pare. Il lettore è un po' confuso dal trovarsi di fronte i belli e buoni - gli Eloi - nei quali sarebbe portato a identificarsi, ma che risultano essere stupidi e inutili, mentre i mostri selvaggi sono i lavoratori e quelli su cui si basa effettivamente la sopravvivenza. Ragionamenti difficili, tant'è vero che nel film più recente girato dal pronipote di Wells hanno eliminato tutte queste cose difficili e hanno messo un cattivo che vuol distruggere il mondo. Idiocracy è un filmetto un po' cretino ma basato su un'idea geniale: poiché le persone intelligenti hanno sempre meno tempo, voglia eccetera di avere figli mentre la gente superficiale prolifica a iosa, l'umanità sta devolvendo verso un livello di intelligenza più basso. «PS: Ho conseguito la Maturità Classica al Liceo Beccaria nell'anno fatale 1968, se questo può aiutare a comprendere il mio modo di pensare.» Liceo Ginnasio Manzoni 1982 S*
» postato da S* alle 19:27 del 01-07-2009
19 In effetti stabilendo un livello medio, a piacere, dell'intelligenza umana, metà dell'umanità (+ o -) sta SOTTO tale livello. Nel Parlamento Italiano ciò è palese (qualunquismo, ma ricordarlo giova e spiega).
» postato da Tobanis alle 09:46 del 02-07-2009
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1 Bello vedere recensito un libro come questo tra le news di un sito dedicato alla Fantascienza. In effetti ho trovato desolante un'intervista fatta ai maturandi del Liceo Beccaria di Milano al TG Regionale in cui i reduci dalla terza prova, detta il "Quizzone", si lamentavano delle domande di Fisica "che è noto nessuno comprende!". Il liceo citato è ad indirizzo classico e in tempi remoti fu la mia scuola. Assicuro che allora TUTTI eravamo ferratissimi in Fisica e Chimica. Il Medioevo Prossimo Venturo è già tra di noi...
» postato da (Ivo Luigi Bertani) alle 23:11 del 30-06-2009