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Contact
a cura di Alessandro Vietti e Emiliano Farinella

Primo Contatto

Il 2010 sarà ricordato per l’anno del “primo contatto”? Siamo “veramente” pronti a un’eventuale notizia della presenza di civiltà extraterrestri? Riflessioni, tra il serio e il faceto, per questa nuova rubrica di Delos che vuole esplorare i confini tra i se… della fantascienza e della realtà.


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Sperando nelle capacità di chiaroveggenza degli autori di fantascienza (in questo caso Arthur C. Clarke nel suo romanzo: 2010: odissea due) potremmo azzardare l’ipotesi che quest’anno possa essere il momento buono per instaurare un primo contatto con una civiltà extraterrestre. Che ciò avvenga in remoto (comunicazione radio, osservazione delle emissioni in atmosfera, o altro), o che avvenga sulla Terra (contatto del III tipo), non ha molta importanza. L’importante sarà essere pronti per non lasciarsi sfuggire l’occasione storica.

Purtroppo, dobbiamo escludere la variante, come da romanzo citato, dell’incontro nei pressi di Giove; al momento sembra piuttosto improbabile, visti i nostri progressi nei viaggi spaziali all’interno del Sistema Solare, che possiamo spostarci per andare a qualche “appuntamento” spaziale.

Faremo alcune premesse per escludere, essenzialmente per motivi di sintesi, fatti noti o superflui, con un uso spregiudicato, e personale, del “rasoio di Occam”:

 

-            Sì ad altre vite nel cosmo: anche essendo molto pessimisti sulla legge di Drake, non ascoltare Giordano Bruno (“Infiniti Soli, Innumerevoli Mondi”), si deve ammettere che nei miliardi di stelle presenti nel cosmo, qualcuno pure ci sarà (“In caso contrario sarebbe uno spreco di spazio”, diceva la Foster in Contact). Qualche civiltà meno evoluta di noi, qualcuna di più, ma non dovremmo essere soli nell’infinità dell’universo;

 

-            No agli UFO: non penso che una civiltà evoluta viaggi per anni luce e poi si faccia prendere improvvisamente dalla “timidezza”. Oppure rimanga occultata per un tempo indefinito, solo per osservarci… OK allo studio preventivo, ma per quanto tempo? Giorni, non mesi o anni. Dobbiamo ricordare che ci troveremmo sempre davanti a una civiltà molto evoluta (ha affrontato un viaggio che richiede conoscenze superiori). Anche l’eventuale tesi della “non interferenza”, alla Star Trek per intenderci, non mi sembra molto realistica per vari fattori (uno su tutti: non intervenire di fronte a una civiltà con così tante guerre, povertà e catastrofi varie sarebbe poco empatico);

 

-            No agli alieni cattivi: Alien, La guerra dei Mondi, Indipendece Day ci hanno fatto spaventare parecchio. Ma una razza, anche cattivissima, con conoscenze tecnologiche superiori, non sarebbe interessata ad arrivare fino alla Terra per mangiarci, per indurci in schiavitù o per conquistare il nostro pianeta; non ne avrebbe bisogno: esseri che affrontano viaggi interstellari possono anche risolvere problemi d’entità minore. Ultima osservazione: probabilmente una razza veramente cattiva si auto-distruggerebbe molto prima di giungere a una tecnologia inter-stellare;

 

Dopo le premesse necessarie la prima domanda da porsi è PERCHE’?

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Autore: Adriano Muzzi - Delos Science Fiction 124 - Data: 5 maggio 2010

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