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I lavori teatrali ispirati a romanzi di fantascienza non sono poi così rari — tra l'altro abbiamo la sensazione che Bradbury sia l'autore più saccheggiato — ma certo non accade tutti i giorni di vedere la fantascienza approdare sul palco di un teatro prestigioso come il Piccolo Teatro di Milano.
Accade in questi giorni con Fahrenheit 451, e il merito va a Luca Ronconi, direttore artistico del Piccolo Teatro ormai da dieci anni e noto al grande pubblico per l’ammaliante edizione en plein air dell’Orlando furioso.
Per Ronconi, Fahrenheit 451 è «una metafora, una sollecitazione, o ancora un monito alla “necessità della memoria”. In questo senso, non è più necessario pensare al “futuro”. La perdita di memoria è qualcosa che, da quando il romanzo ha visto la luce ad oggi, ha subito un’accelerazione esponenziale. Chiedersi il mondo dov’è, come è l’informazione, affrontare il problema della non-conoscenza. Insomma il tema della utilità della non-perdita di memoria mi sembra qualcosa tutto sommato ovvio, ma sensato, di cui parlare».
La storia crediamo sia nota a tutti: in un futuro ipertecnologico, in cui leggere è reato e la popolazione, inebetita dall’abuso di psicofarmaci, si lascia dominare attraverso programmi televisivi idioti, i pompieri non sono più addetti a spegnere gli incendi, ma hanno il compito di scovare e bruciare i libri.
Montag (interpretato da Fausto Russo Alesi), giovane “milite del fuoco” inizialmente fedele al regime, è avvicinato da una donna, Clarisse (Elisabetta Pozzi), che lo inizia alla lettura: vedrà schiudersi di fronte a sé un mondo nuovo. Fuggirà dalla città per trovare rifugio tra gli uomini libro, sorta di “partigiani” della cultura, che imparano a memoria i grandi classici per salvaguardarli dalla sparizione. A nulla varranno i discorsi del suo comandante, Beatty (Alessandro Benvenuti), lettore pentito che nei libri non ha trovato le risposte alle proprie domande, né i timori della moglie impasticcata e videodipendente (Melania Giglio): Montag è libero, libero di leggere.
Lo spettacolo dura tre ore e mezza, compreso l'intervallo, e va in scena fino al 10 febbraio. Sul sito del Piccolo Teatro — www.piccoloteatro.org — è possibile prenotare o acquistare i biglietti.
2 «qui non ci andiamo ragazzi?» Io e Eli andiamo il 29 (martedi - 19.30)! S*
» postato da S* alle 11:50 del 17-01-2008
3 sono un po' "allergica" al teatro
ops:
» postato da Wintermute alle 11:58 del 17-01-2008
4 oh, davvero? io invece amo il teatro. Capo, avete già prenotato?
» postato da l'Anto alle 12:17 del 17-01-2008
5 «oh, davvero? io invece amo il teatro.
Capo, avete già prenotato?»
già comprato i biglietti. Non ci sono tantissimi posti, quel giorno lì era uno dei pochi con ancora qualche poltrona un po' centrale (in galleria, comunque).
Se sei interessata affrettati! Se poi riesci a venire lo stesso giorno siamo felici
S*
» postato da S* alle 12:32 del 17-01-2008
6 presi i primi due posti disponibili, il 7 febbraio. Platea però.
» postato da l'Anto alle 13:49 del 17-01-2008
Puoi continuare la discussione sul forum
1 qui non ci andiamo ragazzi?
» postato da l'Anto alle 10:19 del 17-01-2008