"Un labirinto è un edificio costruito per confondere gli uomini; la sua architettura, ricca di simmetrie, è subordinata a tale fine". Sono parole di J.L. Borges, ma per il protagonista del corto Metro dello spagnolo Victor Miralles Santacreu il labirinto si trasforma in un incubo in stile The Cube. Tutto ha inizio nel contesto di una situazione quotidiana, del tutto ordinaria, come può essere scendere le scale di una meropolitana. Ma dopo le prime curve, qualcosa va storto per il protagonista (e unico attore). Inizia l'affannosa ricerca di una via d'uscita...

Metro restituisce l'angoscia dell'uomo moderno di fronte al labirinto urbano. I claustrofobici cunicoli della metropolitana sono un setting perfetto per raccontare - con pochi mezzi e molta creatività - quanto sia facile perdersi. In una fredda logica che ricorda un quadro in bianco e nero di M. C. Escher, il protagonista scende nella metropolitana ma inizia a girare a vuoto, finché si accorge di tornare allo stesso punto e il mondo inizia a ripiegarsi su se stesso.

Metro è uno dei corti iscritti al Your Film Festival organizzato da Youtube. Se vi piace quello che vedrete nei pochi minuti di girato, a partire da giugno e per quindici giorni si potrà votare il corto di Miralles Santadreu per far sì che si qualifichi fra i dieci finalisti che andranno al Festival del Cinema di Venezia del 2012 a contendersi i cinquecentomila dollari messi a disposizione da Ridley Scott, Michael Fassbender e altri per realizzare un'opera nuova. Buona visione.

Ridley Scott è convinto che Alien sia al livello di Star Wars, e abbia un grande futuro

Il futuro dei prequel di Alien è fortemente in dubbio: per alcuni il suo destino è già...

Leo Lorusso, 29/12/2017

Alien Awakening: ci saranno ancora gli Ingegneri, parola di Ridley Scott

Covenant ha visto dimezzarsi gli incassi del capitolo precedente, nonché una generale disapprovazione...

Leo Lorusso, 23/06/2017

Ritorno al pianeta Alien

Con Alien: Covenant, Ridley Scott torna alla saga che lo ha reso famoso. Ma sarà riuscito a far...

Arturo Fabra, 6/06/2017