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Esordisce in libreria con il romanzo Antidoti umani il giovane scrittore italiano Francesco Verso. Un romanzo che è stato a suo tempo presentato al Premio Urania del 2004 arrivando in finale.
L’azione si svolge nel 2080 e il racconto ricorda un poco la tematica dei romanzi di Philip K. Dick con il suo Blade Runner per quanto riguarda l’atmosfera cupa che si incontra all’inizio del romanzo e qualcosa del film Nirvana di Gabriele Salvatores, per quanto riguarda l’uso di tecnologie avanzatissime.
Un romanzo di fantascienza che sicuramente l’appassionato del genere troverà interessante ma è anche il romanzo per chi non legge fantascienza ma ama la musica e la tecnologia.

La quarta di copertina. E questo che intendeva quando ha parlato di antidoti umani?
Virus che non risiedono in un corpo ospite ma che vagano spostandosi ove le possibilità di sopravvivenza consentano loro di continuare a esistere?
Può un Dj salvare il mondo con la musica?
C’è solo un ritmo e melodia. Ovunque intorno a noi. Ovunque ci siamo noi.
Può una donna salvare un uomo con l’amore?
Mai voltarsi indietro, significherebbe mettere in dubbio la meta, farsi doma’ide scomode o rinnegare il valore di un’impresa...
Felix Navataar, deve compiere un viaggio non voluto, emozionante e indimenticabile alla scoperta del potere dei sentimenti, vittima di una trasformazione indotta, eroe fragile e determinato al tempo stesso. Prigioniero di un passato che rivendica il suo diritto a esistere Felix deve sollevare il velo consapevole che oltre ogni realtà ne esiste sempre un’altra.
Un delicato, complicato gioco di equilibrio tra psicologia ed elettronica, tra istinti e statistiche. In un crescendo vertiginoso di inganni e segreti svelati, fughe e ricongiungimenti insperati, Antidoti umani si rivela romanzo d’esordio sorprendente e serrato
Francesco Verso, Antidoti Umani (2008) Giovane Holden Edizioni, collana Camelot, pagg. 559, euro 15,00.
2 «Io (da graphic designer) vorrei solo sapere perché la grafica editoriale della fantascienza italiana, salvo rare eccezioni (le ristampe recenti di Dick), è così mediocre, per non dire peggio.» La fantascienza italiana, con tutto il rispetto, non è la Giovane Holden Edizioni, bensì Urania, Urania Collezione, Odissea SF e le collane della Elara (ormai Fanucci, dopo avere abolito la parola fantascienza dalle sue collane, l'ha cassata di fatto anche dalla linea editoriale; idem per la Nord). E mi sembra che in tutti questi casi la grafica adottata lasci ben pochi margini di miglioramento. Mia opinione personale di lettore. X
» postato da X alle 12:07 del 12-02-2009
3 posso suggerire all'estensore dell'articolo, oppure a s*, una revisione dei vari errori di battitura? e anche un'occhiata alla sintassi: "attualmente vive e lavora a Roma insieme alta compagna Elena e alla figlia Sofia", cos'e'? sfruttamento di minori? ;D
» postato da tzenobite alle 23:50 del 12-02-2009
4 Comunque va detto che come spunti il soggetto del romanzo promette bene. E ha anche un titolo particolarmente indovinato. X
» postato da X alle 00:36 del 13-02-2009
5 Un esordio robusto, denso, contaminante. Non è la fantascienza, qui, il punto in questione, né la veste grafica. I libri vanno letti, pagina per pagina, e quelle di Antidoti Umani vanno dritte sotto pelle, inquinano, contagiano. Lontano dagli stili, dai riferimenti e dalle possibili obiezioni, c'è una storia che tocca duro, convince perché perennemente attuale, provocatoria perché suggerisce un dubbio, una resistenza, una reazione. Non è un giochino, questo libro, non è un esperimento sotto vuoto spinto: è una storia in carne e ossa. E non è il 2080: è molto prima...
» postato da (Paolo Grassi) alle 09:30 del 06-03-2009
6 a me non è dispiaciuto, anche se con qualche riserva stilistica, specie nell'abuso delle maiuscole e in generale in una certa enfasi. Alcune trovate come certe iterazioni rendono l'atmosfera decisamente intrigante. Forse si sarebbe dovuto un po' accorciare, per evitare inevitabili saturazioni e appesantimenti. In ogni caso un romanzo accattivante e moderno.
» postato da ammiraglio_naismith alle 23:57 del 30-05-2009
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1 Io (da graphic designer) vorrei solo sapere perché la grafica editoriale della fantascienza italiana, salvo rare eccezioni (le ristampe recenti di Dick), è così mediocre, per non dire peggio.
» postato da (Mark Tamagnini) alle 11:58 del 12-02-2009