Watchmen

SUPEREROI, Watchmen, Usa, 2009 - regia di Zack Snyder - scritto da David Hayter, Alex Tse - con Patrick Wilson, Jackie Earle Haley, Matthew Goode, Billy Crudup, Jeffrey Dean Morgan, Malin Akerman, Carla Gugino, Stephen McHattie, Matt Frewer - durata: 206 minuti - distribuito da Universal Pictures - giudizio: ottimo

Dopo tanti anni l'attesa è, finalmente, terminata e così dopo i vari tentativi di diversi registi, arriva finalmente sul grande schermo una pellicola destinata a suscitare notevole interesse in tutto il pianeta.

Watchmen, uno dei romanzi grafici di culto di Alan Moore e Dave Gibbons è diventato un film estremamente interessante e complesso, diretto da quel grande talento che è il regista di L'Alba dei Morti Viventi e 300, Zack Snyder.

La vicenda di un ex gruppo di supereroi è raccontata ripercorrendo quaranta anni di storia americana così come non l'abbiamo mai vista.

Richard Nixon, infatti, è stato eletto cinque volte Presidente degli Stati Uniti d'America: lo scandalo Watergate non c'è mai stato e lui è riuscito a vincere la guerra in Vietnam in poco tempo grazie all'aiuto del Dottor Manhattan, uno scienziato diventato un essere potentissimo quanto enigmatico.

Nel 1985, quando inizia il film, però Usa e Unione Sovietica sono sull'orlo di un conflitto nucleare e due degli Watchmen (Manhattan e Adrian Veidt) si stanno impegnando per fermare gli ordigni comunisti.

Nel frattempo, però, qualcuno ha ucciso 'Il comico' e Rorschach, un altro membro del gruppo, sospetta che sia l'inizio di un attacco diretto agli Watchmen e prova a contattare gli ex compagni.

Tra atmosfere estremamente cupe e in un crescendo di rabbia e violenza, Watchmen si propone al pubblico come un film molto fedele nello stile e nello spirito al romanzo grafico originale.

Una pellicola dalla forte caratterizzazione fantascientifica dove il gusto raffinato per l'ucronia va di pari passo con un effettistica visiva che rende perfettamente plausibile il mondo creato da Moore, restituendolo allo spettatore con tutto il suo fascino e il suo stile visivo inconfondibile e unico.

Sessualmente languido, dinamicamente intenso, concettualmente intrigante e strutturalmente molto curato in ogni dettaglio nella sua complessa costruzione emotiva e psicologica, Watchmen non è stato 'volgarizzato' in modo da fargli raggiungere necessariamente un pubblico molto ampio.

Sebbene stilisticamente ineccepibile, il film porta con sé, infatti, quella farraginosità talora rabbiosa, talaltra rarefatta dell' opera originale senza venire a compromessi artistici o visivi con le necessità di una Hollywood alla costante ricerca riguardo come blandire il grande pubblico.

Brillante e — in alcuni momenti — molto divertente, il film è ritmato da una colonna sonora straordinaria con brani di Hendrix, Dylan e Simon & Garfunkel usati con perizia per commentare i momenti principali e più salienti di una pellicola che sorprende lo spettatore per le sue riflessioni psicologiche, le sue contraddizioni e — soprattutto — per il fatto che gli Watchmen non sono i Vendicatori o la Justice League of America, ma un ex supergruppo votato all'implosione in una spirale di violenza e disperazione, in un contesto storico da fine del mondo.

Mezzo secolo di quella che assomiglia molto alla storia americana viene distillato in un film dalla forte valenza pop che oltre a citare storie, situazioni, volti e personaggi offre un'immagine lacerata e vulnerabile di eroi alle prese con la propria solitudine.

Stilisticamente impeccabile e con una buona dose di senso dell'umorismo, Watchmen riflette le inquietudini e le lacerazioni di personaggi dei cosiddetti fumetti decisamente unici e straordinari. 

