Non-A

Alfred Elton Van Vogt, Non-A (The World of Null-A, 1953) - FANTASCIENZA - Mondadori - Urania Collezione - 2010 - traduttore: Riccardo Valla - pagine 336 - prezzo 5,50 euro - giudizio: eccellente

Autore di punta della cosiddetta “età dell'oro” Alfred E. Van Vogt ha scritto diversi romanzi che hanno influenzato generazioni di lettori e scrittori, Non-A è una delle sue opere più rappresentative, come altri romanzi dell'autore canadese destinato a dividere i lettori in entusiasti sostenitori e feroci detrattori.

 

L'anno è il 2650, nella Città della Macchina Gilbert Gosseyn sta aspettando l'inizio delle Gare, le selezioni che determinano la posizione sociale che i partecipanti occuperanno.

La gigantesca intelligenza artificiale che conduce la prova selezionerà infatti le menti migliori, mettendole in posizioni di potere o addirittura permettendo l'emigrazione su Venere, il mondo dove solo chi possiede una mente Non-A pienamente sviluppata può accedere.

Nonostante la grande opportunità il giovane è triste, sua moglie è morta da poco, e non avrà la possibilità di gareggiare assieme a lui; ma il destino ha in serbo altri colpi bassi, un suo concittadino lo accusa di avere una falsa identità, sostenendo di non averlo mai visto a Cress Village.

Per chiarire la faccenda Gosseyn si sottopone alla macchina della verità, ma questa conferma le incredibili accuse, pur senza riuscire a chiarire la vera identità, per cui il giovane viene espulso dalle Gare e dall'albergo.

Unica notizia positiva è che la moglie, Patricia Hardie, sarebbe viva, almeno secondo le sconcertanti dichiarazioni del suo accusatore, ma la notizia che tutto il suo mondo non sarebbe altro che una finzione è difficile da accettare.

Ma ben presto la situazione si fa ancora più difficile, Gosseyn incontra, in circostanze sospette, una giovane donna che scopre essere Patricia Hardie, ben diversa da come la ricordava, e per di più figlia del Presidente della Terra.

Gosseyn si rende conto che la ragazza gli ha teso una trappola, egli viene infatti catturato dagli uomini del padre, e capisce che il Presidente ha trovato il modo di ingannare la Macchina: lui e i suoi uomini occupano posizioni di prestigio e potere pur non essendo seguaci del Non-A, e complottano per far crollare il sistema delle Gare.

Il giovane, grazie all'aiuto di Patricia, riesce a fuggire ma, mentre sta per raggiungere la Macchina per avvertirla della congiura, viene intercettato dagli uomini del Presidente e colpito più volte da potenti raggi laser, che non gli lasciano scampo.

Nonostante sia sicuro di essere stato ucciso Gosseyn si risveglia, illeso, in una foresta, e la sorpresa di essere ancora vivo si aggiunge a quella della scoperta di essere su Venere, la terra promessa per i Non-A.

Davanti a lui si aprono profondi misteri, forze misteriose sono all'opera, per sventare la minaccia che incombe sulla Macchina, minaccia che scoprirà ben più grave di quanto immaginasse, Gosseyn dovrà sviluppare le potenzialità della sua mente eccezionale oltre ogni limiti, ma per farlo dovrà capire chi ha impiantato in lui falsi ricordi, e come è possibile sopravvivere oltre la morte.

 

Non-A è il romanzo che, a detta dello stesso autore, ha avuto più successo tra quelli scritti da Van Vogt, la prima parte apparve sul numero di agosto del 1945 di Astounding Science-Fiction, e tutti i lettori la classificarono come migliore storia del numero, come pure la seconda parte, la terza puntata si classificò sempre prima, anche se non all'unanimità.

In seguito Van Vogt riscrisse la storia per l'edizione in volume, rettificando alcune incongruenze, a questa prima revisione, operata nel 1948, ne seguì una nel 1970.

Basato sulle teorie dello scienziato polacco Alfred Korzybski, fondatore della teoria della "semantica generale", Non-A presuppone che la mente umana possa superare i limiti del pensiero A (aristotelico) cambiando il proprio sistema di simboli e linguaggio, imparando a ragionare meglio, in modo Non-A.

Ma le basi teoriche di una dottrina che non ha avuto molto successo hanno poca importanza, Non-A è un romanzo che può trascinare in un gorgo di avventure e colpi di scena continui, una discesa lungo le rapide di un torrente che impedisce di analizzare quello che succede.

Tesi scientifiche discutibili, va e vieni tra i pianeti, catture e fughe continue, comportamenti perlomeno strani di alcuni personaggi spariscono, dopotutto non c'è tempo per analizzare gli scogli quando stai scendendo su un misero canotto che minaccia di rovesciarsi in ogni momento.

Va da sé che chi non si lascia trascinare vedrà tutti i difetti nel romanzo, e non proverà alcun piacere nel leggerlo, se non vi piacciono troppo le storie complesse e confuse probabilmente vi ritroverete in questa categoria di lettori.

Ma se vi lascerete trasportare dalle invenzioni e dalle idee di Van Vogt troverete un romanzo che non si lascerà dimenticare troppo facilmente.

