- L'incognita della fusione con Paramount
- La Conquista di Aegon I al centro della trama
- Un universo in espansione
Warner Bros. ha messo in cantiere un lungometraggio dedicato al mondo di Game of Thrones. A firmare la sceneggiatura è stato chiamato Beau Willimon, nome di peso nel panorama televisivo americano grazie al suo lavoro su House of Cards e sulla serie Star Wars Andor. Secondo quanto riportato da Page Six Hollywood, una prima bozza dello script sarebbe già stata consegnata allo studio. Al momento non risultano né un regista né un cast, ma la macchina produttiva si è messa in moto.
L'incognita della fusione con Paramount
Sul progetto pesa però una variabile tutt'altro che secondaria. Warner Bros. è attualmente al centro di un processo di acquisizione da parte di Paramount Skydance. Se l'operazione dovesse andare in porto, i nuovi vertici potrebbero rimettere mano all'intero piano di sviluppo dello studio, come spesso accade nei grandi passaggi di proprietà.
Tuttavia, Game of Thrones resta uno degli asset più preziosi del catalogo Warner. Il CEO di Paramount, David Ellison, si è dichiarato grande estimatore del franchise e progetterebbe di portare in sala almeno trenta film all'anno una volta conclusa la fusione, un obiettivo ambizioso che ha bisogno di titoli di richiamo: un ritorno cinematografico a Westeros avrebbe tutte le carte in regola.
La Conquista di Aegon I al centro della trama
Secondo le prime indiscrezioni, il film racconterà la storia di Aegon I Targaryen e della sua conquista di Westeros, ambientandosi secoli prima degli eventi narrati nella serie televisiva. Per gli appassionati della mitologia creata da George R.R. Martin, si tratta di uno dei capitoli più attesi e mai portati sullo schermo.
Aegon I è il fondatore della dinastia Targaryen, la stirpe da cui discende Daenerys, interpretata da Emilia Clarke nella serie originale. Il suo nome aleggia su ogni pagina della saga, ma finora non era mai stato protagonista di un adattamento.
Un universo in espansione
I Targaryen hanno già dimostrato di poter reggere il peso di una produzione autonoma. House of the Dragon, incentrata sulla sanguinosa guerra civile interna alla casata, tornerà in onda la prossima estate, mentre A Knight of the Seven Kingdoms ha da poco concluso la sua prima stagione.
La serie madre, tratta dai romanzi bestseller di Martin, ha attraversato otto stagioni raccogliendo una quantità impressionante di Emmy e trasformandosi in un fenomeno culturale globale. Al di là delle polemiche sul finale, il suo impatto sulla serialità televisiva resta indiscutibile.
La conquista di Aegon offre tutto ciò che serve a un grande blockbuster: draghi, battaglie su larga scala, intrighi politici e la nascita stessa del Trono di Spade. Se il progetto andrà avanti, potrebbe tradursi in un'opera di respiro epico capace al tempo stesso di conservare quella ferocia nelle dinamiche di potere che ha reso la serie così coinvolgente.
Per ora, tuttavia, si resta in attesa. La sceneggiatura è scritta, il quadro societario è in evoluzione e i fan tornano a scrutare l'orizzonte, in attesa che il prossimo drago spicchi il volo.












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