Un film unico che, forse, più del Cavaliere Oscuro si spinge su terreni accidentati, mostrando al pubblico la brutalità e la grande umanità di eroi ambigui e non simpatetici che, di tanto in tanto, sconfinano nel maniacale e nello sghangherato.

Autore: Marco Spagnoli - Data: 5 marzo 2009

Altre recensioni di Watchmen

  • Watchmen: recensione di Emanuele Manco su FantasyMagazine (voto: discreto)
  • Watchmen: recensione di Sergio Gualandi su ThrillerMagazine (voto: eccellente)

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Commenti

1 Ho visto il film ieri, avevo molte aspettative,sopratutto perchè il fumetto mi è piaciuto molto....non sono stato deluso,a parte la fine che si è dovuta chiudere frettolosamente (ma d'altronde Snyder ha già dichiarato che per il Dvd/Bluray uscirà fuori una director's cut più lunga). I titoli iniziali con Bob Dylan che canta The Times Are A-Changin' è da pelle d'oca...oltre ai ricordi d'infanzia dei giovani Watchmen ripercorre anche la storia dei Minutemen,peccato solo che chi non ha letto il fumetto capirà ben poco... Comunque concordo con il recensore Marco Spagnoli, ed il paragone con Il Cavaliere Oscuro non è buttato lì a caso...ma d'altronde già il fumetto stesso degli Watchmen era indirizzato ad un pubblico adulto,non ci si aspettava certo una cazzata simil Superman Returns o Daredevil.... In conclusione il film è davvero bello ma io un consiglio lo voglio dare comunque: leggetevi prima il fumetto. ;-)

» postato da (Francesco Pavinato) alle 21:53 del 08-03-2009

2 Non ho ancora visto il film, dovrei rimediare stasera, ma devo confessare di essermi molto incazzato leggendone la stroncatura di tale Porro sul Corriere della Sera. Non per il 4.5 che ha dato al film (magari ha ragione, non lo so), dicendone peste e corna, quanto per aver definito il fumetto, una delle graphic novel più geniali di sempre, 'Solito presunto cult'. Ho scritto un'indignata (ed immagino inutile) mail al Corriere, invitando il suddetto Porro (nomen omen ?) alla lettura, prima di pontificare. Fa pensare che il signor Porro, al secolo Maurizio, regali un bel 7.5 alla 'Pantera rosa 2', senza dubbio un capolavoro... Salute e Latinum per tutti !

» postato da Kruaxi the ferengi alle 03:32 del 09-03-2009

3 Eh suvvia ormai noi fumettari dovremmo essere abituati all'ignoranza e alla presunzione. D'altra parte credo che già normalmente siano pochissime le persone che quando vedono un film si domandino se sia stato tratto da qualche altra opera e in che modo ne sia stato adattato. Figuriamoci quando l'opera in questione è un fumetto. Roba da bambini.

» postato da Technomancer alle 09:07 del 09-03-2009

4 Credo comunque che il film Watchmen - a cui io dò cinque stelle su cinque, per mettere bene in chiaro - sia uno dei quei film "tratti da" che richiedono di aver letto l'originale. Come dicevo altrove, penso che ci siano due modi di trarre un film da un libro: 1) riadattandolo in modo da trarne un film che possa soddiafare chiunque eccetto chi ha letto il libro, o 2) rispettandolo fedelmente in modo da soddisfare chi ha letto il libro ma lasciando probabilmente un po' perplesso chi non l'ha letto. Snyder (Rodriguez in Sin City, come Jackson con LOTR) segue questa seconda corrente. E a me va benissimo: devi essere un cineasta molto bravo per riuscire a farlo senza incorrere in disastri (dico solo un titolo: "Spirit";), ma la proabilità di fare cose immonde è molto più alta seguendo la prima strada. Kubrick e Scott sono riusciti a fare film "tratti da" ottenendo opere migliori degli originali. Pochi altri, credo. S*