Autore: Giampaolo Rai - Data: 4 maggio 2010

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Commenti

1 capisco l'entusiasmo per un grande autore, ma il guaio fondamentale dei romanzi di Van Vogt non è tanto l'inscindibile groviglio di complessità e confusione della trama, quanto proprio la totale gratuità delle invenzioni e delle idee dello scrittore: sviluppi immotivati, macchinari risibili, personaggi al massimo dello stereotipo, colpi di scena inventati più che altro per tirarsi fuori da una storia in cui l'autore per primo non trova più scampo. Sarebbe molto divertente come parodia, ma purtroppo oggi è di una noia letale.

» postato da CobbAnderson alle 09:40 del 04-05-2010

2 Van Vogt metteva un colpo di scena ogni tot pagine, uno stile di scrittura che spesso lo portava a incasinarsi parecchio. La prima stesura di Null-A era in effetti davvero caotica, alcune cose sono state corrette nelle stesure successive. Sta di fatto che i primi romanzi di VV erano assolutamente trascinanti, e hanno avuto un enorme successo, a dispetto degli evidenti difetti. La storia del pigmeo con una enorme macchina da scrivere del resto dimostra che sin da subito il pubblico si è diviso, e in modo netto, e continua a farlo. Anacho

» postato da Anacho alle 16:49 del 04-05-2010

3 Leggere un romanzo di Van Vogt è come uscire con una ragazza di cui si è innamorati persi: non si deve fare esageratamente caso se il conto del ristorante è troppo salato o se ci si è sporcati la camicia di sugo Vlad

» postato da (vladimiro cartacci) alle 18:13 del 04-05-2010

4 Giampaolo, sei GRANDE! La tua recensione mi ha fatto rivivere le emozioni che provavo da adolescente dopo aver visto i film di Humphrey Bogart: storie senza capo ne coda in cui succedeva di tutto ma per 85 minuti partecipavi a misteri e avventure mozzafiato ("Solo chi cade può risorgere" etc...). Un bel romanzo è anche questo, in barba a plausibilità e logica stringente.

» postato da (Ivo Luigi Bertani) alle 18:50 del 04-05-2010

5 Fu uno dei miei primi romanzi di fantascienza, la "nuova" insolita narrativa che emergeva dalle edicole nei primi anni '50. Questo romanzo mi regalò un'immersione totale, due giornate di delirio assoluto che non posso dimenticare. Mai letta, prima, roba simile. Si dica ciò che si vuole di van Vogt, è vero che era caotico risibile etc, etc, ma aveva un pregio che tuttora non è da tutti: sapeva creare un'atmosfera tridimensionale, un sottofondo di misteri e forze ciclopiche, di possibilità inaudite, di novità strabilianti. Insomma un vero "sense of wonder". Certo oggi chi legge van Vogt per la prima volta può restare deluso. Non saprei dire se ha resistito agli anni, sono troppo di parte. So che se rileggessi ora "Anno 2650" (o rileggessi "Crociera nell'infinito", o "Gli uomini dei 50 soli", o "Hedrock l'immortale") non resterei indifferente.

» postato da Vittorio Catani alle 01:56 del 05-05-2010

6 Con L'impero dell'atomo, di Van Vogt, a suo tempo mi innamorai definitivamente della SF.

» postato da Tobanis alle 11:05 del 05-05-2010

7 L'ho lessi tanti, tanti, tanti anni fa. Non ricordo praticamente nulla della trama (ci stava per caso un Enro il Rosso che con la sua flotta di astronavi si appropinquava a fare qualche cosa?). Ma il titolo mi è perennemente rimasto impresso nella memoria.

» postato da Antha alle 13:15 del 05-05-2010

8 @Antha: beh, è già qualcosa:-)

» postato da Vittorio Catani alle 15:45 del 05-05-2010

9 Devo ammetterlo: il presupporto e i primi capitoli sono intriganti e coinvolgenti. Dalla prima "dipartita" il tutto diventa confuso (o confusionario), abbozzato.. quasi sciatto direi. Probabilmente il romanzo è figlio del suo tempo, del pulp a puntate di quel periodo, ma da un classico mi sarei aspettato di più.

» postato da Botolo alle 21:45 del 05-05-2010

10 ha casa ho questo libro"la storia della fantascienza"di jaques sadoul,in cui viene osannata tutta l'opera di Van Vogt.Di non-a addirittura,cito testualmente,"...è la debolezza della comprensione umana che deve essere incriminata di fronte a un'opera così nuova rispetto ai nostri modi di pensare...". Che ne penso io?lo rimando a settembre,cioè ad una prima lettura non mi è piaciuto granchè ma si merita una seconda lettura,sicuramente.

» postato da odisseakubrick alle 15:46 del 06-08-2010

11 «ha casa ho questo libro"la storia della fantascienza"di jaques sadoul,in cui viene osannata tutta l'opera di Van Vogt.» Sadoul è francese, e i francesi adorano Van Vogt.... La storia della fantascienza è un buon libro, con un mucchio di informazioni, m a volte però le opinioni di Sadoul sono molto personali, per dire mi pare che divida i libri della LeGuin in "cattivi" e "peggiori", cito a memoria ma il concetto era questo.

» postato da Anacho alle 10:20 del 09-08-2010

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