I Fantastici Quattro

SUPEREROI, Fantastic Four, Usa, 2005 - regia di Tim Story - scritto da Mark Frost, Simon Kinberg, Michael France - con Michael Chiklis, Ioan Gruffudd, Chris Evans, Jessica Alba, Julian McMahon, Maria Menounos, Kerry Washington, Hamish Linklater - durata: 106 minuti - distribuito da 20th Century Fox - giudizio: discreto

Dopo Batman Begins e Spiderman 2 risulta davvero difficile vedere un film come I Fantastici Quattro. E' davvero duro assistere a come un fumetto tanto amato e pieno di potenzialità cinematografiche venga massacrato in un pop corn movie estivo, più vicino all'estetica di MTV che a quella delle tavole originali create da Jack Kirby e da Stan Lee che — come postino — fa il suo ennesimo cameo in un film tratto da un fumetto Marvel.

Una pessima sceneggiatura viene celebrata in una pellicola dove — se non fosse per Jessica Alba — si rimarrebbe sorpresi dal coacervo di scemenze che il regista Tim Story (un presunto fan del fumetto...) ha messo insieme senza una singola buona idea o una trovata innovativa rispetto all'originale cartaceo.

Deve passare un'ora e mezza di film prima che ci sia una battaglia degna di questo nome contro il cattivo di turno. Per tutto resto, assistiamo alla nascita degli eroi e alla loro presa di coscienza in maniera artificiosa e un po' farraginosa in un prologo che sembra destinato a non terminare mai.

Tra pubblicità occulte e battute adolescenziali, I Fantastici Quattro è senza dubbio uno dei peggiori adattamenti dei fumetti dei supereroi. Non per la mancanza di mezzi, bensì per la mediocrità di idee e per l'incapacità di pensare questo film per un pubblico davvero adulto. Una sceneggiatura altalenante fa di questo film un prodotto commerciale destinato a bambini e teen agers, che — presumibilmente — non hanno né amato, né letto il fumetto originale.

I Fantastici Quattro interpretati da Ioan Gruffud, Jessica Alba, Chris Evans e Michael Chilkis sono scarsamente attrezzati per il loro ruolo di Supereroi. Come è giusto che sia (lo abbiamo visto anche in Spiderman e Batman...) all'inizio soffrono di una difficile convivenza con i loro nuovi poteri. Peccato che lo sviluppo psicologico dei loro personaggi sia totalmente svilito se non addirittura ignorato con in più la storia della nascita del Dottor Destino che sembra quasi 'appiccicata' al plot principale. Di Destino non sappiamo nulla o quasi e nonostante gli sforzi del pur carismatico Julian McMahon questa figura resta piatta e misteriosa, sia sotto il profilo della sua vita di multimiliardario che sotto quella di nemico giurato del nuovo supergruppo di eroi.

Più sit com giovanilistica che vero adattamento di un fumetto di culto, I Fantastici Quattro, Raimi, Singer, Burton o Nolan il risultato che si può ottenere è — a malapena — quello di un film commerciale. Meglio di Punisher, inferiore perfino a DareDevil o a Elektra, I Fantastici Quattro è flagellato da dialoghi disarmanti e da un'incapacità di seguire correttamente lo sviluppo dei personaggi in maniera chiara, omogena, articolata e anche intrigante. Un montaggio che obbliga a non farsi troppe domande su quello che accade è appesantito da figure bidimensionali che riescono meglio a fare pubblicità ad alcuni prodotti (tra cui i pupazzetti ispirati alla serie e presenti nei negozi di giocattoli...) che a dare uno sviluppo coerente alla narrazione. L'unica buona notizia è che Jessica Alba, bella e intensa, riesce con grinta a dare maggiore spessore al personaggio di Sue Storm, spesso, relegato in una condizione vagamente di inferiorità rispetto ai suoi eclettici compagni. Una novità che appare decisamente fortuita e più dovuta al corretto casting che è la dimostrazione che quando ai film di supereroi non mettono mano gli autori come alle scelte di sceneggiatura. Va detto che mentre Ben Grimm — la Cosa è trattato quasi come un Frankestein post moderno, chi lascia davvero con l'amaro in bocca è Reed Richards alias Mr. Fantastic che Story trasforma in un Nerd dal cuore tenero, tanto secchione quanto imbranato. Johnny Storm, alias la Torcia umana, è un piacione cretinetto che — in confronto — rende il Robin di Chris O'Donnell un intellettuale impegnato. Un film non all'altezza delle sue possibilità e che — alla fine — potrà essere considerato come ad un capitolo zero per una saga destinata — speriamo — ad un futuro migliore. A patto di osare di più, guardando ad un pubbico di giovani e non necessariamente bambini o adolescenti, nonché mettendo da parte le situazioni da sit com.

I Fantastici Quattro è un film che grazie al fascino dei suoi personaggi e della storia risulta — in fin dei conti non del tutto disastroso — anche se la delusione è massima per l'incapacità del regista di trasportare le suggestioni uniche del fumetto sul grande schermo.

Autore: Marco Spagnoli - Data: 15 agosto 2005

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