» postato da S* alle 09:35 del 09-03-2009

5 «Non ho ancora visto il film, dovrei rimediare stasera, ma devo confessare di essermi molto incazzato leggendone la stroncatura di tale Porro sul Corriere della Sera. Non per il 4.5 che ha dato al film (magari ha ragione, non lo so), dicendone peste e corna, quanto per aver definito il fumetto, una delle graphic novel più geniali di sempre, 'Solito presunto cult'. Ho scritto un'indignata (ed immagino inutile) mail al Corriere, invitando il suddetto Porro (nomen omen ?) alla lettura, prima di pontificare. Fa pensare che il signor Porro, al secolo Maurizio, regali un bel 7.5 alla 'Pantera rosa 2', senza dubbio un capolavoro... Salute e Latinum per tutti !» Kruaxi, con tutto il rispetto, se questa è una recensione allora quelle che escono su Fantascienza.com sono tesi di laurea. Dubito che Porro abbia anche solo sfogliato Moore. Probabilmente lo confonde con Michael e in un film di supereroi si aspettava di vedere almeno Nembo Kid. Sul film mi saprai dire... :wink: X

» postato da X alle 16:37 del 09-03-2009

6 «Dubito che Porro abbia anche solo sfogliato Moore.» o forse usa la frase 'presunto cult graphic novel' perché in precedenza di era sentito dire che anche "league of extraordinary gentlemen" e "from hell" erano novelle grafica di culto, ma dopo aver visto i film, non ha osato neppure avvicinarsi alle copertine delle opere di moore. che poi io personalmente considero invece "v for vendetta" un buon esempio di interpretazione (non "trasposizione";) riuscita di un'opera mooriana.

» postato da jonny lexington alle 16:58 del 09-03-2009

7 V per vendetta, il film, è eccezionale. Chiaro che il critico in questione non solo non ha letto il libro (il fumetto, intendo), ma neanche visto il film. Per i suoi pareri si basa su ciò che altri hanno detto. "...Fra i super eroi c'è Rorschach, da non confondersi con il noto «macchiaiolo» freudiano." Chiaro che Rorschach non è tra i supereroi (ma va?), ma è altrettanto chiaro che il suo famoso test entra sì, nel fumetto e nel personaggio omonimo! Bastava fare almeno finta di leggerlo, sto fumetto. Mannaggia di un porro. Che poi, da Wiki, " Deve la sua fama soprattutto alla creazione di un originale metodo psicodiagnostico creato indipendentemente dai presupposti freudiani.", perciò anche quella è una definizione superficiale, come la sua critica.

» postato da Tobanis alle 17:32 del 09-03-2009

8 OT stando a mia moglie, che e' psicologa e mi ha sposato come caso di studio, il test di R. non ha alcun fondamento "psicologico", bensi' meramente "statistico". Ovvero: le famose macchie sono state presentate a molte persone, di cui gia' a priori si sapeva se erano normali o mattacchioni, ed eventualmente che tipo di mattacchioni. E si e' riscontrato che le varie categorie tendono a vedere piu' o meno le stesse cose, nel senso che i "sani" in una immagine vedono quasi tutti una farfalla, mentre i paranoici vedono quasi tutti un pipistrello, tanto per dire. Quindi in base a cosa si vede, si viene ricondotti ad una categoria. E' un test che non vale una cippa, perche' i matti, che stupidi non sono, sanno benissimo quali risposte dare. Inoltre, essendo la psicologia una setta che si sostiene con l'autotassazione, le cartelle con le macchie non te le puoi scaricare e stampare con la laser, ma devi comrparle e pagarle soldi buoni pena la radiazione dall'albo.

