Gosford Park

GIALLO, Gosford Park, USA/GB, 2001 - regia di Robert Altman - scritto da Julian Fellowes - con Michael Gambon - Kristin Scott Thomas - Emily Watson - Ryan Philippe - Bob Balaban - Jeremy Northam - Alan Bates - Derek Jacobi - durata: 137 minuti - distribuito da Medusa - giudizio: discreto

Un incrocio stravagante tra Invito a cena con delitto, il giallo stile Agatha Christie e Senza indizio. Gosford Park è un film deja vu in cui è la noia derivata da una grande superficialità a dominare l'azione. Sebbene molto elegante e girato in maniera straordinaria con un cast di attori impressionante, la storia della riunione di una famiglia britannica e degli amici in una casa di campagna nell'Inghilterra degli anni Trenta pur intrigando molto lo spettatore risulta decisamene inutile. Un po' perché il film è decisamente complicato da seguire essendo molti i personaggi e perché spessissimo ci si riferisce a loro in terza persona, un po' perché pur offrendo un'immagine nuova e interessante del rapporto tra servitù e padroni Gosford Park non scende mai come dovrebbe e potrebbe sul terreno del sociale.

L'intera pellicola — addirittura — sembra un lunghissimo preambolo per un finale decisamente molto interessante che, però, arriva troppo tardi e risulta quasi appiccicato su una sequela inenarrabile di parole. Un'ottima idea quella di Altman di una narrazione parallela tra chi viveva "a servizio" e chi viveva "da signore", senza la capacità e la forza introspettiva di Quel che resta del giorno. Tra gag e personaggi macchiettistici Gosford Park è un film interessante che fallisce nei due elementi che potevano renderlo in maniera diversa agli occhi dello spettatore moderno. Tra dialoghi dal marcato humour anglosassone e situazioni tipicamente inglesi, Gosford Park è un lavoro vecchio in cui Altman si concede anche un po' di satira del mondo del cinema introducendo il personaggio di un produttore americano invitato da uno dei rampolli della famiglia diventato un divo di Hollywood. Brillante in molti punti, tedioso nel suo lento dipanarsi verso un finale coinvolgente e doloroso, Gosford Park ha il grande merito — pur nella sua previdibilità — di offrire allo spettatore tutti gli elementi per risolvere da solo il giallo dell'assassinio del padrone di casa, un ricco e spietato donnaiolo in là con gli anni. Decisamente esecrabile, invece, il personaggio di Stephen Fry nei panni dell'ispettore incaricato dalle indagini. Seguendo il Michael Caine — Sherlock Holmes stupido di Senza indizio, Fry sembra una pessima copia del ruolo che fu di Peter Sellers ne Il diabolico complotto del Dottor Fu Manchu.

Autore: MS - Data: 16 marzo 2002

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