Con I quattro soli di Dumarest Elara pubblica il quarto capitolo della serie di Dumarest, l'eroe terrestre creato da Edwin C. Tubb, arrivando a metà di uno dei più lunghi cicli della fantascienza.

Come di consueto il volume racchiude quattro storie autoconclusive, che narrano la ricerca della Terra, il pianeta natale abbandonato da fanciullo e ora traguardo ambito ma perso tra decine di migliaia di altri mondi, di Earl Dumarest, uno degli eroi più affascinanti della space opera.

L’occhio dello Zodiaco (Eye of the zodiac, 1975)

Arenato sul pianeta Stradum Dumarest lavora per guadagnare quanto basta a pagarsi un passaggio in economica, quando Leon Harvey, un suo giovane collega, gli dice di provenire da un pianeta chiamato Nerra.

Attirato dall'assonanza del nome con Terra, Dumarest scopre che Harvey proviene in realtà da Shajok, un pianeta poco popolato e in gran parte selvaggio, e decide di farvi tappa.

Arrivato sul posto scopre che il giovane proveniva dalle montagne all'interno, per cui accetta di unirsi a una spedizione esplorativa.

Assieme alla guida Chaque e ai finanziatori, Jalch Moore e sua sorella Iduna, Dumarest inizia un viaggio pericoloso, che dopo mille peripezie lo porta a un villaggio isolato, abitato dal Popolo Autentico, discendenti dei primi colonizzatori provenienti dalla Terra.

Dumarest sa che qui potrebbe trovare qualche indizio che gli indichi la posizione della Terra, la sua patria perduta, ma sa anche che immensi pericoli, palesi e nascosti, lo attendono. 

Il fante di spade (Jack of swords, 1976)

Ertalde è un mondo dove immense ricchezze convivono con un oceano di povertà, senza opportunità per guadagnarsi da vivere onestamente, così Dumarest è costretto a diventare un ladro di bestiame per poter sopravvivere.

Ma il chelach che lui e i suoi complici hanno macellato ha un valore inestimabile, inoltre il proprietario, Tien Haradia, sospetta gli altri possidenti di averlo voluto danneggiare, mettendo a rischio la stabilitù della società teraldiana.

A comp0licare le cose provvede l'arrivo di un rappresentante Cyclan, e Dumarest si trova coinvolto in un incredibile viaggio verso un pianeta misterioso, che nasconde una ancor più misteriosa città. 

Spettro di un sole dimenticato (Spectrum of a forgotten sun, 1976)

La guerra è sempre una brutta cosa, se poi sei dalla parte dei perdenti lo diventa ancora di più, e proprio questo è il destino di Dumarest sul pianeta Hoghan: arruolatosi come mercenario viene catturato ed il suo destino sarà la morte.

Ma una occasione insperata gli permette di fuggire, in cambio del suo aiuto in un furto Lady Dephine gli garantisce un posto su un'astronave in partenza dal pianeta.

Dumarest non immagina che un nemico insidioso e difficile da sconfiggere sarà a bordo, quel viaggio sarà una delle più dure prove della sua vita.

Il rifugio delle tenebre (Haven of darkness, 1977)

Harald Dumarest è entrato in possesso dello spettrogramma del sole, e spera che i potenti computer del pianeta Harald possano rintracciare la sua posizione.

Sembra che Armand Ramhed, uno specialista ormai in decadenza, possa risolvere il problema, ma l'uomo viene ucciso e nonostante il tentativo di fuga Dumarest cade nella trappola del Cyclan.

Tornato libero grazie a un incredibile stratagemma Dumarest arriva su Zalym, un pianeta molto strano,dove una rigida società feudale ha imposto regole apparentemente assurde, cosa si nasconde sotto il mistero di Illusia, e chi sono i mitici e pericolosi Sungari, dominatori della notte?

A partire da questo volume i romanzi iniziano a diventare più corposi, e nell'ultimo Tubb introduce un cambiamento nella narrazione, da una lineare che seguiva principalmente le vicende di Dumarest, con qualche breve divagazione, a una vicenda che per gran parte della storia viene narrata su due piani differenti, che si ricongiungono a metà romanzo.

E proprio questa è forse la parte meno convincente di questo denso volume, probabilmente allontanarsi dal protagonista crea un certo sconcerto in chi lo ha seguito per quindici romanzi, inoltre la tensione viene diluita dalle interruzioni.

Ma nel complesso il livello resta altissimo, come al solito ci sono alcune scene memorabili, come la partita a poker truccata della prima storia o il modo con cui Dumarest riesce a sfuggire dalle grinfie del Cyclan nell'ultima, ed è proprio con queste storie che finalmente iniziano a saltar fuori indizi concreti sulla posizione della Terra.

La ventina di pagine in più non pesano sul ritmo dei romanzi, sono curioso di leggere il prossimo volume per vedere se Tubb ritornerà a focalizzare la storia su Dumarest o proseguirà con romanzi più articolati.

Come di consueto ricordo che i volumi della Elara non sono in vendita nelle librerie ma devono essere richiesti direttamente all’editore: www.elaralibri.it