» postato da paolo137 alle 17:52 del 09-03-2009

9 ATTENZIONE: QUESTO POST OT SI CANCELLERA' FRA 3 GIORNI!!! TI PREGO PAOLO137: CANCELLA ANCHE IL TUO!!! ATTENZIONE QUESTO POST OT SI CANCELLERA' FRA 3 GIORNI!!! Il Rorschach in quanto test proiettivo sta all'opposto dei test strutturati, quegli 'inventari di personalità' (tipo MMPI) che – quelli sì – ti permettono di analizzare solo e soltanto aspetti comportamentali, permettendo al massimo di fare ipotesi sulle cause psicodinamiche inconsce... Non che la statistica non c'entri anche col Rorschach... però c'entra in MINIMA parte (la parte, appunto... dello psicologo): il grosso dell'interpretazione è e dev'essere - per gli intenti dello psicoanalista (psicologo E psicoterapeuta) che lo utilizza - di tipo QUALITATIVO, e non solo QUANTITATIVO... Insomma non c'è da correggere il test solo col manuale di siglatura... anche per gli studenti di psicologia vi è un ampia mole di letteratura da leggersi riguardante l'interpretazione psicoanalitica del protocollo (vd. ad esempio i libri della Chabert ): a quei livelli interpretativi stai sicuro che si registra tutto (con nastri audio, se non pure video...) e si sta attenti a comprendere nel profondo anche un semplice 'grazie' che esce di bocca al cliente (per non parlare dei comportamenti non verbali...). Insomma si interpreta tutto, e per far questo ci si ricollega alle numerosissime teorie uscite da un secolo di psicoanalisi, mica alla statistica... Il Rorschach è un test eccezionale per questo, inteso come 'radiografia' delle psicodinamiche interiori, uniche e irripetibili, di un singolo individuo... dei campioni statistici allo psicoterapeuta analista non gliene frega niente, impegnato come sarà poi in un lavoro vis a vis che - nei casi più difficili - metterà alla prova la consistenza stessa delle sue teorie di riferimento, oltre che dello stesso test... Le tavole non sono vendibili a chicchessia e neanche possono comparire in Tv o al cinema (quelle che si vedono sono copie diverse... anche se capita di vedere anche gli originali, il che in tutti gli Stati sarebbe vietato per legge...) perché è importante per la migliore riuscita possibile del test che il cliente le veda dinanzi a sé per la prima volta. Comunque capisco tua moglie: all'università, specie se statale, fino a qualche anno fa già era tanto se ti insegnavano a somministrarlo quel test, figurati a correggere e poi a interpretare in un certo modo (da specializzandi in materia) il tutto; se poi chi tiene la cattedra delle tecniche psicodiagnostiche è uno statistico che si interessa solo di test strutturati, sai già quello che ti sentirai dire sul Rorschach... P.S.: ultima cosa mi raccomando: non mi essere 'anale' col Rorschach: copie laser delle tavole... ah, ah, ah!!! .................... 'Faccio in fretta un altro inventario...' (Renato Zero, 'Mi vendo') ........ EDIT: TIME IS UP...MA IL POST RESTA... ... :wink:

» postato da ericrap alle 17:16 del 10-03-2009

10 Ti ringrazio per le precisazioni. Purtroppo non sono sufficienti a farmi cambiare idea (o moglie) riguardo alla psicanalisi in particolare ed a tutte le cose che cominciano con "psi" in generale. Se posso permettermi un ultimo sussulto di "analita'", aggiungero' che trovo allucinante che queste "discipline" godano presso alcuni del rango di Scienze. Mi rendo conto di suonare un po' manicheo, e sottolineo che non c'e' alcun intento offensivo nei tuoi confronti (anche se puo' sembrare l'opposto! :hug: ) . Parafrasando un trito luogo comune politicamente scorretto, "alcuni dei miei migliori amici sono psicologi o psicanalisti" :lol: Mi auguro invece che vorrai invece lasciare il tuo intervento, senz'altro qualificato, in modo da avere una opinione differente ed articolata. Tanto non e' la prima volta (o l'ultima!) che si va OT, da queste parti. Purtroppo ora devo salutarti in quanto stanno tornando quei simpatici signori con la camiciona stretta stretta per riportarmi nella mia comodissima stanza tutta morbida... :shock: :shock: :shock: CORREZIONE! Mia moglie, dopo avermi letto, dice che non ho capito niente di quel che mi ha spiegato del R. (cosa peraltro possibilissima, anche se mi ricordo molto bene certi suoi discorsi). Pertanto mi avvalgo della facolta' di rimangiarmi tutto, anche se lascerei il post come memento.

