La fantascienza russa di inizio novecento ha vissuto momenti di altissimo livello letterario, così dedicata a immaginare una possibile società del futuro. E i suoi autori non erano solo abili artigiani della parola, ma anche praticanti sul campo di scienza, medicina, economia e filosofia. 

Quello che raccontavano non era un modo virtuale e inventato, ma una vera e propria possibilità di futuro.  

Senza l'influenza dei vari Aelita di Tolstoj, La Stella Rossa di Bogdanov, Treni cosmici di Ciolkovskij, Noi di Zamjatin, non ci sarebbero probabilmente state molte delle opere che hanno fatto la storia della fantascienza mondiale. 

Ma da metà del secolo in poi, non vi è alcun dubbio che i fratelli Arkadi e Boris Strugatzki siano gli scrittori in assoluto più rappresentativi della narrativa fantastica del paese. 

Anche per questo la loro (ri)proposta da parte di Marcos Y Marcos è particolarmente da apprezzare e dopo Picnic sul ciglio della strada  (da cui nel 1979 fu tratto il film di Andrej Tarkovskij, Stalker) arriva infatti in libreria anche questo Un miliardo di anni prima della fine del mondo (anche in questo caso nel 1988 era stato tratto un film dall'opera letteraria, intitolato I giorni dell'eclisse).

Il libro

Fa un caldo feroce a Leningrado, e Maljanov non è al mare con moglie e figlio, è rimasto a casa, immerso nella sua ricerca sullo spazio interstellare. È a un passo, lo sente, da una grande scoperta. Basta un ultimo sforzo, concentrarsi, lasciare i piatti sporchi nell’acquaio, far la spesa solo quando il gatto implora da mangiare.

Concentrarsi: è una parola.

Squilla ininterrottamente il telefono, suonano alla porta.

Arriva un pacco dono pieno di vini e leccornie. Passa a trovarlo una donna con il collo fatto per essere baciato. Poi è la volta di un vicino che ha il bisogno impellente di prestargli un libro.

Combattere la distrazione quando si deve lavorare, certo, è un problema di tutti. Ma qui c’è qualcosa di strano, pensa Maljanov. Ne discute con gli amici scienziati e scopre ben presto… che capita anche a loro la stessa cosa. Continue interruzioni perverse, proprio quando la ricerca è sul più bello, vicina alla svolta. Si parla addirittura di minacce.

Qualcuno vuole ostacolarli, fermare il progresso della conoscenza. Qualcuno, sì, ma chi? E soprattutto, che fare, adesso?

Prendersi il rischio, la responsabilità di andare sino in fondo, o arrendersi, appiattirsi, “diventare meduse”?

È la scelta cruciale che tocca a Maljanov.

Nel nostro tempo di stimoli schiaccianti, di totalitarismi vecchi e nuovi, ciechi e insinuanti, un romanzo straordinariamente attuale sulla necessità di essere se stessi, liberi e indipendenti, per cambiare il mondo.

Ci vuole tempo, ma ancora un po’ ne resta: un miliardo di anni.

“Ma saremo costretti, saremo costretti a imparare. Perché voi siete messi in un modo che non solo non avete amici. Voi siete talmente soli che non avete nemmeno nemici.”

Gli autori

Da quando, nel 1958, si sono affacciati sulla scena letteraria, i fratelli Arkadi e Boris Strugatzki sono i guru incontrastati della narrativa del fantastico russa. Insieme, questi due grandi stalker – spesso messi al bando dal Sistema – hanno ‘visto’ e descritto scenari del presente proiettandoli in un futuro prossimo e lontano. Nel 1972 ci hanno regalato un capolavoro, Picnic sul ciglio della strada; un romanzo epico, scritto in tono quasi fiabesco, in cui un ‘cercatore’ – lo stalker, appunto – viene posto di fronte a sfide assolute; Tarkovskij ne ha tratto un film meraviglioso, Stalker, ed è persino diventato un celebre videogioco (S.T.A.L.K.E.R., Shadow of Chernobyl). Anche da È difficile essere un dio, romanzo visionario, sempre pubblicato da Marcos y Marcos, sono stati tratti ben due film: nel 1989, da Peter Fleischmann (Scene di caccia in bassa Baviera) e nel 2013 da Aleksej German.

Arkadi e Boris Strugatzki, Un miliardo di anni prima della fine del mondo (За миллиард лет до конца света, 1977), Marcos Y Marcos, pagg. 221, Euro 13,60