Chi siamo noi? Spesso per confrontarci col mondo e con gli altri esseri umani indossiamo una maschera, che ci protegge e ci aiuta a essere classificati dal prossimo nelle categorie che ci definiscono. Ma non sarebbe bello se la maschera oltre all'aspetto ci fornisse anche l'anima, un passato, dei ricordi, una vita immaginaria da cambiare ogni giorno come si cambia d'abito? È l'affascinante mondo descritto dal racconto Prete, Fornaio, Bugiardo, Libertino, Maschera Rossa, Maschera Nera, Gentiluomo, Assassino di Eugie Foster, vincitore nel 2010 del Premio Nebula, che apre questo numero 60 di Robot, ventesimo della nuova serie edita da Delos Books e curata, come è, è stato e sempre sarà da Vittorio Curtoni.

E del rapporto tra anima, carne e metallo parla anche la collaborazione transoceanica tra l'americano Mike Resnick, recordman di premi Hugo vinti e di premi Hugo persi, e la giovane australiana Lezli Robyn, nel racconto Anime gemelle.

Ancora carne e metallo con i paguri, gli esseri metà uomo e metà automobile immaginati da Dario Tonani nello splendido e immaginifico Le polverose conchiglie del mattino.

Del tutto privo di carne è l'interlocutore dello sfortunato turista marziano immaginato da Ruth Nestvold e senz'anima, ma in un altro senso, sono i turisti raccontati da Nicoletta Vallorani su un pianeta che ricorda molto Pandora.

E non potevano a questo punto mancare le anime maledette raccontate da due maestri del fantastico, Danilo Arona, una colonna del fantastico italiano e conoscenza di Robot fin dalla sua prima incarnazione nei mitici anni Settanta, e la stella nascente del fantasy italiano Francesco Dimitri, autore di libri forti e innovativi come Pan e Alice nel paese della Vaporità.

Nella parte saggistica Giuseppe Lippi conclude il suo lungo viaggio tra i curatori storici del fantastico in Italia con una lunga e biografica intervista col duo storico Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco. Marco Spagnoli intervia col leggendario regista Joe Dante, autore di The Hole 3D ma anche di tanti classici da Gremlins a La seconda guerra civile americana.

Salvatore Proietti per una volta non si occupa di autori americani o britannici ma del nostrano Italo Calvino, e Alessandro Fambrini sulla scorta dell'inchiesta uscita sul numero 58 sulla "morte della fantascienza" traccia un parallelo tra science fiction e genere western.

E poi Mel Brooks e Frankenstein, il finale di Lost, Valerian e Laureline, e naturalmente l'imperdibile editoriale del solo e unico Vic.

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