» postato da paolo137 alle 18:12 del 10-03-2009

11 Visto stasera. Un film strepitoso. Da antologia i titoli di testa, sublime tutto il resto. 7di9

» postato da 7di9 alle 00:13 del 12-03-2009

12 «Visto stasera. Un film strepitoso. Da antologia i titoli di testa, sublime tutto il resto. 7di9» Sottoscrivo 5 su 5 stelle anche da parte mia... :wink: ...e non si può dire che io non sia partito con una dose di pregiudizi allucinante...

» postato da Zakalwe alle 09:21 del 12-03-2009

13 Da appassionato della storia ho trovato il film davvero eccellente, duro, crudo, ma capace di commuovere e far riflettere, con una menzione speciale alla colonna sonora, davvero indovinata, ottima trasposizione della graphic novel (anche se, se devo fare un appunto, la scena finale, l'avrei preferita più cupa, a suggerire un probabile epilogo catastrofico, come nell'originale)

» postato da anima alle 01:47 del 13-03-2009

14 ««Visto stasera. Un film strepitoso. Da antologia i titoli di testa, sublime tutto il resto. 7di9» Sottoscrivo 5 su 5 stelle anche da parte mia... :wink: ...e non si può dire che io non sia partito con una dose di pregiudizi allucinante...» Sottoscrivo Zak e 7di9, splendido, l'ho visto ieri sera, mi è piaciuto davvero parecchio e non avrei chiesto di meglio come trasposizione :)

» postato da Stefanoventa alle 11:21 del 13-03-2009

15 Amo Watchmen da prima che si sentisse parlare di un film tratto da esso, e non sono rimasto deluso in nessun modo, nonostante tutto (così come non mi deluse v per vendetta). Però mi chiedo perchè uno come Porro debba ricevere uno stipendio nonostante abbia dimostrato chiaramente di non fare il suo lavoro. Comunque più in generale qui su Fantascienza.com si vedono persone che scrivono con coscienza, su altri siti di cinema si assiste ad una desolazione e chiusura mentale impressionante!

» postato da Sbandieratore alle 01:02 del 14-03-2009

16 Ho visto il film senza aver letto il fumetto e ho capito molto poco. Personalmente quando vado a vedere un film, perdonate l'ovvietà, voglio vedere un film, voglio cioè che sia adattato per essere un film, non una cosa che rispetti fedelmente un'altra cosa. Per lo stesso motivo per cui non amo certi film tratti da pièce teatrali perché sono troppo verbosi e girati solo in pochi ambienti chiusi, cioè perchè sono male adattati, ho trovato watchmen confuso, lungo e senza struttura, cioè male adattato.

» postato da (matteo leotta) alle 11:25 del 16-03-2009

17 Io ho visto il film senza aver letto la Graphic Novel e ho capito tutto... Secondo me Zack Snider è stato perfetto proprio nel riuscire a raccontare tutto ciò che serviva a far comprendere la genesi di questi "uomini mascherati" dai Minutemen degli inizi passando alla seconda generazione fino al post-decreto che li rese illegali... grazie all'uso dei flashback (fin dai titoli di testa: importantissimi e bellissimi) Ho avuto modo dopo di poter prendere in mano il "fumetto"... ebbene... ora apprezzo ancor di più il lavoro del regista... proprio perchè il film è esattamente strutturato allo stesso modo! Io considero Watchmen un capolavoro, per me sono 5 le stelle da assegnare.

» postato da kelSo & Mastinga alle 23:52 del 16-03-2009

18 un gran film, anche per chi non ha mai letto il fumetto. sono appena tornato e non credo stanotte riusciro' a prender sonno a lungo: sono elettrico. personalmente credo questa sia un opera da 5 stelle, meritatissime e se non le diamo a Watchmen sinceramente non so davvero a chi potremmo darle.

