Una storia di disperazione giovanile diventa l'occasione per dare vita ad un sorprendente thriller claustrofobico.

Un film intelligente e lungimirante che può essere considerato come la versione del ventunesimo secolo de 'La finestra sul cortile' di cui ricrea il meccanismo narrativo, ampliandolo e 'aggiornandolo' in un certo senso ai giorni nostri.

L'utilizzo 'smodato' della tecnologia fatto in Disturbia crea un labirinto di immagini e suggestioni, che avvicinano la storia non solo alla nostra quotidianità elettronica, ma soprattutto a quel senso di solitudine che, spesso, un eccesso tecnologico può provare a nascondere.

In questo senso Disturbia segue vari piani di lettura: da un lato thriller dall'impianto geometrico e inquietante; dall'altro storia personale fatta di un cupo dolore, squarciato di tanto in tanto, dalla consolazione della bellezza, dalla speranza di un amore, dall'insensatezza svogliata e sventata della gioventù.

DJ Caruso, regista di Identità violate, ma anche di alcune serie televisive originali e di successo come The Shield e Smallville, dà vita ad una pellicola notevole, che rappresenta una delle grandi sorprese del 2007: Disturbia è, infatti, una combinazione intelligente del meccanismo narrativo hitchcockiano de La finestra sul cortile con le suggestioni anonime e urbane della suburbia esplorata narrativamente in American Beauty di cui il film condivide ambientazione e atmosfere. La storia è quella di un teenager che resta confinato in casa dopo un incidente d’auto in cui è morto suo padre e un alterco con un professore che gli è costato una sospensione nonché una condanna agli arresti domiciliari con tanto di braccialetto elettronico per prevenire eventuali trasgressioni. La sensuale figlia dei nuovi vicini rappresenta il suo vero unico interesse, visto che il ragazzo trascorre le giornate ad osservarla con il suo binocolo. Lei, però, se ne accorge e pian piano inizia a fare amicizia con lo sgangherato vicino ultratecnologico. Accanto al ragazzo abita, però, un inquietante uomo dall’aria solitaria, che sembra nascondere qualche mistero. Maniacalità del controllo oppure sospetti fondati?

Originale thriller volutamente ‘statico’ in cui una regia dinamica amplifica l’idea claustrofobica originale, Disturbia, pur essendo diretto ad un pubblico principalmente di giovani, trova la sua forza in un impianto narrativo che omaggiando apertamente Hitchcock si discosta sensibilmente da tanto cinema di genere in circolazione.

Divertente, ma anche angosciante, nonostante la buona dose di humour e l’innegabile tensione erotica di marca giovanilistica, il film punta a descrivere un vicinato tutt’altro che tranquillo dove possibili nuovi amori giovanili si stagliano sullo sfondo di qualcosa di spaventoso. Un film piacevole, ma anche “adrenalinico”, il cui unico difetto è quello di scivolare verso un finale, abbastanza e - forse - inevitabilmente, prevedibile rispetto una costruzione sviluppata in maniera impressionante.

Disturbia è l'ennesimo film sulla paura di un pericolo che si annida in un contesto rassicurante come quello di un vicinato tranquillo, ma è anche una pellicola intrigante sulla possibilità che la nostra vita e i nostri problemi più o meno grandi vengano scossi da minacce imprevedibili e - perfino - letali.