Gli antidoti umani di Francesco Verso

Esce in libreria un romanzo di un nuovo autore italiano, risultato finalista al Premio Urania del 2004.

Esordisce in libreria con il romanzo Antidoti umani il giovane scrittore italiano Francesco Verso. Un romanzo che è stato a suo tempo presentato al Premio Urania del 2004 arrivando in finale.

L’azione si svolge nel 2080 e il racconto ricorda un poco la tematica dei romanzi di Philip K. Dick con il suo Blade Runner per quanto riguarda l’atmosfera cupa che si incontra all’inizio del romanzo e qualcosa del film Nirvana di Gabriele Salvatores, per quanto riguarda l’uso di tecnologie avanzatissime.

Un romanzo di fantascienza che sicuramente l’appassionato del genere troverà interessante ma è anche il romanzo per chi non legge fantascienza ma ama la musica e la tecnologia.


Francesco Verso
L’autore. Francesco Verso è nato nel 1973. Dopo essere stato Dj per dieci anni, uno studente Erasmus ad Amsterdam e un IT Specialist per una Multinazionale, attualmente vive e lavora a Roma insieme alta compagna Elena e alla figlia Sofia. Nel 2008 risulta tra i segnalati al Premio Internazionale di poesia Mario Luzi.

 

La quarta di copertina. E questo che intendeva quando ha parlato di antidoti umani?

Virus che non risiedono in un corpo ospite ma che vagano spostandosi ove le possibilità di sopravvivenza consentano loro di continuare a esistere?

Può un Dj salvare il mondo con la musica?

C’è solo un ritmo e melodia. Ovunque intorno a noi. Ovunque ci siamo noi.

Può una donna salvare un uomo con l’amore?

Mai voltarsi indietro, significherebbe mettere in dubbio la meta, farsi doma’ide scomode o rinnegare il valore di un’impresa...

Felix Navataar, deve compiere un viaggio non voluto, emozionante e indimenticabile alla scoperta del potere dei sentimenti, vittima di una trasformazione indotta, eroe fragile e determinato al tempo stesso. Prigioniero di un passato che rivendica il suo diritto a esistere Felix deve sollevare il velo consapevole che oltre ogni realtà ne esiste sempre un’altra.

Un delicato, complicato gioco di equilibrio tra psicologia ed elettronica, tra istinti e statistiche. In un crescendo vertiginoso di inganni e segreti svelati, fughe e ricongiungimenti insperati, Antidoti umani si rivela romanzo d’esordio sorprendente e serrato

 

Francesco Verso, Antidoti Umani (2008) Giovane Holden Edizioni, collana Camelot, pagg. 559, euro 15,00.

Autore: Pino Cottogni - Data: 12 febbraio 2009

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Commenti

1 Io (da graphic designer) vorrei solo sapere perché la grafica editoriale della fantascienza italiana, salvo rare eccezioni (le ristampe recenti di Dick), è così mediocre, per non dire peggio.

» postato da (Mark Tamagnini) alle 11:58 del 12-02-2009

2 «Io (da graphic designer) vorrei solo sapere perché la grafica editoriale della fantascienza italiana, salvo rare eccezioni (le ristampe recenti di Dick), è così mediocre, per non dire peggio.» La fantascienza italiana, con tutto il rispetto, non è la Giovane Holden Edizioni, bensì Urania, Urania Collezione, Odissea SF e le collane della Elara (ormai Fanucci, dopo avere abolito la parola fantascienza dalle sue collane, l'ha cassata di fatto anche dalla linea editoriale; idem per la Nord). E mi sembra che in tutti questi casi la grafica adottata lasci ben pochi margini di miglioramento. Mia opinione personale di lettore. X

» postato da X alle 12:07 del 12-02-2009

3 posso suggerire all'estensore dell'articolo, oppure a s*, una revisione dei vari errori di battitura? e anche un'occhiata alla sintassi: "attualmente vive e lavora a Roma insieme alta compagna Elena e alla figlia Sofia", cos'e'? sfruttamento di minori? ;D

» postato da tzenobite alle 23:50 del 12-02-2009

4 Comunque va detto che come spunti il soggetto del romanzo promette bene. E ha anche un titolo particolarmente indovinato. X

» postato da X alle 00:36 del 13-02-2009

5 Un esordio robusto, denso, contaminante. Non è la fantascienza, qui, il punto in questione, né la veste grafica. I libri vanno letti, pagina per pagina, e quelle di Antidoti Umani vanno dritte sotto pelle, inquinano, contagiano. Lontano dagli stili, dai riferimenti e dalle possibili obiezioni, c'è una storia che tocca duro, convince perché perennemente attuale, provocatoria perché suggerisce un dubbio, una resistenza, una reazione. Non è un giochino, questo libro, non è un esperimento sotto vuoto spinto: è una storia in carne e ossa. E non è il 2080: è molto prima...

» postato da (Paolo Grassi) alle 09:30 del 06-03-2009

6 a me non è dispiaciuto, anche se con qualche riserva stilistica, specie nell'abuso delle maiuscole e in generale in una certa enfasi. Alcune trovate come certe iterazioni rendono l'atmosfera decisamente intrigante. Forse si sarebbe dovuto un po' accorciare, per evitare inevitabili saturazioni e appesantimenti. In ogni caso un romanzo accattivante e moderno.

» postato da ammiraglio_naismith alle 23:57 del 30-05-2009

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