» postato da . alle 01:43 del 18-03-2009

19 ATTENZIONE: POST V.M. 32!!! AUTOCENSURA!!! CONTIENE VOLGARITA' IN METAFORA!!! E PURE SPOILER!!! ATTENZIONE: POST V.M. 32!!! 'Chi ti muove i fili è Dio o Satana?' (R. Zero) ................... WATCHMEN Pensavo fosse 'amore', invece era una 'puttanata'... Partiamo dall'inizio: evidenziamo subito il maggior pregio del film, vale a dire gli splendidi titoli di testa: ci troviamo innanzi ad un mirabile esempio di 'foto-cinematografia' che introduce la storia dei nostri 'Goodfellas' in maniera sintetica e oltremodo significativa: gli scatti fotografici 'immortalano', fermano quel tempo in tragico movimento, e riscaldano i cuori con 'stellari' flash dal passato, in una nostalgica regressione sul quadrante dell'orologio esistenziale... Con questo Watchmen in celluloide, non c'è che dire, si direbbe 'amore a prima vista'... e, aggiungerei, la 'cotta' sembrerebbe poi proseguire per più di mezz'ora (nonostante l'idiosincrasia personale per le voci narranti e quella di Rorschach in particolare...), facendo sognare un''amata immortale'... Senonché il sogno cinefilo(-beethoveniano) ahinoi poi svanisce... e in vero proprio quella che sembrava esser stata all'inizio una geniale commistione di mezzi espressivi diversi (l'immagine in movimento del cinema apparentata a quella statica disegnata sulle pagine di una graphic novel) inizia ad evidenziarsi al negativo quale crepa di fondo dell'opera, quale 'stonato' difetto del film. Scemato l'entusiasmo iniziale evocato dall'incipit, tutto resta insomma come 'congelato' - proprio a metà strada - arenato in una 'terra di nessuno', fatta né di vero cinema né di fumetto... Il film inizia a perdersi facendo sorgere una duplice impressione: dapprima quella estraniante di assistere a delle scene che sembrano scritte per essere lette su carta, vignetta dopo vignetta, anziché seguite con corrispondente full immersion in una buia sala cinematografica... e in seguito quella forse anche peggiore, di star seguendo un film che si fa nella stessa esplicitazione dei suoi contenuti sempre più superficiale; fumettistico sì, ma ormai in senso deleterio... Riguardo la prima impressione, sulla qualità (e quantità) complessiva dell'adattamento non mi pronuncio, anche se in linea di massima penso potrebbe anche andar bene replicare intere scene, e finanche gli stessi dialoghi scritti 25 anni fa... come anche non mi scandalizzerei neppure se leggendo Moore scoprissi che le vignette della graphic novel fossero state utilizzate come storyboard dal regista... Tutto questo, ripeto, potrebbe anche andar bene... e magari starebbe lì a evidenziare l'amore devoto degli autori del film nei confronti della fonte letteraria... se non fosse però che in questo caso sembra poi che a conti fatti manchi... il grande cinema; voglio dire: il rendere il tutto comunque in una degna maniera 'cine-matografica', cioè con quelle 'fotografie in movimento' che richiedono sempre i loro tempi, che hanno bisogno di 'respirare' a loro modo... onde poi poter emergere 'a fuoco', ben 'sviluppate', dalla 'camera oscura' di una sala colma (beh, insomma... questa volta non tanto...) di spettatori... Qui gli autori del film sembra restino un 'tantinello' succubi di Moore, oltre che della Warner: se il diabolico Ozy convince l'umanità con l''arma letale' del telecomando... in questo adattamento 'contronatura' l'impressione è che si sia voluto soddisfare il pubblico usando la cartacarbone e infine le forbici: e così via via il senso di 'estraneamento cinefilo' cresce, e pur non avendo letto il testo di Moore più volte durante la visione del film la domanda sorge comunque spontanea: 'Ma questo che cos'è: un fumetto?!?' Certo, a volte alcune battute sono comunque inserite in maniera efficace, funzionale nonché accattivante... purtroppo poi in molti altri casi resta invece la sensazione 'onanistica' di intere scenette costruite in maniera artefatta, semplicemente per regalare una battuta ad effetto all'eroe di turno (penso soprattutto a come è stato scritto il personaggio di Rorschach, specie la parte nel carcere...), onde renderlo molto, ma molto '(para)cool'... Anche qui siamo sempre alle solite: il fumetto è una cosa, la realizzazione cinematografica – quandanche la si volesse fedelissima alla fonte originaria - richiederebbe dell'altro... E veniamo ai contenuti, al 'cervello' dell'opera... Le tematiche di fondo sarebbero interessanti, non c'è che dire, rimandando in sostanza ad un impianto nichilista e gnostico: ci troviamo in un mondo alternativo, che ha accantonato la vera falsificazione della storia umana, quella giudeo-cristiana (Nietzsche dixit)... 'Dio è morto' da un pezzo, e pure l'umanità tutta non si sente tanto bene (Woody dixit): è in 'coma profondo', ed i suoi stessi eroi ne rispecchiano la decadenza animalesca, i 'basic instinct' tipici da esseri 'pre-adamitici', sub-umani; non c'è alcuna FEDE che può salvare, 'per grazia ricevuta', l'umanità ormai al baratro, non vi è alcun 'ordine morale universale'... Ma vi sono due superuomini (Dio li fa, e poi – gnosticamente – li accoppia, unendo il 'buono' al 'cattivo'...) che finiranno per andare a braccetto: l'INTELLETTO di Ozy e la VOLONTA' del Doc, rispettivamente l'anima razionale e quella spirituale del gruppo, il 'faraonico' ($$$) re illuminato e il 'massonico' (cf. il significato 'pneumatico' simboleggiato dal suo color 'blu-puffo'...) gran sacerdote pronto a offrirsi in 'a-morevole' (alfa privativo...) sacrificio, pur di andarsene a 'puffolandia'... pardon: in un'altra galassia... Costoro (i due 'superdotati'...) bastano a 'salvare' l'umanità conducendola – 'al di là del bene e del male', checché ne dica il 'sanguigno', 'pasionario', Rorschach... - al 'novus ordo seclorum', come scritto sulla banconota del dollaro: d'altronde 'Dio è americano'... E così 'si fa la storia', il 'luci-ferino' cerchio ciclicamente si chiude per opera di pochi 'illuminati', l'orologio dello spazio-tempo in cui tutti sono rimasti imprigionati ha il suo 'eterno ritorno', si torna 'ab ovo'... ... E dai 'pre-adamitici' della vecchia decadente società – un Occidente ormai obnubilato e senza spina dorsale - si arriva... ad Adamo ed Eva, proprio quelli ab aeterno già arrivati 'usque ad mala' (a mangiare dell'Albero della conoscenza): si ritorna al loro 'lieto fine', con lei che ha conosciuto la verità sul suo 'serpentato' progenitore che ha acceso in lei la vita, ed il nostro gufo notturno che grazie alla donna riscopre la sua stessa origine di cartesiana 'sex-machine', macchina la cui spirituale scintilla vitale ha ripreso fuoco (cf. la simbolica fiammata di Archie), psiche che ha integrato il 'Cavaliere oscuro' col 'luminoso Superman', ed è dunque ormai in pace e libera da blocchi nevrotici del 'pistone', pronta a generare tanti piccoli nuovi 'Clark Kent' bisognosi di crescere e diventare anch'essi 'super-men' nel nuovo mondo consegnatoci riappacificato... Questi contenuti, dunque, sarebbero interessanti... purtroppo è la realizzazione che nel caso di 'Watchmen' alla lunga lascia a desiderare: a parte la capacità di rendere un'atmosfera (Snyder non è Scott: non basta un po' di pioggia e una voce narrante per rifare 'Blade runner' in chiave gnostica... come non basta usare – e pure malamente... - la computer grafica su Marte se poi questa non fa che coprire come una foglia di fico lo scarso spessore dei dialoghi e degli stessi interpreti...), e, sempre in generale, quella di portare avanti un plot giallo con sufficiente pathos tale da non far apparire il tutto un pretesto... ciò che soprattutto dà fastidio assistendo all'evolversi del film è il restare su un piano bidimensionale anche per quello che riguarda l'introspezione psicologica dei personaggi... E sì che nel film si assiste alla somministrazione (anche lì fumettosa... va be' l'ucronia, ma anche un po' di serietà non guasterebbe...) di un test proiettivo come il Rorschach... voglio dire (provocatoriamente): un test che dovrebbe far emergere le psicodinamiche più profonde dello psichismo umano, quel 'non detto' che di solito – inconsapevoli - non diciamo neanche a noi stessi... E invece no: si resta in superficie, ed in una maniera molto 'americana' si passano in rassegna – personaggio dopo personaggio – una mera serie di quadri sintomatici (l'isolamento schizoide, l'impotenza sessuale, la mania di grandezza, la sociopatia, la psicopatia, l'acting out aggressivo, quello sessuale...), lasciando all'ultima parte della pellicola una malriuscita rappresentazione di più profonde catarsi emotive di stampo più 'europeo'... Insomma: tanto spazio ai pragmatici 'inventari di personalità' – e a battute che 'dicono tutto' ma non dicono niente... - più che al Rorschach e al 'sound of silence'... e quando si tratta di affrontare le cause emotive profonde, si accenna a un pianto del Comico verbosamente commentato, o a un fantasmagorico insight ricevuto su Marte da Spettro di Seta, roba che a ripensarci adesso la Evey sotto la pioggia dei Wachowski... sta proprio su un altro pianeta... Che dire: qui penso emergano più chiaramente, oltre a quelle dello sceneggiatore, anche le responsabilità del regista: finché ci si limita al 'compitino', finché si filmano scene di sesso e violenza esplicita (cose che faceva Cronenberg già negli anni '80, ma filmandole a suo modo e soprattutto accompagnandole drammaturgicamente con ben altro materiale ...), abbiamo l'eroe campione di incassi di '300' (quello della serie: 'America' facce Sparta...', solo che Sordi faceva ridere di proposito... ahh, scusa Zack!!), alla Warner va tutto bene, stanno tranquilli... ma quando si tratta di far emergere una visione, una lettura che sia personale, o anche una sintetica interpretazione di quello che si ritiene oggettivamente sia stato il significato più profondo di un capolavoro altrui, o quando infine si tratta di lavorare di fino sui personaggi... ecco che allora nel caso di Snyder 'sotto il vestito' (realizzato... in cgi), e la stessa 'nuda' pulsionalità del suo cinema... in vero poi non resta un granché. Certo, meriterebbero in conclusione una menzione speciale sia la colonna sonora che le numerose citazioni cinefile, 'gioielli' che impreziosiscono il film e a volte lo salvano da rischiose cadute (cf. la musica Wagner-coppoliana che dà una mano fondamentale nella scena fanta-surreale vietnamita), o ne mascherano i vuoti drammaturgici (cf. il facile ricorso finale a Mozart)... Fatto sta, e concludo, che tolti pure i 'gioielli' (presi a nolo anch'essi... oltre agli altri 'important artifact'...), per chi ama veramente il cinema questo 'Watchmen' continuerà con ogni probabilità a restare, più che 'una donna da amare'... 'una ******* da scopare'. ... Provando le emozioni 'graphic-informatiche' di un'emoticon ( :) )... ... e per soli sei euro... Voto: 2 stellette e ½ su 5; ambizioso cinefumetto 'iperadattato&disadattato', che non riesce a 'crescere' e ad esprimere cinematograficamente quelle che potevano essere le sue potenzialità più 'adulte', ma resta fermo alle 'adolescenziali' espressioni da cinema 'pulsionale e cazzuto' di Snyder. Firmato: Eric J. Mourinho (Uno che di prostituzione, intellettuale e artistica, se ne intende...) .......................... 'E non c'è sesso senza amore' (A. Venditti)

» postato da ericrap alle 15:24 del 20-03-2009

20 Bellissimo bellissimo, bellissimo.

» postato da Darklight alle 01:44 del 21-03-2009

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